Lidia Arcuri e S.Giuseppe Moscati

Era tra gli ultimi testimoni viventi del Santo Medico

Egidio Ridolfo s.j.

Abbiamo appreso della scomparsa di Lidia Arcuri, che conobbe personalmente S. Giuseppe Moscati. Ce ne ha dato notizia la figlia Maria Luisa, con una breve lettera del I° febbraio 2007. La madre Lidia ha avuto sempre grande lucidità nel ricordare la sua personale conoscenza del Santo Medico, e due sue testimonianze – per il tramite della figlia - sono state pubblicate nella nostra rivista, una prima volta nel maggio del 1992 e poi nel maggio del 1997.

Riportiamo per i lettori di oggi queste testimonianze, che hanno il pregio di rivelare aspetti "inediti" della personalità e del carattere di Moscati.

Moscati e i bambini

Lettera di Maria Luisa Rossi Giacomini, da Francavilla al Mare (Chieti), 25 ottobre 1991, con un commento di Sebastiano Esposito s.j.

Lidia Arcuri, a sinistra,
in una foto del 1926.

Rev.mo Padre,

scrivo a nome di mia madre, Lidia Arcuri Vedova Giacomini, che ha ora 81 anni (essendo nata il 4 ottobre 1910), che è tuttora vivacissima intellettualmente e quindi in grado di farlo lei stessa, ma è troppo commossa e quindi preferisce dettarmi i suoi ricordi.

D'altra parte io ho sempre sentito parlare in casa del Prof. Moscati e quindi mi è figura nota e cara, tanto da credere di averla conosciuta anch'io di persona.

L'amicizia tra mio nonno, Dott. Gennaro Arcuri, ed il Santo, data sicuramente dal 1910, anno in cui si trasferì a Napoli con la famiglia dalla natia Calabria, per esercitare la sua professione di medico. Forse, però, aveva gia avuto occasione di conoscere il Prof. Moscati per qualche consulto, oppure quando morì il suo primogenito di 17 anni, bravissimo negli studi, proprio a Napoli, dove frequentava l'Università (era il 1914).

Anche mia nonna, donna pia e caritatevole, si legò di amicizia con la Sig.na Nina Moscati, e vi fu scambio di visite e cortesie, anche se limitate dagli impegni familiari di entrambe.

Mio nonno poi, quando si trattava di curare la sua prediletta ultimogenita (mia madre, appunto), preferiva disturbare il suo caro amico Prof. Moscati, e così il Santo incise un patereccio, curò una tonsillite e così via.

Quando capitava (sempre di fretta, ricorda mia madre) a casa Arcuri per prendere un caffe, portava mamma per mano a comperare a Toledo, da "Gay et Molin" (è giusto il suo ricordo?) dei cartocci di cioccolatini (1).

Una volta mio nonno ebbe una polmonite virale, presa nell'esercizio della sua professione, e versò in pericolo di vita. Mia madre, bambina, andò a pregare in una chiesa (forse San Giuseppe degli Scalzi), dove c'era un grande quadro della Madonna di Pompei. Mentre implorava la Santa Vergine, sentì una voce dirle: "Vai a casa: tuo padre sta bene". Di corsa tornò dai suoi, tutta ilare e contenta, ma fu redarguita aspramente, perché il padre stava morendo; infatti c'era anche un Frate.

Lidia Arcuri a 15 anni

Mamma non ricorda bene chi fosse, ma certamente un medico - tra quelli che erano a consulto al capezzale del nonno (io credo fosse S. Giuseppe Moscati, che non poteva mancare in un simile frangente) - disse di fare avvicinare al letto del malato la bambina. Mio nonno, in quell'istante, aprì gli occhi e le chiese del latte: era guarito.

Poi mio nonno, nel 1925, si trasferì per motivi di lavoro in provincia di Viterbo e l'amicizia seguitò epistolarmente (purtroppo tutto perduto per successivi traslochi).

Padre, sono molto orgogliosa di essere la figlia di chi ha conosciuto personalmente S. Giuseppe Moscati! Cerco, nel mio piccolo, di diffondere il culto per il Nostro Santo, e mi rivolgo sempre a lui nei momenti bui della mia vita.

Commento di P.Sebastiano Esposito s.j.:

Desidero aggiungere una postilla a questa testimonianza, profumata di candore e di vita. Una riflessione su Moscati e i bambini. Mettendo insieme vari racconti, vengono spontanee alcune osservazioni.

