Madagascar: il "fascino" di Fandana

Umberto Albano

L'opera di "Fr. Mosè-Fazio"

Sento il bisogno di trascrivere queste poche righe per tentare di esprimere e spiegare le sensazioni vissute nel mio primo breve ma intenso viaggio in Madagascar, villaggio di Fandana. "Fandana" è il nome che è stato dato al villaggio realizzato da Fratel Fazio quale fulcro vitale dell’intero insediamento alle pendici della montagna limitrofa: in piena savana.

Per quanto io possa spiegare la colossale opera intrapresa da Fratel Fazio, sintetizzando, posso dire che si sono realizzati sei villaggi abitativi per le famiglie (il sesto in fase di completamento) sulle colline circostanti. Ciascuna abitazione monofamiliare è realizzata con mattoni rossi manufatti direttamente in loco e, dettaglio riferitomi da Fr.Fazio, al quale tra le tante doti occorre ascrivere anche quelle ingegneristiche, le abitazioni sono state disposte in modo da rendere agevole i futuri ampliamenti allorquando la famiglia crescerà.

Alzabandiera a Fandana

Il sesto villaggio denominato “fortino” per le mura dì cinta, non ancora provvisto di pompa per l’acqua e i ragazzi del villaggio percorrono alcune centinaia di metri per prelevare dal ruscello sottostante qualche secchio o bacinelle d'acqua: le condizioni igieniche sono ancora, se possibile, peggiori che altrove. Ovviamente l’opera di Fratel Fazio va molto oltre a quello di dare un tetto alle famiglie malgasce che dalla cittadina di Fianara ritornano ai campi, ma anche quelle della zona e, per esempio, si spinge anche a creare in loro una cultura contadina per renderli autosufficienti nella realizzazione di campi e colture di grano, manioca, riso ed altro.

Tali campi devono poi essere vigilati dagli eventuali attacchi di persone che, in condizioni ancora di maggiore indigenza, possono rubarne i frutti. Siamo stati a trovare i guardiani che, in posizione strategica ma in condizioni assolutamente inumane, vigilano sul raccolto della comunità. Al centro dei sei villaggi, sorge Fandana. Rappresenta il fulcro dei villaggi circostanti, emblema del futuro dell’intera zona, con la scuola dei bambini, e speranza per un futuro migliore per l’intera regione, con la prossima apertura del centro ospedaliero, unico nel raggio di 80 Km.

Occorre ricordare che Fandana si trova in piena savana, circa 10 Km dalla strada statale n°7 che taglia all’interno il Madagascar da Antanarivo fino al profondo sud - a Toliara - ed a circa 150 Km dalla città di Fianarantsoa, una delle sei città-provincia, nonché a centinaia di chilometri dalla costa orientale che affaccia sull’oceano indiano e che intravede nel turismo una enorme opportunità di crescita.

Il progetto continua...

Umberto Albano con un gruppo di bambini di Fandana

Ebbene a Fandana, io e il mio compagno di viaggio Salvatore abbiamo trovato:

* la figura biblica, imponente, carismatica di "Mosè-Fazio", che anche discutendo di elettronica - teoricamente mio mestiere e non suo! - dice la sua.

* la immensa dìsponibi1ità e adattabilità delle sei suore che qui alloggiano e dedicano tutta la loro giornata alle attività scolastiche, ricreative dei bambini nonché all’allestire pranzi e cene per gli ospiti (noi !);

* la serafica espressione del giovane Stefano che da quasi sei mesi vive qui, esperienza che sta per ultimare, e senza il suo saper parlare malgascio avremmo avuto ancora difficoltà ad interfacciarci con i giovani che ci hanno affiancato nella realizzazione degli impianti nei padiglioni ospedalieri;

* la gaia immagine del sacerdote “Montpierre” (mi scuso se sbaglio a digitare il nome), col quale abbiamo condiviso i pasti e le preghiere di ringraziamento. Infine i bambini: dopo una giornata di intenso lavoro, passare a salutare bambini e bambine presso il refettorio e presso le loro camerette, rappresentava il toccasana, e scambiare con loro poche battute in un inglese scolastico ed in un improvvisato, per noi, malgascio, significava qualcosa di indescrivibile.

l'“Alzabandiera” rappresenta la funzione che viene svolta il lunedì mattina dai circa trecento bambini: chi alloggia in Fandana anche il sabato e la domenica, chi arriva dai villaggi circostanti per alloggiarvi l’intera settimana e chi risulta “pendolare” della scuola percorrendo alcuni chilometri quotidianamente, rigorosamente a piedi nudi.

