L'Ordo Virginum
Una risposta libera a una chiamata particolare di Cristo

Pasquale Puca s.j.

L'Ordo Virginum è una particolare espressione ecclesiale di Vita Consacrata. Nel Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, approvato da Benedetto XVI il 28 giugno 2005, questa è descritta come «una risposta libera a una chiamata particolare di Cristo, con la quale i consacrati si dedicano totalmente a Dio e tendono verso la perfezione della carità sotto la mozione dello Spirito Santo. [...] si caratterizza per la pratica dei consigli evangelici. [...] partecipa alla missione della Chiesa mediante una piena dedizione a Cristo e ai fratelli, testimoniando la speranza del Regno» (nn. 192 e 193).

Santa Maria, Madre di Dio, Madre nostra, insegnaci a credere, sperare ed amare con te.

Per il Codice di Diritto Canonico, approvato da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983, essa è «segno della vita futura» (can. 607). Anzi, viene precisato: «Lo stato di vita consacrata, per natura sua, non è né clericale né laicale» (can. 588). «Oltre agli istituti di vita consacrata, la Chiesa riconosce la vita eremitica o anacoretica con la quale i fedeli, in una più rigorosa separazione dal mondo, nel silenzio della solitudine, nella continua preghiera e penitenza, dedicano la propria vita alla lode di Dio e alla salvezza del mondo» (can. 603).

«A queste forme di vita consacrata - fa rilevare poi il Codice della Chiesa - è assimilato l'ordine delle vergini le quali, emettendo il santo proposito di seguire Cristo più da vicino, dal Vescovo diocesano sono consacrate a Dio secondo il rito liturgico approvato e, unite in mistiche nozze a Cristo Figlio di Dio, si dedicano al servizio della Chiesa» (can. 604).

Attualmente sono circa 4000 nei cinque continenti le donne consacrate o che hanno intrapreso un cammino di discernimento e di formazione in vista della loro consacrazione nell'Ordo Virginum dal proprio Vescovo diocesano. In Italia sono 450. Nella chiesa diocesana di Napoli sono 22. Di esse 7 sono state consacrate il 16 aprile 2005 ed appartengono a 5 dei 13 decanati della Diocesi: 2° decanato, Sanità; 5° decanato, Vomero; 7° decanato, Secondigliano; 10° decanato, Marano; 11° decanato, Casoria.

Le altre 15 compongono tre gruppi di Aspiranti: 6 sono al 6° anno del loro cammino di discernimento e di formazione in preparazione alla consacrazione; 5 hanno iniziato il 2° anno di questo percorso e 4 lo hanno intrapreso all'inizio di questo nuovo anno pastorale 2010 - 2011.

Le comunità parrocchiali di cui fanno parte e presso le quali sono impegnate in vari servizi pastorali, sono nel: 5° decanato, Vomero; 6° decanato, Vasto; 7° decanato, Secondigliano; 9° decanato, Ponticelli; 10° decanato, Marano; 11 decanato, Casoria; 12° decanato, Portici; 13° decanato, Torre del Greco.

Molto varie anche le attività lavorative e professionali, sia delle Consacrate che delle Aspiranti: collaboratrice domestica, baby sitter, ricamatrice, pensionata, impiegata, operatrice ambientale, contabile, tecnico di Radiologia, assistenza ad anziani, notaio, insegnante di Religione, insegnante di Matematica e Fisica, farmacista, medico, educatrice per bambini non vedenti, assistente tecnico.

Gli incontri, formativi e di preghiera, generalmente distinti per le Consacrate e per le Aspiranti, sono mensili e si svolgono il pomeriggio del sabato; di solito presso la Residenza dei Gesuiti del Gesù Nuovo di Napoli, sede della comunità religiosa del Delegato vescovile, incaricato a rendere questo servizio pastorale dall'Arcivescovo Card. Crescenzio Sepe in data 4 dicembre 2007.

L'Arcivescovo di Napoli, Card. Crescenzio Sepe.

