Terzo Mercoledì del mese: Incontro dei malati
con S. Giuseppe Moscati, nella chiesa del Gesù Nuovo
Pasquale Puca s.j.

Nei mesi di marzo - luglio 2011, l'abituale incontro di preghiera dei malati con S. Giuseppe Moscati, il pomeriggio del terzo mercoledì nella chiesa del Gesù Nuovo, ha avuto sempre una notevole partecipazione di fedeli. Ciò sicuramente perché, come di consueto, a quelli della città di Napoli se ne sono sempre aggiunti molti altri venuti da diversi Comuni vicini. Ma anche per la coincidenza delle loro date con alcuni tempi di intensa spiritualità liturgica o di particolare importanza per la pietà popolare. Infatti, l'incontro di:

L'altare Maggiore con il quadro
di S. Giuseppe Moscati

* mercoledì 16 marzo, coincideva con la prima settimana di quaresima;
* mercoledì 20 aprile, veniva celebrato durante la settimana santa;
* mercoledì 18 maggio, capitava nel pieno del mese mariano;
* mercoledì 15 giugno, offriva l'opportunità di interiorizzare la grande ricchezza spirituale delle solennità liturgiche della Pentecoste, della SS. Trinità e del Corpo e Sangue del Signore;
* mercoledì 20 luglio, veniva vissuto nel mese in cui la Chiesa offre all'attenzione dei fedeli due grandi testimoni e maestri di vita cristiana: S. Benedetto abate, Fondatore del monachesimo in Occidente e Patrono d'Europa, e S. Ignazio di Loyola, Fondatore della Compagnia di Gesù e maestro di discernimento e di vita spirituale.

I cinque incontri sono stati tutti animati dal P. Pasquale Puca s.j. Per la sua catechesi alla numerosa comunità ecclesiale - di volta in volta convenuta nella chiesa del Gesù Nuovo soprattutto per invocare l'intercessione di S. Giuseppe Moscati presso la paterna bontà di Dio, oppure per esprimere al Medico Santo la personale riconoscenza per grazie ricevute (guarigione personale o di familiari da particolari malattie o disturbi spirituali; rappacificazione nell'ambito familiare; superamento di incomprensioni, contrapposizioni e conseguenti sofferenze personali, negli ambienti di lavoro o nelle proprie relazioni interpersonali) - egli ha fatto opportunamente riferimento ai diversi contenuti pastorali della Chiesa direttamente collegati ai particolari momenti liturgici o alle celebrazioni delle solennità religiose più vicine alle date in cui l'uno o l'altro incontro di preghiera veniva attuato.

In tale contesto, egli ha di volta in volta richiamato all'attenzione dei fedeli alcuni fondamentali elementi dell'insegnamento della Chiesa riguardo al culto dei Santi: venerazione delle loro reliquie e delle loro immagini, pellegrinaggi ai luoghi dove queste sono conservate o particolarmente venerate.

Egli ha avuto modo così di far rilevare, durante l'uno o l'altro incontro di preghiera, che Dio è la santità. Gesù è il Santo di Dio. La Chiesa è santa, perché abitata dallo Spirito Santo. Attraverso la venerazione e l'imitazione dei Santi, la Chiesa indica al popolo di Dio dei percorsi sicuri per giungere alla verità di Dio e penetrare nel suo mistero di santità. Perché la caratteristica universale dei Santi è la loro comunione con Dio e la loro perfetta imitazione di Cristo. Perciò, quali autentici conoscitori di Cristo, essi sono compagni di viaggio affidabili per il credente che, nella Chiesa, è incamminato verso il Regno di Dio.

I Comuni e le comunità ecclesiali da cui, insieme con quelli di Napoli. ai diversi incontri di preghiera sono venuti i numerosi fedeli - salvo qualche leggera variante nell'uno o l'altro mese - solitamente sono stabili.

* All'incontro di mercoledì 16 marzo essi provenivano da 6 Comuni e 9 loro comunità ecclesiali:
1. Afragola (parrocchie di S. Marco, S. Maria delle Grazie, S. Michele Arcangelo, gruppo interparrocchiale Di Stasio); 2. Afragola - Casoria (gruppo interparrocchiale); 3. Brusciano (parrocchia di S. Sebastiano); 4. Marigliano (parrocchia di S. Nicola); 5. Portici (parrocchia di S. Ciro); 6. Salerno (parrocchia di S. Paolo).

Per la sua catechesi, il P. Puca invitò i fedeli a dare ascolto al paterno invito di Dio ad una personale e concreta loro conversione; a compiere con verità e fiduciosa disponibilità un attento esame di coscienza in riferimento ai propri comportameni familiari, sociali e religiosi; a riconoscere e confessare, con coerente sincerità e filiale fiducia nella bontà e misericordia di Dio, gli errori eventualmente commessi ed accogliere con riconoscente amore il perdono divino.

