25 ottobre 2002: 15° Anniversario della
canonizzazione di San Giuseppe Moscati

Antonio Tripodoro s.j.

Un giorno memorabile -- Il rito della canonizzazione -- L’omelia di Giovanni Paolo II

Un giorno memorabile

Sono già trascorsi 15 anni da quel giorno memorabile che vide la canonizzazione del Beato Giuseppe Moscati. Invitiamo tutti i devoti del Medico Santo ad unirsi a noi nella preghiera e nel ringraziamento al Signore. Ogni nuovo santo è una gloria per la Chiesa e una benedizione per l'umanità.

Attirati dalla vita e dalla spiritualità di quest’uomo straordinario, innumerevoli sono stati in questi anni i fedeli che hanno ricorso a lui, e ancora oggi l’urna di bronzo che al Gesù Nuovo custodisce i suoi resti mortali è quotidianamente meta di visite ininterrotte.

S.Giuseppe Moscati (1880-1927)

Singolarmente o in piccoli gruppi, si chiede al Santo un suo intervento, con fiducia e amore, ed egli – ormai intimamente unito all’Amore di Dio - viene loro incontro, intercedendo presso il Signore e attirando molteplici grazie materiali e spirituali, che solo in piccola parte vengono conosciute e pubblicate nella nostra rivista o nel nostro sito internet.

Veramente in questi anni S.Giuseppe Moscati sempre più si rivela strumento nelle mani di Dio per comunicare pace e serenità a tante anime, e stimola a seguire il suo esempio perché ognuno possa come lui vivere in profondità il Vangelo, con coerenza, nella propria famiglia, nel proprio ambiente di lavoro, nei rapporti con quanti il Signore giorno per giorno mette nel nostro cammino.

Cerchiamo in questa pagina di riportare una sintesi di quanto avvenne quel 25 ottobre 1987 e che è rimasto indelebile nella memoria di quanti l’hanno vissuto in prima persona. Piazza San Pietro vide quel giorno una folla di circa 100.000 persone, secondo la stima dell’Osservatore Romano.

Persone provenienti da Napoli, dalle altre Province della Campania e da varie Regioni d'Italia, che fin dalle 7 del mattino attendevano alle entrate dei vari settori predisposti in Piazza S. Pietro.

Oltre che riempire la piazza, molti trovarono posto nelle logge soprastanti. Era un'immensa folla attenta, devota e desiderosa di acclamare un uomo, morto solo 60 anni prima, il 12 aprile 1927, che ora – dopo la beatificazione del 1975 ad opera di Papa Paolo VI - veniva proclamato Santo della Chiesa universale.

Ero presente in quanto promotore del culto al Beato Giuseppe Moscati, e ricordo come dall’alto della gradinata della Basilica si aveva un colpo d'occhio imponente, sotto un cielo costantemente coperto ma con un clima mite. Un raggio di sole ha illuminato la folla sul finire della solenne funzione.

Il Rito della Canonizzazione

Alle 9.30 precise, dal portone centrale della Basilica, è comparso il corteo liturgico, mentre il coro della Sistina, diretto dal M° Bartolucci, cantava l'inno d'ingresso (in latino): "Gustate e vedete quanto è buono il Signore". Dopo il Kyrie eleison, cominciava il Rito della Canonizzazione.

Il Card.Pietro Palazzini, Prefetto della Congregazione per le cause dei Santi - accompagnato dall'Avvocato Concistoriale Giulio Dante e dal Postulatore della causa del Prof. Moscati, P.Paolo Molinari s.j. - domandava al Santo Padre, Giovanni Paolo II:

"Beatissimo Padre, la Santa Madre Chiesa chiede che Vostra Santità iscriva il Beato Moscati nell'albo dei Santi e come tale sia invocato da tutti i cristiani".

Il Card.Palazzini e il Postulatore P.Paolo Molinari s.j. nel momento centrale del rito di Canonizzione.
[Foto: Osservatore Romano]

Subito dopo la schola iniziava il canto delle Litanie dei Santi e il Papa concludeva: "Ti preghiamo, Signore: accogli, nella tua bontà, le preghiere del tuo popolo e illumina le nostre menti con la luce del tuo Spirito, affinché ti sia gradito il nostro devoto servizio, e giovi al progresso della tua Chiesa. Per Cristo, nostro Signore".

