La sorella Nina scrive a Giuseppe Moscati
in viaggio verso Edimburgo

Sebastiano Esposito s.j.

[pubblicato nel Gesù Nuovo di Marzo 1999, pp.103-105]

Se è vero che una lettera, come e più di ogni altro scritto, rivela sempre qualche tratto biografico dell'autore, è altresì vero che le lettere a lui indirizzate - specialmente se dai propri familiari - possono talvolta meglio illuminare circostanze episodiche della sua vita o tratti meno noti del suo carattere. Qui di seguito pubblichiamo alcuni brevi scritti inediti che la sorella Nina scrive a Peppino che viaggia alla volta di Edimburgo e di Londra, durante l'estate del '23.

Le due cartoline postali ed un foglio di lettera che la sorella Nina gli indirizzava ad Edimburgo e a Londra negli ultimi giorni di luglio confermano ancora una volta le precarie condizioni di salute (soprattutto per i fastidi agli occhi) e lo stato d'animo piuttosto depresso del Professore al momento della partenza. Nina, con intuito di donna e con immenso affetto fraterno, l'aveva spinto a quel viaggio, nella speranza di un miglioramento. Le righe che seguono dimostrano da una parte la premura inesausta della sorella e dall'altra danno la misura esatta della gravità dello stato psico - fisico del Professore, che traspare, sì, dai suoi appunti di viaggio, ma non in tutta la sua reale portata (1).

In una cartolina spedita a Canaan Lodge 43 di Edimburgo verso la fine di luglio (2), già affiora questa preoccupazione circa la salute, seppure temperata da un sano ottimismo:

"Peppino carissimo, ieri e oggi senza vostre notizie - speriamo bene domani.
Tanti baci. Saluti ai Prof.ri. Un abbraccio a Cecilia. Ritorna benone - ne sono sicura.
Nina"

Un tassello prezioso per ricostruire la figura interiore di Nina Moscati, e non solo nei riguardi del fratello, ma come indice della sua maturità cristiana, si può raccogliere dalla lettera seguente:

1923 Napoli 28 luglio a sera
"Peppino mio carissimo, grazie del telegramma lo ricevetti alle ore 11 di sera. La lettera la ricevetti ieri, quella dei tuoi auguri: l'augurio più bello è che torni(come sono sicura) bene e che non si parli perciò dei tuoi occhi... La fede, la fiducia in Dio è la mia guida e il Signore mi ha detto da tempo di non preoccuparmi che tu stai bene e starai sempre, sempre, sempre bene... devi compiere un grande apostolato, il Signore l'aspetta da te. quanto godo del tuo soggiorno ad Edimburgo, quanto ringrazio Iddio dei lumi che mi dà e che riconosco da Lui unicamente! Il più delle volte il mattino vado a S. Teresa al Museo e... prego per te: per voi tutti. Non sapevamo dove indirizzare le nostre lettere e solo stasera ricevendo la tua in data 25 ci dice dove indirizzare la nostra corrispondenza. Ci accorgiamo che le nostre Vi arrivano con ritardo. Pensa a renderti padrone di Londra così come di Edimburgo e dateci in tempo il nuovo indirizzo.
Ti abbraccio forte. Tua Nina."

Non c'è bisogno, credo, di commento. Vorrei sottolineare, ancora una volta, la maturità e l'equilibrio di questa donna che Giuseppe Moscati non esita a riconoscere come suo angelo tutelare e saggia ispiratrice (3). La sera dopo, un'altra catolina postale viene spedita dai familiari, che l'indirizzano al Thackeray Hotel di Londra. Le poche significative parole di Nina sono precedute da alcune righe del fratello Gennaro, che con simpatica ironia traccia un ritratto della indaffaratissima sorella, senza accorgersi, forse, di tesserne l'apologia.

Lettera della sorella Nina, indirizzata al fratello
che si trovava in Inghilterra.

Scrive, dunque, Gennaro:

29 a sera
"Carissimo Peppino, mia sorella mi dà un gran da fare, perchè è in continuo movimento. E che ci vuoi fare? Parla sempre di Lord Curzon, perchè si è messa a studiare la storia contemporanea inglese! (...). Tutti allegri e benissimo.
Abbracci - Gennaro

Inutile sottolineare questo continuo contatto interiore di Nina con il fratello in terra straniera, quasi volesse condividerne, momento per momento,conoscenza ed emozioni. Anche in questo caso Nina si serve della cultura (la storia contemporanea dell'Inghilterra, soprattutto Lord Curzon (4), per poter meglio comprendere, assistere e servire. Sempre in ansia per la salute del fratello, non cessa di pregare, di incoraggiarlo e di trasmettergli un sano ottimismo. Le poche, serene parole, che ella aggiunge a quelle del fratello Gennaro, ne fanno fede:

"Caro Peppino, come puoi constatare, Gennarino è di ottimo umore e contento del tuo sollievo morale. A.M.D.G. Salutoni ai Prof.ri illustri e carissimi. Bacio Cecilia. A te tanti baci e Sursum sempre. Immagino il dispiacere di lasciare l'ospite di Edimburgo: devono essere di gran cuore!
Nina"

Forse a qualche lettore dell'ultima generazione, la sigla A.M.D.G. e la parola Sursum soneranno un pò strane. Ebbene, la prima è la celebre abbreviazione del motto della Compagnia di Gesù "Ad Maioerm Dei Gloriam (Alla maggior gloria di Dio). Più che una sigla, per oltre quattro secoli, ha rappresentato un programma di vita e di azione, che la Compagnia ha cercato non solo di praticare in prima persona ma anche di inculcare nei cristiani laici a lei spiritualmente più vicini. Tra questi va annoverata, in prima fila, Nina Moscati, che nel Gesù Nuovo ha pregato e lavorato, ai tempi di P. Joillain e di P. Aromatisi (colgo quì l'occasione per rinnovare l'auspicio che al più presto le ossa di Nina possano riposare accanto a quelle del Fratello santo, in quella stessa chiesa in cui essi hanno vissuto la loro esemplare esistenza, fratelli di sangue e di fede).

Il Sursum è tratto dall'esortazione liturgica ad innalzare i cuori a Dio, e non solo al momento della Celebrazione eucaristica, ma in ogni circostanza, lieta o meno lieta, nella vita di un autentico cristiano.

Note

1. Moscati inizia gli appunti di viaggio con queste parole:"Fino all'ultimo sono stato in dubbio, se partire o non. Assillato dalle cose ospedaliere, dalle richieste di infermi, di consultazioni, e massimamente trattenuto dai miei disturbi visivi sono rimasto esitante. Ma le insistenze di mia sorella mi hanno parlato come una voce angelica." Cfr. S.Esposito, Postille al racconto di un viaggio. I motivi e i preparativi,in Il Gesù Nuovo 1994, p.276.
2. La data sul timbro postale non è leggibile.
3. Vedi nota 1.
4. Curzon of Kedleston lord George Nathaniel. Uomo politico nato a Kedleston (Derbshire) l'11 gennaio 1859, morto a londra il 20 maggio 1925. Fu ben presto una delle speranze del partito conservatore e, venticinquenne, fu scelto dal marchese di Salisbury come suo segretario particolare.


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