La Vera Luce
L'eterna ricerca dell'uomo e S.Giuseppe Moscati

Sonia Andreoli

Come essere felici?

Si perdono nella notte dei tempi gli scritti filosofici improntati sull'eterna ricerca dell'uomo: trovare se stesso e, soprattutto, raggiungere la felicità. Senza dover arrivare alla meditazione di testi filosofici o teologici, anche l'essere umano più "inconsapevole", nel suo piccolo, si sforza per raggiungere quello che per lui rappresenta la felicità, in base a come e su cosa ha deciso di dare priorità: all'accumulo di ricchezze, al raggiungimento di una "splendente" forma fisica, ad una "brillante carriera"... oppure, se è "proiettato" verso un altro tipo di "dimensione", quella maggiormente spirituale, mirerà a sentirsi felice solo per aver compreso, almeno in parte, la missione che Dio gli ha affidato su questa terra...

L'alunno più insciente, cioè che rifiuta di "apprendere" i contenuti scolastici trovandoli estremamente noiosi, non può fare a meno di ricordare una poesia di Giuseppe Ungaretti, densa di significato nonostante la sua lapidaria brevità: "Mi illumino d'immenso". Versi che hanno stimolato a riflettere anche tanti che si definiscono "atei" o "agnostici"...
Ci si può "illuminare" da soli...? Che sarebbe della lampadina senza la corrente elettrica...?! Eppure l'uomo, dopo l'era dell'illuminismo con la sua "dea ragione" e del positivismo col suo voler far prevalere la "tecnica" sulle "humane litterae", si è autoposto al "centro" dell'universo, e dimenticando grazie a chi può permettersi anche solo di respirare, ritiene possibile vedere questa "luce" come derivante da se stesso, "chiudendo" altre eventuali "strade" di meditazione.

Quanta presunzione porta gli uomini a pensare di essere onniscienti, onnisapienti, per poi ritrovarsi inermi come neonati dinanzi alle malattie... Ecco allora che gli atei più convinti, presi dal timore, cominciano a mostrarsi frequentatori di "templi" di ogni specie, alla ricerca della "guarigione"...
Non volendo discutere sull'esistenza dei miracoli, il vero miracolo che esula dalla guarigione fisica avviene se la persona ha una vera e propria conversione, se non rivolge le proprie preghiere e la propria attenzione a Dio solo per farsi aiutare, senza cambiare stile di vita.

Ci si lamenta tanto dell'atteggiamento poco rispettoso delle giovani generazioni, ma quale esempio stanno ricevendo dai cosiddetti "adulti"...?! Sono testimoni di una crescente e dilagante "sindrome di Peter Pan", vedendo persone di una certa età che non vogliono crescere, che non si sentono genitori, nonni, ma solo esseri in continua ricerca di "falsi" valori... Soldi, fama, successo... con tutte le conseguenze che questi atteggiamenti comportano...

Quanti santi, prima di convertirsi e diventare tali, hanno avuto alle spalle sante madri... Si può subito pensare alla figura straordinaria di Santa Monica, alle incessanti sue preghiere rivolte a Dio perchè il figlio si convertisse... Le stesse mamme che si lamentano tanto dei figli, a loro volta spesso non sono un esempio da imitare... Come si può "predicare" bene per poi non comportarsi di conseguenza...? Se il giovane vede nelle figure genitoriali dei modelli da imitare, anche se al momento sembra non riuscirci, o non volerci riuscire per un senso di ribellione, prima o dopo gli torneranno in mente quei sani insegnamenti, soprattutto se li ha visti "confermati" dall'esempio nella vita quotidiana.

Anche nelle "zone desolate", nei "deserti" di spiritualità, sono cresciuti i più bei fiori, che non si sono lasciati "contaminare" dalle anime buie come un cielo senza stelle che li circondavano. E' il caso di Santa Maria Goretti, che preferì morire anzicchè dispiacere a Dio... Oggi questo atteggiamento potrebbe sembrare anacronistico, soprattutto pensando che le donne, non volendo a giusta ragione rappresentare più il "sesso debole", stanno "sfociando" in una imitazione distorta" del cosiddetto "sesso forte", acquistando difetti che prima erano prerogativa degli uomini.

La parità di diritti è necessaria, ma cominciare a commettere gli stessi errori che hanno commesso gli uomini nelle epoche passate diventa come un cane che si morde la coda... Quanti ragazzi si sentono intimiditi da atteggiamenti troppo "sfacciati" delle coetanee... e questo crea molti tipi di problemi psicologici che contribuiscono a riempire gli studi degli psicologi.