Lo scopo prioritario della nostra presenza A Fandana era quello di intraprendere, poi continuare con l’opera di Salvatore, e successivamente con l’opera degli autoctoni, la realizzazione degli impianti elettrici presso i vari edifici del complesso ospedaliero S.Giuseppe, in via di ultimazione. Dopo aver concordato con "l’ing. Fratel Fazio" le “specifiche tecniche” dell’impianto da realizzare, ci siamo messi all’opera e dopo aver riparato un gruppo elettrogeno i cui cavi elettrici (come le tubazioni in gomma dell’acqua e del gasolio) erano stati divorati da famelici topi, abbiamo dato corso alla nostra opera. L’aiuto fornitoci dal personale locale Jean Louis e Zefe è stato prezioso e indispensabile.

Ma ecco che come all’improvviso il mio periodo di permanenza è finito, appena il tempo di lasciare a Salvatore schemi ed appunti tecnici per proseguire l’opera, salutare Fratel Fazio, appuntarmi cosa devo inviare dall’Italia, poi Ranary viene a prelevarmi per portarmi ad Antananarivo.

Ora sono a “casa” con i miei cari, distante 4 ore di auto... 12 ore di aereo, 8 ore di auto, 3 ore di Jeep... ma il mio cuore è vicino a quei bambini, a Fratel Fazio, a Salvatore, a Stefano ed a tutti gli altri. Grazie Fratel Ingrao, grazie Fratel Fazio. “Fandana: ritornerò! Mi hai stregato”.

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Riportiamo una lettera, scritta il 18-06-2008 dall'autore a Fratello Benedetto Ingrao s.j., come testimonianza di come stia progredendo la chirurgia a Fandana grazie all'intervento dei medici volontari.

Carissimo Fr. Ingrao,
sono Armando Bruno, sono stato ultimamente a Fandana, ove ho prestato servizio come chirurgo. Mi sono affezionato al luogo, a Fr. Fazio, ai colleghi medici e a tutta quella bella e simpatica gente. Sono stato per la prima volta in febbraio-marzo e poi in maggio-giugno. L’ ospedale nuovo di Fandana, semplice nella sua struttura, può essere considerato un gioiello africano.

L'Ospedale di Fandana

I colleghi medici, con la saggia guida di Fr.Fazio, lavorano con serietà, amore,dedizione e competenza. Hanno in comune la voglia di aiutare e servire il prossimo, specialmente le persone più povere e deboli: sono veramente un esempio di collaborazione, cooperazione e generosità. In febbraio,tutti insieme,abbiamo incominciato a lavorare per preparare e rendere idonea la sala operatoria, mettendo a punto e collaudando le varie attrezzature. Con questi colleghi, molto bravi e preparati, ma anche molto giovani e quindi con un bagaglio di esperienza ancora limitato, abbiamo incominciato ad eseguire interventi chirurgici, partendo dai più semplici. La loro voglia di apprendere ed il mio impegno ad aiutarli e ad offrire loro la mia esperienza ( essendo io, ahim! !!!! non più giovane ) ha fatto si che, anche in mia assenza, l’attività chirurgica continuasse...

I medici con un piccolo paziente,
nella struttura ospedaliera di Fandana.

Durante la mia seconda permanenza a Fandana in tre settimane sono stati eseguiti oltre 40 interventi chirurgici di una certa importanza, come isterectomie, asportazione di cistomi ovarici, tagli cesarei, tiroidectomie, appendicectomie, plastiche erniarie, alcuni interventi ortopedici ed urologici ed interventi urgenti di vario tipo. Penso che per un ospedale di campagna nato da poco, questo possa essere considerato un risultato molto importante, quasi miracoloso, se si considera che la maggior parte dei pazienti operati non avrebbe avuto mezzi e possibilità di recarsi presso altri centri in città lontane per la terapia chirurgica necessaria.Il servizio che l’ospedale di Fandana offie alla popolazione non è solo di tipo chirurgico. Oltre al personale di chirurgia e anestesia sono presenti ed operanti nei relativi reparti un medico internista, una ostetrica-ginecologa, una pediatra, un laboratori sta, una tecnica di radiologia ed ecografia. Non si può poi non sottolineare il grande impegno del personale non medico che lavora per tutto quanto è necessario affinchè l’ospedale funzioni e raggiunga il suo scopo.

Questi miei due soggiorni a Fandana, oltre che invogliarmi a ritornare qualora la mia opera fosse utile,sono stati veramente molto importanti per me; mi hanno arricchito immensamente, perchè sono stati una grande lezione di vita. Grazie, Fr. Fazio, non ti ringrazierò mai abbastanza per questa grossa opportunità che mi hai offerto.


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