Recentemente, sia le Consacrate sia le Aspiranti, sono state ricevute in Arcivescovado dal Card. Crescenzio Sepe insieme con il Responsabile diocesano: le Consacrate nel pomeriggio di sabato 5 marzo 2011 e i tre gruppi delle Aspiranti, congiuntamente, esse pure insieme con il Responsabile diocesano, la mattina di sabato 12 marzo successivo.

Ambedue gli incontri, molto cordiali e costruttivi, sono risultati anche molto utili e gratificanti. Sia le Consacrate che le Aspiranti hanno avuto modo, infatti, di informare personalmente l'Arcivescovo quanto alla parrocchia e al decanato di appartenenza; come pure quanto alla loro attività professionale ed ai loro impegni concreti e abituali nelle realtà ecclesiali di cui ognuna fa parte. Ma, soprattutto, per aver potuto apprendere direttamente dal Cardinale Arcivescovo il suo pensiero e le sue attese quanto alla realtà diocesana dell'Ordo Virginum, insieme con le urgenze pastorali della Diocesi per le quali egli chiede il pieno e responsabile coinvolgimento di tutte le componenti della comunità ecclesiale diocesana.

Compatibilmente con le concrete situazioni familiari, lavorative e di abitazione di ciascuna (solo poche abitano nella città di Napoli), alcune rappresentanti sia delle Consacrate sia delle Aspiranti hanno partecipato: alla Celebrazione della Presentazione del Signore nella Chiesa Cattedrale, il pomeriggio del 2 febbraio 2011; al Convegno diocesano presso la sezione S. Tommaso della Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, il pomeriggio del 2 e del 3 marzo 2011 sul tema: "La vita Consacrata a Napoli: educare evangelizzando ed evangelizzare educando"; al Seminario di studio e di approfondimento tenuto a Roma presso la Casa Don Bosco a livello nazionale, nei giorni 5 e 6 marzo 2011 sul tema: "Ordo Virginum, profezia di fedeltà: storia di un cammino".

Allo stesso modo, alcune di esse parteciperanno prossimamente: all'Incontro Regionale Interdiocesano del pomeriggio di domenica 15 maggio 2011, presso il Seminario Metropolitano Giovanni Paolo II di Salerno (in Ponte Cagnano Faiano) sul tema: "Le radici e la struttura letteraria della Preghiera Eucaristica" e alla celebrazione del Giubileo diocesano della Vita Consacrata, il pomeriggio di martedì 31 maggio 2011.

Per la formazione (permanente e iniziale) delle Consacrate e delle Aspiranti, in sintonia con il cammino ecclesiale della Chiesa diocesana e universale, gli argomenti scelti per gli incontri mensili sono: la Lettera pastorale dell'Arcivescovo Card. Crescenzio Sepe sul tema "Non chiudete le porte alla speranza", per la celebrazione del particolare Giubileo per Napoli e per la Diocesi; il Messaggio per la 44a Giornata Mondiale della Pace di Benedetto XVI sul tema "La libertà religiosa, via per la pace"; il Messaggio di Benedetto XVI per la Quaresima 2011 sul tema "Con Cristo siete sepolti nel Battesimo, con lui siete anche risorti" (Colossesi 2, 12); l'Esortazione Apostolica Postsinodale di Benedetto XVI "Verbum Domini", a conclusione della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi; il Rito e le Premesse della Consacrazione delle Vergini, allo scopo di offrire elementi concreti sia alle Consacrate sia alle Aspiranti, per approfondire e vivere, conoscere e predisporsi a conformare la propria vita secondo l'identità e le caratteristiche specifiche dell'Ordo Virginum.

Gli ultimi incontri, sempre presso il Gesù Nuovo di Napoli nel pomeriggio del sabato, si sono svolti: il 19 marzo e il 9 aprile per le Aspiranti e il 16 aprile per le Consacrate, che hanno celebrato così insieme il 6° anniversario della loro consacrazione.


Dei due incontri delle Aspiranti di 2° e di 1° anno, la coordinatrice Bianca Iengo ha fatto una sua Nota di cronaca che viene qui di seguito riportata.

