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La morte di Madre Teresa (5 settembre 1997) commosse il mondo intero. Ai funerali di Stato, con i Presidenti dei più importanti Paesi del mondo, c'erano i più poveri: i malati di lebbra, i disabili, gli orfani, i sofferenti. C'erano tutti quelli che il mondo allontana e che l'umile suora di Calcutta aveva sempre preferito. Madre Teresa ha avuto molti contatti con i Gesuiti: quest'articolo, pubblicato su Popoli, (n.4, 1995), la rivista dei gesuiti dedicata alle Missioni, ne ricorda alcuni, molto significativi.
Prima di fondare una nuova congregazione religiosa, Madre Teresa faceva parte dell'Istituto della Beata Vergine Maria di Loreto, una congregazione religiosa femminile fondata nello spirito della Compagnia di Gesù. Fu proprio l'allora superiore Generale della Compagnia, il Padre Mercuriano, che diede un contributo decisivo nel definire la spiritualità dell'Istituto.
Proprio per il fatto di essere stata una Suora di Loreto, le Costituzioni di Sant'Ignazio e gli Esercizi Spirituali hanno avuto un grande influsso sulla spiritualità e sulla vita di Madre Teresa.
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| Madre Teresa di Calcutta |
Quando si apprestò a fondare la sua congregazione, che chiamò Missionarie della Carità, i principali collaboratori e consiglieri furono due gesuiti, i padri Julian Henry e Van Exem. In seguito, con l'interessamento di altri quattro gesuiti, i Padri Le Joly, Antoine, Fallon e dell'arcivescovo di Calcutta Mons.Perier, anch'egli gesuita, la Compagnia diede un contributo ancora più tangibile alla congregazione di Madre Teresa.
Pur influenzata dai gesuiti e dalla loro spiritualità, Madre Teresa ha comunque sviluppato una spiritualità adatta alle sue suore e per il tipo di apostolato cui le ha destinate. Cercheremo di esplorare qui i concetti tipicamente ignaziani che ritroviamo nella Costituzioni e nella spiritualità delle suore di Madre Teresa.
Madre Teresa individua nell'obbedienza e nell'umiltà, due concetti tipicamente ignaziani, i segni distintivi delle sue suore. Come Sant'Ignazio, anche Madre Teresa dà molta importanza all'obbedienza.
Ricorda il P. Van Exem: "Sottoposi la prima bozza delle Costituzioni delle Missionarie della Carità all'Arcivescovo Mons. Perier il primo di aprile del 1950. Si trattava di una raccolta di regole che Madre Teresa aveva elaborato durante i primi tempi della congregazione, con le sue prime compagne. C'era anche qualcosa dei suoi appunti "ispirati".
Mi sono riferito molto alle Costituzioni dei gesuiti per la struttura organizzativa. La prima bozza ne conteneva il sommario, centrato sulle quattro settimane degli Esercizi Spirituali: purificazione e santità, unione con il Padre e con Cristo crocifisso, unione personale con Gesù e con il suo infinito amore per i poveri, regole alimentari, penitenze ed esame di coscienza... Il concetto di umiltà deriva anch'esso dagli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio".
L'umiltà è la sorgente che rende affascinante la loro vita di Missionarie della Carità, nell'imitazione di Maria di Nazareth, umile serva del Signore. Per amore di Cristo fanno voto di obbedienza, povertà e castità. E compiono un passo in più, scegliendo di occuparsi dei più poveri tra i poveri.
"Vogliono e scelgono la povertà con Cristo povero... per imitare più concretamente Cristo Nostro Signore ed essergli più simili" (Esercizi Spirituali, 167).
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| Madre Teresa tra "i più poveri tra i poveri" |
"Le Missionarie della Carità - scrive Padre Le Joly nel suo libro Messaggero di Dio - condividono la serietà e la determinazione di Ignazio: la loro è una spiritualità solida, che non indugia in facili sentimentalismi". Questa spiritualità è modellata "su due delle chiavi meditative degli Esercizi Spirituali, quella del Regno di Cristo e quella dei due vessilli. Il Regno di Cristo è la meta a cui tutti gli sforzi umani vanno orientati.
Dio e le anime
Per Madre Teresa, come per Ignazio, scopo di ogni attività apostolica è la gloria di Dio e la salvezza delle anime. Conoscere e fare la volontà di Dio, dimenticando se stessi e abbandonandosi al suo volere, è una qualità richiesta a una discepola di Madre Teresa. E' un concetto molto vicino alla disponibilità ignaziana nell'andare in qualsiasi posto vi sia bisogno, in luoghi, paesi e popoli diversi, secondo i bisogni della Chiesa. Ognuno deve essere pronto ad affrontare qualsiasi compito che gli verrà affidato dal superiore.
Ignazio aveva dato ai suoi compagni un testo - che più tardi divenne la parola d'ordine per l'attività missionaria - tratto dalla prima lettera di S. Paolo ai Corinzi: "Mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno". Le suore vivono secondo questo imperativo paolino. Vivono con i poveri, soffrendo insieme a loro, adattandosi alle diverse culture in ogni parte del mondo in cui sono mandate, testimoni e strumenti nelle mani di Cristo che le ha scelte.
Anche il quarto voto delle Missionarie sembra avere la sua fonte d'ispirazione nelle Costituzioni d'Ignazio. Gli ordini religiosi anteriori alla fondazione della Compagnia prevedevano solo i tre voti della povertà, castità e obbedienza. Ignazio introdusse un quarto voto: quello di speciale obbedienza al Papa. Per i gesuiti questo quarto voto incarna il motivo stesso per cui la Compagnia è stata fondata: la missione.
Anche per le Missionarie della carità il quarto voto costituisce il carattere fondamentale della congregazione. Oltre ai tre voti tradizionali, le suore di Madre Teresa professano dunque anche il voto di "un servizio libero e di tutto cuore ai più poveri tra i più poveri".
Non deve quindi sorprendere che Madre Teresa abbia solitamente preferito dei gesuiti per la predicazione dei ritiri, per la direzione spirituale e la confessione, per sé e per le sue consorelle.
Sono stati alcuni gesuiti di Calcutta e di altre regioni, come lo studioso di Diritto Canonico P. Sanders a Kurseong, il professore di teologia morale P. Crueson e il Generale P. Jansens, a incoraggiare la nascente congregazione delle Missionarie della Carità.
Nel fondare il ramo maschile della Congregazione, Madre Teresa volle P. Antoine come Superiore Generale, e chiese al Generale dei gesuiti di renderlo disponibile per questo incarico. P. Antoine, ora defunto, era un missionario gesuita belga, studioso e pioniere nel campo del dialogo e dell'inculturazione, che lavorava a Calcutta. Comunque un altro gesuita, P. Andrew, fu a capo del ramo maschile.
Uno scritto ispirato di Madre Teresa
L’uomo è irragionevole, illogico, egocentrico.
Non importa, amalo.
Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici.
Non importa, fa’ il bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici.
Non importa, realizzali.
Il bene che fai verrà domani dimenticato.
Non importa, fa’ il bene.
L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile.
Non importa, sii franco e onesto.
Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo.
Non importa, costruisci.
Se aiuti la gente, se ne risentirà.
Non importa, aiutala.
Dà al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci.
Non importa, da’ il meglio dl te.
Queste parole di Madre Teresa di Calcutta, frutto del suo vivere il Vangelo e della forza che attingeva dalla preghiera e dai Sacramenti, sono riprodotte nella parete della Casa dei Bambini di Shishu Bhavan, fondata da Madre Teresa a Calcutta.
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