![]() |
Ricordando P. Giuseppe Samà s.j. - I a cura di Egidio Ridolfo s.j. |
Come abbiamo già comunicato, P. Giuseppe Samà è stato chiamato dal Signore nelle prime ore del 13 dicembre 2010. Un evento inatteso che ha scosso come un piccolo trauma. Solo poche ore prima infatti, la sera del 12 dicembre, è stato impegnato nel suo pluridecennale ministero di accoglienza e assistenza spirituale delle tantissime persone che giorno per giorno si raccomandano a S. Giuseppe Moscati, per chiedere la sua intercessione, ma spesso anche per ringraziarlo.
Persone di ogni età, provenienza e condizione sociale che, accostandosi all’urna che contiene i resti mortali del Medico Santo, nella cappella della Visitazione al Gesù Nuovo, trovavano immancabilmente in P. Samà un vero "mediatore" tra loro e il Santo.
Possiamo dire che Moscati, tramite l’opera sacerdotale di P. Samà, aveva trovato il modo di continuare ad aiutare – come faceva in vita - tante e tante persone sofferenti dal punto di vista fisico ma anche bisognosi di ritrovare quella "salute spirituale" che è ancora più importante, perché si proietta nell’eternità.
Ci sono persone che lasciano una traccia indelebile in quanti hanno condiviso con noi una parte del nostro esistere qui in terra, e P. Giuseppe Samà è stata una di queste. Già durante le esequie, la mattina del 14 dicembre 2010, una toccante testimonianza venne letta prima della conclusione del rito, ma di fatto era un parlare a nome di tutti, compresi i suoi confratelli gesuiti.
Ci sono poi giunte molte altre "testimonianze", pagine intere o solo qualche rigo, che hanno il denominatore comune di sottolineare come P. Samà si sia dimostrato non solo un santo sacerdote e un valido "direttore spirituale", ma anche un autentico "amico", termine oggi così svilito nell’epoca di Facebook, un "amico nel Signore", come diceva S. Ignazio riecheggiando il Vangelo, in particolare le parole di Gesù: "Non vi chiamo servi ma amici…" (Gv 15, 15).
Riportiamo di seguito alcune testimonianze che ci sono giunte, non solo da Napoli.
"Una luce si è spenta tra noi, ma per accendersi più luminosa in Cielo"
(Annamaria Gualdiero, Giuseppe Bartilotti e Daniela Giordano - Testimonianza letta al Gesù Nuovo il giorno delle esequie)
" C’era una parola che sempre riempiva di gioia il cuore di Padre Giuseppe Samà, e ci ripeteva che era la cosa più preziosa: la parola "amico"… Padre Giuseppe - così desideravi che ti chiamassimo – sei stato, sei e sarai sempre il nostro "Amico"! Con il tuo affetto disinteressato e grande, la tua infinita dolcezza, la tua saggezza e la tua intelligenza, la tua generosità, ci hai insegnato il vero significato di questa parola.
Ci hai guidato, ci hai sostenuto, ci hai illuminato ma, soprattutto, ci hai preso per mano sulla via della fede e ci hai presentato il tuo "speciale Amico" San Giuseppe Moscati. Attraverso lui ci hai portato più decisamente all’ "Amico per eccellenza", che è Gesù!
Con te abbiamo pregato, ci siamo confidati e confessati, abbiamo pianto ma anche gioito e sorriso, abbiamo parlato di tutto perché riuscivi a discutere di ogni argomento con l’elegante naturalezza di chi ha una grande ed approfondita cultura ma anche un cuore gentile e buono… Con te abbiamo amato il "prossimo" secondo l’insegnamento evangelico, quel prossimo che troviamo in ognuna di quelle persone sofferenti a cui, con l’aiuto del Signore, hai rasserenato il cuore.
![]() |
Ogni giorno, e in modo particolare il terzo mercoledì del mese, durante il consueto "Incontro dei malati con S. Giuseppe Moscati", il tuo confessionale era divenuto – come tu stesso lo definivi - un "ambulatorio"… dove le più disparate sofferenze umane incontravano la fede. Accompagnavi tutti "per mano" da San Giuseppe Moscati, uscendo dal confessionale per pregare insieme a loro, condividendone le angustie, perché il Medico Santo intercedesse presso il Signore…
Quelle preghiere, formulate davanti l’urna dell’insigne Professor Moscati, riempivano di luce i cuori dei malati e dei loro familiari, di donne in dolce attesa, di bambini innocenti – che tanto amavi - di chi pregava con te prima di avvicinarsi al sacramento del matrimonio, prima di un esame universitario o di un colloquio di lavoro con la speranza di un futuro meno difficile ed incerto, ed ancora più luce e gioia c’era quando gli stessi tornavano a "ringraziare".