Alla fine la ricerca dell'uomo è sempre la stessa: essere felice, con ogni mezzo, dimenticando che la vera felicità non si può ottenere con i soli mezzi "materiali", con le sole forze di noi poveri esseri umani che, prima o poi, siamo destinati a tornare polvere... A cosa ci saranno serviti tutti i nostri soldi, tutte le nostre "plastiche" quando i nostri "resti" fisici saranno finiti sotto terra...?! Allora sarà troppo tardi per ricordarsi di pensare a Dio, di amare e ringraziare quel Dio che ci ha creati e che ci ama tanto da lasciarci liberi di non corrispondere a tanto amore.

Che sofferenza nel pensare al sacrificio che ha affrontato senza lamentarsi Gesù per noi che ci dimostriamo tanto ingrati... Eppure ci chiede solo di amarlo, e dovremmo farlo spontaneamente... ma è chiaro, che chi non crede, può trovare questa affermazione solo stupidità da "bigotti", del resto tanti cattolici ignoranti continuano a seguire le ideologie politiche di chi ha definito la religione come "oppio dei popoli"... Che si definiscano cattolici "adulti", o "a modo proprio", o "non praticanti", alla fine la realtà è un'altra: farebbero meglio ad ammettere di non esserlo... Del resto stesso Gesù diceva che non si possono servire due padroni e, per coerenza, non si può professarsi cattolici e non agire coerentemente con il proprio credo.

Luci psichedeliche...

In questa ricerca sfrenata del benessere, del divertimento, e di una falsa felicità, le discoteche si pongono come "meta" di "sballo" tanto ricercato dai giovani. Ormai è un luogo comune associare l'andare a ballare con l'assumere superalcolici, stupefacenti, e troppo spesso una diretta conseguenza di tutto ciò sono le "stragi del sabato sera". Forse non bisognerebbe "demonizzare" le discoteche: chi vuole drogarsi, anche giustificandosi dicendo di assumere droghe cosiddette "leggere", come se la droga non facesse comunque male all'organismo creando sempre danni, o vuole abusare di alcool, può farlo anche senza recarsi in discoteca...

E' vero però che in quegli ambienti è più facile trovarne "l'offerta"... ma la stessa offerta è presente nelle piazze, e, finchè non sparirà la "domanda" sarà sempre presente chi si arricchisce vendendo morte e false "illusioni". Non è certo ballare che conduce a distruggersi la vita... Anche nell'antichità abbiamo esempi di "danze", basti pensare a quelle di Davide dinanzi al Signore... Certamente però i balli odierni non hanno quella valenza spirituale... in più, data la musica "assordante", a quel livello di decibel qualunque "amicizia" si possa fare dovrà per forza "svilupparsi" fuori da quel contesto, anche solo per comprendere il nome dell'altra persona!...

Come mai tanti giovani (e non solo...) si recano in questi locali per fare "nuove conoscenze"...? Dipende dal tipo di "impostazione" della conoscenza... In effetti se non si ha la possibilità di parlare, l'attrazione verso un'altra persona resta solo fisica, con tutto quello che consegue da un "approccio" di questo tipo... Altro succedeva nelle sale da ballo di un tempo, quando si ballava insieme, e si aveva la possibilità anche di conoscersi non solo "esteriormente".

Foto giovanile di San Giuseppe Moscati

Da un pò di tempo stanno riscuotendo successo tra le nuove generazioni i balli Latino - Americani, che sono di gruppo, ed aiutano a "fare amicizia". Non tutti coloro che si recano in discoteca lo fanno per danneggiare se stessi e gli altri, a volte ci si può anche imbattere in chi, temendo addirittura che le bibite possano essere "contaminate", preferisce andare a bere nei bagni...

Cosa si cerca ballando sotto quelle luci o nella "foschia" creata dalla "schiuma" che, spesso, viene "spruzzata" nella pista...? Forse momenti di gioia, di spensierato divertimento, ma quale sensazione si prova una volta rincasati (ovviamente se si è ancora in sé...)...? Tutte quelle luci "artefatte" possono lasciare lo spazio al buio più totale, totale perchè trae origine da un vuoto interiore...

Quanti ragazzi hanno commesso i più efferati delitti attribuendone la responsabilità ad un senso di "vuoto", di "noia", eppure magari uscivano e frequentavano luoghi pieni di "divertimenti", pieni di luci psicodeliche... lontani, però, dalla vera Luce, quella Luce che riempie lo sguardo di chi ha cambiato vita, di chi ha sperimentato l'amore di Cristo, talora all'improvviso, come avvenne per San Paolo sulla via di Damasco.