Incontro di formazione Aspiranti Ordo Virginum
19 marzo 2011

Primo Momento
Preghiera di inizio:

Ave Maria

Santa Maria, Madre di Dio, Madre nostra,
insegnaci a credere, sperare ed amare con te.
Indicaci la via verso il suo regno!
Stella del mare, brilla su di noi e guidaci nel nostro cammino!

(Benedetto XVI)

È stato l’incontro di tutti i gruppi delle aspiranti. Esso ha avuto inizio con un momento di scambio e di confronto delle sensazioni di ciascuna rispetto all’incontro avuto con il nostro Cardinale Crescenzio Sepe. Il comune denominatore è stata la gioia di essere riconosciute paternamente dal Vescovo, il quale è riuscito con poche ma profonde parole a catturare il nostro cuore, in modo particolare quando, incrociando i nostri sguardi, ha esordito con queste parole: «Voi vi consacrate per consacrare la realtà in cui siete inserite».

Secondo Momento

La seconda parte del nostro incontro ha visto alcuni cenni sugli itinerari seguiti dai vari gruppi attualmente in formazione nell’Ordo, con una cura differenziata degli aspetti fondamentali previsti dalla consacrazione.

Coloro che si consacrano, si consacrano alla realtà locale secondo le norme locali e le esigenze della diocesi di appartenenza, nella scoperta del mistero della sponsalità della Chiesa, insieme ad una verginità feconda. È fondamentale accogliere con docilità le mozioni dello Spirito Santo, sull’esempio di Maria, donna forte e fedele nella sequela di Cristo, luce che ci invita a seguire le orme di Gesù, imitando le sue virtù.

Umanità rinnovata dall’amore di Cristo: questa è la Chiesa! Ogni persona col suo carisma esprime l’immagine dell’Ordo, per questo essere luminose e attente a parlare della Chiesa, affinché gli altri vedano la luce e riconoscano l’opera di Dio attraverso le nostre opere, il nostro agire.

Il Tempo di Quaresima è il tempo in cui, ancora meglio, abbiamo la possibilità di purificare i nostri pensieri, i nostri atteggiamenti, le nostre abitudini, per assomigliare sempre più a Cristo, vero ed unico Maestro del vivere in maniera radicale e autentica l’Amore di Dio. Papa Benedetto XVI ci aiuta con il suo Messaggio per questa Quaresima, a riscoprire la bellezza della sequela di Cristo per raggiungere la vera vita che solo Dio concede. Si tratta di abbandonare via via la logica del mondo per conquistare la logica di Dio, che mediante lo Spirito Santo entra in chi si affida ogni giorno alla Sua grazia e resta disponibile a cuore aperto alla Sua volontà.

‹‹La Quaresima, che ci conduce alla celebrazione della Santa Pasqua, è per la Chiesa un tempo liturgico assai prezioso e importante, in vista del quale sono lieto di rivolgere una parola specifica perché sia vissuto con il dovuto impegno. Mentre guarda all’incontro definitivo con il suo Sposo nella Pasqua eterna, la Comunità ecclesiale, assidua nella preghiera e nella carità operosa, intensifica il suo cammino di purificazione nello spirito, per attingere con maggiore abbondanza al Mistero della redenzione la vita nuova in Cristo Signore (cfr Prefazio I di Quaresima).

Nel nostro cammino ci troviamo di fronte anche alla tentazione dell’avere, dell’avidità di denaro, che insidia il primato di Dio nella nostra vita. La bramosia del possesso provoca violenza, prevaricazione e morte; per questo la Chiesa, specialmente nel tempo quaresimale, richiama alla pratica dell’elemosina, alla capacità, cioè, di condivisione.