Il tuo era un "ambulatorio del cuore", che diffondeva luce intorno a te, la luce della Verità, della Carità, della Purezza e della Fede che erano in te e che era divenuta più viva proprio per la lunga familiarità con S. Giuseppe Moscati. Il tuo cuore sacerdotale è sempre stato per tutti noi veramente "speciale".
Ci salutavi dicendo: "Vi voglio bene"… Ci ringraziavi della nostra amicizia, ma siamo noi a ringraziare te per averci donato tanta felicità, per averci insegnato ad amare l’"Amico" per eccellenza che è Gesù! E grazie per averci fatto scoprire la dolcezza infinita dell’amore della Sua mamma che è la "Mamma" di tutti noi… la Vergine Maria!
Grazie a te i tuoi amici sono oggi una famiglia allargata… Sappiamo che lo farai ma amiamo ripeterti: "Non ci lasciare mai, dolce nostro amico!" E soprattutto ringraziamo il Signore per averti donato anche a noi… Ti vogliamo bene, Padre Giuseppe!! "
"Un sacerdote umano, laborioso, misericordioso"
(Gerardo Ciannella, medico e amico di P. Giuseppe Samà)
Padre Giuseppe è tornato alla casa del Padre, in modo improvviso, simile al distacco da questa terra di San Giuseppe Moscati. Come lui, "si sedette sulla poltrona e così, senza agonia, in una calma perfetta, si addormentò nel Signore".
![]() |
Era un Uomo pio, mite, semplice, riservato, un sacerdote illuminato, umano, laborioso, misericordioso. Aveva un animo nobile, una sensibilità unica, e viveva con grande sofferenza le pene di quanti si accostavano al suo confessionale. Ascoltava con pazienza i problemi pressanti di tante sorelle e di tanti fratelli che affidava, con viva fede, all’assistenza di San Giuseppe Moscati e spesso, preoccupato, mi interrogava sul perché tante donne patissero per gravi malattie tumorali.
Quando lo visitavo e gli comunicavo le sue buone condizioni di salute, sorrideva e dichiarava che se era contento di star bene era per continuare a servire il Signore attraverso un Suo grande "amico". Mi ripeteva: "San Giuseppe Moscati vuole che io stia bene per servirlo..." E' stato un Padre spirituale sempre generoso nei suoi amorevoli consigli di vita, che suggeriva nel pieno rispetto delle persone che lo frequentavano.
Ricordo quando, nei decenni trascorsi, era in cura da mio padre Vittorio, suo speciale amico perché a sua volta era stato amico del Prof. Moscati, che aveva conosciuto nel periodo del suo apostolato missionario nelle Carceri di Poggioreale, sempre sorridente, fraterno ed umile nei confronti dei Detenuti. Alla scomparsa del mio genitore, Padre Giuseppe mi scelse come suo medico, e presto diventammo amici, nella comune devozione per San Giuseppe Moscati.
Ricordo quando, nel 1997, trasferito alla Residenza dei gesuiti di Reggio Calabria, si ammalò gravemente per una critica patologia polmonare e fu ricoverato nella clinica "Madonna della Consolazione", in pericolo di vita. Ebbi l'opportunità, per intervento di San Giuseppe Moscati - come P. Giuseppe ha sempre continuato a dire - di modificare, dopo un consulto con i Colleghi medici locali, il protocollo terapeutico, e di risolvere il suo grave processo patologico.
Ricordo quando, dalle testimonianze che P. Giuseppe raccoglieva per le numerose guarigioni operate da San Giuseppe Moscati, gli brillavano gli occhi di commozione nel comunicarmi gli straordinari risultati che ottenevano i Fedeli che si raccomandavano alle grazie del Medico Santo.
E ricordo l'ultimo incontro avuto con P. Giuseppe Samà, nella sua stanzetta al Gesù Nuovo, quando gli ho suggerito di riposarsi di più, perchè avevo avvertito che il suo cuore era più stanco, logorato certamente dalle sue giornate dense di impegno sacerdotale nell'ascolto delle sofferenze dei Malati, da lui profondamente condivise, ed egli mi sorrise, salutandomi con dolcezza.
