Un notevole (ma poco noto) certificato medico | |
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Un breve ma notevole scritto del Prof. Moscati, edito in due pubblicazioni coeve, nel decorso degli anni, per quanto ci consta, è stato ignorato da molti autori che hanno trattato del Medico Santo. Si tratta di una dichiarazione che egli, come perito medico, ha sottoscritto circa la natura straordinaria di una guarigione attribuita all’intervento di San Francesco de Geronimo, gesuita apostolo di Napoli (1642-1716), il cui corpo era custodito allora nella Chiesa del Gesù Nuovo, mentre in epoca recente è stato trasferito a Grottaglie, sua patria d’origine.
La testimonianza di Moscati, anche se breve, ha una certa importanza, perché conferma la sua maturità professionale, e la stima che egli, già allora, godeva nella Napoli della scienza e della fede. Qui di seguito trascriverò lo scritto del Professore, ma preceduto dalle dichiarazioni di alcuni testimoni dell’evento straordinario, il tutto pubblicato la prima volta in un opuscolo di P. Gaetano Celebrano, gesuita (1861 – 1936) e poco dopo, in un periodico d’informazione dei gesuiti napoletani. Credo che sia il modo più opportuno per ricostruire l’ambiente di fede e di cultura, nel quale la dichiarazione di Moscati va collocata e valutata. Ecco i testi:
"Napoli, 10 Dicembre 1918
Rev.mo Padre Celebrano,
Le trasmetto una lettera di mia nipote Elena Mastelloni, con cui le dà relazione di una grazia segnalatissima ottenuta da suo marito Ing.re Giuseppe Gleijeses, guarito rapidamente da una malattia mortale, per l’intercessione di S. Francesco De Geronimo, a cui ella fiduciosamente ricorse. Essendo stato io stesso testimone del fatto non ordinario, mi gode l’animo poterlo ampiamente confermare a maggio gloria di Dio e del Santo Apostolo di Napoli.
La ossequi distintamente e la prego accogliere i sensi della profonda stima, onde mi dichiaro,
Suo dev.mo
Antonio Canonico Laviano
Vic. Gen. Dell’Archid. di Napoli
Napoli, 30 Novembre 1918
***
Rev.do Padre Guglielmo Celebrano,
Mi è sommamente grato metterla a conoscenza di una grazia singolarissima, non ha guari ricevuta in persona di mio marito, liberato da acuto e gravissimo morbo, per intercessione del grande Taumaturgo S.Francesco di Geronimo d.C.d.G.
Il 4 ottobre ultimo, quando più fortemente infieriva la terribile epidemia d’influenza nella nostra città, mio marito fu violentemente colpito dal morbo. Il povero infermo, a causa della bronco-polmonite doppia e della nefrite, sopravvenute come complicanze dell’influenza, si ridusse in pochi giorni in condizioni gravissime, tali da far destare nei parenti tutti le più vive preoccupazioni per la sua vita.
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Pergamena della Laurea di S. Giuseppe Moscati conseguita il 4 agosto del 1903 |
Si aggiunge poscia un forte delirio, con perdita assoluta della conoscenza. Il caso era disperato e lascio immaginare quanto io fossi costernata ed abbattuta, per tanta sventura, che mi sovrastava. Fu allora che il Signore m’ispirò di far richiedere ai RR. Padri Gesuiti una reliquia di S. Francesco di Geronimo, che io sapevo essere in loro possesso e che mi fu subito, con somma cortesia, portata dal R. P. Carrelli.
Non appena la reliquia di quel gran Santo, pel quale mio marito aveva tanta devozione, fu recata all’0infermo, cessò come per incanto il delirio, che durava da tre giorni, ed egli, fra la commozione e la gioia di coloro che con me ebbero la fortuna di assistere a tal divino prodigio, riacquistò immediatamente i sensi, riconoscendo e chiamando le persone presenti, stringendosi al cuore e baciando la santa reliquia, e manifestando con chiare parole la sua fiducia di ottenere, per intercessione di S.Francesco, la grazia della guarigione.
E dopo alcune ore di un maggiore aggravamento del male (che parve sopravvenire quasi per far poi maggiormente rifulgere la potenza del Santo) si manifestò una prima miglioria, la quale andò poscia sollecitamente affermandosi, ponendo in breve il carissimo infermo fuori pericolo.
Per maggior dettaglio di questa mia narrazione aggiungo che all’arrivo della reliquia presso l’ammalato erano insieme con me presenti mia suocera Sig.ra Pasqualina Gleijeses, mio cognato avv.to Giuseppe Farnarano e la mia cameriera Maria Artura, e tutti constatammo il prodigio operato dal Santo.
La convalescenza di mio marito è stata, contro ogni previsione, rapidissima, ed egli è ora completamente ristabilito.
Dopo tanto favore ottenuto, non cesseremo mai, mio marito ed io, durante tutta la nostra vita, dal ringraziare S.Francesco di Geronimo e dal propagarne la devozione.
