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Un Crocifisso di Moscati Alfredo Marranzini s.j. |
[pubblicato nel Gesù Nuovo di Aprile 1999, pp.101-102]
L'11 settembre 1931 avevo solo 11 anni ed ero già deciso ad entrare nel Seminario Arcivescovile di Salerno. Mio padre, intimo della famiglia Moscati, avendo saputo che quel giorno Nina (1) era venuta a Santa Lucia di Serino(AV), paese d'origine del padre Francesco (2), volle presentarmi a lei. Ne fui giubilante, perchè avevo sentito tante volte parlare di suo fratello che a dire dei miei genitori mi aveva visitato quando avevo solo due anni ma di cui non conservavo alcun ricordo diretto.
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Crocifisso appartenuto a S.Giuseppe Moscati donato dalla sorella Nina a P.Marranzini |
Appena entrati nell'ampio salone del Palazzo Moscati, ci venne incontro con grande affabilità Nina, figura slanciata e distinta, dal naso profilato, bocca piccola, viso ovale, occhi neri, capelli scuri e ondulati, tutta vestita di nero. Però il suo viso era pallidissimo e si notava che doveva soffrire molto. Sento ancora oggi la sua mano poggiarsi sul mio capo, odo la sua voce fioca ed affaticata, specie dopo la lunga conversazione con mio padre, durante la quale ripassarono tanti ricordi dei genitori e soprattutto di Peppino.
Avendo appreso della mia prossima andata al Seminario, Nina se ne rallegrò e volle darmi una foto, scattata a Napoli nello studio di Troncone nel 1889, in cui su una sedia ad alta spalliera siede lei stringendo con la sinistra Peppino, vestito da marinaretto, che si appoggia appena, mentre su due cuscini sono, l'uno accanto all'altro, Eugenio (3) e Domenico (4). A me pare che questa esprima in maniera significativa la parte che ella ebbe nella vita di Peppino e degli altri fratelli.
Dopo, Anna si alzò ed entrata nella stanzetta attigua dove soleva abitare Peppino durante la villeggiatura, staccò il piccolo Crocifisso ligneo ricoperto di madreperla, che era appeso al suo lettino, e me lo diede. Da un tavolo vicino prese la biografia del fratello, scritta per interessamento del padre gesuita Giovanni Aromatisi (5), da Mons. Ercolano Marini Arcivescovo di Amalfi (6) e nel darmela m'indicò questi due autografi sull'amore di Dio e della verità:
"sera 5 giugno 1922:
O Gesù amore! Il vostro amore mi rende sublime, il vostro amore mi santifica, mi volge non verso una sola creatura, ma a tutte le creature, all'infinita bellezza di tutti gli esseri creati a vostra immagine e somiglianza!" (7).
L'altro testo era:
"17 ottobre 1922.
Ama la verità: mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza riguardi. e se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio" (8).
Anna precisò che il Crocifisso era stato regalato dal francescano missionario in America P. Alfonso Parziale, nativo di S. Lucia di Serino e cugino di mio padre, il quale l'aveva comprato a Betlem durante un suo pellegrinaggio. Perciò Peppino lo aveva molto caro e lo baciava sempre prima di addormentarsi e appena sveglio. Poi la signorina rivolta a me aggiunse: Nelle due frasi sta tutto mio fratello! Sei ancora piccolo, non puoi capire, lo comprenderai in seguito!
Il ricordo del mio incontro con Nina è fisso nitidamente nella mia memoria con tutti i suoi particolari. Nella mia stanzetta fino al 17 ottobre dello scorso anno ha dominato il Crocifisso di San Giuseppe Moscati, sul mio tavolo è stata la sua foto, tra i miei libri la sua biografia scritta da Marini. Ho tenuto presenti questi "preziosi cimeli" durante il mio lavoro di vice - postulatore della sua causa di canonizzazione, di editore dei suoi scritti e di illustartore dei suoi molteplici aspetti in numerosi articoli. Ora li ho messi all'Archivio Moscati (9), perchè vengano conservati per quanti ispireranno la loro vita al suo esempio e in particolare, per coloro che abbracceranno quella che egli soleva chiamare:"la sublime missione del medico".
Il santo mi aiuti a ricordare in questo mio ultimo scorcio di esistenza che «la morte non è che una tappa, una metamorfosi per un più alto ascenso se ci dedicheremo al bene» (10).
Note
1. Anna Moscati, nata a Benevento il 19/07/1878, morta a Napoli il 24/09/1931.
2. Francesco Moscati, nato da Gennaro e Mariannina Bianco a S. Lucia di Serino il 12 ottobre 1836, fu presidente di Corte di appello, morì a Napoli il 21/12/1897. Cfr. A Marranzini Giuseppe Moscati ritratto fisico e morale di suo padre Francesco , Elea, Salerno 1997.
3. E. Moscati, nato ad Ancona il 17/09/1882, fu ingegnere, teste al Processo di beatificazione del fratello, morì a Napoli il 20/10/1933.
4. D. Moscati, nato a Napoli il 23/10/1884, fu avvocato e anche sindaco di Napoli, si adoperò per l'inizio del Processo di beatificazione del fratello, morì a Napoli il 12/08/1953.
5. Giovanni Aromatisi, nato a Eboli (Salerno) il 6/11/1881, entrato nella Compagnia di Gesù il 5/01/1897, morto a Naoli l'11/06/1947, fu per molti anni intimo della famiglia Moscati e di Peppino, che spesso gli servì la Messa, ne utilizzò il ministero sacerdodale per sè e per altri e nello stesso tempo lo curò nella sua salute fisica. Si adoperò per l'inizio del Processo di beatificazione e fu teste (Cf S.Congregatio pro causis Sanctorum Neapolitana beatificationis et canonizationis servi Dei Josephi Moscati viri laici positio super virtutibus,Tip. Guerri e Belli, roma 1972, Summarium, pp. 279 - 293 & 947 - 994).
6. E. Marini, nato a Matelica (MC) il 21/11/1866, morto a Roma il 16/11/1950, Vescovo di Norcia (1905 - 1910), poi arcivescovo di Amalfi (1915 - 1945), teologo e pastore insigne, approfondì in vari libri il mistero e la spiritualità trinitaria. ritiratosi a roma (1945) con titolo di arcivescovo di Adatta, attese alla stampa delle sue opere., cf. A PIolanti, E Marini, in Enciclopedia Cattolica,VII, COLL. 156 - 153 con bibl. Tra le opere: Il Prof. Giuseppe Moscati della Regia Università di Napoli, Tip. giannini, Napoli 1929.
7. In A. Marranzini, Giuseppe Moscati modello del laico cristiano di oggi, Pres. di Mario Agnes, AVE, Roma 1987,56.
8. Ivi p. 57
9.Archivio Moscati, via S. Sebastiano, 48, Napoli.
10. A. Marranzini, cit.
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