Incontri Scientifici Moscatiani - 15 Giugno 2007
Dott.ssa Imma Capasso - Dott. Vinicio Lombardi

"Imitare Moscati" (Dott.ssa Imma Capasso)

La prima edizione degli Incontri Scientifici Moscatiani, si è svolta a Napoli il 15 giugno 2007 presso l'Auditorium dell'Ordine dei Medici di Napoli. Riportiamo il saluto che la dott.ssa Imma Capasso (Consigliera dell'Associazione Medici Cattolici Italiani di Napoli - Sezione S. Luca) ha riportato ai partecipanti, e una sintesi della manifestazione, che ci ha inviato il Dott. Vinicio Lombardi, presidente della Sezione Campana di Medicina e Persona.

«Per noi medici cattolici, parlare di S. Giuseppe Moscati è un'emozione molto forte perché, accanto alla figura del Santo, va ricordata la figura del Medico da imitare quotidianamente. Ciò, soprattutto, se si considera la professione medica come una missione. Imitare Moscati nella sua fame di conoscenza scientifica, di amore per la ricerca.

La dottoressa Imma Capasso

"Coltivate e rivedete ogni giorno le vostre conoscenze. Il progresso sta in una continua critica di quanto apprendemmo. Una sola scienza è incrollabile ed incrollata, quella rivelata da Dio", soleva ripetere ai suoi allievi che numerosi affollavano la III Sala uomini degli Incurabili di cui egli era primario. Il suo bisogno di conoscere di più su una malattia che affliggeva un suo assistito iniziava in laboratorio, allo scopo di addivenire ad una corretta diagnosi, per poi terminare in Sala settoria, nell'esercizio dell'autopsia.

Imitare Moscati nella sua grande disponibilità nei confronti di chi soffre, nella sua profonda umanità."Il dolore non è una contrazione muscolare, ma il grido di un'anima, di un fratello che occorre trattare con l'ardenza dell'amore, la carità". Imitare Moscati nella sua infinita carità che riversava su tutti gli ammalati senza pretendere alcun compenso dai pazienti indigenti.

"Non la scienza ma la carità ha trasformato il mondo; pochi sono passati alla storia per la scienza, ma tutti se si dedicheranno al bene". riferiva a tal proposito ai suoi discepoli. Imitare Moscati nell'amore che riversava sul sofferente, a cui non si limitava a curare il corpo ma anche l'anima. A tal proposito, egli amava ripetere: "Soccorriamo l'anima di fronte ai casi disgraziati... Beati noi medici spesso incapaci di allontanare una malattia. Beati noi se ci ricordiamo che oltre ai corpi abbiamo di fronte anime immortali, divine...".

La vita di S. Giuseppe Moscati è un inno all'amore, donato con gioia, fino all'esaurimento delle sue energie fisiche, che lo portò a morte prematura! La sua è stata una vita intessuta di carità, di affiato umano. "Quanti dolori – così insegnava ai giovani – voi lenirete più facilmente con il consiglio e scendendo allo spirito, anziché con le fredde prescrizioni da inviare al farmacista"...

E noi medici nell'esercizio quotidiano del nostro operato, sia nelle corsie d'ospedale che nei nostri studi, dobbiamo seguire l'insegnamento di Moscati donando agli ammalati gocce d'amore, quell'amore che guarisce! E se non il corpo, l'anima, sublimando questa nostra nobile professione, che non deve essere mero lavoro ma arte medica, missione come il Medico Santo ci ha indicato. Anticipando il concetto odierno del prendersi in cura l'ammalato come persona, più che curare la sua malattia, stabilendo un idoneo rapporto medico-paziente che oggi si sta perdendo per il tecnicismo esasperato oggi dilagante in medicina.

"Per i medici occorre imitare Moscati - disse in Piazza San Pietro Giovanni Paolo II il 25 ottobre 1987, durante la canonizzazione – per l'alto concetto dell'essere medico che ci ha meravigliosamente trasmesso. Per il messaggio che ci ha lasciato abbiate, nella missione assegnatavi dalla Provvidenza, vivissimo sempre il senso del dovere... Pensate che vi incombe l'obbligo di amore allo studio, perché solo così potete adempiere al grande mandato di soccorrere le infelicità!".

E, per noi Medici Cattolici che oggi siamo qui a portare il Nostro Saluto ed il nostro apprezzamento nei confronti di questa I edizione di Incontri Scientifici Moscatiani, fortissimamente voluta dall'Associazione Medicina e Persona e dall'Ordine dei Medici di Napoli, iniziative del genere ci spronano a testimoniare ancora di più col nostro operato la nostra vicinanza alle persone sofferenti e bisognose delle nostre cure fisiche come quelle psicologiche. E quotidianamente! Sull'esempio del grande Medico Santo napoletano».