Ossequiandola rispettosamente insieme con mio marito, Le bacio la mano e mi segno
Di Lei dev.ma
ELENA GLEIJESES MASTELLONI
Per implorare la sospirata grazia, si fece un triduo all’altare del Santo, ed ottenutala, si ringraziò il potente apostolo e Taumaturgo con un altro triduo, coronato con l’intervento dell’Illustr.mo e Rev.mo Mons. Laviano, Vicario generale, che celebrò la S. Messa sull’urna preziosa, nella quale sono deposte le ossa benedette di S. F. e distribuì la S. Comunione a tutta la nobile parentela del Sig. Gleijeses, che, con tanta pietà e fiducia, era intervenuta ai due tridui.
Certificato medico del Dott. Prof. Giuseppe Moscati
Il Sig. Ing. Giuseppe Gleijeses ammalatosi di pneumonite doppia, durante la pandemia influenzale del settembre - ottobre scorso, si ridusse in pochi giorni in condizioni estreme. I polmoni posteriormente per quasi tutta la loro estensione epatizzati, ossia solidificati, nefrite intensa, tossi infettive, paralisi vescicale, delirio tranquillo, etc. etc. denunziavano, insieme con le condizioni del polso, la gravità del caso, e giustificavano la sfiducia nella guarigione, almeno secondo gli umani criteri prognostici. Da un giorno all’altro il Gleijeses passò da morte a vita, ed in modo rilevabile anche da profani.
Giuseppe Moscati "
* * *
Mi sia permesso, a questo punto, di richiamare l’attenzione del Lettore su un paio di aspetti di questo documento firmato da Moscati. Dopo le testimonianze precedenti, colme di fede e di comprensibile commozione umana, salta subito all’occhio e all’intelletto del lettore attento, il tono compassato e quasi freddo dello scienziato, che prescinde dalla sua fede ed eventualmente da quella di chi legge. Egli costata, ed assegna ai vari fenomeni della malattia i loro esatti connotati con una precisione che dimostra non solo la sua competenza teorica, ma anche il risultato della sua esperienza, perché è molto probabile che quell’ammalato egli l’ ha personalmente visitato.
Egli prende atto di un avvenimento fuori e al disopra degli "umani criteri diagnostici", svoltosi oltre tutto con la caratteristica decisiva dell’immediatezza: "Da un giorno all’altro il Gleijeses passò da morte a vita ed in modo rilevabile anche da profani".
Questo serio e doveroso "distacco" del medico Moscati da tutto ciò che non è competenza della scienza risulta ancora più ammirevole ed encomiabile se si tiene presente che egli non era affatto estraneo all’ambiente e ai personaggi che avevano vissuto e riferito l’avvenimento straordinario.
Il Prof. Moscati, frequentatore assiduo della Chiesa del Gesù Nuovo, non era certo sconosciuto al P. Celebrano, che di quella chiesa, in quel momento, era il Prefetto. Molto più stretti erano i rapporti della famiglia Moscati con Mons. Laviano, Vicario Generale dell’Archidiocesi di Napoli. Oltre ad abitare , come la famiglia Moscati, in via Cisterna dell’Olio, Mons. Laviano era direttore spirituale di Nina Moscati, la quale a sua volta era diventata fin dall’inizio coadiutrice e direttrice dell'Opera per la conservazione della Fede, fondata dal Prelato tra il 1911 e il 1915.
Agostino Gemelli alla morte dell’amico Moscati, saprà cogliere e valutare questo suo equilibrio tra scienza e fede:
"Il Moscati non ha mai pensato che il bisturi del preparatore o le formule della chimica biologica potessero comunque apprestare obiezioni contro il deposito della Rivelazione; ma neanche che il pensiero religiosopotesse minimamente diminuire lo slancio appassionato dell’uomo di scienza giornalmente alle prese con gli oscuri segreti della natura umana."
Note
1. G. CELEBRANO S.J., Il 2° Centenario della beata morte di S. Francesco Di Geronimo d.C.d.G. festeggiato in Grottaglie sua patria (11 Maggio 1716 –11 Maggio 1916), Napoli Tipografia e Libreria Pontificia Andrea e Salv. Festa, s.d. (ma posteriore al 1918 ), pp. 36 – 39
2. Alcune grazie di S. Francesco de Geronimo, in Lettere edificanti dei Padri della Compagnia di Gesù della Provincia Napoletana 1914 - 1920, Napoli, Tipografia e Lib. Pontificia A. e S. Festa 1921, pp. 117 – 119. Per le citazioni attingeremo a questa seconda pubblicazione, perché contiene qualche notizia in più rispetto a quella precedente.
3. A. MARRANZINI, Nina Moscati sorella del Medico Santo, Roma 2004, pp. 51 – 65 ; S. ESPOSITO, E’ l’ora di dare a Nina il posto che le spetta, chiedendole scusa per il ritardo, in Gesù Nuovo 65 ( 2009 ), pp.104 – 109; 230 – 234; 297 – 300.
4. A. GEMELLI., Una esemplare figura di medico cristiano. Il napoletano prof. Giuseppe Moscati, in Vita e Pensiero, 16 (1930), pp. 225 - 230. Riprodotto in Il Gesù Nuovo, 46 (1990), pp. 342 - 348.
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