A questo proposito, egli ricordò loro alcune particolari espressioni rivolte da Dio al popolo dell'Alleanza attraverso i suoi profeti: "Ritornate a me con tutto il vostro cuore, perché io sono buono e misericordioso" (Gioele 2, 12 -13); "Non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva" (Ezechiele 33, 11); "Liberatevi da tutte le iniquità, formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo" (Ezechiele 18, 31); "Cercate il bene e non il male, allora vivrete e il Signore sarà con voi" (Amos 5,14).

* Nel pomeriggio di mercoledì 20 aprile, insieme con i fedeli di Napoli vi erano quelli venuti da altri 7 Comuni e 10 loro gruppi ecclesiali:
1. Afragola (parrocchie di S. Marco, S. Maria delle Grazie, S. Michele Arcangelo, gruppo interparrocchiale Di Stasio); 2. Afragola - Casoria (gruppo interparrocchiale); 3. Brusciano (parrocchia di S. Sebastiano); 4. Caivano (parrocchia di S. Pietro); 5. Marigliano (parrocchia di S. Nicola); 6. Nocera Superiore (parrocchia di S. Maria Maggiore); 7. Portici (parrocchia di S. Ciro).

Essendo il mercoledì della settimana santa, il tema per la catechesi fu quello della Pasqua del Signore. Fu ricordato, perciò, ai numerosi fedeli, che "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito" (Giovanni 3, 16). Il Padre ci ha donato il suo unico Figlio come prezzo della nostra salvezza, affinché vivendo in comunione con lui - condividendo negli eventi della nostra vita terrena le sofferenze della sua passione, completando così "quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa" (Lettera ai Colossesi 1, 24) - possiamo partecipare alla gloria della sua risurrezione. Il Signore - è stato fatto rilevare - è stato per noi un salvatore, perché con grande amore ci ha salvati (cfr. Isaia 63, 9). Infatti, come sottolinea l'apostolo Giovanni, "Dio ci ha amati per primo e ha mandato il Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati" (1 Lettera di Giovanni 4, 10).

Frutto della passione, della morte e della risurrezione di Gesù, Figlio unigenito del Padre, è lo Spirito Santo, donato dal Padre a coloro che danno ascolto e credono nel Figlio che egli ama e che intercede con insistenza per loro (cfr. Lettera ai Romani 8, 26).

* Mercoledì 18 maggio le centinaia di fedeli che parteciparono al consueto incontro di preghiera provenivano da 7 Comuni e 9 comunità parrocchiali o interparrocchiali, in aggiunta ai molti di Napoli:
1. Afragola (parrocchie di S. Marco, S. Maria delle Grazie, S. Michele Arcangelo, gruppo interparrocchiale Di Stasio); 2. Afragola - Casoria (gruppo interparrocchiale); 3. Caivano (parrocchia di S. Pietro); 4. Grumo Nevano (parrocchia di S. Vito); 5. Marigliano (parrocchia di S. Nicola); 6. Portici (parrocchia di S. Ciro); 7. Santa Maria La Fossa (parrocchia di S. Maria Assunta in Cielo).

Gli spunti per l'abituale catechesi mensile furono forniti soprattutto dal segno liturgico del Cero pasquale, che ricorda ai credenti che Cristo Morto e Risorto è Luce che illumina la nostra esistenza ed il cammino che ciascuno è chiamato a percorrere nella vita presente, per condividere un giorno la sua stessa gloria. Furono richiamati, perciò, all'attenzione dei fedeli, alcune parole di Gesù ai suoi discepoli e a quanti lo seguivano nei diversi villaggi per ascoltare il suo Vangelo:

"Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita" (Giovanni 8,12); "Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre" (Giovanni 12, 46); "Voi siete la luce del mondo; così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli" (Matteo 5, 14 - 16); "La luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere" (Giovanni 3, 19 - 20).

Essendo però nel mese in cui la Chiesa onora particolarmente la Madre di Gesù, un altro elemento della catechesi del P. Puca fu quello di invitare i fedeli a vivere la propria devozione alla Madonna imitandone concretamente la disponibilità a collaborare al progetto divino per la salvezza di ogni essere umano (cfr. Luca 1, 26 - 38), e seguendo nella loro vita lo stile della prima comunità cristiana (cfr. Atti degli Apostoli 1, 14).

