A proposito di fede delle donne

Le madri di due miracolati:
uno da Moscati, l'altro da Padre Pio

Sebastiano Esposito s.j.

Nel vasto e perenne sciocchezzaio di una certa cultura laicizzata, dire fede delle donne equivale a parlare di una fede ingenua, emotiva, sentimentale: priva cioè di razionalità e realismo. A questa diceria si può rispondere o precisando a fondo il concetto e le ragioni dell’atto di fede, oppure analizzando fatti ed avvenimenti di fede, accaduti in tempi recenti o in epoca contemporanea. Spesso questa seconda via è più rapida e convincente, perché meno soggetta ad equivoci o pregiudizi..

Giuseppe Montefusco, con alla sua destra
la madre Rosaria. Alla sua sinistra la
Sig.ra Maria Lucia Ippolito.
[Foto Maurizio Di Cesare]

Il 19 ottobre 2003, durante la Messa delle 13 celebrata al Gesù Nuovo, abbiamo avuto il singolare privilegio di ammirare due donne, che hanno vissuto entrambe un analogo episodio drammatico, umanamente e scientificamente disperato, che per uno straordinario intervento divino, sollecitato da un loro atto di fede indomita, si è risolto in un gioioso sopravvento della vita.

Era presente, anzitutto, la Sig.ra Rosaria Montefusco, insieme con il figlio Giuseppe. Molti nostri Lettori conoscono bene questi due personaggi. Anni fa, il giovane figlio fu guarito, in modo scientificamente inspiegabile, da una "leucemia acuta mieloblastica", per un intervento straordinario di Dio, dovuto all’intercessione dell’allora Beato Giuseppe Moscati.

A sollecitare questa intercessione era stata la madre Rosaria, la quale, contro ogni umana speranza, non aveva cessato di credere e sperare presso la tomba dell’allora Beato Giuseppe Moscati, che grazie a questo miracolo da lui impetrato fu iscritto nell’elenco dei Santi canonizzati il 25 ottobre 1987.

L’altra protagonista di questo incontro è stata la Sig.ra Maria Lucia Ippolito, madre del piccolo Matteo, il quale tre anni fa, condannato ormai dalla più seria ed attenta scienza medica (il padre, Dr.Colella, è medico) ad essere inesorabilmente vittima di una morte imminente, fu oggetto di un miracoloso intervento, dovuto all’intercessione dell’allora Beato Pio da Pietrelcina, che grazie a questo miracolo fu iscritto nell’albo dei Santi.

Anche in questo caso, a chiedere il miracolo con fede tenace ed incrollabile speranza era stata lei, la madre. Ed è stata lei a narrare tutta la drammatica e gioiosa vicenda in un libro, intitolato "Il miracolo di Padre Pio", che raccomandiamo vivamente ai nostri Lettori, perché è una testimonianza di fede cristiana avvincente e convincente (1).

La Signora Maria Lucia Ippolito, madre di Matteo, miracolato da Padre Pio.
[Foto Maurizio Di Cesare]

E’ arrivata al Gesù Nuovo guidando una pellegrinaggio proveniente da San Giovanni Rotondo, per venerare San Giuseppe Moscati; purtroppo il piccolo Matteo, lievemente indisposto, è rimasto a casa, ma siamo certi che verrà anche lui a venerare il Professore, conterraneo del grande Cappuccino.

Su queste due madri si è appuntata l’attenzione e la riflessione di tutti i fedeli presenti. Di fronte alla sconfitta delle risorse naturali e della scienza, queste due donne hanno compiuto lo stesso gesto, carico di fede e di speranza: correre alla tomba di Moscati, la madre Rosaria; gettarsi in straziante preghiera sulla tomba di Padre Pio, la madre Maria Luisa.

L’esito, lo conosciamo: prodigioso e sconvolgente. Due miracoli, due autentici miracoli, due "cedimenti" di Dio davanti alla fede travolgente di queste due madri. Madri, per altro, del tutto normali, impegnate nella vita di tutti i giorni.

Di fronte a questi "fatti" che cosa resta del giudizio corrente circa una presunta inferiorità della fede di una donna? Che quella fede non derivi da un pura deduzione razionale, si può anche ammettere. Ma bisogna subito aggiungere che la premura, e la preoccupazione di evitare il male fisico definitivo dell’uomo, non sono la conclusione dalle premesse di un sillogismo, ma il normale atteggiamento della donna madre che ha un rapporto immediato, fisico, carnale con la vita (e con ciò che minaccia la vita).

Un atteggiamento che non è una "posizione" intellettuale, ma che è un riflesso istintivo di una vita che accetta e difende un’altra vita, nata dal proprio grembo, contro ogni insidia o malevola persecuzione.

E’ l’atteggiamento di chi crede e spera in Dio, l’autore della vita, al di là di ogni forza e speranza umana. E’ la fede tipica di una donna e di una madre cristiana. E’ la fede della donna Cananea, che costringe Cristo ad esclamare: "Donna, davvero grande è la tua fede. Ti sia fatto come desideri. E da quell’istante sua figlia fu guarita" (Matteo, 15, 28).

Nota:
1.
Maria Lucia Ippolito, Il miracolo diPadre Pio, Mondadori, Milano 2002. Con il ricavato di questo libro viene finanziata l'Associazione "Il Cireneo", ONLUS.


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