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Grazie ottenute per intercessione di Settembre 2006 |
Qualche anno fa ho conosciuto il Medico Santo Giuseppe Moscati che mi ha protetto in una situazione difficile. Scrivo queste righe per trasmettere la mia testimonianza di fede e far sì che nel cuore di ognuno di noi resti sempre viva la fede nei Santi, perché essi ci proteggono e ci aiutano sempre. Il 16 novembre 2002 – festa liturgica di S. Giuseppe Moscati – sono caduta precipitando da una scala e riportando una grave frattura alla colonna vertebrale. Al “Pronto Soccorso” del mio paese, una dottoressa di turno, accortasi del tipo di frattura, mi è venuta incontro con una figurina tra le mani: mi ha parlato del Medico Santo, che io non avevo mai conosciuto prima di allora e mi ha raccontato che sua madre era stata miracolata da lui.
Mi ha incoraggiata a tenere l’immaginetta sotto il mio cuscino, perché egli mi avrebbe protetta. Trasportata al “Policlinico” di Bari, dopo vari controlli, i medici mi hanno detto di restare il più possibile immobile, perché avevo una vertebra completamente frantumata – come se fosse esplosa – e i frammenti potevano intaccare il midollo osseo con conseguenze irreparabili per la mia mobilità.
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Da quel giorno sono rimasta immobilizzata a letto, con un busto, per quasi quattro mesi: l’immaginetta di S. Giuseppe Moscati è rimasta sotto il mio cuscino per tutto il tempo della mia degenza. Egli mi ha dato la forza di resistere e mi ha riempito il cuore di fede. Adesso sto bene: mi sono sposata, ho avuto una bellissima bambina e la mia vita trascorre normale. Sono stata già a ringraziare il Medico Santo nella chiesa del “Gesù Nuovo” e non finisco di ringraziarlo, perché devo tutto alla sua potente e generosa intercessione.
Mi auguro che la mia testimonianza sia di conforto a tutti coloro che soffrono e che sono stati meno fortunati di me.
Anna Maria Amatulli. (Grumo Appula, BA).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Settembre 2006]
Mio figlio Dario, nel maggio 2003, è stato colpito da un neo tumorale alla testa. Gli accertamenti clinici hanno evidenziato l’urgenza di un intervento chirurgico. La notte precedente il ricovero in ospedale ho sognato S. Giuseppe Moscati col camice bianco e con la borsa degli attrezzi medici. È entrato nella stanza di mio figlio: l’ha spostato sul letto, gli ha messo un lenzuolo e l’ha operato col bisturi. Subito dopo è scomparso.
Mi sono svegliata di soprassalto. Il giorno seguente mio figlio si è ricoverato nell’Ospedale “S. Giovanni di Dio” di Frattamaggiore. Il chirurgo, appena l’ha visto in sala operatoria, ha dovuto costatare che il neo tumorale era scomparso, per cui gli ha suggerito di rientrare tranquillamente a casa.
Sono venuta con mio figlio nella chiesa del “Gesù Nuovo” per ringraziare insieme il Medico Santo, pregandolo pure di continuare ad assistere il mio caro Dario.
Carla Liguoro Marfei (Frattamaggiore, NA).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Settembre 2006]
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Il 10 agosto 2005 sono stata sottoposta ad un intervento chirurgico nel colon: tutto è riuscito bene. Dopo sei mesi dall’intervento, gli accertamenti clinici hanno evidenziato un’astenosi cicatrizzata che bloccava l’intero intestino. Pertanto, era necessario, al dire dei medici, intervenire sull’intestino, per cui
ho dovuto affrontare periodicamente in ospedale alcune dilatazioni, che, però, non sortivano alcun effetto. Allora il chirurgo ha fatto capire che bisognava fare alcuni taglietti piuttosto rischiosi, ma io mi sono sentita come atterrita al pensiero di un nuovo intervento.
