Carlo Acutis:
un giovane "anticonformista"

alunno del "Leone XIII" di Milano

Sonia Andreoli

L'Istituto Leone XIII di Milano annovera tra i suoi alunni il giovane Carlo Acutis (1991-2006), dalla vita "straordinaria nell'ordinario" che ha lasciato una traccia indelebile in quanti lo hanno conosciuto e per il quale si auspica il processo di beatificazione. La Diocesi di Milano ha già avviato la raccolta di testimonianze di quanti sostengono di avere ricevuto tramite Carlo grazie di vario genere (1). I gesuiti che dirigono il Leone XIII hanno perfezionato la sua già forte tempra spirituale, costatando come lo Spirito Santo compie miracoli di grazia anche nell'attuale contesto sociale, che vede tanti giovani esposti a spinte disgregatrici e indotti a false idolatrie. Diamo in queste pagine un quadro sintetico del profilo di Carlo Acutis, invito ad una conoscenza più approfondita (2) che ha già portato tanti a considerarlo un provvidenziale "amico nel Signore", per usare un'espressione cara a S. Ignazio di Loyola.

Vasti interessi e forte ricerca spirituale

In una società dove tutto sembra rincorrere il "piacere", rivolta ad uno sfrenato edonismo, dove anche in "messaggi occulti" sono presenti simboli di esplicito richiamo a "desideri" che ben poco hanno a che fare con lo spirito, andare "controcorrente" - specie per un adolescente - significa proprio rinnegare sia con il pensiero che mediante le proprie azioni questo diffuso modo di vivere.

Quando a decidere di porre Dio ed i valori cristiani al centro della propria esistenza è una persona che abbia raggiunto almeno la cosiddetta "maggiore età", questo può passare più facilmente "sotto silenzio", ma cosa diremmo se a recitare il Rosario, a spingere i coetanei a credere in altri valori, e ad impiegare il tempo con il computer non per chattare, ma per ricercare argomenti di vita spirituale, schede agiografiche o immagini sacre, fosse un adolescente? E, soprattutto, non un tipo di ragazzo che si possa "tacciare" sbrigativamente come "bigotto" o affetto da qualche disturbo mentale che lo porti ad isolarsi dagli altri, ma piuttosto un giovane pieno di vita, allegro, sorridente, sempre pronto a donare un aiuto o semplicemente una parola di conforto?

Forse stenteremmo a crederci, abituati come siamo ad ascoltare la tanta cronaca nera che i media ci propinano, o il solito "bollettino delle stragi del sabato sera" che spengono tante giovani vite, per non parlare dei giovani che vanno in overdose perché hanno imboccato il tragico cammino della tossicodipendenza…

Ma esiste un’altra realtà, meno conosciuta e positiva, di cui Carlo Acutis (1991-2006) si è reso testimone con la sua breve ma intensa vita.

Era un ragazzo pieno di interessi, particolarmente quello per l'informatica, anzi, chi lo conosceva, oltre a definirlo un vero e proprio "genio" del computer (il sito internet da lui creato ne è una chiara testimonianza), poteva constatare che si impegnava nel volontariato, nel montaggio di filmati, nella direzione ed impaginazione di vari giornalini scolastici e di gruppi impegnati in iniziative utili socialmente.

Ma il tutto – anche questo risalta dalle testimonianze di chi lo ha conosciuto – inserito in contesto di forte e consapevole vita spirituale. Il che lo portava alla partecipazione quotidiana alla Santa Messa, a trattenersi appena possibile in adorazione dinanzi all'Eucaristia, al gusto della preghiera autentica, nella quale aveva un ruolo importante la recita del Santo Rosario. Tutto questo lo aveva egli stesso indicato con chiarezza nel suo sito web, che è ancora online, curato ora da chi lo ha conosciuto e apprezzato (3). Tante pagine sono state lasciate così come Carlo le aveva create.

