Dedicazione a S.Giuseppe Moscati
della Sala Anatomica
nella Facoltà di Medicina di Palermo

Alfredo Marranzini s.j.

Dopo la fulminea scomparsa del Prof. Moscati (12 aprile 1927), che tutti subito chiamarono il Medico Santo, commemorazioni tenute da colleghi, articoli di moltissimi giornali, rassegne della sua pubblicistica e della sua prassi medica, varie biografie, fino ad oggi dedicano solo pochi accenni alla sua attività di Perito Settore e di Direttore dell'Istituto di Anatomia e Istologia Patologica "Luciano Armanni", nell'Ospedale Incurabili di Napoli dove Moscati svolse la sua attività come Primario.

Il ritrovamento, da parte del Dott. Antonio Salvio e Pasquale Marra, su indicazioni del Prof. Renato Guerrieri, Primario clinico degli Incurabili, del registro di autopsie eseguite da Moscati tra il 25 dicembre 1925 e il 9 febbraio 1927, ripropose all'attenzione degli studiosi questo aspetto ancora poco noto della sua complessa personalità medica e scientifica.

Il Prof. Maresi rivolge il saluto iniziale. Sullo sfondo i pannelli della Mostra - curata dalla Dott.ssa Cesidia Cedrone - che illustra le tappe salienti della vita di S.Giuseppe Moscati.

Il Prof. Raffaele Rossiello, attuale Direttore dell`Istituto Armanni, con competenza ed esattezza scientifica ha dimostrato, in un volumetto denso di dati ed osservazioni acute, che Moscati fu insigne anche in questa importantissima branca della medicina. Egli si è documentato attingendo dagli scritti di Moscati, dalle testimonianze dirette ed indirette degli allievi del tempo e dalle informazioni deducibili dai verbali, quasi tutti autografi, di quelle autopsie.

A Palermo il Prof. Maresi, dell'Istituto di Anatomia Patologica della Facoltà di Medicina, avendo letto il libro del Prof. Rossiello, propose al Senato Accademico di dedicare a Giuseppe Moscati la Sala Anatomica dell'Istituto.

La proposta fu accolta unanimemente e per l'occasione, con la collaborazione della Dott.ssa Cesidia Cedrone, fu anche organizzata una mostra fotografica, che ripercorre le varie fasi della breve esistenza - appena 47 anni - del Medico Santo.

Il 20 marzo 2003, nell'aula magna dell'Istituto anatomico, gremita di medici, studenti, paramedici e pubblico, dopo il saluto del prof. Maresi, il Preside della Facoltà di Medicina, Prof. Cardinale, espresse il suo vivo compiacimento per aver potuto contribuire a porre sotto l'egida di Moscati, insigne esponente della Scuola Medica Napoletana e fulgido esempio di santità, il lavoro di coloro che hanno scelto come lui la "sublime missione del medico" (parole di Moscati). Al Preside si unirono con parole vive e sentite il Dott. Pecoraro, Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera dell'Università di Palermo, e il Prof. Salerno, Direttore Sanitario della stessa Azienda.

Mons. Di Cristina presiede la dedicazione a San Giuseppe Moscati della Sala Anatomica
dell'Istituto di Anatomia Patologica, nella Facoltà di Medicina di Palermo. 20 Marzo 2003.

Al sottoscritto, quale vice postulatore del Processo di Canonizzazione di Moscati, fu riservato il compito di delinearne la figura soprannaturale. Per brevità ho preso lo spunto da tre brani scritti di getto da Moscati nel 1922:

"Mio Gesù Amore! Il vostro amore mi rende sublime, il vostro amore mi santifica, mi volge non verso una sola creatura, ma a tutte le creature, all'infinita bellezza di tutti gli esseri, creati a vostra immagine e somiglianza".

Mons. Di Cristina, Vescovo ausiliare di Palermo.
A destra il Prof. Maresi, promotore dell'iniziativa.

"Gli ammalati sono la figura di Gesù Cristo".

"Ama la verità e mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paura e senza riguardi. E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala, e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio".

Partendo da questi brani ho cercato di delineare il Prof. Moscati come l'uomo della verità, dell'amore senza misura, dell'immolazione.

Questa figura di laico impegnato nella Chiesa e nel mondo, di medico e scienziato, è di perenne attualità. Il consiglio dato da lui al dott. Agostino Consoli di Lagonegro deve essere per tutti noi un impegno:

"Il vero progresso sta in una continua critica di quanto apprendemmo. Una sola scienza è incrollata e incrollabile, quella rivelata da Dio, la scienza dell'aldilà. In tutte le vostre opere mirate al Cielo e all'eternità della vita e dell'anima, e vi orienterete allora molto diversamente da come vi suggerirebbero pure considerazioni umane e la vostra attività sarà ispirata al bene".

Il Prof. Raffaele Rossiello he messo in risalto come Moscati si servì dell'autopsia quale strumento di verifica, mezzo di formazione ed educazione degli allievi, contributo concreto per rendere la medicina meno arte e più scienza. Questa comprensione dell'anatomia patologica in una visione dinamica, per quanto riguarda l'infermità organica e la tensione verso il trascendente, è espressione autentica di Giuseppe Moscati, uomo di fede e di scienza.

S.E.Rev.ma Mons. Salvatore Di Cristina, Vescovo Ausiliare del Cardinale di Palermo, prima di benedire il Crocifisso e l'immagine di Moscati che dominano la Sala anatomica, ha richiamato queste parole del Santo:

"Il dolore va trattato non come un guizzo o una contrazione muscolare, ma come il grido di un'anima, a cui un altro fratello accorre con l'ardenza dell'amore, la carità".

Abbiamo, oggi soprattutto, bisogno di riudire queste parole e di metterle in pratica!


Foto di Adalgisa Ridolfo, che ringraziamo per la collaborazione.


Home Page

moscati@gesuiti.it