Grazie ottenute per intercessione di
San Giuseppe Moscati

Agosto 2009

Cari Padri Gesuiti, nel marzo 2006 ho ricevuto una grazia dal Medico Santo Giuseppe Moscati e ho scritto una testimonianza che è stata pubblicata sul vostro periodico Il Gesù Nuovo. Ora ne ho ricevuta un’altra più grande.

Nel dicembre 2007 sono stata colpita da forte bronchite con terribile tosse, che non mi faceva riposare né di giorno, né di notte. Dopo tanti antibiotici sembrava stessi meglio, ma il 25 gennaio 2008 ho avuto tre collassi, per cui, trasportata al Pronto Soccorso, mi è stata diagnosticata una brutta polmonite.

In Ospedale stavo con ossigeno giorno e notte e con medicine varie. Dagli esami clinici è risultata l’infezione ai polmoni, cioè il germe della legionella. I miei figli erano preoccupatissimi perché si tratta di una malattia che porta alla morte. Non ho smesso mai di invocare l’aiuto di S. Giuseppe Moscati, di cui sono molto devota, affidandomi nello stesso tempo al Sacro Cuore di Gesù, alla Madonna e a S. Padre Pio.

Ogni mattina ricevevo la santa Comunione dal cappellano dell’Ospedale e pregavo continuamente giorno e notte. Dopo 15 giorni la malattia è scomparsa e così ho potuto lasciare l’Ospedale l’11 febbraio 2008, giorno della Madonna di Lourdes. La convalescenza è stata abbastanza lunga (quasi due mesi) e l’ultimo controllo medico, eseguito in maggio, è stato consolante sotto ogni aspetto, grazie all’intercessione di S. Giuseppe Moscati. I medici mi hanno detto: «Signora, lei ha dato un calcio alla morte …», pur con i miei 81 anni!

Vorrei pregarvi di pubblicare questa mia testimonianza sul vostro periodico, che mi arriva puntualmente. Rinnovo la mia riconoscenza al Medico Santo, nella speranza che egli continuerà a proteggere me e i familiari tutti. Rosa Fiorenza (Milano).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Novembre 2008]

Desidero rendere testimonianza di alcune grazie ricevute dal Signore per intercessione di S. Giuseppe Moscati. Da piccola sono cresciuta con la sua foto sotto il cuscino, messa da una mia zia che lo aveva conosciuto personalmente. Nel maggio 2006, a 49 anni, durante un controllo ecografico, mi è stata diagnosticata una cisti all’ovaia sinistra, per cui mi è stato richiesto un controllo dei markerf tumorali.

Uno dei markerf è risultato positivo, per cui i medici consigliavano un intervento risolutivo precauzionale, tanto più che successivamente è stata diagnosticata un’altra cisti all’ovaia destra ed un altro markerf tumorale alterato. Avendo terrore innato dell’ospedale, pregavo perché fosse evitato l’intervento, affidandomi all’intercessione di S. Giuseppe Moscati e recandomi spesso alla sua tomba.

Ogni volta che un medico specialista insisteva per l’intervento, mi ricordavo di una frase del Vangelo: «Non temere! Continua solo ad avere fede!». Grazie a Dio, così è stato. Il 23 aprile 2007, al nuovo controllo ecografico, le cisti erano scomparse e le analisi tumorali risultavano migliorate. Ringrazio Dio per questa grazia ed anche il Medico Santo per la sua protezione. Inoltre, per un nodulo tiroideo che avevo da 25 anni, mi sono sempre raccomandata a S. Giuseppe Moscati.

Infatti, il nodulo è molto ridotto: cosa strana, secondo lo specialista, il quale attesta che, senza cura, la situazione rimane stazionaria. Questo è quanto desideravo testimoniare mentre rinnovo i sentimenti della mia riconoscenza al Signore Gesù e al Medico Santo. R.T. (Napoli).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Novembre 2008]

Antonella Tizzani nella foto a sinistra

Desidero ringraziare, con commossa fede e devozione, S. Giuseppe Moscati per la sua protezione nei miei riguardi. Nel febbraio 2005, a seguito di un periodo d’intenso stress lavorativo e di una forte influenza virale, ho cominciato ad avere problemi all’udito peggiorando ogni giorno. Sono arrivata al mese di marzo in condizioni gravissime, per cui sono stata ricoverata immediatamente in ospedale per ipoacusia grave e perdita dell’udito del 40%. Dimessa dall’ospedale S. Carlo, nonostante le forti cure ricevute, il mio udito non migliorava. Iniziava così il mio peregrinare da un medico all’altro e da un ospedale all’altro, senza speranza alcuna.

