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Laceno: Una montagna piena di Luce, di Fede, di Vita - 1 Centro Ragazzi Loyola Vittorio Pirro s.j. |
L’ 8 settembre del 2006 un cinquecento persone tra ragazzi, giovani e famiglie si sono incontrate sull’altopiano di Laceno per ricordare i quaranta anni di fondazione della Villa Loyola. Prima di questa data – durante i miei primi anni al Villaggio del Fanciullo (attualmente conosciuto come Centro Ragazzi Loyola) con i ragazzi più grandi andavamo "pellegrinando" per passare giorni sani e felici: Matese, Sila, Faito, Parco Nazionale D’Abruzzi, ecc... Ma non potevo trascinarmi dietro, ogni anno, attrezzature e ragazzi, soprattutto i piccoli delle elementari.
Dal 1966 ci "attestammo" a Laceno in una caserma forestale – Tornola – gentilmente offertaci ogni anno per un mese dal dottor Mario Di Martino, Generale del Corpo Forestale. Finalmente nel maggio del 1968, su segnalazione di fratel Rivetti, barnabita – per interessamento del Padre Volino – con una cospicua offerta del Padre Fiore – con l’autorizzazione dei miei Superiori – potemmo acquistare un villino tutto nostro. Anno per anno – con fasi alterne, positive e negative, il primitivo villino è diventato Villa Loyola – ampliata con le offerte piccole ma frequenti di molte nostre famiglie.
Villa Loyola è una nostra creatura – venuta su dal niente. Ragazzi e famiglie ormai sono abituate a chiamarla la "nostra Villa". Ed è vero: con la loro collaborazione abbiamo risparmiato diversi milioni di lire – ma soprattutto possiamo veramente dire che la Villa è "nostra", del Centro Ragazzi Loyola, perchè in essa vi sono sacrifici e lavoro di tante nostre famiglie. Perchè, se ogni anno Villa Loyola si arricchisce di alberi, di ambienti, di comodità, di giochi, di attrezzature – è anche merito dei ragazzi e delle famiglie.
Il terrificante terremoto del 23 novembre 1980 fa saltare tutte le attività e i progetti. Coraggio e Provvidenza – vincono difficoltà economiche e tecniche, e, finalmente, nell’estate del 1990 riprendiamo il cammino dell’accoglienza a molteplici gruppi e realtà ecclesiali giovanili. Più che una descrizione mia personale che potrebbe sembrare autocelebrazione, preferisco riportare giudizi e ricordi di alcuni amici di Laceno e di alcuni nostri ragazzi della Comunià, attualmente adulti o padri di famiglia lanciati nella vita.
Testimonianze
Bagnoli Irpino, 28 aprile 2006
"Villa Loyola è il cuore giovane del vecchio Villaggio Laceno; ha quaranta anni ma non li dimostra: dove vivono i giovani, il tempo non passa mai. Dal 1966 questo Centro ospita centinaia di ragazzi e ragazze che giungono a Laceno da tutta Italia.Sono ragazzi che al Villaggio costoso e mondano preferiscono questa semplice, austera ed economica Casa dove non manca niente, ma dove non si spreca nemmeno niente, con la sala mensa che diventa all’occorrenza centro di socializzazione e di giochi ma, soprattutto, Chiesa per celebrare la Messa.
Sono giovani alla ricerca di verde e di natura, di pace e di tranquillità, di giochi ma anche di riflessione e di preghiera.
Vengono quindi a rinfrancare il corpo, nel verde del Laceno, ma anche a rafforzare lo spirito perchè la bellezza di questi luoghi aiuta ad avvicinarsi a Chi questi luoghi li ha creati. Così come fecero San Giovanni di Matera e San Guglielmo da Vercelli che scelsero, per lungo tempo, il Lago Laceno, quale luogo di contemplazione e di preghiera. Queste comunità di giovani sono accolte, curate e guidate da Padre Pirro, un giovanotto di ottanta anni, un gesuita di infinita dolcezza che ti accoglie sempre con il sorriso; Padre Pirro, ideatore, animatore e conduttore di questo Centro è (non me ne voglia don Stefano) il vero parroco di Laceno.
