San Giuseppe Moscati e S. Padre Pio La reliquia di S. Giuseppe Moscati a S. Giovanni Rotondo |
Lucia Ippolito |
"Un grande Santo della carità, ospite di un altro grande Santo della carità". Così vorrei sintetizzare i tre giorni di festeggiamenti in onore della venuta dell’insigne reliquia di S.Giuseppe Moscati a S.Giovanni Rotondo, nella "Casa Sollievo della Sofferenza", l’ospedale voluto da Padre Pio. Questo evento è stato organizzato dal gruppo di preghiera "Il Cireneo" (Associazione Il Cireneo Onlus).
Dal 23 al 25 marzo 2007 sono stati tre giorni intensi e meravigliosi, di preghiera e condivisione, nella cappella del terzo piano dell’ospedale! Voglio ringraziare i padri Gesuiti del Gesù Nuovo di Napoli, per averci consentito questo bellissimo triduo alla presenza dell’insigne reliquia del Dottor Moscati.
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un solo anelito: donare a tutti la salute fisica e soprattutto quella spirituale, fondata in Cristo Gesù. |
L’affluenza dei devoti, dei malati, dei medici e dei paramedici è stata notevole e ininterrotta! P.Carlo Colonna, anche lui gesuita, che ha portato a S.Giovanni Rotondo la Reliquia, ha illustrato in maniera egregia ed ampia la figura e la spiritualità del Santo Medico, mettendo in evidenza la sua "grandezza nell’umiltà", la capacità diagnostica umana e spirituale, l’amore incondizionato per i poveri ed i sofferenti.
La Reliquia è stata accolta venerdì pomeriggio – 23 marzo - dal cappellano dell’ospedale P.Francesco Savino, dal personale medico e paramedico e dai ricoverati, presso l’ingresso centrale della Casa Sollievo, mentre un grande applauso ha sottolineato la gioia di tutti i presenti. Dopo il rito di accoglienza, alle 19.30 il Vescovo, Sua Ecc.za Mons. Domenico D’Ambrosio, ha celebrato una solenne Eucaristia in onore del Santo Medico, sottolineando "lo stato alto" di santità e carità vissuto da Giuseppe Moscati, e la capacità di far convivere nel suo cammino scienza e fede.
Dopo la Santa Messa c’è stata una veglia di preghiera, animata dai Medici Cattolici (sezione A.M.C.I. di S. Giovanni Rotondo) e dalle Suore della Casa Sollievo. Sono stati momenti di intensa partecipazione e di forte preghiera d’intercessione.
Sabato mattina – 24 marzo - la reliquia è passata nei reparti, portata da P.Carlo Colonna e da Suor Anita, insieme al Dott. Colella e ad alcuni della nostra associazione "Il Cireneo", in preghiera. Sono stati visitati i malati dei reparti di Oncologia, Ematologia, Urologia, Medicina e altri reparti, suscitando profonda commozione e grande gioia nei presenti.
Sabato sera Don Vincenzo D’Arenzo, vicedirettore dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, ha celebrato l’Eucarestia, e durante l’Omelia ha messo in evidenza, in maniera egregia, i collegamenti tra Padre Pio e San Giuseppe Moscati. Si sono entrambi occupati della salute dei corpi e delle anime: S.Giuseppe Moscati partiva dalla cura del corpo, per indurre poi molti pazienti a convertirsi, anche negli ultimi istanti della vita; Padre Pio partiva dalla cura delle anime, attraverso la confessione, per arrivare alla cura dei corpi nel suo ospedale.
Durante l’Eucarestia, Don Vincenzo, insieme a P.Francesco, ha anche somministrato l’unzione degli infermi ai tanti malati venuti dai vari reparti dell’ospedale, un rito importante e coinvolgente.
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Domenica mattina – 25 marzo - la Reliquia è stata portata ai piccoli pazienti oncologici del Poliambulatorio "Giovanni Paolo II", e qui ha celebrato la Santa Messa P.Leonardo Triggiani. Alla fine di questa il Prof. Matteo Coco, studioso della vita del Santo Medico, ha presentato il suo lavoro: "Un Santo in giacchetta", in cui viene messo in evidenza il rapporto tra il Santo e la comunità di S. Marco in Lamis, dove si era più volte recato da amici o per consulti.
Voglio rivolgere un grazie particolare ai Medici Cattolici dell’A.M.C.I. di S.Giovanni Rotondo, e in particolare ai Dottori Lucia Miglionico e Ruggiero Boragine, che hanno sostenuto il nostro progetto di accoglienza, animando e collaborando con grande perizia e partecipazione. Altrettanto hanno fatto con noi e per noi la GIFRA (Gioventù Francescana) e il nostro direttore spirituale fra Nicola Monopoli.