Un giorno, la mia cara amica Ester mi ha fatto parlare con la signora Marisa Micali, la quale ha accolto il mio dolore e mi ha assicurato che avrebbe pregato il Medico Santo Giuseppe Moscati, perché mi aiutasse. Pochi giorni dopo, un giovane medico primario mi ha consigliato la strada dell’intervento chirurgico, che è stato effettuato il 13 giugno 2005 con esito felice.

In quel giorno la vita ha ripreso a sorridermi e riprovo il piacere di ascoltare le persone e la voce dei bimbi, ai quali dedico la mia giornata lavorativa. Non finisco di ringraziare S. Giuseppe Moscati e la signora Marisa per le sue preghiere. Antonella Tizzani (Roma).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Novembre 2009]

Nel maggio 2007 mio marito Enzo Sarnataro, in seguito ad un controllo medico, ha scoperto di essere affetto da un polipo al colon. L’esame istologico ha rilevato la presenza di cellule maligne, per cui il medico gastroenterologo ha tolto il polipo per analizzarlo tutto intero. Nel frattempo non ho cessato di rivolgermi a S. Giuseppe Moscati perché fosse evitata l’operazione e tutto andasse per il meglio. Infatti, dall’esame finale del polipo è emerso un risultato soddisfacente: non essendosi infiltrate le cellule nell’intestino, non c’era più bisogno di alcun intervento chirurgico.

Con mio marito mi sono inginocchiata davanti alla tomba del Medico Santo nella chiesa del Gesù Nuovo ed insieme gli abbiamo espresso la nostra più sentita riconoscenza. Giuseppina Migliore Sarnataro (Casalnuovo, NA).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Novembre 2008]

Sono un giovane di 18 anni. Nell’estate 2007 ho dovuto sottopormi ad accertamenti clinici, che hanno evidenziato un linfoma di Hodgkin, per cui ho affrontato un ciclo di chemioterapia. Mio padre è stato sempre devoto di S. Giuseppe Moscati, di cui gli parlava continuamente la nonna, che lo invocava ogni momento. Perciò mio padre non ha mancato di rivolgersi con fiducia al Medico Santo, perché mi concedesse la completa guarigione. Infatti, dopo alcuni mesi, ho affrontato di nuovo gli esami clinici, da cui è emersa la scomparsa dei linfonodi, pur riconoscendo la necessità di continuare per un po’ di tempo la chemioterapia.

Attualmente mi sento molto migliorato in salute e sono venuto con i miei genitori, verso la fine di maggio, nella chiesa del Gesù Nuovo per ringraziare S. Giuseppe Moscati davanti alla sua tomba, nella speranza di tornarvi al più presto. Federico Ciardo (Cesenatico, FO).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Novembre 2008]

Il 3 agosto 2007 mio figlio Antonio Zottola viaggiava in macchina, guidata da un suo amico. Ad un tratto, la macchina è andata a sbattere fuori strada: mio figlio, in seguito all’urto violento, è sbalzato fuori dalla macchina, riportando un trauma cranico, per cui è stato in coma, per due mesi, nell’ospedale di Salerno. I medici parlavano di uno stato vegetativo permanente, dovuto a lacerocontusioni multiple con danni cerebrali gravissimi.

Mentre Antonio si trovava in sala di rianimazione, una devotissima di S. Giuseppe Moscati è riuscita a portare una reliquia del Santo facendola poggiare sul corpo di Antonio. Dopo due mesi, Antonio si è svegliato: mi ha detto di aver visto spesso, accanto al letto, un uomo col camice bianco, che egli ha riconosciuto identico in una immaginetta di S. Giuseppe Moscati.