Mi sono, perciò, rivolta con fiducia a S. Giuseppe Moscati, di cui sono tanto devota, supplicandolo: «Tu sei il mio medico curante e tu stesso mi devi operare...». In un giorno di maggio 2006 mi sono ritrovata, senza accorgermi, in una saletta, dove il chirurgo, dopo avermi fatto anestetizzare, ha effettuato quattro taglietti. Nel risvegliarmi dall’anestesia il chirurgo mi ha informata di tutto: così ho potuto costatare la potente intercessione di S. Giuseppe Moscati.
Ora mi sono ripresa bene in salute e sono venuta nella chiesa del “Gesù Nuovo” per esprimere al Medico Santo la mia più sentita riconoscenza. Nunzia Di Sauro (Napoli).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Settembre 2006]
Il 4 marzo del 2006, mentre aspettavo, nelle prime ore del mattino, un mezzo pubblico in via Marmorata (una strada centrale di Roma), venivo avvicinato, con una scusa, da un extracomunitario. Altri due mi assalivano alle spalle, picchiandomi selvaggiamente. Soccorso da alcuni uomini delle forze dell’ordine, venivo ricoverato prima all’Ospedale “S. Camillo” e poi al “Forlanini” di Roma. Poiché ero stato ferito
molto gravemente alla colonna vertebrale – per cui i medici temevano una fuoriuscita del midollo – ero nell’assoluta impossibilità di muovere gli arti inferiori.
La notte del 19 marzo 2006, durante il sonno, ho visto all’improvviso un gran bagliore, all’interno del quale è apparso un uomo con un camice bianco, il quale mi ha detto: «Sono venuto per rassicurarti, figliolo: domani riuscirai nuovamente a muovere le gambe e starai bene». Infatti, il giorno successivo mi sono acccorto che ero effettivamente in grado di muovere le gambe. Ho avuto modo di raccontare quanto mi era accaduto al Signor Pasquale Benedetti, il quale svolge opera di volontariato presso l’Ospedale “Forlanini” - Reparto di Ortopedia – e fa anche parte del Gruppo di preghiera «Divino Amore - S. Giuseppe Moscati».
Al Signor Benedetti, inoltre, ho detto di ritenere di essere stato guarito da San Padre Pio. Ma quando l’interlocutore mi ha mostrato un’immaginetta di S. Giuseppe Moscati, pur non avendo mai sentito parlare del Santo, tra le lacrime ho esclamato: «È lui, è proprio lui l’uomo
che ho visto la notte del 19 marzo!». Il 19 marzo ricorre la festa di S. Giuseppe e l’onomastico del Medico Santo: quasi una conferma che S. Giuseppe Moscati mi aveva soccorso in un momento
drammatico della mia vita. A lui offro il mio cuore traboccante di riconoscenza. Salvatore Lapenna(Mesagne, BR).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Settembre 2006]
Sono un emigrato singalese. 1l 20 novembre
2005 ho subìto un infortunio sul lavoro alla mano destra. Sono stato ricoverato nell’Ospedale di Brescia (dove attualmente risiedo e lavoro): i medici hanno costatato che si presentava inevitabile l’amputazione dell’indice destro. Allora ho pensato d’invocare l’aiuto di S. Giuseppe Moscati, che ho conosciuto nella chiesa del “Gesù Nuovo” di Napoli, tramite i miei genitori. A poco a poco l’indice destro ha ripreso a funzionare, fino alla completa guarigione,
senza bisogno d’intervento chirurgico.
Sono venuto da Brescia a Napoli il 17 maggio 2006, nella chiesa del “Gesù Nuovo” per ringraziare S. Giuseppe Moscati, al quale ho offerto come ex-voto, una manina d’oro. Ai miei ringraziamenti si è associato un Padre del “Gesù Nuovo” che mi ha incoraggiato a ricorrere
in ogni necessità al Medico Santo, molto sensibile e generoso verso tutti.
Ranil Warnakulasooriya (Brescia).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Settembre 2006]
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Padre Daniele Ferrero S.I., missionario
da circa 30 anni nel Madagascar, ci trasmette una commovente relazione, che volentieri
pubblichiamo. Nell’agosto 2002 Marie Marcelline Ravaonirina, sposata all’età di 18 anni,
entra in doglie di parto, nel suo villaggio, tra grandi sofferenze e senza esito. I familiari
decidono di trasportarla all’Ospedale di Fianarantsoa dove arrivano alle ore 4 del mattino del 15 agosto. La donna è in fin di vita.