Vorrei rispondere in questa relazione a una domanda che tantissimi in questi giorni mi hanno fatto: "Perché hai fortemente voluto San Giuseppe Moscati a S.Giovanni Rotondo?" Il mio grande amore per S.Giuseppe Moscati, come quello per Padre Pio, risale alla mia giovinezza. Era il 1978, ero matricola a Napoli di medicina, mi capitò tra le mani la rivista del Gesù Nuovo, che parlava di un medico diventato Beato, eccezionale nella carità (Moscati era stato beatificato da Paolo VI nel 1975).
Avevo già sentito parlare di Giuseppe Moscati, ma leggendo il Gesù Nuovo fui affascinata da quell’uomo, luminare della scienza, esempio di fede e grande nella carità. Così è diventato, con Padre Pio, la colonna portante della mia vita: tutti e due mi hanno fatto volgere con il loro esempio luminoso lo sguardo a Dio, e tutti e due sono diventati interlocutori e intercessori della mia preghiera quotidiana, negli anni della crescita e della maturità.
Poi nel 2000 mio figlio Matteo Pio si ammala, in quei giorni le mie ginocchia sono state quasi ininterrottamente piegate davanti alla tomba di Padre Pio, per chiedere la sua intercessione. Dopo lunghi e terribili giorni, Matteo guarisce miracolosamente, racconta di essere stato con Padre Pio, la sua guarigione inspiegabile viene reputata un miracolo, e per questo miracolo nel 2002 Padre Pio viene proclamato Santo.
Ma di quei giorni è vivo in me anche il ricordo delle tante invocazioni a San Giuseppe Moscati, perché in quella che è la "comunione dei Santi" supplicasse il Signore, insieme a Padre Pio, di intervenire con la Sua potenza taumaturgica e di guidare i medici.
Poi, nel 2003, inaspettatamente, sogno San Giuseppe Moscati in una stanza luminosa. Avevo 43 anni, ma in quel sogno ho varcato la soglia dei 46, e preoccupata della mia età sto per dare alla luce un terzo figlio. Il Santo Medico che mi è accanto mi rassicura e un attimo dopo mi ritrovo tra le mani un bellissimo bambino. A quel punto il Santo sorridendo mi chiede come io voglia chiamarlo ed io gli rispondo: "Come Padre Pio, Francesco Pio". Lui dice: "Bene! E per cognome?" Meravigliata per una domanda che mi sembrava sciocca risposi: "Colella, come mio marito". E Lui di rimando, sempre sorridente, comincia un diniego con la testa e con l’indice della mano sinistra e dice: "No! Lui si chiamerà Francesco Pio Forgione, e guardati intorno…" Io mi giro e mi rendo conto che le pareti di quella stanza, piena di luce, sono ricoperte da scaffali, su cui campeggiano tantissime scarpe di tutte le fogge e colori, ma esclusivamente del mio numero…
In questi anni varie volte mi sono chiesta il senso di questo sogno, di cui diedi testimonianza a P.Sebastiano Esposito, del Gesù Nuovo, e da lui appresi in quella occasione che molte persone che hanno ricevuto grazie hanno sognato insieme S.Giuseppe Moscati e Padre Pio.
Così, riflettendo, ho realizzato che - sempre per quella meravigliosa realtà della comunione dei Santi - in Cielo e tra Cielo e terra, probabilmente S.Giuseppe Moscati voleva assicurarmi il suo sostegno spirituale, nel difficile compito della testimonianza del miracolo di Matteo a coloro che ho incontrato e incontrerò. Sono convinta che da lassù S.Giuseppe Moscati e Padre Pio, maestri di preghiera, d’amore, di carità verso i malati e i derelitti, operino insieme nella Santissima Trinità.
Mi sono sentita dunque in dovere di condurre il "segno fisico" del passaggio e della presenza nel mondo del grande Santo Medico, la sua insigne reliquia, nel luogo voluto da un altro grande Santo, Padre Pio, per dare sollievo ai corpi e allo spirito, nell’ospedale "Sollievo della sofferenza" dove si adoperano tanti medici, affinché tutti ricordiamo che, consapevoli o meno, siamo strumenti nelle mani dello Spirito Santo.
La nostra società ha sempre più bisogno di meditare. Per noi in particolare che crediamo in Cristo è nostro dovere guardare allo spirito e compiere, come i nostri grandi Santi, il cammino che conduce a Dio. Tutti possiamo essere, con la grazia del Signore e sull’esempio di santità di S.Giuseppe Moscati e di Padre Pio, discepoli nella carità e nella fede, testimoni e operatori d’amore.
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