Padre Giuseppe si prendeva cura, come Medico delle Anime, delle Persone sofferenti, risvegliando in esse la speranza, donando conforto e ricoprendole d'amore. E' stato un meraviglioso Testimone dell'amore di Dio per tutti noi, testimoniando la "Beatitudine del dare" ("Si è più felici nel dare che nel ricevere") trasmessaci dall'Apostolo Paolo.
Ringraziamo il Signore per averci donato P. Giuseppe, al quale voglio dire, sicuro che mi ascolterà dal Cielo: Sei stato per noi Padre, Fratello, ma – soprattutto – un amico vero, riconoscente e sincero. Ti immaginiamo, ora, vicino a San Giuseppe Moscati, alla presenza di nostro Signore, sorridente come sempre, amabile e luminoso, ancor più vicino alle anime in pena, a quelle anime che hai salvato dalla disperazione grazie al tuo Sorriso, alla tua Fede, al tuo Amore.
Grazie ancora, Gesù, per averci dato Padre Giuseppe, che ci ha aiutato ad ascoltare e ad amare sempre di più il nostro Prossimo, fortificando la nostra Fede, alimentando la nostra Speranza e accrescendo la nostra Carità.
Caro Padre Giuseppe, non ti dimenticheremo mai, rimarrai presente nei nostri cuori. Ti vogliamo bene e ti ricorderemo sempre con immenso affetto per quanto ci hai testimoniato. Grazie per essere stato con noi.
Ti preghiamo: non dimenticarci e continua ad illuminarci con il tuo sorriso ricco di amore, perché possiamo amare sempre la Verità, mostrandoci coerenti e dignitosi nella nostra autenticità. Ti promettiamo di sorridere alla Vita, anche nelle avversità, come tu ci hai insegnato, ispirandoci al "Fiat Voluntas Tua" della Vergine Madre di Dio.
Una conoscenza nata dalle Marche
(Elisabetta Nardi)
Può una persona vivere accanto a te ogni giorno: partecipare agli eventi lieti della tua vita, incoraggiarti a superare le difficoltà quotidiane nel lavoro, nella famiglia, nella vita sociale. Condividere le tue amicizie ed essere per loro uno strumento fecondo di grazia?
Può una persona guidarti nella tua vita spirituale passo passo, fremendo ogni volta che ti "vede" prendere strade pericolose ed esortandoti a fare la carità, a fare apostolato, a partecipare alla vita ecclesiale nei modi e nei tempi che a te più si confanno, pur vivendo a 300 km da te ed avendo la veneranda età di ottantotto anni?
Con P. Giuseppe Samà, gesuita al Gesù Nuovo di Napoli, è stato possibile! Vivo in provincia di Macerata ed ho conosciuto e condiviso con Padre Giuseppe gli anni che vanno dal 2003 fino alla sera stessa in cui il Signore lo ha chiamato a Sé in Cielo.
Ho trovato in Padre Giuseppe un grande spazio, che sembrava dilatarsi ogni volta che gli facevo conoscere un amico, un conoscente, un parente. Tutte le mie relazioni sociali sono state "contagiate" dal suo carisma, chi ha avuto modo di venire in contatto con lui ne è rimasto affascinato, per cui dopo il primo incontro si è adoperato per rivederlo…
Come ho conosciuto Padre Giuseppe? E’ strano a dirsi, ma è stato lui a volermi conoscere. Ho da tempo una corrispondenza epistolare con un suo confratello, Fratel Egidio. Un giorno questi mi chiama al telefono e mi dice con entusiasmo che P. Giuseppe Samà desidera conoscermi. Mi descrive il suo confratello come un religioso molto noto e stimato a Napoli, come un religioso integro e disponibile con tutti.
La mia prima risposta fu un secco no! Non desideravo conoscere altri frati. Poi – pensavo - se è così ricercato che bisogno ha di conoscere proprio me che neanche vivo a Napoli? Ma dopo tante insistenze alla fine accetto di scrivere a Padre Samà chiedendogli pure una foto. Voglio vedere che faccia ha questo sacerdote che – come mi diceva Fr. Egidio – aveva acquisito una particolare "sensitività" nei confronti dei malati, per via della lunga familiarità con S. Giuseppe Moscati, santo che allora mi era quasi sconosciuto.
