Lettera di una V Ginnasiale a Nina Moscati

Sebastiano Esposito s.j.

II documento che pubblichiamo potrà contribuire, lo speriamo. a rischiarare un poco quel cono d'ombra che la figura del Medico Santo proietta, involontariamente, sulla persona e l'opera della sorella Nina. Eppure a lei il fratello Giuseppe ha sempre guardato con venerazione, quasi come discepolo verso la maestra. Maestra, Nina lo era davvero, non solo per aver conseguito il diploma magistrale e per aver frequentato, con molto profitto, corsi di specializzazione, di cui ci restano parecchi attestati (1). Nina considerò sempre l'insegnamento come missione. Fu catechista ed insegnante di religione in tempi ed ambienti non certo facili, austera ed amabile insieme. indimenticabile nel ricordo dei suoi allievi, parecchi dei quali ancora in vita (2).

Non è qui il luogo per tessere una biografia e neppure un elogio della sorella del Prof. Moscati. Per un breve ma vivido profilo, scaturito da ricordi personali, rimandiamo ad uno scritto di P. Marranzini (3). In attesa di un ritratto più ampio, invitiamo ì nostri Lettori a percorrere con attenzione la lettera che qui riproduciamo.

È una lettera di auguri pasquali, scritta dalle alunne e dagli alunni di V Ginnasiale Sezione A del Regio Liceo Ginnasio "Umberto I" di Napoli. La lettera, non datata, dev'essere anteriore al 24 settembre 1931, anno della morte di Nina. Le firme degli alunni, apposte alla lettera, le pubblichiamo in fotocopia, perché, pur essendo quasi tutte ben leggibili, in un paio di casi si prestano ad una trascrizione dubbia. Parecchie di esse, come volentieri speriamo, sono state scritte in anni lontani da persone che sono ancora tra noi. Preghiamo caldamente queste "ragazze" e questi "ragazzi" di farci pervenire, in scritto o a voce o come meglio crederanno, ricordi e particolari sulla figura della loro "distintissima Signorina Moscati".

Ecco il testo:

J.M.J. Regio Liceo Ginnasio Umberto I
V Ginnasiale A
Alla distintissima signorina Moscati
Napoli
Memori della Sua cristiana bontà verso di noi, nella ricorrenza della Santa Pasqua, ci sentiamo in dovere d'inviarle auguri sentitissimi di tutta quella felicità spirituale, di cui La rende degna la Sua vita operosa soprattutto pel bene della gioventù cattolica. Il nostro Signor Preside, per mezzo del Signor Professore Pasciuto, ci ha distribuiti i libretti di preghiera, le coroncine, i quadrettini da Lei gentilmente offertici, in premio del nostro profitto nell'istruzione catechistica. Sul libro di testo e con ampliamenti desunti dalla Dottrina Cattolica del Cardinale Capecelatro, abbiamo studiato di Dio e dei Suoi divini attributi, della creazione del mondo, del peccato originale. Dopo la Pasqua studieremo la vita e i divini altributi di Gesù Cristo. In questi giorni svolgeremo il tema: Il cristianesimo primitivo nelle pagine del "Quo vadis?".

Accostandoci in questi santi giorni alla Mensa Eucaristica, pregheremo per le nostre famiglie, per i nostri superiori per Lei, per la Chiesa Cattolica, per la Patria diletta, pienamente fiduciosi che il Signore Iddio nella Sua bontà infinita vorrà accogliere i caldi voti ciel nostro cuore.

Ossequiandola rispettosamente ci dichiariamo Suoi devotissimi Alunne ed alunni del V Ginn.le.
Sezione A

Firme degli alunni della V Ginnasiale A,
del Liceo Umberto I di Napoli,
nella lettera indirizzata a Nina Moscati.

Chiudiamo con qualche rapida osservazlone circa il contenuto dl questa simpatica lettera. Colpisce, anzitutto la solidità e il concatenamento di questa "istruzione catechistica", che oggi, potrebbe servire come traccia a più d'una di quelle serie di lezioni, le quali, forse con un po' troppo d'enfasi amano definirsi "corsi di teologia per laici".

Si noti che Nina fa usare un testo ampliandolo con il pensiero di un altro autore solido, com'era il Capecelatro. I ragazzi ringraziano per i doni offerti. che sono a loro volta strumenti di una dottrina che si fa pratica di vita cristiana.

La Pasqua è sentita come il centro dell'anno, anche di quello scolastico, e viene vissuta soprattutto nella Cena eucaristica, luogo e fonte di una preghiera veramente cattolica, cioè universale.

Argomenti e pratiche che ritroviamo, variati e maturati, negli scritti del fratello Giuseppe. Tralci simili di un'identica Vite.


Note

1. Si veda ad es. uno degli attestati rilasciati dall'Istituto di Maria Ausiliatrice di Napoli, che pubblichiamo qui sotto.
2. Proprio qualche settimana fa ci è giunta una lettera dell'Avvocato a.r. Eugenio Ponsiglione (Via Maniago, 21, Udine), il quale tra l'altro scrive: "S. Giuseppe Moscati era amico di un fratello di mio padre Medico, veniva spesso a casa nostra ed ho avuto la fortuna di essere carezzato ed abbracciato dal Santo. Ricordo sempre con commozione la Chiesa del Gesù perché: a) vi sono i resti dei Santo: (...) c) nella Chiesa ricevetti la prima comunione (alla quale mi aveva preparato la Sorella del Santo...)".
3. Cfr. A. Marranzini Sorella "complice" di un medico santo, in Nuova Stagione, 18/10/1987, p. 14


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