31 Luglio: S.Ignazio di Loyola
fondatore della Compagnia di Gesù

Pasquale Puca s.j.

[Testo pubblicato su Nuova Stagione, Settimanale Diocesano di Napoli, il 27 luglio 2008.]

Maestro di discernimento e di vita spirituale, guida alla santità attraverso l'amore a Dio ed il servizio al prossimo, apostolo e uomo di governo e di grande umanità, s.Ignazio di Loyola è il Fondatore della Compagnia di Gesù.

Era nato in Spagna, nella regione basca di Azpeitia, nell'anno 1491. Morì a Roma all'alba del 31 luglio 1556, all'età di 65 anni, nella casa madre dell'Ordine religioso che aveva fondato, presso l'attuale Piazza del Gesù, non molto distante dal Campidoglio e dalla Chiesa di S.Maria in Aracoeli.

Dal 22 aprile 1541 era stato eletto Preposito Generale della Compagnia di Gesù, che il Papa Paolo III aveva approvato il 27 settembre 1540 con la bolla Regimini militantis Ecclesiae. In essa il Pontefice aveva espressamente indicato le caratteristiche proprie riguardanti le stile di vita e l'apostolato di coloro che avrebbero fatto parte del nuovo Istituto religioso.

Circa dieci anni più tardi, il 21 luglio 1550, il Papa Giulio III, con la bolla Exposcit debitum, confermò tale approvazione e approvò pure la Formula definitiva o Regola fondamentale della Compagnia di Gesù.

In essa sono presentate chiaramente le caratteristiche, le finalità e i mezzi che il nuovo Ordine religioso adopererà per rendere il suo servizio specifico a Cristo e alla Chiesa, cioè quelle che potremmo denominare il carisma della Compagnia di Gesù. Nella Formula, infatti, è detto:

"Chiunque nella nostra Compagnia, che desideriamo insignita del nome di Gesù, vuole militare per Iddio sotto il vessillo della croce e servire soltanto il Signore e la Chiesa sua sposa a disposizione del Romano Pontefice, Vicario di Cristo in terra, emesso il voto solenne di castità, di povertà e di obbedienza, si persuada profondamente di far parte di una Compagnia istituita allo scopo precipuo di occuparsi specialmente della difesa e propagazione della fede, e delle anime nella vita e nella dottrina cristiana. (E ciò) mediante pubbliche predicazioni, conferenze spirituali, l'insegnamento della verità cristiana ai fanciulli e ai rozzi, e la consolazione spirituale dei credenti, con l'ascoltarne le confessioni e con l'amministrazione degli altri sacramenti".

Oltre alla Formula dell'Istituto, anzi come sua ulteriore e dettagliata esplicitazione, s.Ignazio volle dare alla Compagnia anche le Costituzioni per la vita e il governo dei suoi membri. Esse non sono soltanto un codice legislativo, ma esprimono anche un livello di spiritualità e una profonda dottrina evangelica. Hanno dieci parti e sono precedute da un altro fondamentale testo legislativo denominato Esame Generale, destinato ai candidati alla Compagnia.

Nella parte settima delle Costituzioni s.Ignazio indica il criterio che i superiori devono seguire nell'inviare i membri della Compagnia a svolgere un determinato apostolato in una particolare regione. Esso deve essere sempre quello del "maggior servizio di Dio" e del "bene universale". Perciò, nella persuasione che il bene "quanto più è universale più è divino, si deve dare la preferenza a quei luoghi e a quelle persone che, dopo aver ricavato vantaggi per se stesse, permettono al bene di estendersi a molti altri che subiscono il loro influsso".

Descrivendo. inoltre, nella parte nona delle Costituzioni, le caratteristiche di chi nella Compagnia è chiamato a rendere il servizio dell'autorità, egli così si esprime:

S.Ignazio di Loyola

"Sappia fondere in tal modo la rettitudine e la necessaria severità con la benignità e la mansuetudine, da non lasciarsi distogliere da quanto giudicherà gradito a Dio nostro Signore e perseverare con costanza in esse (...) senza perdersi d'animo per le contrarietà (anche se queste provenissero dai grandi e dai potenti). (...) E sebbene a chi ha l'incarico di governare tante persone dotte sia molto necessaria la scienza, più necessaria ancora gli sarà la prudenza e l'esperienza delle cose spirituali e interiori, per discernere i vari spiriti, per consigliare e per soccorrere tutte le persone pressate da necessità spirituali. Così pure, gli sarà necessaria la discrezione delle cose esterne e la capacità di trattare affari tanto disparati e con persone tanto diverse dentro e fuori della Compagnia".

Sempre nelle Costituzioni, ma nella parte decima, trattando dei mezzi attraverso i quali la Compagnia potrà conservarsi e sviluppare la sua identità, s.Ignazio osserva che essa "poiché non è stata istituita con mezzi umani, non può conservarsi, né svilupparsi con essi, bensì con la mano onnipotente di Dio e Signore nostro". Al tempo stesso, però, egli fa notare che "quello che aiuta per l'unione dei membri di questa Compagnia tra di loro e con il loro capo, aiuterà molto anche per conservarla nella sua piena vitalità. "Questo - egli spiega - vale specialmete per il vincolo delle volontà, che consiste nella carità e nell'amore per gli altri. A questo amore - egli fa notare - giova avere conoscenza e notizie gli uni degli altri, mantenersi molto in comunicazione".

A questo punto, viene spontaneo osservare che leggere (o rileggere), anche solo parte di qualcuno degli scritti di s. Ignazio di Loyola: Esercizi Spirituali, Direttorio spirituale per chi propone gli Esercizi, Formula dell'Istituto della Compagnia di Gesù, Autobiografia (o Racconto del pellegrino), Deliberazione sulla povertà, Esame Generale per i candidati alla Compagnia, Costituzioni della Compagnia di Gesù, Epistolario (circa settemila lettere, dalle quali emergono soprattutto queste caratteristiche ignaziane: la guida spirituale, l'apostolo, il capo, la ricchezza della dimensione umana), può risultare immensamente utile a quanti - aperti ad una vera comunione ecclesiale e ad una sempre maggiore conoscenza ed opportuna valorizzazione della diversità e molteplicità dei carismi donati dallo Spirito all'unica Chiesa di Cristo - sapranno vedere nell'altro un discepolo dell'unico maestro, egli pure impegnato nella edificazione dell'unico Regno di Dio.


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