![]() |
Padre Samà non si fa pregare, mi invia la sua foto, ed io rimango colpita a tal punto da telefonargli e dirgli: "Lei Padre dev’essere un gran simpaticone!" E lui aggiunge: "Queste parole te le ha suggerite lo Spirito Santo!" Nasce così la mia amicizia con P. Giuseppe, e in seguito il mio vario apostolato per far conoscere anche nelle Marche S. Giuseppe Moscati. Solo ora realizzo che forse egli aveva chiesto la mia amicizia perché già "sapeva" che gli anni a venire sarebbero stato per me e la mia famiglia irti di difficoltà e problemi di salute.
Diventò poi abituale che, all’incirca ogni due mesi, prendessi il pullman da Macerata a Napoli, dove sempre P. Giuseppe mi accoglieva a braccia aperte, ricevendo la "lista" di persone per cui chiedevo preghiere. Insieme poi ci ponevamo in preghiera davanti la statua di San Giuseppe Moscati, e dal suo cuore, infiammato d’amore per Dio e per il prossimo, si levava una preghiera tenera, profonda, fiduciosa, che raggiungeva il cuore di Dio attraverso l’intercessione del Santo medico, e le grazie… arrivavano copiose!
Nel 2003 la vicinanza spirituale di P. Samà mi è stata preziosa per superare un intervento chirurgico, e lo stesso è avvenuto per mia cognata Nicoletta nel 2004: lei, medico, doveva subire una lunga serie di interventi chirurgici. Li ha superati ogni volta con grande coraggio. P. Giuseppe la confortava dicendole che il suo "collega" San Giuseppe Moscati l’avrebbe assistita, e così è avvenuto!
A giugno del 2005, a mia cognata Maria Laura i medici diagnosticarono un problema di salute grave che poteva essere risolto solo chirurgicamente. Unica certezza in una situazione che sembra molto difficile, le parole di P. Giuseppe Samà: "Andrà tutto bene, prega San Giuseppe Moscati! A settembre-ottobre verrai a ringraziarlo!" Così è avvenuto.
Poi nel 2008 una grande gioia, Maria Laura è in attesa del suo secondogenito. Nicola nasce il il 19 febbraio 2009 e per ringraziare San Giuseppe Moscati e P. Giuseppe Samà come secondo nome gli impongono quello di Giuseppe.
Ma ecco che il piccolo Nicola, nella settimana prima di Pasqua, si ammala di una forte febbre. Anche stavolta P. Giuseppe ci incoraggia dicendo che sarebbe andato tutto bene. Martedì dopo Pasqua Nicola venne ricoverato d’urgenza per blocco renale, ma P. Giuseppe seguitava a rassicurarci, nonostante la malattia diagnosticata dai medici fosse la setticemia, tristemente nota per l’alta mortalità infantile! Il piccolo Nicola, come P. Samà aveva detto, è guarito poi del tutto.
L’amicizia con Padre Giuseppe diventa contagiosa… Tanti, miei familiari e amici, si sono rivolti a lui chiamandolo al telefono. Insomma, è divenuto in un certo qual modo molto popolare nelle Marche, e attraverso lui tanti hanno potuto conoscere quella grande anima che è S. Giuseppe Moscati.
Anche mia madre ha avuto con P. Samà, pur senza conoscerlo di persona, un rapporto molto profondo. Tutto ebbe inizio quando P. Giuseppe per la prima volta le parlò al telefono chiamandola: "Mamma bella!" e mia madre che le risponde: "Non sono sua madre, non potrei neanche esserlo! Lei è molto più grande di me, di mamma ne abbiamo una: è la Madonna! La preghi anche per me!" Da quel giorno divengono grandi amici!
Il Signore mi ha concesso la grazia di essere stata una delle ultime persone a sentirlo al telefono, qualche ora prima che il Signore lo chiamasse in Cielo. Si è trattato di una conversazione molto semplice e veloce, che si concluse così: "Le voglio bene, P. Giuseppe, preghi per me!" E lui: "Anch’io, Elisabetta, ti voglio bene!" Non potevo immaginare che questa sarebbe stata la nostra ultima conversazione…! Ma ora gli dico alla marchigiana, nella preghiera e con fiducia: "Padre Samà, non m’abbandonà!"
|
|
![]() |
![]() |
moscati@gesuiti.it |