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Grazie ottenute per intercessione di Novembre 2006 |
Mia figlia Emanuela, di anni sei, nel giugno del 2004 si è dovuta ricoverare nel Policlinico di Bari, perché colpita da una malattia molto rara e aggressiva, il linfoma di Burkit leucimizzato che aveva infiltrato anche i reni, le meningi e l’osso frontale con gravissimo rischio di morire da un momento all’altro.
Noi familiari non cessavamo di invocare la potente intercessione di S. Giuseppe Moscati, del quale siamo devoti. Dopo circa due tre mesi, in cui si sono susseguite temibili complicanze legate anche alla terapia molto forte, la sintomatologia ha iniziato a regredire lentamente
con sorpresa degli stessi medici, i quali si erano mostrati piuttosto scettici.
Appena Emanuela è stata in grado di affrontare un viaggio fino a Napoli, nell’aprile del 2005, ci siamo premurati di venire a ringraziare il Medico Santo nella chiesa del “Gesù Nuovo”, dove un Padre ci ha aiutato a pregare, assicurandoci che S. Giuseppe Moscati non ci avrebbe lasciati delusi. Ed è stato infatti così. Emanuela si è ripresa gradualmente, in piene condizioni di salute.
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Nel novembre del 2005 mi è stato diagnosticato
un tumore. Senza affatto scoraggiarmi, non ho esitato un istante a rivolgermi a S. Giuseppe Moscati, del quale sono molto devota da tanti anni. Nel gennaio del 2006 mi sono sottoposta
a nuovi accertamenti, che hanno evidenziato la necessità di un intervento chirurgico. Tutto, però, è andato bene, sotto lo sguardo generoso del Medico Santo, che mi ha aiutata a riprendere in pieno le mie forze fisiche.
Ho sentito, pertanto, il dovere di venire nella chiesa del “Gesù Nuovo” per ringraziare S. Giuseppe Moscati e per offrirgli un ex-voto in argento, nella certezza che egli continuerà ad assistere me e la mia famiglia.
Luciana Schisano (Aversa, CE).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Novembre 2006]
Il 21 maggio 2003 Matteo Canale è nato con una patologia diagnosticata come “Idroureteronefrosi destra” ed un “Reflusso vescico-uretrale di 5° grado” a carico della via urinaria destra. Il 10 maggio 2006, dopo tre anni di cure e di esami, al controllo scintigrafico effettuato all’Ospedale “Meyer” di Firenze è stata riscontrata la scomparsa del reflusso vescico-uretrale e si è, quindi, ritenuto inutile un intervento a carico dell’uretere. Tutta la famiglia e gli amici che hanno pregato, per il piccolo Matteo, Nostro Signore, Maria Madre Nostra e S. Giuseppe Moscati, a cui fin dalla nascita è stato affidato, hanno esultato insieme a Giulia, la sorellina, e a me, Manuela, sua mamma, per la grazia della guarigione ricevuta.
Un particolare ringraziamento va alla Signora Marisa Micali e al suo Gruppo di Preghiera intitolato a “S. Giuseppe Moscati”, che hanno intensamente pregato per Matteo. Manuela Canale (Reggio Calabria).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Novembre 2006]
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Nel giugno del 2006, mio marito, Giovanni
Porricelli, ha accusato un forte dolore alla spalla sinistra. È stato sottoposto ad una radiografia, da cui è emersa un’artrosi. Poiché il dolore non accennava a diminuire, mio marito ha affrontato la radiografia del torace. Il risultato: addensamento al polmone sinistro. Ciò richiedeva subito una TAC con contrasto, da cui è emersa la presenza di un tumore al polmone sinistro (con un anno di vita, al dire del medico!). Allora, noi familiari, ci siamo messi ad
invocare la protezione di S. Giuseppe Moscati, di cui, da tanti anni, io sono molto devota. Nella Cappella dell’Ospedale “Monaldi” (dove si trovava ricoverato per alcuni giorni mio marito), durante la “Messa di guarigione” mi sono rivolta con tanta fiducia davanti ad un quadro di S. Giuseppe Moscati, chiedendogli un segno per la guarigione di mio marito. All’improvviso,
il mio orologio, benché strettamente legato al polso, è caduto per terra con un forte rumore.
