Annalisa Durante: Sonia Andreoli |
![]() |
"…Se si predica che Cristo è risuscitato dai morti,
come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti?
Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto;
ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati…"
(Dalla Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 15, 12 - 16, 18)
I mezzi di comunicazione sembrano divulgare quasi esclusivamente notizie tragiche, non dando molto spazio a quanto ancora c'è di buono in questo mondo. Forse "fa più notizia" raccontare nei minimi particolari come sono avvenute stragi, omicidi, stupri, anziché porre lo sguardo su atti altruistici, o, in alcuni casi, eroici, come di chi ha sacrificato la sua vita per salvarne un'altra, o ha perdonato i suoi assassini nel momento della morte…
L'orrore provato dal mondo intero nell'apprendere l'incomprensibile fine di una ragazza nel pieno della sua vita, anzi, forse, all'inizio di quello che è il periodo, anche se difficile, più gremito di emozioni, si basa soprattutto sulla rabbia per non aver accolto l'urlo disperato di aiuto che proviene dalle zone più degradate… Si doveva arrivare alla morte di una ragazza innocente per far "muovere" un po’ chi sta in "alto loco"…?!
Già erano avvenuti casi analoghi ed il parroco di Forcella, don Luigi Merola, più volte si era lamentato dello stato di emergenza del quartiere. Ora la situazione sembra essere migliorata, ma, episodi che straziano il cuore, come assistere impotenti ad una morte così assurda, non cesseranno se non si sradicherà il male alla radice.
Sembra superfluo riferirsi ai tanti episodi di violenza raccontati dalla cronaca: da quella negli stadi, alle liti per un semplice parcheggio, o per uno "sguardo di troppo"… Per non parlare della violenza "privata", quella consumata tra le pareti domestiche, dove c'è chi non ha il coraggio di confessare i soprusi subiti, magari essendo consapevole di non poter essere adeguatamente difeso dalla giustizia umana…
Un passo importante per la formazione dei giovani è senz'altro - rivedendo il piano legislativo - il creare ambienti "sani", strutture cioè che possano essere di concreto supporto alle famiglie. E' facile colpevolizzare la società, le famiglie non più unite, e poi non far nulla per cambiare questo stato di cose…
E' facile dire di odiare la criminalità e poi avere comportamenti omertosi… Il difficile è prendere una posizione come don Luigi Merola, che non si è fatto intimorire da chi trova scomoda la sua presenza. Molti dovrebbero seguire il suo esempio, facendo "fatti" e non dicendo solo parole. In tal modo la "società", che tanto accusiamo come se non ne facessimo parte, potrebbe realmente cambiare…
Del resto, si dice che tante gocce d'acqua formano l'oceano… Allora è bello poter pensare che il tragico caso di Annalisa non abbia solo risvegliato emozioni "passeggere". La commozione provata nell'osservare lo strazio dei familiari potrà spronare tanti verso un cambiamento positivo.
Del resto: "Cui prodest?": a cosa giova scagliarsi l'uno contro l'altro? Gli animali, se lottano tra di loro, è per l'istinto di sopravvivenza e per assicurare il meccanismo di conservazione della specie. Gli uomini, se collaborano tra loro, anziché combattersi, possono vicendevolmente trarne grande beneficio.
Ma l'egoismo è troppo forte perché questo sia possibile… Si pensa troppo al proprio benessere, a soddisfare i propri desideri, non esitando, per ottenere quello che si vuole, a calpestare gli altri. Queste vere e proprie "faide", ben note qui a Napoli, coinvolgono anche chi non c'entra… come è il caso della giovane Annalisa Durante.
Anche chi si professa cristiano mostra spesso di dimenticare gli insegnamenti di Gesù: …Chi vorrà salvare la propria vita la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?" [Marco 8, 34-38]
![]() |
Annalisa in una foto del 2000 |
Questa riflessione non deve, però, spingere ad essere pessimisti, vedendo solo il male che c'è negli altri; dovremmo ricordare che un' 'ombra" (una "parte oscura") è presente in ognuno di noi, eppure non per questo diventiamo tutti "malfattori". Colpisce molto a tal riguardo un'espressione della stessa Annalisa: "Se incontro il male in una persona penso che mi devo impegnare per la vita e per il bene. Ma, intanto, cerco di vedere sempre il bene negli altri. E' il segno che il bene è anche dentro di me" [dal "Diario di Annalisa Durante" Ed. Tullio Pironti, 2005, p. 45].