L’idolatria dei beni, invece, non solo allontana dall’altro, ma spoglia l’uomo, lo rende infelice, lo inganna, lo illude senza realizzare ciò che promette, perché colloca le cose materiali al posto di Dio, unica fonte della vita. Come comprendere la bontà paterna di Dio se il cuore è pieno di sé e dei propri progetti, con i quali ci si illude di potersi assicurare il futuro? La tentazione è quella di pensare, come il ricco della parabola: “Anima mia, hai a disposizione molti beni per molti anni…”. Conosciamo il giudizio del Signore: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita…” (Lc 12,19-20). La pratica dell’elemosina è un richiamo al primato di Dio e all’attenzione verso l’altro, per riscoprire il nostro Padre buono e ricevere la sua misericordia.

In tutto il periodo quaresimale, la Chiesa ci offre con particolare abbondanza la Parola di Dio. Meditandola ed interiorizzandola per viverla quotidianamente, impariamo una forma preziosa e insostituibile di preghiera, perché l’ascolto attento di Dio, che continua a parlare al nostro cuore, alimenta il cammino di fede che abbiamo iniziato nel giorno del Battesimo. La preghiera ci permette anche di acquisire una nuova concezione del tempo: senza la prospettiva dell’eternità e della trascendenza, infatti, esso scandisce semplicemente i nostri passi verso un orizzonte che non ha futuro. Nella preghiera troviamo, invece, tempo per Dio, per conoscere che “le sue parole non passeranno” (cfr Mc 13,31), per entrare in quell’intima comunione con Lui “che nessuno potrà toglierci” (cfr Gv 16,22) e che ci apre alla speranza che non delude, alla vita eterna.

In sintesi, l’itinerario quaresimale, nel quale siamo invitati a contemplare il Mistero della Croce, è “farsi conformi alla morte di Cristo” (Fil 3,10), per attuare una conversione profonda della nostra vita: lasciarci trasformare dall’azione dello Spirito Santo, come san Paolo sulla via di Damasco; orientare con decisione la nostra esistenza secondo la volontà di Dio; liberarci dal nostro egoismo, superando l’istinto di dominio sugli altri e aprendoci alla carità di Cristo. Il periodo quaresimale è momento favorevole per riconoscere la nostra debolezza, accogliere, con una sincera revisione di vita, la Grazia rinnovatrice del Sacramento della Penitenza e camminare con decisione verso Cristo.

Cari fratelli e sorelle, mediante l’incontro personale col nostro Redentore e attraverso il digiuno, l’elemosina e la preghiera, il cammino di conversione verso la Pasqua ci conduce a riscoprire il nostro Battesimo. Rinnoviamo in questa Quaresima l’accoglienza della Grazia che Dio ci ha donato in quel momento, perché illumini e guidi tutte le nostre azioni. Quanto il Sacramento significa e realizza, siamo chiamati a viverlo ogni giorno in una sequela di Cristo sempre più generosa e autentica. In questo nostro itinerario, ci affidiamo alla Vergine Maria, che ha generato il Verbo di Dio nella fede e nella carne, per immergerci come Lei nella morte e risurrezione del suo Figlio Gesù ed avere la vita eterna››.
(Benedetto XVI, Messaggio per la Quaresima 2011)

La Quaresima è, quindi, il tempo di:

1. Superare l'egoismo vivendo nell'ottica del dono;
2. Evitando ciò che mi allontana dai principi etici;
3. Digiuno, elemosina e preghiera.

Terzo Momento

Dopo i confronti c’è stato un lieto momento di condivisione di dolci offerti dalla nostra cara Pina nella ricorrenza del suo onomastico (Solennità di San Giuseppe); ogni occasione è buona per ravvivare e sostenere lo spirito di comunione e di fratellanza che contraddistingue coloro che hanno sentito di seguire ancora più da vicino Cristo attraverso la sua Chiesa.

Saluto e avvisi

Ci siamo salutati dandoci appuntamento a: sabato 9 aprile 2011 per il prossimo incontro tra i due gruppi (anno 2008-2009 e anno 2010-2011)

Riti conclusivi

Preghiera in cappella e Benedizione.


Incontro di formazione Aspiranti Ordo Virginum
9 aprile 2011

Primo Momento - Preghiera di inizio:

Ave Maria

Signore Gesù, di fronte a Te,
Parola di verità e Amore che si dona,
come Pietro ti diciamo:
“Signore, da chi andremo?
Tu hai parole di vita eterna”.