Da allora Antonio si è ripreso, va migliorando sensibilmente mediante le cure mediche. Nel mese di maggio 2008 sono venuta nella chiesa del Gesù Nuovo con un pellegrinaggio di Formia per ringraziare il Medico Santo di quanto ha fatto per mio figlio Antonio. Teresa Franzini Zottola (Formia, LT).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Novembre 2008]

Dopo lunghi anni di attesa, nel no-vembre dello scorso anno ho potuto adempiere la promessa di ringraziare personalmente S. Giuseppe Moscati davanti alla sua tomba, nella chiesa del Gesù Nuovo, per la guarigione miracolosa concessa a mia figlia Valentina.

Ella è nata affetta da linfangioma cavernoso, scoperto dopo tre mesi dalla nascita, in seguito ad un intervento nell'ospedale di Bari. All'età di dodici mesi, Valentina è stata ricoverata nell'ospedale di Vicenza, dove a causa di una terapia non bene appropriata, la lingua della bambina si è gonfiata di nuovo ed è rimasta gonfia per otto mesi, con sofferenze atroci: Valentina non poteva mangiare, ma prendeva solo omogeneizzati e succhi di frutta.

Ragazzina Srilankese accanto all'urna contenente i resti mortali di S. Giuseppe Moscati
[foto Sebastiano Esposito s.j.]

Una notte, Valentina - aveva appena due anni - ha sognato un medico con il camice bianco: si è svegliata all'improvviso, e piangendo mi ha raccontato che il medico le aveva detto di stare tranquilla, perché Gesù l'avrebbe aiutata. Allora una signora mostrò alla bambina un'immaginetta di S. Giuseppe Moscati, e Valentina, puntando il ditino, ha riconosciuto in lui il medico apparsole in sogno. A tre anni la bambina ha dovuto subire un'altra operazione delicatissima: la "ricostruzione" della lingua, eseguita felicemente dal Prof. Azzolini. Ora Valentina sta bene, è cresciuta e continua ad essere un "miracolo vivente " di San Giuseppe Moscati, nostro potente intercessore presso il Signore. Rosaria De Giorgi Calabrese (Campo Salentina, Lecce).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Marzo 2001]

Sono una devota di S. Giuseppe Moscati: desidero rendere pubblica la mia testimonianza di fede e di riconoscenza verso il Medico Santo, la cui intercessione presso il Signore mi ha aiutato in tre situazioni diverse. Mi sono già recata personalmente presso la tomba del Santo per rinnovargli la mia riconoscenza e per lasciare alcune offerte.

1. Tempo fa un caro amico di famiglia è stato ricoverato in ospedale, dove è stato sottoposto a dialisi per disturbi renali. La situazione appariva critica, dal momento che i medici non riuscivano ad individuare la causa che rendeva alterata la funzione renale. Io e i miei familiari ci siamo rivolti a S. Giuseppe Moscati, e finalmente è stata individuata la causa, per cui il nostro amico ha subito un delicato intervento chirurgico, dopo il quale si è ripreso bene e non ha avuto più bisogno della dialisi.

2. Mio marito accusava un corpo estraneo in gola. Gli era stata prescritta una lunga terapia, rivelatasi però inefficace. E' seguita una visita specialistica: l'otorino ha confermato la presenza di un normale linfonodo, escludendo il sospetto di un"altra eventuale diagnosi. Tutto si è risolto bene e S. Giuseppe Moscati, da noi tanto invocato in questa circostanza, non ci ha lasciati delusi.

3. Circa due mesi fa, ho accusato un forte dolore al seno. Appena preso un antinfiammatorio, il dolore è scomparso, ma è rimasto un nodulo. Con tanta paura, ma fiduciosa ancora nell'aiuto del Medico Santo, mi sono sottoposta ad accurati accertamenti, da cui è risultata solo una adenosi da curare. Commossa ancora una volta dico "grazie " a San Giuseppe Moscati. Annamaria Brancaccio (Giugliano, Napoli).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Marzo 2001]

Sono una giovane di 23 anni, laureanda in giurisprudenza. Tempo fa sono venuta in pellegrinaggio alla tomba di S. Giuseppe Moscati e son rimasta colpita dalle innumerevoli grazie (testimoniate dagli ex voto), che egli concede ai suoi devoti. Per la verità, io conservavo una vecchia immaginetta del Medico Santo, ma non mi ero mai rivolta a lui nelle mie preghiere.