Carlo Acutis in una foto che lo ritrae vicino ad Assisi. Immagine simbolica della sua risposta generosa al Signore, che lo chiamava ad orizzonti più vasti...

Tra queste pagine possiamo citarne una che mostra la sua particolare bravura e un suo gradevole gusto estetico: una vera "Mostra online" sui miracoli Eucaristici nel mondo.

Indicativa del suo notevole interesse per la vita dei Santi è una lunga pagina da lui chiamata I miei amici del Cielo, comprendente decine di "schede" di santi, venerabili, beati e servi di Dio che lo avevano particolarmente interessato e dunque lasciato via via una traccia nella sua vita spirituale.

Proprio in base a questi suoi interessi, abbastanza "alternativi" rispetto a quelli che di solito si coltivano negli anni dell’adolescenza, e grazie alla "spinta" di una forte Fede, cercava in tutti modi di portare anime a Dio, suggerendo a chiunque lo conoscesse di condurre una vera vita cristiana, soprattutto "cibandosi" del Corpo e Sangue di Cristo, cosa che non mancava mai nelle sue giornate. Una frase-chiave del suo sito, scritta in grandi caratteri, dice, in modo anche originale: L’Eucaristia è la mia autostrada verso il Cielo.

Eventi significativi della sua vita

Carlo Acutis nacque a Londra il 3 maggio 1991, dove si trovavano per esigenze lavorative i suoi genitori, Andrea ed Antonia. Ricevette pochi giorni dopo il Battesimo, il 18 maggio, nella chiesa di Our Lady of Dolors a Londra e la madre, profondamente cattolica, fece preparare una torta a forma di agnellino, per ringraziare il Signore dell’ingresso di Carlo nella comunità cristiana. In questa chiesa era presente una statua della Madonna di Fatima, alla quale Carlo sarà molto devoto, meditando spesso i messaggi dati ai pastorelli.

In merito all’importanza fondamentale del sacramento del Battesimo, troppo spesso ridotto a banale festa consumistica, Carlo così si esprimeva: "Il Battesimo è importantissimo, perché permette alle anime di salvarsi grazie alla riammissione alla Vita Divina. Le persone non si rendono conto di quale dono infinito sia questo, e a parte i confetti, le bomboniere e il vestitino bianco, non si preoccupano assolutamente di capire il senso di questo grande dono che Dio dà all’umanità".

Foto di Carlo con sullo sfondo Toledo, in Spagna.

L’infanzia di Carlo si svolge all’insegna dell’affetto e delle amorevoli cure non solo dei genitori e dei parenti più prossimi, ma anche di alcune balie. Il bambino si dimostra allegro, vivace, ma contemporaneamente anche mite, di una mitezza un po’ rara in quell’età: se qualche coetaneo gli fa un torto non reagisce d’istinto, adducendo come motivazione: "Il Signore non sarebbe contento se io reagissi violentemente".

Già all’età di dodici anni si reca a Messa tutti i giorni, anche nei periodi di vacanza, traendo forza dall’Eucarestia per vivere santamente e tanto diversamente dai coetanei…

Predilige il recarsi ad Assisi in pellegrinaggio, anziché scegliere altri luoghi di divertimento, un comportamento questo che incuriosisce molto chi lo circonda, come alcuni suoi parenti che lo definivano "vittima dei genitori", pensando fossero loro ad imporgli una tale "villeggiatura".

Ma la realtà era un'altra, come lo stesso Carlo confidò al suo padre spirituale poco prima di lasciare questa dimensione terrena: "Assisi è il luogo dove mi sento più felice", e questo perché ammirava tanto S. Francesco, soprattutto la sua grande umiltà.

Dopo la scuola media venne iscritto al Liceo Classico Leone XIII, diretto dai Padri Gesuiti, dove era seguito spirituamente da P. Roberto Gazzaniga s.j. Non era il primo della classe, ma conseguiva comunque ottimi risultati, prestandosi sempre con gioia e gentilezza ad aiutare i compagni e chiunque lo circondasse, soprattutto nell’uso del PC, essendo convinto dell’importanza di un uso costruttivo del computer e di internet, concetto espresso anche da Giovanni Paolo II e ribadito oggi da papa Benedetto XVI. Più volte mise a servizio la sua perizia realizzando presentazioni multimediali di iniziative promosse dall'Istituto.