Signore Gesù, noi ti ringraziamo
perché la Parola del tuo Amore
si è fatta corpo donato sulla Croce,
ed è viva per noi nel sacramento
della Santa Eucaristia.

Fa’ che l’incontro con Te
nel Mistero silenzioso della Tua presenza,
entri nella profondità dei nostri cuori
e brilli nei nostri occhi
perché siano trasparenza della Tua carità.

Fa’, o Signore, che la forza dell’Eucaristia
continui ad ardere nella nostra vita
e diventi per noi santità, onestà, generosità,
attenzione premurosa ai più deboli.

Rendici amabili con tutti,
capaci di amicizia vera e sincera
perché molti siano attratti
a camminare verso di Te.

Venga il Tuo Regno,
e il mondo si trasformi in una Eucaristia vivente.
Amen.

(Preghiera per il Congresso Eucaristico)

Identità dell'Ordo Virginum

1. Natura e significato della consacrazione;
2. Principali doveri della vergine consacrata;
3. Condizioni necessarie per la consacrazione nell’Ordo Virginum

1. L’Ordo Virginum (Ordine delle Vergini) è una forma di vita consacrata che risale ai tempi della primitiva comunità dei cristiani in cui le donne “chiamate” al servizio di Cristo e della Chiesa formavano tre “ordini” che costituivano la sua struttura sociale e liturgica: Diaconesse, Vedove, Vergini, i cui membri occupavano posti definiti nell’assemblea. Gli “ordini” maschili (Episcopi, Presbiteri e Diaconi) si sono conservati fino ad oggi e sussistono tuttora, mentre gli “ordini” femminili sono andati scomparendo nel corso della storia. Già nell’età apostolica è attestata la presenza di alcune vergini nelle prime comunità (1Cor 7,17-8,25; At 21,9). Fino al Concilio di Nicea (325) le vergini vivono nelle case (a Bologna, a differenza di Milano, le vergini vivevano già in comunità – cfr S. Ambrogio, De virginibus, 1, 60), costituiscono l’Ordo Virginum, sono dedite al culto divino, considerate nella comunità “porzione eletta”. Fino alla metà del VI secolo, aumenta il numero delle vergini e si approfondisce la riflessione sulla verginità sia in Oriente che in Occidente per merito dei Padri della Chiesa, che hanno dato alla vergine consacrata lo stesso titolo di sposa di Cristo, che è proprio della Chiesa. Successivamente le vergini si riuniscono nei monasteri, con la Professione monastica e in seguito nei movimenti di vita evangelica senza consacrazione pubblica e solenne. Dal Concilio di Trento al Concilio Vaticano II la consacrazione a Dio si esprime all’interno delle varie famiglie religiose o in forma privata. Il Concilio Vaticano II, caratterizzato dalla ricerca delle sorgenti della Chiesa, ha ripristinato per gli uomini il diaconato permanente (LG 29) e, per le donne, l’Ordine delle Vergini (SC 80), riconoscendolo così quale carisma di vita consacrata.

Il 31 maggio 1970, festa della Visitazione della Vergine Maria, la Sacra Congregazione per il Culto Divino, in applicazione alla Costituzione sulla Liturgia, per mandato speciale di Paolo VI, ha promulgato il Rito della Consacrazione delle Vergini inserito nel Pontificale Romano, rinnovando e rivalutando il bellissimo e suggestivo Rito con l’antica preghiera consacratoria attribuita a San Leone Magno († 461). Questa consacrazione è riservata, oltre che ai grandi Ordini monastici femminili, anche alle donne laiche: la vergine consacrata nel mondo vive così il privilegio di una consacrazione liturgica, pubblica e solenne, che la costituisce segno sublime e trascendentale dell’amore della Chiesa per il Cristo suo Sposo. A dieci anni da questa data ha fatto seguito la versione italiana con il titolo “Consacrazione delle Vergini”.