Dopo il pellegrinaggio le cose son cambiate. Ho pregato S. Giuseppe Moscati per mia sorella, il cui parto si presentava difficile, in quanto erano insorte delle complicazioni, e rischiavano la vita sia la madre che la bambina che doveva nascere. E la mia preghiera è stata esaudita: è stato un parto felice.

Il giorno dopo mia sorella, nel prendere il borsone dall'armadio dell'ospedale, vi ha trovato un'immaginetta del Medico Santo con addosso il camice bianco, che non ero stata io a mettere. Ho chiesto anche la grazia per una conoscente e poi per mia zia, e ogni volta sono stata ascoltata. Mi riprometto ora di approfondire la vita e l'opera di S. Giuseppe Moscati, in modo da diffonderne la devozione, a gloria di Dio e per il bene delle anime. Luana Barbato (Taranto).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Marzo 2001]

Dopo un intervento chirurgico, sono stata colpita da un avvelenamento causato da farmaci, che mi ha provocato un gonfiamento del corpo con fuoruscita di liquidi. Assalita da atroci dolori, mi sentivo quasi squarciare tutto il corpo: ero presa dalla disperazione!

Mi sono ricoverata d'urgenza nell'ospedale I.D.L di Roma. Essendo molto devota di S. Giuseppe Moscati, non cessavo di pregarlo, perché mi liberasse presto dal male. La prima notte di ricovero non riuscivo a dormire: trascorrevo le ore in un susseguirsi continuo di preghiere a Maria SS e a S. Giuseppe Moscati. Mentre pregavo, ho visto sulla parete della stanza un quadro del Medico Santo: mi sono raccomandata a lui e così ho preso sonno.

L'indomani, ho cercato con lo sguardo il quadro, ma con mia meraviglia era scomparso. Sono stata sottoposta ad un'accurata visita da parte dei medici, i quali mi hanno assicurato che mediante un'appropriata terapia sarei guarita. Infatti, in dieci giorni mi sono ripresa abbastanza e sono stata dimessa dall'ospedale. Sono convinta che è stato S. Giuseppe Moscati - apparsomi sul quadro sparito all'improvviso - a guarirmi in così breve tempo. Vengo nella chiesa del "Gesù Nuovo" a ringraziare il Medico Santo. Tullia Troiano (Ponticelli, NA).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Gennaio 2002]

Alcuni devoti di S. Giuseppe Moscati in preghiera sul'altare della Visitazione dove riposano le sue spoglie

Desidero rendere testimonianza di un miracolo, che mi piace attribuire all'intércessione di S. Giuseppe Moscati. Tempo fa ho saputo casualmente che il Prof. Moscati aveva curato per una forma di meningite il fratello di mio padre residente in Villammare (Salerno). La cosa mi ha colpito molto.

Il 13 dicembre 2000 ho avuto l'occasione di recarmi a Napoli per motivi professionali. L'esatta indicazione datami da un passante mi ha consentito di raggiungere presto la chiesa del "Gesù Nuovo" che custodisce il corpo del Medico Santo. L'ho trovata aperta alle ore 15, proprio nello stesso orario in cui mia figlia Barbara, quel giorno, sosteneva un lungo colloquio per un posto di lavoro. Ho pregato con fervore S. Giuseppe Moscati, perché tutto andasse bene per mia figlia, la quale, dopo sei mesi, è stata assunta in servizio: cosa ben difficile, ove si pensi al fenomeno drammatico della disoccupazione.

Sono tornata a Napoli circa un anno dopo, il 10 ottobre 2001: nella chiesa del "Gesù Nuovo " ho manifestato la mia personale riconoscenza a S. Giusppe Moscati. Questa volta avevo in mano alcuni fogli di analisi cliniche, che ho voluto deporre sull'urna del Medico Santo. Il risultato dell'analisi è stato ottimo, al di là di ogni previsione. Questo è stato il secondo favore concessomi dal Santo napoletano.