Moscati non incuteva alcun timore ai bambini. I "grandi" ne subivano sempre un'impressione di austerità, che imponeva un riverente comportamento nei suoi riguardi. I bambini invece lo trattavano quasi come un compagno di giochi. Una ragazzina di 6 anni si diverte a chiedergli ogni volta che lo vede scendere dal tram: "Professore che ora è?" E Moscati non dà un'ora approssimativa, ma tira fuori dal taschino l'orologio, perché sa che questo piace alla bambina. E poi l'accompagna tenendola per mano.

Questa bambina, Lidia Arcuri, egli l'accompagna addirittura a comprare i cartocci di cioccolatini. Sempre accompagnandola "per mano". Dov'è il Professore indaffaratissimo, che non ama sprecare un briciolo di tempo, che sgrida qualche sua paziente "grande" se si accorge che gli sottrae inutilmente del tempo? Con le bambine da condurre per mano Moscati assume il passo e il ritmo del buono e paziente papà. Austerità e severità scompaiono dal suo comportamento.

Ci troviamo di fronte ad una doppia beatitudine evangelica. Da una parte c'è la beatitudine del Professore che accoglie questi "più piccoli", come segno e presenza di Dio stesso nel nostro mondo. E c'è anche, da parte di questi piccoli, la beatitudine promessa ai puri di cuore, di "vedere Dio", intuendolo là dove Egli è: nei gesti e nelle parole dei Suoi Santi.
[Cfr Il Gesù Nuovo n.3 / 1992]

Lidia Arcuri e la "Vergine del Silenzio" di Casa Moscati

Lettera di Maria Luisa Rossi Giacomini del 1997

Rev.mi PP. del Gesù Nuovo, nel formulare a Voi ed alla Vostra opera meritoria tantissimi auguri, colgo l'occasione per portare a Vostra conoscenza un piccolo gentile episodio dell'infanzia di mia madre (di cui già vi parlai anni fa). Infatti la famiglia di mamma, Arcuri Lidia ved. Giacomini, nel periodo che visse a Napoli, fu legata da una bella amicizia con Il Santo Professore e la Sua cara Sorella Nina.

Nell'ultimo numero della Vostra rivista, che ci giunge regolarmente, mia madre ha riconosciuto con commozione la statua della "Madonna del silenzio", che si trovava nella casa di Via Cisterna dell'Olio dei Moscati.

Una delle ultime foto di Lidia Arcuri

Ha ricordato (è lucidissima nonostante i suoi 86 anni suonati!) che un giorno, mentre era in visita con sua madre in Casa Moscati, e faceva un po' di chiasso, la Signorina Nina, forse per non far disturbare il Professore, con tanta dolcezza la portò in una stanza dove era custodita la statuetta, e mettendosi l'indice sulle labbra le disse di fare come faceva il Bambino Gesù. Naturalmente ogni volta che entrava in casa della Signorina Nina mamma voleva vedere Gesù!"
Maria Luisa Rossi Giacomini

[Cfr Il Gesù Nuovo n.3 / 1997]

NB. Oggi questa piccola statua in bronzo, ispirata a un dipinto di Raffaello, si può ammirare nelle "Sale Moscati", attigue alla nostra chiesa del Gesù Nuovo.

* * *

Ringraziamo ancora la Sig.ra Maria Luisa Rossi Giacomini per quanto in questi anni ci ha permesso di apprendere. La madre Lidia è stata chiamata dal Signore il 7 gennaio 2007, all’età dunque di 97 anni, ma S. Giuseppe Moscati le è stato vicino anche in questo supremo momento: "Il Nostro Santo ci ha aiutato nel farla trapassare dolcemente e senza molte sofferenze".

La ricordiamo di cuore nella nostra preghiera, convinti che ora la Sig.ra Lidia, dopo aver ritrovato il "suo amico" Moscati, aiuta dal Cielo la figlia e "testimonia" a tutti noi come solo la Fede possa sostenere e guidare rettamente tutta la nostra esistenza.


Note:
1.
In realtà "Gay Odin", negozio di cioccolatini molto noto a Napoli e tuttora operativo, che si trova molto vicino a Via Cisterna dell’Olio n.10, dov’era l’abitazione del Prof. Moscati e della sorella Nina.


Home Page

moscati@gesuiti.it