Il nuovo Codice di Diritto Canonico riconosce l’Ordine delle Vergini, ‹‹le quali, emettendo il santo proposito di seguire Cristo più da vicino, dal Vescovo diocesano sono consacrate a Dio secondo il Rito liturgico approvato, si uniscono in mistiche nozze a Cristo Figlio di Dio e si dedicano al servizio della Chiesa›› (CIC can. 604). L’Ordo Virginum è perciò una “categoria” di donne vergini che si riconoscono nella medesima scelta, sono consacrate dal Vescovo con lo stesso Rito predisposto per la Chiesa universale emettendo il proposito della perfetta verginità e della sequela di Cristo, che implica i consigli evangelici, ed ha valore di voti pubblici e solenni. Lo specifico della Verginità Consacrata, che ha il suo fondamento nei sacramenti del Battesimo e della Confermazione, è la sponsalità con Cristo per seguirlo ed amarlo con cuore indiviso, diventando così segno vivente dell’amore sponsale della Chiesa a Cristo: la Consacrazione delle Vergini si pone essenzialmente sul piano dell’essere e non su quello del fare.

2. Si richiede alla vergine di curare i propri spazi e momenti di preghiera, soprattutto attraverso la celebrazione della Liturgia delle Ore, unendosi alla voce del Sommo Sacerdote, che è Cristo. La consacrazione verginale, compiuta secondo la Tradizione, in nome della Chiesa e secondo il Rito liturgico vigente, ha l’efficacia di costituire la vergine “segno” dell’indissolubile unione sponsale di Cristo con la Chiesa, precludendo ogni prospettiva di nozze umane.

3. È necessario che non sia sposata né in condizioni pubblicamente contrarie alla castità. L’amore sponsale è l’espressione propria della «virginitas cordis». Il carisma verginale è un atto di amore totale. Questo il cammino della vergine: «prima di tutto ho scoperto l’amore di Dio per me, l’ho capito e ho detto il mio “sì”. Quindi ho ricevuto questo amore dentro di me e intendo riceverlo ogni giorno».

Secondo momento

Cenni sull’itinerario del prossimo incontro regionale (interdiocesano) dell’Ordo Virginum che vivremo il 15 maggio 2011, dalle 15.00 alle 19.00 a Salerno (presso il Seminario Metropolitano Giovanni Paolo II, sito in Pontecagnano, via Pompei, 6 – Faiano), dal tema: «Le radici e la struttura letteraria della preghiera eucaristica», in preparazione al XXV Congresso Eucaristico Nazionale.

«Signore da chi andremo? L’Eucaristia per la vita quotidiana». È questo il tema del XXV Congresso Eucaristico Nazionale, che si terrà ad Ancona e nelle diocesi della metropolia dal 3 all’11 settembre 2011. I significati del Congresso Eucaristico sono molteplici. In primo luogo, si tratta di un atto di fede nell'Eucarestia e un evento di comunione per l’intera Chiesa italiana che in quei giorni vedrà convergere nel capoluogo marchigiano migliaia di fedeli da tutte le diocesi. L’evento riveste anche un significato sociale e culturale perché l'Eucarestia, sacramento dell'amore di Dio per gli uomini, è pane del cammino storico dei credenti e fermento di novità in tutti gli aspetti del vivere umano.

È per questo che ad Ancona verrà sottolineato il dono dell’Eucaristia per la vita quotidiana, attraverso la ripresa dei cinque ambiti dell’esistenza già al centro del Convegno ecclesiale di Verona nel 2006: la vita affettiva, il lavoro e la festa, la fragilità umana, la tradizione e la cittadinanza.

Sfondo biblico dell’intero appuntamento sarà il capitolo 6 del vangelo di Giovanni, da cui è tratto il versetto posto nel titolo. «Signore, da chi andremo?» è la domanda che l’apostolo Pietro rivolge a Gesù a conclusione del discorso sulla Parola e il Pane di vita. Ed è anche la domanda che dopo duemila anni ritorna come la questione centrale della vita dei cristiani oggi.

