Chiesa del Gesù Nuovo - Napoli

Breve presentazione della figura dei martiri S. Ciro medico e S. Giovanni soldato

Pasquale Puca s.j.

Nella chiesa del Gesù Nuovo di Napoli, il culto verso S. Ciro fu promosso da S. Francesco De Geronimo, il santo gesuita che svolse il suo ministero sacerdotale a Napoli e nel Mezzogiorno d’Italia negli anni 1675-1716.

Si deve a lui anche l’istituzione dell’annuale celebrazione religiosa del 31 gennaio. Ciro - nato ad Alessandria d’Egitto, verso la metà del III secolo testimoniò col martirio la sua fedeltà a Cristo, il 31 gennaio dell’anno 303, durante la persecuzione di Diocleziano contro i cristiani.

San Ciro,
eremita e martire.

L’annuale memoria, nella chiesa del Gesù Nuovo di Napoli, del martirio di S. Ciro e di S. Giovanni soldato, che deposte le armi si affiancò a lui nella vita eremitica e poi nel servizio assiduo di carità, ebbe inizio nell’anno 1693. Lo si rileva da un manoscritto di S. Francesco De Geronimo, nel quale è annotato: "Nella nostra chiesa è stato dato principio ad una nuova festa in onore di S. Ciro, medico, eremita e martire".

La chiesa del Gesù Nuovo era stata consacrata il 7 ottobre 1601 dall'Arcivescovo Cardinale Alfonso Gesualdo, che dedicò la nuova chiesa all'Immacolata Madre di Dio. Pochi anni dopo, nel 1610, furono trasferite da Roma le reliquie dei corpi di S. Ciro e del suo compagno di martirio S. Giovanni soldato, di Edessa. Colui che effettuò il trasporto fu il gesuita P. Vincenzo Maggio, con il permesso del Papa, per interessamento del Card. Odoardo Farnese.

A Roma i due corpi erano stati portati da due monaci dell'oriente, nel desiderio di sottrarli alla furia iconoclasta dei Saraceni. Inizialmente furono custoditi a Trastevere, presso la casa di una matrona romana di nome Teodora. Successivamente furono trasportati nella chiesa di S. Menna, principale patrono dei cristiani egiziani che vivevano a Roma, non molto lontano dalla Basilica di S. Paolo.

Le reliquie, subito oggetto di particolare venerazione da parte dei fedeli napoletani, furono poste insieme con quelle degli altri martiri precedentemente collocate in artistici reliquiari, tuttora esistenti alle due pareti laterali della cappella di Sant'Anna, dedicata poi a S. Francesco De Geronimo.

Fu proprio S. Francesco De Geronimo che, come accennato all'inizio, verso la fine del 1675 prelevò alcuni frammenti delle ossa di San Ciro, li collocò in una teca di argento e con essa benediceva gli infermi che visitava nelle loro case, o che si recavano da lui presso la chiesa del Gesù, invocando l'intercessione di San Ciro per la loro guarigione.

San Giovanni soldato, martire
con San Ciro.

Ne scaturì un effetto prodigioso a vari livelli: conforto spirituale degli infermi e, spesso, anche guarigioni fisiche. E questo durante tutto il suo ministero di missionario popolare, svolto dal 1675 al 1716 non solo a Napoli e in Campania, ma anche in altre regioni del Sud Italia.

Anche dopo la morte del De Geronimo, che Gregorio XVI proclamò Santo nel 1839, la devozione e il culto ai due martiri della persecuzione di Diocleziano non ha registrato interruzione. La venerazione delle loro reliquie e la fiducia nella loro intercessione presso Dio suscitano tuttora grande ammirazione.

Anche l'utilizzazione, introdotta peraltro dallo stesso San Francesco De Geronimo, dell'olio e dell'acqua benedetti per ungere o segnare gli infermi, non è venuta meno. Naturalmente servendosene a modo di sacramentale della Chiesa, quale segno portatore di salvezza e di santificazione, usato quale espressione di un'autentica fede cristiana e secondo le norme pastorali e la corretta prassi rituale della Chiesa, quindi in vera e piena comunione con essa.

Sono tuttora centinaia le persone che quotidianamente sostano, in devoto raccoglimento, nella cappella del Crocifisso dove sono conservate le reliquie dei due Santi Martiri. Quelle di San Ciro si trovano in un'urna di marmo dal 1860. Quelle di San Giovanni di Edessa sono conservate in un'urna funeraria romana di bronzo, posta al lato destro dell'altare, presso la medesima cappella del Crocifisso.

La festa liturgica di San Ciro e di San Giovanni soldato ricorre il 31 gennaio. Ogni anno viene celebrata con grande solennità. Il Gesù Nuovo registra un imponente afflusso di fedeli per tutta la giornata, provenienti non solo da Napoli ma da non pochi comuni della Campania.

Da notare che al suo tempo anche S. Giuseppe Moscati, il cui corpo è venerato nella nostra chiesa dal 1930, è stato tra i devoti di San Ciro. Spesso partecipava e serviva la S. Messa nella Cappella dove sono le sue reliquie, come è testimoniato negli atti del processo canonico.


Nota: Vedi anche l'articolo: I Santi Martiri Ciro e Giovanni nella chiesa del Gesù Nuovo a Napoli (Antonio Tripodoro s.j.)


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