Si parla di uomini che hanno compiuto atti mostruosi, come se avessero un'altra natura, come se non appartenessero al genere umano, perché ci è tanto difficile ricordare che sono persone come noi, con la differenza che, in certi casi, hanno perso totalmente la "retta via"! Il semplice condannare non serve, dobbiamo cercare di comprendere le motivazioni di alcuni comportamenti patologici e razionalmente inspiegabili…
Sono arrivate tante lettere alla famiglia Durante, molte provenienti da varie carceri, dove i detenuti hanno manifestato sentimenti di vera spiritualità, e l'aspirazione a poter "cambiare vita", diventando persone migliori. Oltre ad aver dato la vita materialmente a sette persone con la donazione degli organi, gesto da cui nessuno si dovrebbe esimere, con la "luce" del suo esempio e della sua giovane vita Annalisa sta "illuminando" il cammino di tanti che, sconvolti dalla sua tragica fine, si sono sentiti maggiormente "spinti" a non voler più far parte di un "sistema" che toglie la vita barbaramente ad una ragazzina nel fiore degli anni.
"In carcere hai la prigionia del corpo ma trovi la libertà di pensare" [dal "Diario", cit., p.177]: questo scrive un detenuto del Carcere di Poggioreale che già aveva sofferto per la perdita del fratello in un modo simile. Quanti avranno riflettuto sulla propria esistenza dopo questa tragedia…? Non sarà certo questo pensiero a confortare i genitori di Annalisa, perché la morte di una figlia resta sempre un evento che sembra sconvolgere le "leggi della natura", ma oltre a sapere che la loro figlia continua a "vivere" nelle persone alle quali ha donato gli organi, spero che si sentano confortati dal capire che chi veramente è "morto" non è affatto lei, e che Annalisa continua a vivere nel cuore di chi l'ha amata e la sta amando anche senza averla conosciuta...
È "morto" chi ha causato la sua fine, se non si redime… È morto chi non si è reso conto di aver distrutto, insieme alla sua vita terrena, anche le vite di chi le viveva accanto, di chi aveva sognato di vederla felice, realizzata, magari lontano dalla triste realtà in cui si trovava… Chi ha causato questa tragedia è il vero "morto" e sarà il suo stesso peccato a punirlo…
Si tende talvolta ancora a pensare a Dio come un "giustiziere", si vorrebbe vedere chi ha sbagliato pagare già e subito su questa terra, ma sono gli errori stessi che ci ripagano con la stessa moneta… E' esperienza ben conosciuta che i rimorsi di coscienza rendono l'esistenza un calvario insopportabile, tanto che spingono, a volte, a togliersi la vita, se non si guarda più in alto, se non si ha fiducia nella divina misericordia, impegnandosi seriamente a ribaltare la propria esistenza, come avvenne per san Paolo dopo l'incontro con Gesù sulla via di Damasco.
Se non avviene questo cambiamento, se si vuole perseverare nello scegliere la via del male, ecco che veramente si deve aver paura della morte… in quel caso è una morte autentica, perché è la morte dell'anima… anima che dovrebbe anelare a Dio, ma, invece, "impantanata" nelle cose futili di questa dimensione terrena, perde se stessa…
La stessa Annalisa scrive: "Mi piace pensare che la mia vita non finirà con la morte. Mi piacerebbe restare nella memoria di chi verrà dopo…". E ancora: "…Un giorno il cuore si fermerà mentre l'anima resterà eterna" [dal "Diario", cit., p.29]. Per i genitori e la sorella, in particolar modo, pur avendo avuto testimonianze del fatto che Annalisa continua a vivere, anche se in un'altra dimensione, è palese come sia la sua presenza "fisica" a mancare molto per chi come loro l'hanno amata e ancora la amano tanto… Il non vederla più in mezzo a loro, non ammirare più il suo sorriso, riempie ancora di tristezza le loro giornate.
![]() |
Una foto suggestiva di Annalisa, del 2001. Una "ragazza del nostro tempo", ma con un vivo senso di ricerca delle ragioni profonde del nostro vivere. |
Si renderanno però sempre più conto che il loro dolore straziante, la loro sofferenza, non corrisponde ai desideri di Annalisa. E' come se non la facessero sentire "libera di volare"… come nella fiaba di Ondina scritta nel suo diario: "Ormai era libera di volare nel cielo azzurro senza aver più paura della cattiveria degli umani" [dal "Diario", cit., p.49].
Anche in un altro passo del diario si legge: "Mi piacerebbe volare via. Aprire la finestra e raggiungere il cielo su un arcobaleno. Camminare sul rosso dei fiori, il giallo del sole, il verde dei prati e il blu del mare e dell'immensità. La mia anima sarebbe libera per sempre" [dal "Diario", cit., p.110].