Mentre il popolo, in piedi, attendeva ansiosamente in atteggiamento devoto, Giovanni Paolo II, seduto in cattedra, pronunziava la Formula della Canonizzazione:

"Ad onore della SS.ma Trinità, per l'esaltazione della fede cattolica e l'incremento della vita cristiana, con l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dopo aver lungamente riflettuto e invocato più volte l'aiuto divino e ascoltato il parere di molti nostri fratelli nell'Episcopato, dichiariamo e definiamo Santo il Beato Giuseppe Moscati, lo iscriviamo nell'Albo dei Santi e stabiliamo che in tutta la Chiesa egli sia devotamente onorato tra i Santi.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
"

Erano le 9.59 quando gli oltre 100 mila fedeli applaudivano, commossi ed esultanti. La Chiesa aveva ormai un nuovo Santo: San Giuseppe Moscati.

Il Card. Palazzini ringraziava il S. Padre e gli chiedeva: "Beatissimo Padre, a nome della Santa Chiesa, ringrazio Vostra Santità della proclamazione fatta, e chiedo umilmente a Vostra Santità di disporre che venga fatta Lettera Apostolica della avvenuta Canonizzazione". Il Papa rispondeva: "Decernimus" ("Lo ordiniamo").

Omelia di Giovanni Paolo II (alcune citazioni).

Riportiamo ora alcuni passaggi salienti dell’omelia del Santo Padre, che ha tratteggiato egregiamente le linee fondamentali della spiritualità del nuovo Santo.

"La Chiesa pone dinanzi ai vostri occhi la figura di un Uomo, che elevato alla gloria degli altari in questa solenne canonizzazione, dice a tutti i Laici nella Chiesa: "Considerate... la vostra vocazione!" (1 Cor 1, 26).

L'uomo che da oggi invocheremo come Santo della Chiesa universale, si presenta a noi come un'attuazione concreta dell'ideale del cristiano laico.

Giuseppe Moscati, medico Primario ospedaliero, insigne ricercatore, docente universitario di fisiologia umana e di chimica fisiologica, visse i suoi molteplici compiti con tutto l'impegno e la serietà che l'esercizio di queste delicate professioni laicali richiede.

Giovanni Paolo II saluta i fedeli dopo il Rito della Canonizzazione
[Foto: Osservatore Romano]

Da questo punto di vista il Moscati costituisce un esempio non soltanto da ammirare, ma da imitare, soprattutto da parte degli Operatori sanitari ".

" Memore delle parole del Signore: "Ero malato e mi avete visitato" (Mt 25, 36), il Moscati vedeva Cristo stesso nel malato, che, nella sua debolezza, nella sua miseria, nella sua fragilità ed insicurezza, a lui si rivolgeva invocando aiuto; vedeva chi gli stava innanzi come una persona, un essere in cui c'era un corpo bisognoso di cura, ma anche un essere in cui albergava uno spirito pur esso bisognoso di aiuto e di conforto.

"Ricordatevi - egli scriveva ad un giovane dottore, suo alunno - che non solo del corpo vi dovete occupare, ma delle anime, con il consiglio, e scendendo allo spirito, anziché con le fredde prescrizioni da inviare al farmacista" ".

" Nel costante rapporto con Dio, il Moscati trovava la luce per meglio comprendere e diagnosticare le malattie e il calore per poter essere vicino a coloro che, soffrendo, attendevano dal medico chi li servisse con partecipazione sincera.

Da questo profondo e costante riferimento a Dio, egli traeva la forza che lo sosteneva e che gli permetteva di vivere con integra onestà e assoluta rettitudine nel proprio delicato e complesso ambiente, senza addivenire ad alcuna forma di compromesso ".

" Uomo integro e cristiano coerente, non esitava a denunziare gli abusi, adoperandosi per demolire prassi e sistemi che andavano a danno della vera professionalità e della scienza, a danno degli infermi, come pure degli studenti ai quali sentiva di dover trasmettere il meglio delle proprie cognizioni.

Gli studenti sono i medici del domani. Conscio di ciò, il Moscati pensava alla qualità dei futuri medici, prendendo anche pubblicamente posizione affinché non venisse in alcun modo mortificata la loro preparazione e formazione. Preparazione e formazione che seppe incarnare con l'esempio. Anche la morte lo colse mentre stava visitando una inferma.

Veramente, ogni aspetto della vita di questo laico medico ci appare animato da quella nota che è la più tipica del cristianesimo: l'amore, che Cristo ha lasciato ai suoi seguaci come il suo "comandamento" ".


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