Grazie ottenute per intercessione di
San Giuseppe Moscati

Giugno 2009

Pubblichiamo tra le grazie ricevute da S. Giuseppe Moscati la foto della sig.ra Sofia Concetta Fera in Palumbo e quanto ci ha scritto la famiglia Palumbo - Fera. Si tratta di una defunta e non di una guarigione, ma quando si accetta con fede la morte, si riceve dal Signore una grazia veramente grande. E questa grazia è attribuibile all’intercessione di S. Giuseppe Moscati. Ecco il biglietto ricevuto:

Mio marito, Pino Scotto, ha dovuto sottoporsi ad una diagnosi di adenocarcinoma del tratto sigma retto, fatta dal prof. Polimeni di Reggio Calabria. Dopo la diagnosi abbiamo contattato l’Istituto Nazionale Tumori di Milano nella persona del dott. Belli, il quale ha confermato la diagnosi: «Neoformazione stenosante della giunzione retto-sigmoidea con aderenze vescicali». Dopo aver disposto una serie di esami, il dott. Belli ha operato mio marito nel luglio del 2007.

Completato l’intervento, il dott. Belli ci comunicava che il tumore si era rivelato “stranamente” più piccolo di quanto fosse apparso nelle varie fasi di indagine ed egli era rimasto fortemente impressionato dall’aggressività del male che si era adagiato sulla vescica. Per questo motivo, in sala operatoria veniva richiesta la presenza di un urologo e di un oncologo, che eseguiva un’abrasione sulla vescica, grande quanto un francobollo. Ad un primo esame istologico la parte di vescica esaminata dava esito negativo. Il decorso post-operatorio si è svolto senza il minimo segno di dolore.

S. Giuseppe Moscati – mi aveva detto la signora Marisa – era stato presente in sala operatoria. «Stranamente – ci ha avvertito il dott. Belli – il tumore era più piccolo di quanto segnalato dalla diagnostica usata». “Stranamente” per lui, ma non per noi che abbiamo rafforzato la nostra fede da quando frequentiamo il Gruppo di preghiera “S. Giuseppe Moscati”. Grazie alle preghiere di Marisa, che ci esortava a pregare, e ad abbandonarci con fede al nostro Medico Santo, noi abbiamo affrontato questo triste periodo con un inspiegabile pace interiore e forza d’animo.

Dopo la dimissione dall’Ospedale di mio marito, abbiamo atteso in casa il risultato dell’esame istologico e la convocazione per iniziare il ciclo di chemioterapia. Prima del tempo previsto, ricevo una telefonata dal dott. Belli. «Va tutto bene! L’esame è negativo, – mi dice – Io ho operato un tumore: non le nego che immaginavo un quadro disastroso; invece è tutto negativo. Suo marito non Grazie ottenute per intercessione di deve far nulla. Posso spiegarmi quanto è accaduto, pensando solo che suo marito abbia avuto una grave forma di diverticolite.

Permane ancora uno stato infiammatorio destinato a rientrare nella norma». Chiudo il telefono e con mio marito mi metto subito a ringraziare il Signore e S. Giuseppe Moscati. Marisa Scotto Gorassini (Reggio Calabria).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Maggio 2008]

Questo mio scritto vuole essere un devoto ringraziamento al grande Santo Giuseppe Moscati ed insieme una testimonianza di quanto sia efficace la sua intercessione presso il Signore. Nel settembre del 2006 mio fratello Claudio, che accusava forti dolori alla schiena, si è sottoposto ad alcuni esami clinici, che hanno evidenziato purtroppo la presenza di un linfoma. La situazione per mio fratello si presentava grave, perché il male, progredendo, aveva prodotto varie metastasi.

Pino Scotto

Claudio ha dovuto subire una serie di chemioterapie molto forti. Nel frattempo la sua vita è totalmente cambiata: ha dovuto lasciare il lavoro, affrontare gli effetti collaterali della chemioterapia (caduta dei capelli e tanti altri fastidi). Io ho sofferto terribilmente per questa situazione: mi sono recata nella chiesa del Gesù Nuovo, dove un carissimo sacerdote mi ha parlato della potente intercessione di S. Giuseppe Moscati. Abbiamo pregato insieme davanti alla tomba del Medico Santo.

