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Precisazioni a proposito di Moscati e Benedetto Croce Sebastiano Esposito s.j. |
Per il cinquantenario della morte di Benedetto Croce era scontato che si parlasse anche delle relazioni del filosofo con Giuseppe Moscati. Se ne è occupato in questi giorni P.Alfredo Marranzini in un ampio articolo pubblicato dall’Osservatore Romano (22 novembre 2002, p.8), con il titolo: Benedetto Croce estimatore e amico di s.Giuseppe Moscati. Colgo l’occasione per due precisazioni.
Parlando dei funerali di Moscati (14 aprile del 1927), Marranzini ricorda che vi partecipò anche Croce, "il quale – aggiunge – volle ancora esprimere ai suoi familiari le proprie condoglianze con un sentito telegramma che si conserva nell’archivio Moscati al Gesù Nuovo". Ora, tra i numerosissimi telegrammi che, ben rilegati in due volumi, si conservano nell’Archivio, non mi consta che ce ne sia uno di Benedetto Croce. A meno che non si voglia alludere alla firma del Filosofo sul registro mortuario di casa Moscati. Quella firma, sì, esiste e si conserva. Ne ho trattato già in una breve Nota d’Archivio sul Gesù Nuovo (2001, pp.167-168).
L’altra precisazione riguarda una delle due lettere, che secondo P.Marranzini (Giuseppe Moscati modello del laico cristiano di oggi, Roma 1989, pp. 118-122 ) sarebbero state indirizzate dal Moscati a Benedetto Croce per esporgli gli inconvenienti di un decreto, fatto varare da Giovanni Gentile il 10 febbraio 1924: "il decreto 549, che clinicizzava gli ospedali, impedendovi l’insegnamento libero".
Della prima P. Marranzini cita "alcune frasi dedotte dalla minuta, non datata, dell’esposto". Mi preme precisare che recentemente è pervenuta in Archivio la preziosa fotocopia del testo definitivo spedito da Moscati e che si conserva tuttora tra le carte di Croce.
E qui nasce un dubbio circa la seconda lettera, che Marranzini sostiene sia stata inviata a Benedetto Croce pochi giorni dopo la prima. Mi domando: era veramente diretta a Benedetto Croce? Mi sembra che ci siano vari motivi per poterne ragionevolmente dubitare.
Anzitutto, la seconda lettera non menziona, nell’indirizzo, il nome di Croce, come aveva fatto la prima. Il titolo "Eccellenza", con la quale si apre, è attribuibile anche ad altre personalità politiche, oltre che a Benedetto Croce, come dimostra una terza lettera inviata a S.Eccellenza Antonio Casertano sul medesimo argomento. Inoltre, questa seconda lettera non aggiunge nulla di sostanzialmente nuovo a quel che la prima, spedita pochi giorni prima, aveva prospettato, oltretutto in uno stile più sostenuto. Forse era destinata ad un altro personaggio, che Moscati in quei giorni cercava di trarre dalla sua parte.
Argomento aggiuntivo, ma non di poco valore: nell’Archivio Croce, dove la corrispondenza veniva conservata con molta attenzione e completezza, accanto alla prima, non è conservata una seconda lettera di Giuseppe Moscati.
Sui rapporti tra Moscati e Croce vedi anche:
Anche Benedetto Croce tra le firme del registro commerativo del Prof. Moscati, di Sebastiano Esposito s.j.
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