Carlo dimostrava interesse soprattutto per quei compagni di classe meno considerati, verso coloro che riteneva "tagliati fuori". Così testimonia un suo amico: "Carlo era un ragazzo molto disponibile a fare amicizia con tutti, si accompagnava spesso con ragazzi che avevano qualche problema a socializzare. Ciò successe anche con alcuni giovani della nostra classe. Carlo si interessava a loro cercando di coinvolgerli e li faceva sentire parte importante della classe. Carlo andava più volte alla settimana a Messa, aveva infatti molta fede, credeva nel colloquio anche breve, personale, con il Signore e diceva tutti i giorni il Rosario. Dopo la morte di Carlo mi sono riavvicinato alla Chiesa e penso potrebbe essere merito di una intercessione di Carlo".

Carlo Acutis (1991-2006), in una foto scattata a Napoli, sulla collina di Posillipo.

Queste sono alcune massime indicate da Carlo nel sito internet da lui ideato, cui aveva premesso queste parole: "Ho deciso di aiutarti confidandoti alcuni miei segreti specialissimi per raggiungere velocemente questo traguardo della santità:

1) Bisogna volerlo con tutto il cuore, e se non lo desideri ancora devi chiederlo con insistenza al Signore.

2) Cerca di andare tutti i giorni alla Santa Messa e di fare la Santa Comunione.

3) Ricordati di recitare ogni giorno il Santo Rosario.

4) Leggiti ogni giorno un brano della Sacra Scrittura.

5) Se riesci fai qualche momento di Adorazione Eucaristica davanti al Tabernacolo dove è presente realmente Gesù, così vedrai come aumenterà prodigiosamente il tuo livello di santità.

6) Se riesci confessati tutte le settimane anche i peccati veniali.

7) Fai spesso propositi e fioretti al Signore e alla Madonna per aiutare gli altri.

8) Chiedi continuamente aiuto al tuo Angelo Custode che deve diventare il tuo migliore amico".

La religiosità di Carlo non era certo "devozionistica" o superficiale. Infatti la sua cultura in materia di Fede - considerando la sua giovane età - era molto vasta, fino al punto che il suo insegnante di Religione del Liceo, quando non ricordava con precisione alcune citazioni del Vangelo, si rivolgeva a Carlo per essere aiutato… e non restava deluso dalle sue risposte!

Anche il suo comportamento in chiesa era ineccepibile, tipico di chi non frequenta solo per "abitudine": si comportava con il dovuto rispetto e si ricorda come in qualche occasione richiamò delle persone che non si comportavano in modo adeguato all’ambiente sacro.

La sua fiducia in Dio era totale e si manifestava nella sua gioia di vivere, che traspariva dal suo sorriso solare e dal suo modo pacato di affrontare le piccole difficoltà quotidiane. Nonostante appartenesse ad una famiglia benestante, non "ostentò" mai il suo status con abiti "firmati" o altri oggetti che potessero attirare l’attenzione: preferiva che le "attenzioni" delle persone fossero rivolte a ben altro, ad amare e ringraziare il Signore…

L’aver inserito nel suo sito internet tante figure di Santi evidenziava il fatto che questi non sono creature "straordinarie" tali quasi per natura o predestinazione, ma che i Santi erano uomini come noi: sta a noi seguirne l’esempio vivendo secondo gli insegnamenti del Vangelo.

Il desiderio di Carlo di conoscere e far conoscere le agiografie, le vite di beati e servi di Dio, lo spinse anche a "prelevare" dal nostro sito web alcune immagini ed articoli, precisamente le pagine dedicate alla Venerabile Maria Teresa Gonzalez-Quevedo (testo e foto) e due immagini della Serva di Dio Santa Scorese. Dato il "soggetto" in questione lo "perdoniamo" volentieri, anzi ci fa piacere, con la speranza che, da Lassù, preghi per la buona riuscita del nostro lavoro apostolico.