Bisogna, pertanto, operarla d’urgenza; manca l'ossigeno, che sarà trovato tardi, alle ore 12. Le praticano il cesareo, in condizioni ormai disperate: il bimbo è già decomposto. La mamma sopravvive, con l’immaginetta di S. Giuseppe Moscati sul cuscino, mentre i genitori e tutti noi preghiamo per lei.
Segue un mese di spasimi a causa di medicazioni molto dolorose. Marie Marcelline è di nuovo in fin di vita ed è portata in rianimazione il 18 settembre. Nessun chirurgo vuole operarla, finché uno accetta, dietro mie insistenze: «Morta per morta, dovete operarla!». Operata di nuovo il 21 settembre, resta in stato comatoso per alcuni giorni, sempre con l’immaginetta di S. Giuseppe Moscati accanto alla testa. Marie Marcelline a poco a poco apre gli occhi, comincia a riconoscerci uno per uno, sorride come può. Il 2 ottobre esce dall’Ospedale ed è ospitata nel nostro Centro col suo papà fino al 7 novembre. Ormai sta bene e, tra la commozione di tutti, ritorna al suo villaggio, abbastanza in forze.
Purtroppo, il 6 gennaio 2003 vediamo Marie Marcelline arrivare sulle spalle di suo padre: di nuovo molto sofferente per occlusione intestinale causata da aderenze addominali. È sottoposta al terzo intervento chirurgico, ma viene riportata in rianimazione, morente: ormai non c’è più alcuna speranza! Solo il Signore può intervenire! I medici e gli infermieri non fanno più niente, perché per loro la fine è inevitabile. Tutta la notte io non riesco a dormire e chiedo con i familiari al Signore: «Se Tu vuoi, puoi guarirla». Lo stesso chiedo a S. Giuseppe Moscati. Il quarto giorno vado a visitarla. Sulla soglia del reparto di rianimazione due infermiere e un medico protestante mi vedono arrivare e mi dicono: «Venga, Padre. Marcelline sta bene. Non siamo stati noi a guarirla: è stato un miracolo, come dite voi cattolici». Rispondo loro: «Questa volta, se non sbaglio, siete voi protestanti a dirlo!».
Andiamo insieme a vederla: sta lì, semiseduta sul letto. Ha già bevuto della tisana calda e dice di sentire appetito. Dieci giorni dopo, è di nuovo ospite del nostro Centro: in poco tempo è in piedi, cammina da sola, mangia e poi ci chiede di tornare a casa, perché si sente proprio bene. È stata evidente la compassione del Signore verso questa nostra figlia, come pure l’intercessione del Medico santo, la cui immaginetta comincia a circolare, in malgascio, anche in Ospedale. S. Giuseppe Moscati non ha più bisogno di miracoli per farsi proclamare santo, ma dimostra di esserlo con la sua potente intercessione per i poveri. Padre Daniele Ferrero S.I. (Fianarantsoa, Madagascar).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Settembre 2006]
Nel febbraio 2006 sono stato molto male (ho 82 anni compiuti) a causa di problemi ematologici, per cui mi son dovuto ricoverare nell’Ospedale di Triggiano. Sono molto devoto del Medico Santo Giuseppe Moscati. Una sera, molto tardi,
mentre ero seduto accanto al tavolo della statua dell’Ospedale, mi è apparso in modo chiaro S. Giuseppe Moscati, che era lievemente sollevato dal suolo, tanto che il suo camice lungo scivolava sul pavimento.
A seguire la sua figura, c’era, poco lontano, la Signora Marisa Micali, che camminava normalmente dietro il Santo. Questa scena l’ho vista per ben due volte nella stanza del reparto. Chi mi stava accanto e gli altri ricoverati non si sono accorti di nulla. Solo io ho avuto questa grande gioia di potere sperimentare con molta emozione e un po’ di sconcerto la visione del Medico Santo.