Nel frattempo, mio marito, che aveva subìto una broncoscopia, veniva informato del risultato: non si trattava di un tumore maligno galoppante(come l’aveva previsto il medico della TAC), ma di un microcitoma, che sarebbe scomparso con la chemioterapia. Mio marito, infatti, si è ripreso lentamente, migliorando di giorno in giorno.
Sono venuta varie volte nella chiesa del “Gesù Nuovo” per ringraziare S. Giuseppe Moscati. Spero tornare presto con mio marito per rinnovare al Medico Santo la nostra perenne riconoscenza. Maione Porricelli (Somma Vesuviana, NA).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Novembre 2006]
Nel settembre del 2005 mi trovavo a Modena come commissaria ministeriale per gli esami di musica. In data 16 settembre sono stata investita da un motorino, riportando fratture multiple e lesioni varie, precisamente al ginocchio, alle
mani, al volto e al cranio. Trasportata subito in Ospedale, dopo qualche giorno mi è apparso, accanto al capezzale, S, Giuseppe Moscati, di cui sono stata sempre devota. Egli mi ha rasserenata e si è compiaciuto apparirmi la seconda volta, prima di entrare in sala operatoria per l’intervento chirurgico. Questa volta il Medico Santo si è rivolto a me facendomi intendere la sua protezione. Infatti, mi sono ristabilita in salute, fino a riprendere in pieno il mio lavoro professionale.
Ho ringraziato tante volte S. Giuseppe Moscati e nella chiesa del “Gesù Nuovo” gli ho rinnovato il mio grazie di cuore con un Padre Gesuita, che mi è stato vicino durante la convalescenza. Pia Ferrara (Napoli).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Novembre 2006]
Pubblichiamo volentieri una seconda relazione di Padre Daniele Ferrero S.I., missionario nel Madagascar, riguardante una speciale grazia di S. Giuseppe Moscati.
Maria Viviane Rasoanirina, madre di due bambini, il 5 febbraio del 2002 avverte forti dolori al collo e alla schiena. La suora infermiera del nostro Centro le spalma con una pomata speciale le parti doloranti, ma il dolore verso sera va sempre più aumentando, per cui si è costretti a trasportarla in Ospedale. Un nostro amico caposala ci indirizza verso il “Pronto Soccorso”, dove l’inferma viene messa in barella. Prendo
un’immaginetta di S. Giuseppe Moscati e le dico: «Viviane, invoca la Madre Celeste e chiedi a S. Giuseppe Moscati di pregare per te!». Capisce tutto e trova ancora la forza per sussurrare: «Mi battezzi!».
Viviane avrebbe dovuto essere battezzata in giugno, in occasione della visita del Vescovo, ma io, senza perdere tempo, le dico: «Viviane, ti chiamerai Maria come la Madonna. Ti piace?». Dice di sì. Subito la battezzo. Ormai non risponde più: tiene gli occhi stravolti all’insù, ma è ancora viva. Per i medici non c’è più nulla da fare! Comunque, essi prescrivono cinque fiale di Valium. In città le farmacie sono sprovviste del medicinale, ma la Superiora delle Figlie della Carità riesce a trovare in camera sua cinque fiale di Valium.
Ritorno in Ospedale, pensando di trovare Viviane già morta. Invece, ha aperto gli occhi e mi guarda intensamente. Insisto, perché continui a pregare la Madonna e il Medico Santo: ella mi accenna di sì. I medici si accorgono che la donna è ancora viva. Stupiti, fanno la prima iniezione. Ritorno, l’indomani, in Ospedale: l’inferma è stata portata nel reparto di malattie infettive per meningite purulenta: una malattia che semina molte vittime in queste zone.
Maria Viviane ha trascorso l’intera notte serenamente, con l’immagine di S. Giuseppe Moscati accanto, sul cuscino. L’11 febbraio del 2002 – festa della Madonna di Lourdes – viene dimessa dall’Ospedale con piena incredulità dei medici. I primi, infatti, a non capire cosa sia successo sono medici e infermieri, che ci vedono tornare a casa, come se fossimo degli... “extraterrestri”.
Hanno trionfato, invece, la compassione del Signore, l’intercessione di Maria SS. e di S. Giuseppe Moscati, mentre il marito di Maria Viviane esclamava: «anohasoavin Andriamanitra» = “graziati dal Signore”. Ancora e sempre rendiamo grazie a Dio! Padre Daniele Ferrero S.I. (Fianarantsoa, Madagascar).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Novembre 2006]
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