Mente, cuore e medicina… "...Mi prendo cura di te!" | ![]() |
Dott.ssa Giovanna Gualdiero |
Ciao a tutti, sono Giovanna Gualdiero e da circa due anni frequento il Servizio di Oncologia Pediatrica della II Università di Napoli, dove ho iniziato a realizzare il mio sogno professionale: diventare "medico dei bambini e per i bambini". E ho imparato man mano ad avere un un corretto approccio con la malattia e con i piccoli pazienti.
Confesso che da quando sono entrata in reparto si è aperto nella mia mente e nel mio cuore un panorama nuovo, un universo sconosciuto che non mi aspettavo e che sta riempiendo, giorno dopo giorno, la mia vita: la realtà oncologica dei bambini e delle loro famiglie.
Con la mente ed il cuore mi sono subito affidata a San Giuseppe Moscati, come avevo fatto per la mia laurea, un Santo che ho imparato ad apprezzare frequentando il Gesù Nuovo e grazie alla guida di P. Giuseppe Samà.
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Il santuario mariano di Lourdes è luogo di serenità e speranza anche per i bambini, i loro genitori, il personale medico e i volontari dell'Unitalsi. Anche S. Giuseppe Moscati volle recarsi pellegrino a Lourdes nel 1923. |
Nel mio lavoro in reparto ho conosciuto bambini malati gravemente, alcuni ancora molto piccoli ed ignari, ed altri, adolescenti, tristemente consapevoli della loro malattia, ma negli occhi di tutti ho visto una forza e un coraggio che sono diventati sempre più la mia forza e il mio coraggio.
Bambini speciali, molto più di quanto non si creda, che insieme alle loro famiglie – anch’esse "speciali" - hanno dato un senso alla loro sofferenza. Quella sofferenza è diventata il centro della loro vita, ma da essa scaturisce una forza, una fede e gioia che li rende unici.
I più piccoli hanno conosciuto poco delle "cose" del mondo: entrano all'inizio traumatizzati, ma poi fanno del reparto - e di chi lo frequenta - il loro piccolo e nuovo mondo, la loro casa, dove ogni giorno giocano, soffrono, ridono... vivono insieme a tutti noi.
Gli adolescenti sembrano più disorientati, increduli e alla ricerca di risposte difficili… che dobbiamo imparare a sostituire con "iniezioni" di energia, per combattere, da dentro, quella malattia che noi medici cerchiamo di debellare "da fuori".
Bambini e familiari, insegnanti, psicologi e volontari, infermieri e medici, diventano un'unica famiglia che lotta ogni giorno per la vita, in un trionfo di solidarietà, competenza ma, soprattutto, di amore. I genitori, con la loro dedizione e il loro naturale e disarmante spirito di sacrificio, diventano genitori di tutti i piccoli pazienti: tutti infatti si prendono cura di tutti, ognuno secondo le proprie specifiche competenze e secondo la propria personale "voce del cuore".
Pregavo S. Giuseppe Moscati perché mi guidasse come sua "allieva", cosa che egli – quando era Primario agli "Incurabili" - amava fare con i suoi studenti di medicina. Sappiamo inoltre come Moscati avesse con i bambini un rapporto tutto speciale (1).
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Giovanna Gualdiero, autrice dell'articolo. |
La medicina ha i suoi limiti. Moscati faceva di tutto per prestare ai suoi pazienti le cure più scrupolose e "aggiornate" del suo tempo, ma consapevole dell’unità inscindibile, in ogni essere umano, tra il corpo e l’anima, aveva a cuore la "salute spirituale" dei malati che la sua attività professionale gli faceva incontrare.
Anch'io, come questi bimbi e adolescenti, i primi giorni ero disorientata ed in parte scoraggiata dalla drammaticità della sofferenza che tocca i bambini, ma poi, man mano, mi si è rafforzata la certezza che questa fosse la mia strada da percorrere, nella consapevolezza che stavo realizzando qualcosa di importante per questi piccoli.
Nei loro occhi e nella loro grande forza ho capito veramente quale fosse "la mia vocazione" che, come me, nel reparto, tutti perseguono: lottare sempre affinchè il bene prezioso della vita sia difeso e amato, affinchè il dolore e la sofferenza vengano leniti dall'accoglienza e dalla professionalità medica, al fine di realizzare una medicina che non dice solo "io ti curo" ma dice soprattutto "Io mi prendo cura di te"!
Questo è il messaggio che vorrei fosse scritto nei miei occhi tutte le volte che il mio sguardo incrocerà quello di un piccolo paziente!
Da poco ho superato il concorso per la specializzazione in Pediatria. Ancora una volta mi affido a S. Giuseppe Moscati, e ricordo in particolare queste sue parole, tratte da una lettera a un giovane medico: "Ricordatevi che, seguendo la medicina, vi siete assunto la responsabilità di una sublime missione. Perseverate, con Dio nel cuore, con gli insegnamenti di vostro padre e di vostra mamma sempre nella memoria, con amore e pietà per i derelitti, con fede e con entusiasmo" (2).
Confido che la specializzazione in Pediatria mi aiuterà ad essere più solidale, con la mente e col cuore, ai nostri piccoli pazienti.
Note
1. Sebastiano Esposito s.j.: Lidia Arcuri e S. Giuseppe Moscati, paragrafo "Moscati e i bambini.
2. Lettera al Dott. Giuseppe Biondi, 4 settembre 1921.
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