Da quel momento mi sono affidata alla preghiera come ad una grande arma per combattere una dura battaglia guidata da un generosissimo Santo. Terminata la chemioterapia, mio fratello si è sottoposto nuovamente ad esami clinici che hanno accertato la scomparsa della malattia. A questo punto il mio cuore commosso non può che esclamare: grazie, S. Giuseppe Moscati! Grazie, per aver ridato la vita a mio fratello! Io ti sarò grata per tutta la vita e verrò spesso a visitarti, perché sei un grande Santo, che hai immolato la tua vita al servizio dei poveri e dei malati, nei quali tu vedevi la figura di Gesù sofferente. Gelsomina D’Urso (Napoli).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Maggio 2009]

La sera del 23 aprile del 2007 ricevetti una telefonata da mio papà: mia mamma stava male. Ero fuori: appena rientrata a casa, capii subito che la situazione era molto critica: infarto. Trasportata al Pronto Soccorso dell’Ospedale, mamma andava in arresto cardiaco, per cui i medici decidevano di trasferirla in sala di rianimazione, in coma farmacologico. Non restava altro che pregare S. Giuseppe Moscati, di cui sono stata sempre devota. Poco dopo, il Medico Santo mi apparve, quasi per rasserenarmi e per darmi la forza di andare avanti e di trasmettere a mia mamma il coraggio di lottare e di confidare nel Signore.

Nel frattempo, mia mamma, dopo due notti trascorse in sala di rianimazione, veniva trasferita in unità coronarica, dove il 27 aprile del 2007 l'équipe medica decise di intervenire facendo una coronarografia per via femorale destra, che evidenziava una stenosi critica dell’aorta. Al solo passaggio del filoguida mia mamma andò in arresto cardiaco: un fatto che si ripeté circa venti volte.

Il chirurgo stava per arrendersi, ma qualcuno ha guidato la sua mano, secondo le parole del cardiologo uscito dalla sala per aggiornarci. Egli si avvicinò a me e mi chiese se avessi fede: come risposta gli ho fatto vedere che al collo portavo il Santo Rosario con l’immagine del Medico Santo. Egli ripeté: «Qualcuno ha guidato la mano del chirurgo».

Elvira Ortone

Mia madre si riprese bene, ma in seguito ebbe altri disturbi, tra cui una fibrillazione ventricolare con arresto cardiaco risolto mediante shock elettrico, con successivo ripristino del ritmo sinusale. Attualmente essa è affetta da sofferenza radicolare e costretta a muoversi in carrozzella. Io sono venuta a Napoli, affrontando tanti ostacoli, per ringraziare S. Giuseppe Moscati. Spero tornare con i miei genitori per testimoniare insieme la nostra infinita riconoscenza. Maria Calì (Vigevano, PG).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Giugno 2008]

Desidero ringraziare S. Giuseppe Moscati per i favori e grazie che ho ottenuto da Dio, per sua intercessione. Nel marzo 2006 mia madre ha subito un intervento chirurgico al seno. In quei momenti di ansia ho tanto pregato, soprattutto quando aspettavamo il risultato istologico. Grazie a Dio, tutto è andato bene.

Nell’agosto dello stesso anno mio padre è stato ricoverato di urgenza per emorragia interna. Anche per questo caso ho supplicato S. Giuseppe Moscati, la Madonna di Pompei, P. Pio, promettendo che, se fosse guarito, saremmo venuti a Napoli a ringraziare il Medico Santo. Mio padre è guarito. Così a maggio 2007 siamo venuti per sciogliere la nostra promessa. Posso dire che S. Giuseppe Moscati è un caro amico, che non suole dire mai di no alle nostre richieste.

Un altro favore che ho ottenuto da lui è stato nell’ottobre 2007, quando sono arrivati i risultati negativi di alcuni esami clinici cui mi sono sottoposta. Sono tornata di nuovo a Napoli, l’11 novembre 2007, ad inginocchiarmi davanti alla tomba del Medico Santo e dirgli, con il cuore colmo di gioia, che gli sono veramente grata per tutto questo. Sono più di tre anni che lo conosco: ogni giorno lo prego ed è per me un grande miracolo a vederlo come amico e protettore. Gina Donnola (Grottole, MT).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Giugno 2008]

Parecchi medici mi avevano consigliato la protesi totale del ginocchio. Ho affidato tutto a S. Giuseppe Moscati: l’ho pregato e fatto pregare per me. Purtroppo il mio ginocchio continuava ad andare male: nel giro di un mese ho consultato parecchi medici, i quali mi hanno consigliato l’intervento. A tale notizia mi sono messa in agitazione pensando alle conseguenze di un intervento e a tante altre cose. Ho vissuto momenti difficilissimi: ho pregato molto intensamente, chiedendo nella preghiera di capire se dovessi sottopormi all’intervento chirurgico o meno.

