La Famiglia
nel messaggio di Cristo - 1

John Mc Dermott s.j.
Translated by Domenico Parrella s.j.


Riflettere sulla famiglia | Creati a immagine di Dio
La famiglia fondamento dell'amore cristiano | La sua indissolubilità | Dio condivide con noi la sua vita

1. Riflettere sulla famiglia

Se si considera quante volte la famiglia è insidiata dall’individualismo materialista nella società occidentale, che esalta la cosiddetta "libertà" dell’individuo di fare tutto quanto si desidera - che, all’atto pratico, troppo spesso si riduce alla ricerca sfrenata del piacere - appare giusto che si cominci a riflettere sulla famiglia, la sua struttura, il suo fine, la sua necessità.

Il Concilio Vaticano II chiamò la famiglia "fondamento della società", e il suo indebolimento deve preoccupare tutti (Gaudium et Spes, 52). Per quanto necessaria nella società civile, la famiglia acquista il suo pieno significato soltanto alla luce del Vangelo.

Una lettura superficiale del Nuovo Testamento potrebbe portare, a prima vista, a scoprirvi delle apparenti contraddizioni nel suo insegnamento riguardante il matrimonio. Da una parte Gesù approva la legge del Vecchio Testamento "Onora tuo padre e tua madre" (Marco 10, 17-19) e superando la stessa legge, ristabilisce l’indissolubilità del matrimonio secondo quanto Dio aveva voluto dall’inizio (Marco 10, 5-12).

Dall’altro canto Gesù annunzia di non essere venuto a portare la pace ma la spada, che divide i membri di una stessa famiglia l’uno dall’altro (Matteo 10, 34-36; Luca 12, 51-53). In effetti Gesù dichiara: "Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, sua moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la sua stessa vita, non può essere mio discepolo" (Luca 14, 26).

Per capire questo difficile linguaggio del Signore, bisogna guardare al matrimonio nel contesto più ampio della Sacra Scrittura. All’inizio stesso del Libro Sacro, la Genesi ci informa che "Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò". E subito dopo Dio comanda loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra" (Genesi 1, 27).

Nel Nuovo Testamento ha luogo la pienezza della divina rivelazione, e dalla sua prospettiva possiamo capire il pieno senso del libro della Genesi. Infatti, se Dio è amore (I Giovanni 4, 16), allora l’uomo e la donna sono creati a immagine dell’amore di Dio. E come l’amore di Dio è espansivo - andando, per così dire, al di là di se stesso con la creazione, e poi con la redenzione, in cui Dio effonde il sangue del Suo Cuore per condividere la sua stessa vita con noi, così l’amore coniugale tra marito e moglie è chiamato a espandersi nei figli.

Rifiutare questo inerente dinamismo sponsale verso i figli significherebbe vanificare l’amore. L’impulso biologico che dà origine alla procreazione è soltanto un segno della realtà più profonda, spirituale, contenuta nell’amore, e cioè, l’espansivo dono di se stesso.

L’uomo, infatti, è composto di anima e corpo in una unità vitale. Come il corpo aiuta a formare la personalità spirituale, così, da parte sua, l’anima esprime se stessa nel corpo. La gente esprime naturalmente la propria gioia per mezzo del riso e del sorriso, e il proprio dolore per mezzo di lacrime e lamenti. La fusione amorosa viene espressa mediante l’unione fisica, che unisce sia i corpi che le anime.

La stessa espressione corporea dell’amore può aiutare la crescita dell’amore spirituale, poiché la condivisione fisica manifesta il desiderio di condividere ancor più pienamente la vita interiore della persona amata.

2. Creati a immagine di Dio che è Amore

La famiglia è immagine
dell'amore espansivo di Dio...

Foto: Peter Christopher s.j.

Se l’uomo è un mistero a se stesso - per cui nessuno può spiegarsi come sia venuto all’esistenza, né quale vantaggio gli derivi dalla vita - l’amore è un mistero ancora più profondo.

Chi può spiegare perché una persona debba essere amata da un’altra? L’amicizia è un dono gratuito e nessuno può costringere un altro ad amarlo. Così grande è la nostra sete di amore e smisurata la nostra incapacità di garantirlo, che le industrie hanno realizzato grandi fortune cercando di persuadere la gente che un determinato dentifricio o deodorante o profumo o indumento o automobile farà certamente innamorare...

Ma nonostante il successo di queste pubblicità, nel profondo del nostro cuore noi sappiamo che l’amore non si può né forzare ne comprare. Perciò un senso grandissimo di gioia, meraviglia e gratitudine ci riempie il cuore, quando scopriamo di essere amati. Perché qualcuno deve amarmi?

Il mistero dell’amore esige totale donazione. Uno non può dire: "Ti amo fino a quando dura il danaro, oppure fino a quando trovo piacere in te". Né può dire: "ti amerò per cinque, dieci anni". E neppure: "Ti amo, se vai d’accordo con me". Tutte queste condizioni e limitazioni dicono chiaramente che il presunto "innamorato" sta cercando soltanto il suo tornaconto e non il bene della persona amata. Questo non è amore.

E tuttavia non c’è niente in noi che ci consenta di dichiarare ad alcuno: "Tu devi amarmi con tutto il tuo cuore, fino a dar la tua vita per me". L’amore esige un impegno totale, e fino alla morte. Dio soltanto può richiedere dall’uomo questo totale impegno.

È il mistero più profondo della vita e dell’amore, che Dio ci attiri a sé chiamandoci ad amarci l’un l’altro.

Il matrimonio fu il sacramento primordiale che unì Adamo ed Eva tra loro e con Dio. Essi furono creati ad immagine di Dio, che è Amore. Il peccato distrusse l’unità originale degli uomini tra loro e con Dio. Quando non c’è amore nel mondo, quando ciascuno mira soltanto al proprio vantaggio, il mondo non riflette più chiaramente l’amore di Dio.

Alcuni scioccamente pensano che Dio non c’è, perché permette al male di esistere. Il male è dovuto alla perversa volontà delle creature. Proprio perché Dio prende sul serio la libertà degli uomini, non fa scomparire le conseguenze delle loro decisioni.

Se l’amore contiene la forza di aiutare gli altri, il rifiuto dell’amore li danneggia. Ecco perché ci tocca vivere in un mondo così profondamente segnato dal peccato.

Noi siamo legati agli altri sia per il bene che per il male. Il dono della vita da parte dei nostri genitori comporta pure la nostra esistenza in una comunità umana peccatrice.

Sarebbe un figlio molto egoista colui che rinnegasse i propri genitori per qualche disonore o danneggiamento che gli avessero arrecato. L’amore porta a condividere la vita e la sorte di un’altra persona; rifiutare questo sarebbe rifiutare l’amore e ripetere il peccato di Adamo.

Nel nostro stato di confusione e di peccato, per cui siamo tanto inclini a biasimare gli altri per i nostri errori (i genitori, l’educazione, l’ambiente, ecc.) invece di riconoscere la nostra responsabilità, Dio non ci ha abbandonati. Nella sua morte e risurrezione, Gesù ci ha dato il segno invincibile che l’amore è reale ed è più forte della morte.

Nel suo amore per i peccatori, Egli si è donato completamente. Come Dio, come uno che sorpassa la nostra esperienza di amore frantumato e di peccato, Egli era l’unico che poteva darci l’assoluta sicurezza che l’amore è reale.

Con la nostra corrispondenza al suo amore noi ci uniamo a Dio, partecipando alla sua vita di amore, e così formiamo il Corpo di Cristo, la Chiesa.


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