Ma il vero miracolo è successo il 4 febbraio 2002, in occasione di un intervento chirurgico subito da mia figlia Ilaria a Firenze, presso l'ospedale "Torregalli ". Dopo due ecografie e una TAC, i medici mi avevano avvertito che persisteva forte il sospetto di un tumore alle ovaie per due masse evidenziate dalla TAC. A ciò si aggiunga il fatto che avevo dovuto preparare Ilaria alla prospettiva di un eventuale rimozione dell'utero. Con l'angoscia nel cuore, ho pregato tantissimo S. Giuseppe Moscati. Mentre mia figlia si trovava in sala operatoria, io ho recitato il S. Rosario e mi sono immersa in perseverante preghiera, incoraggiata dal libretto di `preghiere in onore di S. Giuseppe Moscati ".

Il chirurgo, uscendo dalla sala operatoia, mi ha detto: «Venga! Devo darle buone notizie: non è un tumore, ma endometriosi», come è risultato da un'attenta analisi delle "masse sospette ". Tutto il personale ospedaliero -primario, medici, infermieri - ha riconosciuto che si è trattato di un vero miracolo. Grazie di cuore, S. Giuseppe Moscati, nostro protettore e nostro medico di famiglia! I. C. (Firenze).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Maggio 2002]

Nell’estate del 1991 ero una ragazza giovane, sana e piena di speranze: mi ero appena laureata a pieni voti e avevo iniziato a lavorare da pochi giorni, quando mi sono improvvisamente ammalata. Ricoverata in ospedale, stavo sempre peggio, senza che i medici riuscissero ad emettere una diagnosi certa.

Tuttavia, poiché le mie condizioni peggioravano di giorno in giorno, si arrivò a sospettare che avessi una malattia ematologia molto grave. Una sera, dopo alcuni prelievi dall’esito particolarmente preoccupante, il medico che mi curava disse ai miei genitori che avrei dovuto subire un intervento diagnostico, perché il sospetto sempre più fondato era che avessi una leucemia fulminante.

Quella sera, mia madre tornò a casa e, dopo aver pregato a lungo, si appisolò, vinta dalla stanchezza. Le apparve in sogno San Giuseppe Moscati, un Santo cui la mia famiglia era devota da sempre, insieme ad una piccola suora che sorrideva con dolcezza. San Giuseppe Moscati, con un sorriso rassicurante, disse a mia madre di stare tranquilla, perché non avrei fatto quell’intervento e non sarei morta.

Il giorno dopo, in effetti, apparvero subito dei primi segni di miglioramento e di reazione positiva alle terapie, fu allora effettuato un consulto che stabilì una diagnosi molto meno grave di quella adombrata in precedenza. Trascorsi diversi mesi ancora curandomi, entrando ed uscendo in continuazione dagli ospedali, tuttavia, stavo sempre meglio e, nel corso degli anni, ho recuperato completamente la mia salute e svolgo una vita piena e normale, lavoro e sono diventata anche mamma di un bellissimo bimbo.

Dopo diversi anni, mia madre ha riconosciuto in Santa Teresina del Bambin Gesù la piccola suora apparsa nel suo sogno: senza sapere che San Giuseppe Moscati aveva una particolare devozione per Santa Teresina e che io stessa, nel corso degli anni, abbia coltivato, accanto alla devozione verso San Giuseppe Moscati, che considero il mio “santo protettore”, anche una particolare sensibilità verso la spiritualità di Santa Teresina di Lisieux. L.C. (Napoli) [Grazia pervenuta via mail nel 2002]

Nei primi mesi del 2000 fui ricoverata in ospedale dove mi diagnosticarono un tumore al colon. Dopo vari giorni di ricovero fui sottoposta ad un intervento chirurgico molto lungo, al quale seguì un periodo postoperatorio doloroso e difficile sia per la complessità dell'intervento sia per sopraggiunte complicazioni bronchiali.

Ero molto dimagrita e debolissima. Fu allora che mia sorella, da tempo devota di San Giuseppe Moscati, mi regalò una Sua immagine da tenere vicino al letto per alleviare, con la fede, la sofferenza di un decorso terapeutico lungo e difficile. Da quel giorno, debilitata da cure sempre più aggressive, mi aggrappai all'immaginetta regalatami da mia sorella, trovando giovamento nella fede e nella preghiera.