Intanto le condizioni del mio ginocchio miglioravano: potevo piegarlo e potevo salire e scendere le scale senza alcuna difficoltà. Allora sono tornata dal medico che, avendo controllato il ginocchio e avendolo trovato in buone condizioni, mi ha consigliato di rinviare l’intervento. Sono stata molto contenta di ricevere questo consiglio e ho attribuito il miglioramento alla protezione di S. Giuseppe Moscati. Pur non avendo la possibilità di fare una radiografia per confrontarla con le precedenti, sono sicura che il Signore, per intercessione del Medico Santo, ha guarito il mio ginocchio, dandomi piena serenità di spirito.

Nel rendere pubblica testimonianza di questa grazia, rinnovo la mia riconoscenza a S. Giuseppe Moscati per quanto egli ha fatto per me in senso materiale e spirituale. Lina Giganti Comparato (Naro, AG).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Giugno 2008]

Nella mezzanotte tra il 14 e il 15 novembre 2007, mentre guidavo un camion verso Roma, ho finito colpevolmente per tamponare un altro camion che mi precedeva. Nell’urto violentissimo ho subito gravissimi danni fisici: ingrossamento del cuore, perforazione ai polmoni, frantumazione dello sterno, costole rotte ed altre lesioni. Sono stato trasportato in coma al Policlinico Umberto I di Roma, dove i medici non mi hanno dato alcuna speranza di ripresa, salvo un miracolo. Mio cognato e la moglie si sono recati nella chiesa del Gesù Nuovo per chiedere a S. Giuseppe Moscati il miracolo della mia guarigione.

Il giorno dopo la loro visita in chiesa, il Medico Santo mi ha dato una prima risposta: ho aperto gli occhi, svegliandomi dal coma. Dopo alcuni giorni trascorsi in sala di rianimazione, sono stato trasferito nel reparto normale e dopo una settimana circa sono stato dimesso dall’Ospedale, provocando tra i medici un fortissimo stupore, quasi un senso di incredulità. Appena mi sono ripreso gradualmente, ho sentito il dovere di ringraziare nella chiesa del Gesù Nuovo S. Giuseppe Moscati per la sua efficacissima protezione, che sono certo mi accompagnerà sempre. Giuseppe Spagnuolo (Napoli).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Giugno 2008]

Silva Rani

Nel giugno 2006 mi sottoposi a un intervento chirurgico all’intestino presso l’Ospedale di Asti. Avevo tanta paura, ma pregai con fiducia la Madonna, S. Giuseppe Moscati e S. Pio da Pietrelcina, invocando il loro aiuto. Fui operata la mattina del 12 giugno. Nel dormiveglia vidi vicino al mio letto una persona in camice bianco, che mi guardava in silenzio. Sul mio comodino avevo l’immaginetta di S. Giuseppe Moscati: mi svegliai commossa e piansi nel vedere che l’immaginetta era uguale alla persona, che mi era apparsa prima, accanto al mio letto.

Pregai tanto ringraziando il Medico Santo, fui dimessa dall’Ospedale con una diagnosi di perfetta guarigione, come pure tutti i controlli risultarono soddisfacenti. Appena potrò, verrò a Napoli nella chiesa del Gesù Nuovo per pregare davanti alla tomba di S. Giuseppe Moscati e per esprimergli la mia riconoscenza. Flora Finizzi (Poggiardo, LE).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Giugno 2008]

Un giorno è iniziato per il mio Carlo il calvario di una malattia: carcinoma al polmone sinistro. Allora non mi sono trovata più con la testa. Ma un giorno mio cognato mi ha parlato di S. Giuseppe Moscati, raccontandomi tanti miracoli che operava per le persone ammalate e aggiungendo che era bene pregare. Nella chiesa del Gesù Nuovo c’è un altare dedicato al Medico Santo e in una sala tante testimonianze di grazie ricevute.

Mi sono fatta accompagnare nella chiesa del Gesù Nuovo: sono rimasta senza parole nel vedere quante guarigioni erano avvenute per intercessione di S. Giuseppe Moscati. Mi sono messa pure io a pregarlo per Carlo, supplicandolo di intercedere presso il Signore di aiutare Carlo a provvedere per i suoi figli, i quali avevano perso la madre qualche anno prima. Ho promesso al Medico Santo che, da quel momento, non ci sarebbe stato sabato o domenica senza che io fossi andata a trovarlo nella chiesa del Gesù Nuovo.