Le lacrime, soprattutto della mamma di Annalisa, sono comprensibili, ma non tengono conto dell'autentico "volo" della figlia. Annalisa vuole che lei ritrovi la serenità, fondata sulla consapevolezza che c'è un'altra e migliore vita, e che l'amore le unirà per sempre, anche se per il momento non c'è più un contatto "fisico". Forse, quando il dolore cederà il posto ad un minimo di rassegnazione, fondata sulla fede nell'aldilà, leggendo il diario con attenzione, la signora Carmela, la mamma, troverà un po’ di pace, pur se non potrà esimersi dal commuoversi nel leggere quanto ha scritto Annalisa in occasione della festa della mamma del 2003: "Cara mamma, ti voglio bene perché ogni volta mi difendi; perché mi ami senza pretendere nulla in cambio; perché quando vedo un giocattolo in vetrina mi accontenti e me lo regali…" [dal "Diario", cit., p.22].
Quel motorino che Annalisa tanto desiderava, e che avrebbe dovuto ricevere solo qualche giorno dopo il triste evento, di sicuro le farà piacere sapere che non è rimasto inutilizzato, ma che lo usa la sorella Manuela, pur se nel suo ricordo, dato che il suo nome è stato impresso nel motorino stesso. Ma nessun ciclomotore può correre veloce negli spazi infiniti, o volare… Il padre, Giannino Durante, che, "opponendosi" alla moglie, aveva deciso di regalare lo scooter ad Annalisa, potrebbe trarre giovamento al pensiero che ora la figlia non ne ha più bisogno… Quale mezzo di trasporto può infatti essere paragonato alle ali…?
I desideri che Annalisa non ha visto realizzarsi su questa terra, saranno sicuramente appagati in Cielo, dove è ora, ma in un "modo" diverso che, a noi ancora legati a questa terra, non è facile comprendere… "I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie…" (Isaia 55, 8-9)
![]() |
Annalisa in una foto del 2002. Contenta di essere ammirata, non è stata però mai superficiale. Il Signore ha voluto "cogliere" la sua vita, come simboleggia il fiore che ha messo nei suo capelli, e aiutare tramite le parole del suo "diario" tanti giovani del nostro tempo. |
La ragione umana da sola non basta per comprendere ciò che non è verificabile "empiricamente". Talvolta, anche quando tutti gli eventi e le testimonianze spingono a pensare ad un "qualcosa" che ci sovrasti, che sia infinito, pure allora si resta scettici. Solo se si apre il cuore alla luce divina si può cominciare a comprendere quanto sia effimera un'esistenza basata solo sulle "cose evidenti" di questo mondo, il che vuol dire solo su ciò che è passeggero, o addirittura negativo per quel che è essenziale: la nostra crescita spirituale.
"Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dove è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore" (Matteo 6,9-19,21).
Annalisa, oltre a prodigarsi in vita per aiutare i più poveri ed i più deboli, "accumulando tesori in Cielo" con atti di altruismo e di amore, ha continuato a "dare" al prossimo anche dopo la morte fisica: difatti grazie alla donazione dei suoi organi altre persone, condannate da mali incurabili, hanno ripreso a vivere, e una parte di lei vivrà sempre in loro.
Come è avvenuto per Marta Russo e per altri casi di morte simili, il dolore non ha trattenuto le famiglie dal compiere un atto d'amore, rispondendo all'odio con questo linguaggio universale… Anche se le leggi vigenti tutelano chi ha ricevuto gli organi, per il diritto alla privacy, è auspicabile che qualcuno vi rinunci, dando la gioia ai parenti di Annalisa di conoscere, anche solo per abbracciare, chi ha ricevuto i suoi organi.
Dovrebbe diffondersi sempre più il pensiero di decidere già in vita di donare i propri organi, per rendere anche più semplice ai congiunti fare questa scelta. A cosa mai ci servirebbero…? Meglio pensare di poter salvare o rendere migliore un'altra vita, anziché portarli con sé nella tomba… La tragedia di Annalisa rimarrà sempre nei nostri cuori, anche se, ribaltando del tutto il comune modo di pensare, funge da testimonianza sulla vincita dell'amore sull'odio, della speranza sulla rassegnazione, e, soprattutto, dell'esistenza di una "vita oltre la vita", là dove, sicuramente, i sogni della ragazza si stanno realizzando ben oltre le sue speranze "terrene"…
A noi che stiamo ancora in questa dimensione non resta che sforzarci, senza usare l'alibi di colpevolizzare solo gli altri, di costruire un mondo migliore, dove non si debba più apprendere dai mezzi di comunicazione di altre vite stroncate in questo modo assurdo…!
|
moscati@gesuiti.it |