Trascorso il periodo di degenza in ospedale, tornai a casa dove, pur confortata dall'affetto di mia madre e di mia sorella, non volli mai separarmi dall'immagine di quel Santo che mi aveva accompagnato con dolcezza nel dfficile cammino della sofferenza e della malattia. Fu proprio la prima notte in cui tornai a casa che, oramai vinta dalla stanchezza e dallo sconforto, mi apparve in sogno il Medico Santo il quale, in piedi vicino al mio letto, mi guardava benevolmente trasmettendomi fiducia e forza. Subito mi sentii rasserenata e da quel giorno ho cominciato a sentirmi sempre meglio e ho pian piano ripreso le forze e la mia vita di sempre.

Continuo a fare periodicamente analisi ed accertamenti ed i risultati sono sempre ottimi: credo fermamente che San Giuseppe Moscati mi abbia protetto nei momenti più bui della mia vita, e prego affinché protegga tutti coloro che soffrono. Anna Amato (Cava dei Tirreni, SA).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Maggio 2002]

Rev. Padre, il mio nipotino è nato due anni fa con una malformazione renale, per la quale si riteneva inevitabile l'intervento chirurgico. Ho pregato subito il Signore di mandargli S. Giuseppe Moscati perché lo guarisse con le sue sante mani. La situazione gradatamente migliorava, ma c'era ancora molta incertezza, anzi, nel mese di giugno scorso, il bambino è stato affetto da febbri violente, anche per via di un'infezione da attribuire a stasi urinarie nel rene. Non mi sono stancata di pregare, rivolgendomi pure a Maria Santissima e a S. Giuseppe, suo sposo.

Ai primi di ottobre, alla data prevista per l'intervento a Bologna, l'ecografia ha presentato una situazione di assoluta normalità. Il professore urologo ha osservato che, confrontandola con l'ultima, si sarebbe detto appartenesse ad una persona diversa. S. Giuseppe Moscati lo ha guarito direttamente lui stesso, evitando così l'intervento. Il Signore ha manifestato concretamente la sua presenza e il suo amore salvifico per noi. T. M. (Taranto).
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Gennaio 2002]

Dopo alcune visite fatte a Napoli e alla chiesa del Gesù Nuovo, per pregare il nostro caro S.Giuseppe Moscati, portai con me alcuni libretti di preghiere al Santo, che poi al ritorno ho dato ad alcuni miei conoscenti della parrocchia di S.Martino, a Genova Pegli, dove abito. Ne furono molto contenti e mi riferirono di avere sperimentato l'efficacia dell'intercessione di questo Santo, che si mostra così vicino a noi che lo preghiamo.

La mia amica Mirella accusava dolori all'intestino, e dalle analisi fatte sembrava che ci fossero delle cellule cancerogene, anche se non si potevano localizzare bene. Ma questi dolori scomparvero dopo l'invocazione al Santo, e di questo ringraziamo il Signore. C'era poi uno studente che aveva scarsi risultati a scuola, e fu iniziata una novena a S.Giuseppe Moscati per lui. L'ultimo giorno della novena è tornato a casa con un 7 in latino, cui è seguito un 9 in un'altra materia, e ben presto impegnandosi ha ottenuto ottimi risultati in altre prove scolastiche.

Tutto questo ora gli ha permesso di riprendere fiducia in se stesso, e per proseguire così recita sempre la "preghiera dello studente". Ho poi inviato un volumetto a Legnago (Verona), a una mamma che chiedeva aiuto per una figlia sconfortata per come andava il suo matrimonio. Speriamo e poniamo fiducia in S.Giuseppe Moscati, che certo in Cielo prega come già faceva sulla terra, dunque anzitutto si rivolge al Signore, quindi alla Madonna di cui ha sempre avuto grande devozione, per poi intercedere per noi, nelle nostre necessità spirituali e fisiche.

Ringrazio il Santo di tutto cuore, e a me si uniscono le preghiere delle neo-devote a San Giuseppe Moscati. Flora Pellegrini (Genova Pegli)
[Pubblicata sul Gesù Nuovo - Marzo 2001]


Per inviare testimonianze di grazie ricevute, nonché eventuali foto relative (in formato "jpg"), potete usare anche la posta elettronica.

Altre Testimonianze di grazie ricevute

Home Page

E-mail: moscati@gesuiti.it