Il Concilio Vaticano II afferma che «la principale manifestazione della Chiesa si ha nella partecipazione piena e attiva di tutto il popolo santo di Dio alle medesime celebrazioni liturgiche, soprattutto alla medesima Eucaristia, alla medesima preghiera, al medesimo altare cui presiede il Vescovo circondato dal suo presbiterio e dai ministri» (SC 41).

In questa prospettiva, si colloca Benedetto XVI quando istituisce il rapporto tra l’Eucaristia e la Chiesa particolare, vedendo nel ministero del Vescovo il compito imprescindibile di «guida, promotore e custode di tutta la vita liturgica della propria Chiesa» (Sacramentum caritatis, 39).

Benedetto XVI, riscoprendo il tesoro nascosto della tradizione cristiana, nell’Esortazione apostolica post-sinodale Sacramentum caritatis avverte la necessità di insistere sull’efficacia dell’Eucaristia per la vita quotidiana: «In quanto coinvolge la realtà umana del credente nella sua concretezza quotidiana, l’Eucaristia rende possibile, giorno dopo giorno, la progressiva trasfigurazione dell'uomo chiamato per grazia ad essere ad immagine del Figlio di Dio (cfr Rm 8,29s). Non c’è nulla di autenticamente umano — pensieri ed affetti, parole ed opere — che non trovi nel sacramento dell’Eucaristia la forma adeguata per essere vissuto in pienezza» (n. 71). Il Papa può così fare proprio il proposito dei Padri sinodali: «i fedeli cristiani hanno bisogno di una più profonda comprensione delle relazioni tra l’Eucaristia e la vita quotidiana» (n. 77).

Terzo momento

Ci lasciamo aiutare nel corso del nostro cammino dalla Esortazione apostolica post-sinodale Verbum Domini di Benedetto XVI (30 settembre 2010), che raccoglie le riflessioni e le proposte emerse dal Sinodo dei Vescovi svoltosi in Vaticano nell’ottobre 2008 sul tema «La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa». «Riscoprire la centralità della Parola di Dio» nella vita personale e della Chiesa e «l’urgenza e la bellezza» di annunciarla per la salvezza dell’umanità come «testimoni convinti e credibili del Risorto».

Il documento, lungo quasi 200 pagine, è un appassionato appello rivolto dal Papa ai pastori, ai membri della vita consacrata e ai laici a «diventare sempre più familiari con le sacre Scritture», non dimenticando mai «che a fondamento di ogni autentica e viva spiritualità cristiana sta la Parola di Dio annunciata, accolta, celebrata e meditata nella Chiesa» (n. 121).

Le “sezioni” della VD sono tre:
1. “Il Dio che parla”;
2. “La Parola di Dio e la Chiesa”;
3. “La missione della Chiesa: annunciare la Parola di Dio al mondo”
.

Noi annunziamo che l’uomo, ascoltando l’annunzio ha la fede, attraverso la fede ha la speranza negli occhi, vive di questa speranza, vive costruendo il domani, vive gioendo, ecc. e in questa speranza trova la carità, trova l’amore, trova la capacità di amare. Questo è quello che è in gioco: e il credente appunto dà testimonianza attraverso la sua gioia. Diamo testimonianza della fierezza di essere cristiani.

In tal modo dunque, con la lettura e lo studio dei sacri libri «la parola di Dio compia la sua corsa e sia glorificata» (2Ts 3,1), e il tesoro della rivelazione, affidato alla Chiesa, riempia sempre più il cuore degli uomini. Come dall'assidua frequenza del mistero eucaristico si accresce la vita della Chiesa, così è lecito sperare nuovo impulso alla vita spirituale dall'accresciuta venerazione per la parola di Dio, che «permane in eterno» (Is 40,8; cfr 1Pt 1, 23-25).

Saluto e avvisi
Ci siamo salutati dandoci appuntamento a:
* domenica 15 maggio per recarci tutti i gruppi insieme a Salerno per l’incontro interdiocesano
* sabato 21 maggio per il prossimo incontro dei due gruppi (anno 2008-2009 e anno 2010-2011).

Riti conclusivi
Preghiera in cappella e Benedizione.


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