Non sempre, però, viene confermato il detto latino: "Male parta, male dilabuntur..." (quello che comincia male, finisce male). E' bello poter costatare che anche chi ha vissuto nei contesti più degradati, o chi ha condotto fino a un certo punto un'esistenza densa di superficialità, e di peccato, possa sentire il richiamo di Dio, e tornare, finalmente, tra le braccia del Padre Celeste, rimettendosi nelle sue mani, convertendosi e ribaltando radicalmente la propria vita.

L'eperienza, più volte citata dai media, dell'attrice Claudia Koll, potrebbe essere da monito proprio per chi si era abituato a vederla in films non proprio "decorosi"... Le stesse persone che si sentivano attratte dai suoi "attributi" fisici, ora non potranno fare a meno di notare la nuova "luce" che emana il suo volto da quando ha cambiato radicalmente la sua vita... Risplende di una luce interiore che richiama al suo incontro con il Crocifisso di San Damiano...

Non è la prima, nè sarà l'ultima a ribaltare la propria esistenza dopo aver fatto "esperienza di Gesù". Ma cosa si intende dire con "fare esperienza di Dio"? Nel suo caso ha sentito una vera e propria chiamata dal Padre, ha fatto un esperienza "intima" con Dio che non è spiegabile con le sole parole... Il risultato di questo cambiamento si può leggere dai "frutti" che l'hanno portata ad occuparsi attivamente dei più emarginati.

La scelta di San Giuseppe Moscati

Oggi si è estesa la conoscenza del Medico Santo Giuseppe Moscati, e leggendone la biografia si costata come la sua esistenza abbia sempre più costituito e mostrato una via di luce. Sentiva sempre il richiamo del Signore a servirlo, compiendo numerosi sacrifici sia per recarsi quotidianamente a Messa e ricevere la Santa Comunione e occorre ricordare che all'epoca era prescritto il digiuno dalla mezzanotte. Una "carica spirituale che si traduceva poi nell'accudire ogni sorta di malati, vedendo in loro "il volto di Cristo" e nello stimolare allievi e colleghi a fare altrettanto.

E' semplicistico volersi esimere dalle proprie responsabilità affermando che questa è un'altra epoca, che non ci sono più i valori di un tempo, che i giovani vengono "trascinati" a compiere atti nefandi... Pensiamo forse che all'epoca di San Giuseppe Moscati i giovani fossero tutti come lui? o che S.Luigi Gonzaga, frequentando la corte di Mantova, si trovasse in un ambiente non licenzioso...?! Eppure era solo un ragazzino, oggi si direbbe che "non poteva avere la maturità tale da consentirgli di non farsi trascinare dalle circostanze...". E invece, seppur in epoche e circostanze diverse, sia San Luigi Gonzaga che San Giuseppe Moscati, si sono mantenuti puri, dinanzi a Dio ed agli uomini.

Non si dovrebbe ricorrere ai santi solo per "impetrare" grazie, solo per chiedere aiuto, vedendoli come figure "irraggiungibili" e tanto diverse da noi... In realtà conoscendo la loro vita costatiamo che avevano la nostra stessa natura umana, comprese le nostre inclinazioni negative. Solo che hanno seguito Cristo, in tutto, prima nel dolore ed ora nella Gloria...Ci sono tanti modi per servire il Signore: S.Giuseppe Moscati aveva scelto la castità, ma non per questo invitava colleghi ed amici a fare altrettanto... anzi: ci sono suoi scritti che testimoniano come esortasse i suoi conoscenti a contrarre matrimonio...

Ciò che conta è non dimenticare che c'è sempre Qualcuno che deve avere la priorità su tutto e che si deve amare al di sopra di tutto... Dio... quel Dio tanto grande nella bontà da sacrificare suo Figlio per le nostre colpe... Di questo dovremmo essere certi: più la nostra vita ci condurrà lontano da Lui, più sentiremo il vuoto della nostra esistenza... Perché Lui è l'unica vera luce... il resto è solo un miraggio...

E se Lo si vuole seguire, lo si può fare anche danzando o recitando: non è l'andare in discoteca che ci allontana da Lui. Tenendo presente che "Omnia munda mundis" (tutte le cose sono pure per i puri di cuore) di San Paolo, dovremmo imparare a non vedere il male dappertutto, ma cercare di "aprire gli occhi" se sono chiusi alla Vera Luce.


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