* Mercoledì 15 giugno parteciparono all'incontro numerosi fedeli di 10 comunità parrocchiali o gruppi interparrocchiali di 6 Comuni della periferia di Napoli:
1. Acerra (gruppo interparrochiale); 2. Afragola (parrocchie di S. Giorgio, S. Marco, S. Maria delle Grazie, S. Michele Arcangelo, gruppo interparrocchiale Di Stasio); 3. Afragola - Casoria (gruppo interparrocchiale); 4. Caivano (parrocchia di S. Pietro); 5. Nocera Superiore (parrocchia di S. Maria Maggiore); 6. Portici (parrocchia di S. Ciro).

Tra gli elementi di riflessione, durante la catechesi ai fedeli, vennero evidenziati, in primo luogo, quello della Pentecoste, cioè del dono dello Spirito Santo a quanti hanno creduto a Cristo Risorto. Essa, infatti, è un punto di arrivo essenziale di tutto il mistero pasquale e, al tempo stesso, è il punto di partenza fondamentale della Chiesa - Corpo mistico di Cristo e di tutta la sua missione di evangelizzazione e di salvezza dell'umanità in ogni parte della terra.

I 7 doni dello Spirito Santo: Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza,
Scienza, Pietà e Timore di Dio.

Furono ricordati poi i frutti dello Spirito elencati dall'Apostolo Paolo: "amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé" (Lettera ai Galati 5, 22). In secondo luogo, quello dell'Eucaristia - Memoriale della Cena pasquale del Signore Gesù con i suoi discepoli. Anche ai nostri giorni, fu fatto osservare, Cristo dona ai credenti il suo Corpo e il suo Sangue nel pane e nel vino offerto sull'altare e consacrato dal sacerdote durante la celebrazione eucaristica. Al riguardo, fu pure sottolineato, alla luce dell'insegnamento di S. Agostino, che il credente cibandosi del Pane dell'Eucaristia non è lui ad assimilarlo, ma è esso che lo assimila a sé. Perciò coloro che se ne cibano diventano membra del Corpo di Cristo e, quindi, anche membra gli uni degli altri. Sicché chi riconosce, rispetta e ama Cristo nell'Eucaristia, deve riconoscerlo, ripettarlo e amarlo anche nel fratello che soffre, che ha fame, che è malato, che è in difficoltà.

* All'incontro di mercoledì 20 luglio, prima della pausa del mese di agosto, nonostante il caldo estivo, i fedeli furono molto numerosi. Oltre a quelli di Napoli, erano provenienti da 5 Comuni vicini e da 9 loro comunità ecclesiali:
1. Afragola (parrocchie di S. Giorgio, S. Marco, S. Maria delle Grazie, S. Michele Arcangelo, gruppo interparrocchiale Di Stasio); 2. Afragola - Casoria (gruppo interparrocchiale); 3. Caivano (parrocchia di S. Pietro); 4. Marigliano (parrocchia di S. Nicola); 5. Portici (parrocchia di S. Ciro).

Il tema per la catechesi fu suggerito dalla celebrazione liturgica di due santi particolarmente ricordati dalla Chiesa universale durante il mese di luglio: S. Benedetto Abate e S. Ignazio di Loyola. Del primo, fu evidenziato soprattutto il suo ideale di cristiano e di consacrato: Nulla anteporre a Dio. Cioè dare sempre a Dio il primo posto, nelle proprie scelte e nei propri comportamenti.

Del secondo, fu richiamata alla riflessione dei fedeli una espressione che gli era molto familiare: In tutto amare e servire. Ma anche quattro caratteristiche della sua spiritualità, da lui raccomamdate vivamente anche ai membri della Comapagnia di Gesù da lui fondata:
1. Essere sempre a disposizione del Romano Pontefice, Vicario di Cristo in terra. 2. Essere contemplativi nell'azione. 3. Adoperarsi sempre per procurare a Dio una gloria sempre più grande. 4. Nella scelta dei luoghi, delle persone e delle modalità dell'apostolato, tendere sempre a compiere quel bene che è più universale e rende a Dio un maggior servizio.

Ogni incontro ha avuto inizio sempre alle ore 16,00, con la disponibilità dei Padri ad accogliere coloro che desideravano ricevere il Sacramento della Penitenza. E' seguita poi, alle 16,30, la veglia di preghiera e la catechesi. La celebrazione eucaristica, con inizio alle ore 17,00, è stata sempre preceduta dal rito penitenziale della benedizione dell'acqua con cui è stata aspersa l'assemblea e si è sempre conclusa con la benedizione dei fedeli con la reliquia del Medico Santo.

Durante l'incontro di preghiera di mercoledì 20 luglio, fu ricordata ai numerosi fedeli intervenuti la ricorrenza - nel successivo lunedì 25 luglio - del 131° anniversario della nascita, nella città di Benevento, di S. Giuseppe Moscati, settimo di nove figli di Francesco, Presidente di Corte d'Appello e di Rosa De Luca, dei Marchesi di Roseto.


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