Alcuni giorni dopo, il risultato delle analisi che, stando ai medici, si presentava molto preoccupante, si è rivelato del tutto negativo. Da allora io sono stato meglio e mi sono ripreso abbastanza in salute. Ringrazio ogni giorno il Signore, che mi ha fatto incontrare la Signora Marisa, perché, tramite lei, ho potuto conoscere i grandi prodigi di S. Giuseppe Moscati, al
quale rinnovo continuamente la mia gratitudine. Antonio Masciopinto (Triggiano, BA).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Settembre 2006]
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Il 29 maggio sera 2006 stavo tornando a casa con la mia macchina. Mentre ero ferma al semaforo, dall’altro lato della strada due macchine si sono scontrate violentemente e da una di esse son volati via il paraurti e il crick dirigendosi verso il mio veicolo. Spaventata, sono scesa dalla macchina e mi sono resa conto di essere viva per miracolo, perché il crick si trovava alla sinistra della mia macchina e il paraurti alla sua destra. Subito dopo sono arrivati i vigili, i quali, prendendo in mano il crick di ferro che era proprio accanto alla mia macchina e resisi conto del pericolo che avevo corso, mi hanno detto di essere stata miracolata, perché se anche uno di questi due pezzi
avesse colpito il vetro della mia macchina, io sarei morta.
Rendendomi conto del pericolo corso, ho rivolto il mio pensiero a S. Giuseppe Moscati, il Santo che mi ha fatto conoscere la Signora Marisa Micali, fondatrice del Gruppo di preghiere «Divino Amore - San Giuseppe Moscati», di cui faccio parte. Sono certa che il Medico Santo mi ha
protetta in quel momento e ha salvato la mia vita: voglio, quindi, ringraziarlo per aver avuto la sua luce accanto a me. Annalisa Sergi (Roma).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Settembre 2006]
Mio marito ed io siamo riconoscenti a S. Giuseppe Moscati per il suo potente patrocinio, durante il corso di una seria malattia di mio marito: linfoma tipo B, ad alto rischio. Medico egli stesso, si è subito reso conto della gravità del caso, ma lui ed io, entrambi credenti praticanti, ci siamo rivolti a S. Giuseppe Moscati e alla sensibilità dei Padri Gesuiti di Napoli.
Dopo mesi di cure ed esami scrupolosi, tra cui una T.A.C., mio marito è stato dichiarato
clinicamente guarito. Riconoscenti, non dimenticheremo la generosa protezione del Medico Santo. M. e C.M. (Ancona).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Settembre 2006]
Desidero rendere testimonianza di una grazia ricevuta dal Medico Santo Giuseppe Moscati. Nei primi giorni di marzo 2006 mi sono ammalata di una brutta bronchite asmatica. Mi sono sentita molto male, per cui i miei figli mi hanno trasportata due volte al “Pronto Soccorso”. Data la mia età (79 anni), ci siamo tutti spaventati. Sono molto devota di S. Giuseppe Moscati: leggo volentieri il vostro Periodico
“Il Gesù Nuovo”, specialmente le grazie, che il Santo concede a tante persone. Dopo quasi due mesi sono guarita, però la convalescenza è stata abbastanza dura, per cui sono caduta in ansia e depressione. Non avevo più energia: mi sentivo sempre stanca e avevo paura di stare sola, anche
di giorno.
Ho pregato tanto il Medico Santo e San Padre Pio da Pietrelcina: porto sempre nel mio cuore le loro reliquie. Grazie alla loro potente intercessione presso il Signore e la Madonna, ora mi sento meglio e ho ripreso le mie attività. Spero sempre che S. Giuseppe Moscati mi aiuti a vivere con serenità gli anni che il Signore mi darà ancora e che protegga i miei figli e parenti. Ancora il mio grazie di cuore al Medico Santo. Rosa Fiorenza (Milano).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Settembre 2006]
Per inviare testimonianze di grazie ricevute, nonché eventuali foto relative (in formato "jpg"), potete usare anche la
posta elettronica.
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E-mail: moscati@gesuiti.it |