Il prof. Giuseppe Moscati: l'iscritto più illustre dell'Ordine dei Medici di Napoli (Dott. Vinicio Lombardi)

La prima edizione degli Incontri Scientifici Moscatiani è stata introdotta dal Presidente dell'Ordine dei Medici, il senatore Giuseppe Scalera, che ha definito S. Giuseppe Moscati l'iscritto più illustre dell'Ordine dei Medici di Napoli. Il tema della prima edizione: Medico e paziente, incontro e rapporto tra due uomini è stato scelto per riscoprire le ragioni e la verità del rapporto medico e paziente nel segno di Moscati. Dopo i saluti del Presidente Scalera, sono intervenuti gli ospiti invitati.

L'onorevole Sebastiano Sorrentino ha raccontato la sua esperienza personale dopo un grave incidente stradale, avvenuto il 7 maggio 1985. Il giorno successivo mentre veniva portato in sala operatoria, un giovane medico con i baffi, gli si è avvicinato chiedendogli se ricordava che giorno fosse (era l'8 maggio, giorno della supplica alla Madonna di Pompei, NdR). Avendo risposto affermativamente, il giovane medico, gli disse di affidarsi dunque alla Madonna di Pompei. L'intervento riuscì, ma solo diversi anni dopo scoprì che quel medico, a lui prima sconosciuto, era S. Giuseppe Moscati.

Anche la rappresentante dei Medici Cattolici della Provincia di Napoli, la dott.ssa Imma Capasso, che ha composto una sentita preghiera a S. Giuseppe Moscati, rivolgendo il saluto ai partecipanti, ha fatto riferimento alla sua esperienza personale con il Medico Santo. Subito dopo si sono succeduti i relatori: P Sebastiano Esposito S.I., il prof. Raffaele Rossiello, il dott. Adriano Rusconi, il prof. Mario Delfino. I loro interventi saranno pubblicati per esteso su uno dei bollettini dell'Ordine dei Medici.

P. Sebastiano Esposito s.j. ha sapientemente commentato ed approfondito la frase del Moscati ai propri allievi, apposta sulla locandina di invito alla manifestazione. "Coltivate e rivedete ogni giorno le vostre conoscenze. Il progresso sta in una continua critica di quanto apprendemmo. Una sola scienza è incrollabile ed Incrollata, quella rivelata da Dio— Ha poi sottolineato l'unità profonda nella persona del Santo Medico: una straordinaria fusione tra uomo, scienziato e cristiano, e la perfetta integrazione, in lui, tra scienza e fede.

Il prof. Raffaele Rossiello ha evidenziato come il prof. Giuseppe Moscati sia sempre stato mosso ad andare alle origini delle cose, alla loro verità. Ha insegnato ai propri allievi a non fermarsi alla prima diagnosi, ma ad andare a fondo: perciò li accompagnava in sala settoria, dove solo l'esame autoptico poteva confermare la giustezza della prima ipotesi diagnostica. Moscati trattava il malato come uomo, come persona, nella sua unità tra corpo ed anima. Per non perdere il rapporto con i malati rinunciò alla cattedra universitaria.

Il dott. Adriano Rusconi ha invece raccontato come nel 1975 sia nata a Milano una cooperativa intitolata a Moscati, scelto come esempio peri medici di oggi, per l'originalità del suo modo di agire, in quanto in lui non c'era separazione tra quello che faceva ed il motivo per cui lo faceva, né separazione tra fede e scienza, perché la scienza è la modalità con cui Dio si fa conoscere. Nella sua professione riusciva ad incidere sulla società, essendo cristiano fino in fondo, poiché affermava Cristo come consistenza di tutto ciò che accade. Per questo Moscati è un esempio da imitare, perché mostra come si possa vivere con autenticità la propria professione.

Infine il prof. Mario Delfino, approfondendo il tema della prima edizione degli Incontri Scientifici Moscatiani sul rapporto medico paziente, ha sottolineato l'attualità del messaggio di Moscati. Il compito del medico nel rapporto con il paziente è quello di stringere un patto di alleanza, accompagnando il malato nella sua ricerca di un senso al dolore ed alla sofferenza, come Moscati insegnava: "il dolore va trattato come un grido dell'anima a cui rispondere".

La manifestazione, ripresa anche dai mass-media, è stata l'occasione per indicare ai medici ed agli operatori sanitari, un uomo da imitare, con la coscienza che una posizione umana cosknon la si inventa, non si progetta, ma si incontra e la si può vivere solo in un gruppo. Lo stesso Moscati affermava che il suo successo era il successo di una compagnia di amici, il gruppo dei suoi allievi con cui si accompagnava anche dopo le lezioni.

Oggi, solo in compagnia di un gruppo di amici, è possibile coltivare un desiderio ed una passione per il proprio lavoro, per i propri pazienti, soprattutto per la propria umanità, senza ridurre l'orizzonte accontentandosi di piccole mete. A tale scopo abbiamo voluto la nostra associazione Medicina e Persona: una compagnia di amici, per aiutarci a condividere questa sfida dentro il nostro lavoro, ed è questa la strada che proponiamo a tutti i nostri colleghi.


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