![]() |
Scritto inedito di Moscati Domenico Parrella s.j. |
Il 1° agosto 2004, festa di S.Alfonso, la Dott.ssa Maria Lena D’Anna, madre dei Dottori Gaetano e Angela D’Anna, titolari della farmacia omonima, ha fatto un dono prezioso alla nostra chiesa del Gesù Nuovo, regalando una fotocopia della lettera che San Giuseppe Moscati scrisse alla Sig.ra Carmela Ricci D’Anna, la quale nel dicembre 1915 era rimasta vedova del marito Alfonso, fondatore della ditta farmaceutica.
In seguito la Sig.ra Clara D’Anna, vedova Gramazio, ci ha fatto pervenire da Bari, dove risiede, la fotocopia della cartolina che il Santo mandò a suo padre, Dott.Gaetano, il 21 marzo 1923. Il Dott.Gaetano era diventato erede e titolare della Farmacia in seguito alla morte del padre nel 1915. La Farmacia D’Anna nel novecento aveva due sedi. Una era situata nell’atrio dell’Ospedale Incurabili ed un’altra in Piazza Luigi Miraglia 381. Oggi si può ammirare soltanto quella ubicata in P.za Miraglia, con i suoi stigli e banconi originali e finemente intarsiati. Riproduciamo qui di seguito i due documenti, dall’originale. |
![]() La lettera inviata dal Prof. Moscati |
24-XII-15
Illustre Signora, sono rimasto confuso per la vostra cortesia e di vostra famiglia. Ricordo di aver avuto in animo di compiere un dovere, visitando l’egregio e compianto vostro marito, così benemerito della opera ospedaliera, e tanto tanto affettuoso con me.
Potete essere sicura che sento viva la memoria di lui, e che sono sempre legato da sentita amicizia verso la vostra famiglia.
Con ossequi miei e dei miei,
credetemi
dev.mo
Giuseppe Moscati
La cartolina porta il timbro postale del 21 marzo 1923, è indirizzata al Dott. Gaetano D’Anna e contiene questa semplice espressione di gratitudine di Moscati: "gratissimo", cui segue la firma: "Gius. Moscati".
Dalla lettera del 1915 che il Santo Professore degli Incurabili scrisse alla vedova del farmacista Alfonso D’Anna, traspare il Santo Medico "anargiro", distaccato cioè come al solito da qualsiasi compenso. Moscati si dichiara "confuso" nel ricevere un regalo natalizio perché sente di aver compiuto semplicemente un "dovere". Egli si dice amico del farmacista, "così benemerito dell’opera ospedaliera e tanto tanto affettuoso con me". Da queste espressioni risulta che tra il Santo Medico e il farmacista c’era stata cordialità e collaborazione in opere di bene. Il Santo Professore conclude la lettera con ossequi alla Signora D’Anna, anche da parte della sua famiglia. Evidentemente tra la famiglia Moscati e la famiglia D’Anna c’erano rapporti particolarmente cordiali di familiarità e amicizia: "Con ossequi miei e dei miei".

Foto della visita all'Ospedale Incurabili del Principe Umberto di Savoia.
Il Dott.Gaetano D'Anna è sulla balconata, in camice bianco, vicino al Principe, a destra di chi guarda.
Ai piedi dello scalone è visibile l'ingresso della Farmacia col nome del fondatore Alfonso D'Anna.
Dalla cartolina del 1923 si evidenzia che i rapporti particolari di familiarità e collaborazione con i farmacisti D’Anna continuarono anche dopo il decesso del fondatore Alfonso, col figlio Gaetano. Il Santo ha una sola parola, "gratissimo": questo ci fa pensare che il Dott. Gaetano abbia collaborato col Santo nell’aiutare dei poveri malati indigenti, che non potevano pagarsi le medicine, tenendo presente che in quell’epoca non esisteva il welfare di Stato.
Il Dott. Gaetano D’Anna è visibile nelle foto relative alla visita agli Incurabili del Principe erede al trono d’Italia, Umberto di Savoia, foto che ci sono state fornite dalla Dott.ssa Maria Lena D’Anna sopracitata (1). Il figlio di Gaetano D’Anna, Alfonso, è stato il marito della Sig.ra Maria Lena, cui dobbiamo il dono della lettera e della cartolina, che ci ha fatto pervenire dalla cognata Clara D’Anna, vedova Gramazio, da Bari.
I suoi figli, Dottori Gaetano ed Angela, gestiscono attualmente la farmacia di Piazza Miraglia. Vogliamo qui ringraziare anche loro per la cortesia con la quale ci hanno accolto e per averci consentito di fotografare l’attuale farmacia con il prezioso arredo storico originale.
I Padri Gesuiti del Gesù Nuovo, ed io in particolare, siamo grati alla Signora Maria Lena D’Anna, vedova del dottor Alfonso, deceduto il 15 dicembre 1999, erede e terzo discendente diretto del farmacista che fu amico e collaboratore del Santo Medico tra il 1911, anno in cui Moscati iniziò la sua attività di docente all’ospedale Incurabili, e il 1915, anno del decesso del farmacista Alfonso D’Anna.
Anche questi documenti inediti confermano come per San Giuseppe Moscati la professione medica fosse stata sempre concepita non come un semplice lavoro, ma come un modo privilegiato di aiutare le persone colpite dalla sofferenza ad affrontare questo momento difficile, ed anzi a trarne profitto per un miglioramento a livello di "salute spirituale". Un interesse reale verso i malati che era evidente in quanti lo conoscevano e spesso li coinvolgeva, come è avvenuto per i titolari della Farmacia D'Anna.
![]() |
Dott.ssa Angela e Dott. Gaetano D'Anna. |
Riportiamo due pensieri del Santo tratti dalla sua numerosa corrispondenza, dove le "motivazioni" dell'opera che Moscati svolse durante tutta la sua esistenza appaiono ispirate dalla Fede e conseguentemente dal suo modo di vivere il Vangelo, motivazioni che erano divenute ormai parte della sua identità:
"Ricordatevi che, seguendo la medicina, vi siete assunto la responsabilità di una sublime missione. Perseverate, con Dio nel cuore, con gli insegnamenti di vostro padre e di vostra mamma sempre nella memoria, con amore e pietà per i derelitti, con fede e con entusiasmo, sordo alle lodi e alle critiche, tetragono all'invidia, disposto solo al bene."
[Da una lettera al Dott.Giuseppe Biondi, 4 settembre 1921]
"Non la scienza, ma la carità ha trasformato il mondo, in alcuni periodi; e solo pochissimi uomini son passati alla storia per la scienza; ma tutti potranno rimanere imperituri, simbolo dell'eternità della vita, in cui la morte non è che una tappa, una metamorfosi per un più alto ascenso, se si dedicheranno al bene.
Io ho sempre vivo nel cuore il rammarico di sapervi lontano; e solo mi conforta che abbiate conservato in voi qualche cosa di me; non perché valga nulla, ma per quel contenuto spirituale, che mi sforzai di trattenere e diffondere intorno: compito sublime, ma tanto irragiungibile con le mie povere forze." [Da una lettera al Dott.Antonio Guerricchio, 22 luglio 1922]
Nota
1. Le foto riguardano una visita all'ospedale Incurabili - negli anni trenta, dunque poco dopo la morte di Moscati - del Principe Umberto di Savoia, erede al trono d’Italia. In queste immagini, tra coloro che fanno gli onori al principe, compare in primo piano il Dott. Gaetano D’Anna, figlio di Alfonso, fondatore della Farmacia.
| Home Page
|
moscati@gesuiti.it |