Riflessioni di un medico...
sulle orme di San Giuseppe Moscati

"Schiavi del nostro tempo"

Dott. Francesco Vernaglione

Nota: su questi interventi del Dott.Vernaglione vedi l'introduzione della pagina: "Riapprendere a vivere"

Nella società del benessere la salute si conquista anche migliorando il proprio stile di vita.

La nostra è la società del benessere. E’ quasi scomparsa la mortalità infantile e si è allungata la vita media. Tuttavia, nonostante l’intensa opera di prevenzione, il cancro, l’infarto, l’ipertensione, l’obesità, l’ansia e la depressione, continuano ad essere tra le patologie più frequenti. Si parla spesso di salute ma , a mio parere , troppo poco del "saper vivere". L’enorme sviluppo scientifico e tecnologico dovrebbe consentirci un’esistenza abbastanza serena, a dimensione d’uomo, eppure non è proprio così, c’è qualcosa che non va.

Correre continuamente...
ma senza sapere dove precisamente ci si dirige...
è il paradosso del nostro tempo.

E’ il nostro stile di vita che è malato. Ormai siamo sempre più "schiavi del nostro tempo". Si corre continuamente verso obiettivi diversi e spesso irraggiungibili, che quasi sempre ci lasciano insoddisfatti e bisognosi di cercarne degli altri. Questa continua competizione con noi stessi e con il prossimo ci rende più egoisti, aggressivi, ostili, qualche volta anche cinici. Passiamo gran parte della nostra vita in stato di allarme, pronti a scattare per attaccare o difenderci da possibili avversari.

Anche durante il tempo libero corriamo dietro mode che ci allineano ed uniformano ad uno stereotipo che fa "tendenza". Ci si prende troppo sul serio, anche se siamo sempre più profondamente insicuri. Stiamo perdendo il contatto con il nostro passato, allontanandoci dai nostri bisogni reali per realizzare il desiderio di apparire e di possedere.

Se vogliamo qualcosa, dobbiamo ottenerla il più presto possibile e, dopo poco, non ci piace più ! Questa società bulimica, del "tutto e subito", che si abbuffa di ogni cosa, dietro un’apparente benessere, nasconde una profonda sofferenza. Siamo degli esseri viventi in un universo perfetto, regolato da leggi che stiamo sempre più dimenticando e trasgredendo in nome di una discutibile modernità.

Ci allontaniamo dall’idea di umanità, per somigliare sempre più ad un esercito di robot. Non ci sono vie di mezzo: o si vince o si perde. Bisogna correre sempre e se ci fermiamo potremmo rimanere indietro, fuori dal "giro", emarginati, abbandonati, rovinati, senza speranze. In questa società dei consumi, alla fine, saremo proprio noi ad essere consumati. Guardiamoci allo specchio e, non vedremo che frustrazione, stanchezza, apatia, rabbia, inquietudine, ed un grosso punto interrogativo…dove stiamo andando?

Cosa sarà della nostra generazione e di quelle future? Non c’è pace, sia dentro che intorno a noi e mille inquietudini ci divorano. Siamo vincenti o perdenti? Ricchi e potenti o miserabili e schiavi? Divorati dall’ambizione o abbandonati alla rassegnazione? Proviamo più rabbia? Rancore? Più paura o coraggio? Siamo più contenti o incontentabili? Siamo ancora capaci di gioire? Nella vita ci sono delle priorità e dei valori da rispettare, ma non siamo più in grado di comprendere cosa sia veramente importante: chattare on line con amici virtuali o dialogare con i figli?

Siamo come cellule impazzite, che portano inevitabilmente alla perdita dell’equilibrio dell’intero organismo di cui fanno parte. Eppure, non ci manca niente, abbiamo praticamente tutto: una casa, cibo ed acqua in abbondanza (ci sono anche le pillole che riducono l’assorbimento di grassi e degli zuccheri, per mangiare senza ingrassare!), luce, gas, riscaldamento, l’automobile, il telefonino, la TV, il personal computer, il lettore CD, scarpe e vestiti in quantità…

Si è liberi quando si punta all'essenziale, in un rapporto armonico con la natura e la tecnologia.

All’inizio di questo terzo millennio tutta l’umanità dovrebbe aver raggiunto una qualità di vita ottimale, ma chi ci insegna "l’arte del saper vivere"? La famiglia, la scuola, la società? Certamente non ce la insegna la pubblicità e la maggior parte dei programmi televisivi, che ci dovrebbero offrire ore di svago, divertimento, cultura, riflessione, informazione, senza essere così commerciale, e talvolta anche volgare.

L’uomo è diventato ormai il "dominatore" indiscusso del mondo intero. Ha quasi sottomesso la natura e le sue creature, ma oggi sta andando incontro ad un avversario inaspettato e temibile: se stesso! Potrebbe essere una battaglia molto dura ma, questa volta, senza nè vincitori nè vinti. In realtà l’uomo del nostro tempo è reso schiavo dei suoi bisogni, oggi sempre più difficili da soddisfare e sempre più costosi.

E la libertà? Qual è il suo prezzo se non rinunciare il più possibile agli eccessi, alle cose superflue, per ristabilire il contatto con la propria natura e con quello che è veramente essenziale: vivere pienamente con quel che basta, utilizzando al meglio la tecnologia, ma in libertà.

Se mettiamo al primo posto noi stessi e il nostro egoismo, saremo posseduti da un’eterna insoddisfazione, anche se avremo il mondo ai nostri piedi! Se invece ci riappropriamo della nostra identità di creature di un universo meraviglioso, allora non finiremo mai di stupirci e di gioire delle straordinarie bellezze che ci stanno intorno.

Se riusciamo a scoprire la grande ricchezza che è nel nostro cuore, quando è in pace, allora anche i nostri occhi saranno capaci di vedere realmente la bellezza e l’armonia che ci circonda, anche con le sue apparenti contraddizioni. Sentirci figli di un Dio d’Amore, ed imparare nuovamente ad abbandonarci a Lui, cercandolo ed ascoltandolo, riuscirebbe a spezzare le catene, sempre più forti, della nostra schiavitù.

L’uomo è riuscito a sopravvivere, sin dalla sua comparsa sulla terra, per aver trovato quasi sempre, nelle difficoltà, una via d’uscita, imparando, con l’esperienza, a conoscere e rispettare l’ambiente e i suoi pericoli. Così sono convinto che si ravvederà in tempo per correggere i suoi errori e ritrovare la via del vero bene.


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