Sentivo che S. Giuseppe Moscati mi era accanto: mi è sembrato di vedere la sua foto sorridermi, quasi a dirmi di stare tranquilla. Dopo mesi turbolenti per Carlo, è arrivato il giorno dell’intervento che, al dire di bravi oncologi, si presentava di difficile riuscita e, anche dopo la convalescenza, Carlo sarebbe stato a rischio. Appena Carlo è stato operato, il chirurgo ci ha comunicato che l’intervento era riuscito al cento per cento e che la situazione tragica che si era prospettata prima dell’intervento si era rivelata sbagliata.

Ma come è possibile – ci siamo chiesti -, visto che le TAC erano state esaminate da vari professori? Allora ho capito che S. Giuseppe Moscati aveva cambiato la situazione: egli aveva salvato il mio Carlo. Non finirò mai di essere devota al Medico Santo, fino a quando avrò l’ultimo respiro. Per ora mi propongo di portare la parola di Dio a tutti quelli che incontro e mostrerò l’efficacia della fede proprio parlando di come la guarigione di Carlo è merito esclusivo del Signore e del Medico Santo. Grazie infinite, S. Giuseppe Moscati. Patrizia De Tito (Napoli).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Giugno 2009]

In data 27 settembre 2007 venivo ricoverata nella rianimazione dell’Ospedale di Catanzaro per uno stato di shock settico. Dall’inizio i medici non riuscivano a fare una precisa diagnosi, perché l’infezione aveva interessato tutti gli organi, alterando i valori ematici e determinando così un gravissimo stato di malattia, tanto da rischiare la vita. Nella notte tra il quarto e il quinto giorno di ricovero, ebbi una terribile crisi di edema polmonare: fui incubata, ma prima che ciò avvenisse mi affidavo al Signore e, nel frattempo, cercavo tra i camici bianchi il Medico Santo. Ad un tratto ebbi l’impressione che il primario, il quale mi stava assistendo in quel momento di grave sofferenza, fosse S. Giuseppe Moscati.

Dopo pochi giorni il mio stato di salute andò progressivamente migliorando: per questo voglio rendere lode, onore e gloria al Signore, alla Madonna e a S. Giuseppe Moscati. Paola Parisi (Soverato, CZ).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Giugno 2009]

Desidero ringraziare S.Giuseppe Moscati per la grazia che egli ha ottenuto dal Signore in favore di mia nipote Francesca di appena due anni. All'inizio di giugno 2002 la piccola Francesca incespicava nel camminare: accusava forte mal di testa e vomitava spesso. I genitori la fanno sottoporre a svariati accertamenti, ma tutti senza esito. Si ricorre alla risonanza magnetica, da cui emerge una diagnosi infausta: tumore al cervello.

Bisogna intervenire al più presto. La piccola è trasportata all'ospedale "Santobono" di Napoli, dove il 1° luglio 2002 subisce l'intervento chirurgico, durato dieci ore ed eseguito dal prof. Maggi.

Quel giorno mi sono recata nella chiesa del "Gesù Nuovo", dove ho pregato S.Giuseppe Moscati, davanti alla sua tomba, perché fosse presente in sala operatoria e guidasse la mano dei medici. I Padri Gesuiti mi hanno assicurato le loro preghiere: in particolare uno di loro mi ha incoraggiato ad avere fiducia, perché il Medico Santo non si lascia vincere in generosità.

La bimba ha superato l'intervento; è stata in sala di rianimazione per 24 ore e, con stupore degli stessi medici, dopo una settimana è tornata a casa.

Ora la piccola è in perfetta salute e dalla risonanza magnetica di controllo è risultata la scomparsa definitiva del tumore. Grazie, S.Giuseppe Moscati, e continua a pregare Gesù perché Francesca cresca "bene e santa". Carmela Esposito (Napoli).
[Il Gesù Nuovo, marzo 2003]

Nell'aprile del 1998 sono stata operata di carcinoma e... licenziata per sempre dai medici. Il mio caso sembrava senza speranza ma, grazie a Dio, sono ancora qui: sono convinta che S.Giuseppe Moscati e S.Pio da Pietrelcina (il quale benedisse le mie nozze il 19 luglio 1962) hanno interceduto per me presso Gesù e la Vergine SS. e non mi hanno mai lasciata sola in ospedale.

Ad uno dei medici dell'ospedale ho avuto modo di dare un'immagine del Medico Santo, che egli ha messo nella tasca del suo camice. La mia devozione a S.Giuseppe Moscati è ormai pluridecennale, perché appena mi sono laureata, una signora mi ha dato un'immagine del Medico Santo, pregandomi di tenerla con me.