L'Istituto Leone XIII di Milano, dei Padri Gesuiti, dove Carlo Acutis ha frequentato il Ginnasio.

L’amore per il Signore si univa anche all’amore per il prossimo, un amore anche questo a vasto raggio: Carlo infatti non faceva mancare mai il suo sostegno sia alle persone "altolocate" sia a chi si trovava nell’indigenza. La carità, intesa nel suo senso originario di amore, abbondava nella vita di Carlo, una carità silenziosa, nascosta, proprio come ci ha raccomandato Gesù nel Vangelo: "Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà" (Matteo 6,1-6). Un tratto questo comune a tanti Santi, come colui a cui è dedicata la nostra rivista, S. Giuseppe Moscati. Infatti, per esempio, un testimone ha riferito di aver osservato il Prof. Moscati mentre, a chiesa chiusa, inseriva laute offerte nelle cassette del Santuario della Madonna di Pompei, pensando di esser solo.

Inoltre, fulcro dell’esistenza di Carlo Acutis è stato l’Eucarestia, come lo è stato nella vita di S. Giuseppe Moscati, ed i frutti scaturiti da questo amore sono stati gli stessi, sebbene maturati in luoghi, modalità e tempi diversi.

Un esempio di come Carlo avesse a cuore il benessere di chi aveva molto meno di lui lo ha raccontato la nonna materna Luana, parlando di un mendicante che il ragazzo aveva visto dormire per terra in un giardino pubblico ad Assisi: "Carlo ogni sera mi ricordava di preparare il mangiare da portare al poverello e gli metteva sempre accanto un euro della sua paghetta, così quando il mendicante si svegliava lo trovava vicino a sé". Esempio di quell’amore che non pretende nulla in cambio, della gioia provata nel dare e non nel ricevere…

La testimonianza dataci da Carlo ci induce a riflettere su come non sia un male la ricchezza in se stessa, ma il valore che le si dà, l’egoismo che spesso ne deriva. Il voler "tenere tutto per sé", senza renderne partecipe il prossimo: questo è il vero male.

Nessuno poteva immaginare che il Signore avrebbe chiamato presto a Sé questo ragazzo pieno di virtù, e che godeva ottima salute: la malattia che lo colpì, una leucemia di tipo M3 (cioè acuta), venne scambiata inizialmente per una semplice parotite, ma invece il male nascosto si aggravò velocemente, nonostante le tante cure, fino alla dipartita di Carlo. Il tutto nella spazio di un mese: il Signore lo chiamò in Cielo alle 6,45 del 12 ottobre 2006. Aveva solo 15 anni.

Durante il corso della malattia i genitori lo sentirono dire: "Offro tutte le sofferenze che dovrò patire al Signore, per il Papa e per la Chiesa, per non fare il Purgatorio e andare dritto in Paradiso". Ecco in poche parole il messaggio di un ragazzo così "diverso" dagli altri che, anche nella sofferenza, non smette di confidare nel Signore e di offrirgli tutto per poter godere del Paradiso, e per il bene del prossimo.

La morte non è la fine di nulla, bensì un vero inizio, ed è quel 12 ottobre del 2006 che la vera Vita di Carlo comincia…


1. Per grazie ricevute, richieste di intercessione, o per richiedere depliant, immagini e materiale su Carlo Acutis, che viene inviato gratuitamente, contattare:
Dott.ssa Francesca Consolini - Ufficio delle Cause dei Santi - Diocesi di Milano - Piazza Duomo 16, 20122 Milano.


Note
2. Nicola Gori, Eucaristia: la mia autostrada per il Cielo. Biografia di Carlo Acutis, Edizioni San Paolo, 2007.
3. L'indirizzo del sito è: www.carloacutis.com.


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