Ho coltivato assiduamente questa devozione, anche perché S.Giuseppe Moscati somigliava fisicamente a mio padre, che esercitò la professione di farmacista secondo lo stile del Medico Santo (io svolgo la stessa professione di mio padre).

Vorrei pregarvi di ricordare presso la tomba di S.Giuseppe Moscati mio figlio Raffaele e tutti noi di famiglia: siamo sempre riconoscenti al Medico Santo per la sua continua protezione. Angela Maria Fonti (Cittanova, Reggio Calabria).
[Il Gesù Nuovo, marzo 2003]

Nell'aprile del 2002 mia madre, di 66 anni, già sofferente di epatite C, dopo un lungo periodo di febbre si sottopose ad un'ecografia al fegato, da cui risultò un probabile epatocarcinoma con riflessi sul ramo sinistro della vena porta.

Seguì il ricovero urgente presso il Policlinico di Reggio Calabria, dove furono eseguiti diversi accertamenti che confermarono la precedente diagnosi. Secondo il giudizio dei medici, dato lo stadio avanzato della malattia, era sconsigliabile qualsiasi intervento chirurgico, in quanto avrebbe comportato per la paziente una prospettiva di sicura morte.

Lo stesso parere diede un noto chirurgo dell'ospedale "S.Orsola" di Bologna, il prof. Antonino Cavallari, il quale, pur confermando gli esami diagnostici precedenti, tuttavia si dichiarò disposto ad effettuare l'intervento, previo consenso scritto dei familiari.

Prima che mia madre partisse per Bologna, ero venuta a sapere dell'esistenza nella mia città di un gruppo di preghiera dedicato a S.Giuseppe Moscati, fondato dalla signora Marisa Micali, alla quale chiesi di pregare caldamente il Santo per mia madre.

Il 17 maggio mia madre fu operata: le fu asportata parte del fegato e reciso il ramo sinistro della vena porta. Dopo una breve degenza, ella rientrò a Reggio Calabria, con l'impegno di sottoporsi, a distanza di quattro mesi, ad un nuovo controllo a Bologna.

Da allora la ripresa di mia madre fu un crescendo in positivo, come risultò anche dagli esami relativi: i markers tumorali diminuivano di volta in volta fino quasi ad azzerarsi (il valore da 500 scese fino a 2). In settembre mia madre tornò a Bologna per il controllo, non senza una certa preoccupazione da parte di noi familiari. Invece l'ecografia e la TAC confermarono che non solo la parte di fegato era sana, ma che non c'era traccia alcuna di metastasi.

Data la situazione così inaspettatamente favorevole, i sanitari dell'equipe del Prof. Cavallari decisero, con loro immenso stupore, di non intervenire con nessuna terapia. Uno dei sanitari, il Dott. Francesco Bianchi, chiamò in disparte mio fratello per confidargli: "Non so come un intervento di tale portata possa essere stato effettuato: la scienza può arrivare fino ad un certo punto!".

Con immensa riconoscenza tutti noi familiari rinnoviamo i sentimenti della nostra devozione a S.Giuseppe Moscati per la grazia speciale che non osavamo neppure sperare. Zositra Montella (Reggio Calabria).
[Il Gesù Nuovo, marzo 2003]

Soffrivo da otto mesi di forti dolori addominali con un grande gonfiore. Sono andata dal medico, che mi ha diagnosticato una colecisti con calcolosi. In tale circostanza una mia amica mi ha fatto conoscere il Medico Santo Giuseppe Moscati, invitandomi ad affidarmi alla sua potente intercessione.

Il caso ha voluto che io fossi ricoverata nell'ospedale degli "Incurabili" di Napoli, dove S.Giuseppe Moscati lavorò per tanti anni. Il 30 settembre 2002 sono stata operata: durante l'intervento i medici hanno scoperto che avevo il colon perforato dalla colecisti.

L'intervento è durato tre ore: sentivo che la vita mi stava abbandonando e che i miei sforzi di reagire erano inutili. Proprio allora S.Giuseppe Moscati mi ha dato il coraggio di reagire, suggerendomi nel cuore: "tu ce la farai".

Sono venuta nella chiesa del "Gesù Nuovo" a ringraziare il Medico Santo per avermi salvato la vita e per avermi fatto rinascere come una nuova donna. Bianca De Gennaro (Napoli).
[Il Gesù Nuovo, marzo 2003]

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