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a Laceno nel luglio del 1994 |
In quaranta anni di presenza in questi luoghi è diventato riferimento, e non solo spirituale, di tutti gli abitanti del Villaggio e punto di incontro e di raccordo con l’Amministrazione comunale e la Comunità bagnolese. Un’opera preziosa portata avanti con il garbo e la dolcezza che gli è propria, ed una volontà che non si è fatta per niente incrinare dalle difficoltà che non sono mancate nel corso di questi anni.
Le sue celebrazioni, le sue Messe e la processione "partecipata" della Madonna della Strada che si svolge la sera del 14 agosto per le stradine del Villaggio, richiamano un forte seguito e coinvolgono, per la forza della loro semplicità, tutti gli abitanti di Laceno. La semplicità, la chiarezza dell’esposizione, la volontà di incontrare e confrontarsi con l’altro, fanno di Padre Pirro un prete non usuale e un pò speciale".
Prof. Antonio Di Mauro - Sindaco di Bagnoli Irpino - 1° maggio 2006
"Sono passati ormai quarant’anni da quando è iniziata la mia conoscenza con Padre Pirro. Molto più giovani allora, ma entusiasti come oggi, abbiamo intuito ambedue le potenzialità di questo piccolo paradiso: per me una stazione turistica, estiva ed invernale, dalle grandi potenzialità... la Cortina del Sud, come è stata definita. Per Padre Pirro un posto magnifico, forse più vicino al Signore, per costruire una comunità viva, un centro di amore, fede, speranza per molti ragazzi e per le loro famiglie.
Col passare degli anni, le grandi potenzialità della stazione si sono in parte realizzate. Certamente, il Centro Loyola si è ingrandito tantissimo, e, da giugno a settembre ogni anno, ha accolto centinaia di ragazzi e loro famiglie, comunità in preghiera ma anche a contatto con la natura: giochi, passeggiate, escursioni in cima al Rayamagra ed alle altre montagne che fanno da cornice a questo bellissimo altopiano.
La Messa nella piccola Cappella ma, quando è possibile, all’aperto, sull’altare attrezzato al centro del giardino fiorito, curato con amore, odoroso di fiori in primavera, fresco ed ombreggiato, d’estate... La Processione notturna per la vie del piccolo Villaggio Laceno, sotto un cielo stellato di una purezza impressionante, a poco più di un’ora di macchina dai fumi della città".
Ing. Franco Giannoni - Laceno, 9 maggio 2006
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"Gli obiettivi, forse, sono gli stessi. Il Centro Ragazzi Loyola ed il "Campo Zauli" vogliono trasmettere ai giovani una cultura sportiva e non solo, intesa come lealtà, impegno, coraggio, determinazione, controllo dell’aggressività, rispetto per se stessi e per gli avversari, e ciò non dipende soltanto dalle disponibilità di attrezzature, ma, soprattutto, da ciò che noi adulti riusciamo a trasmettere con il nostro esempio.
Esempio che ha sempre dato padre Pirro, riuscendo a tenere gli ospiti del "Campo Zauli" uniti, silenziosi, attenti alla celebrazione della Santa Messa con le sue battute "napoletane", ma, soprattutto, esprimendo ciò che gli detta il cuore, cuore di una persona che vive quotidianamente i problemi di Napoli. Quello che mi ha sempre colpito in padre Pirro è la sua coerenza, coerenza che ha trasmesso anche a noi del "Campo Zauli" ed il suo amore per la vita, propria ed altrui.
Oggi, dopo quarant’anni di vita posso affermare con grande entusiasmo e soddisfazione che Villa Loyola e padre Pirro, in particolare, hanno contribuito notevolmente allo sviluppo e all’affermazione del "Campo Zauli" che è diventato, al pari di Villa Loyola, una realtà dell’Altopiano Laceno".
Prof. Giuseppe Giacobbe - Responsabile del Campo Zauli - Napoli, 20 maggio 2006
"Rivedermi a 10 anni, mi ha riportato indietro a quei meravigliosi momenti dell’infanzia "formativa" vissuta nel Loyola, quanto quel periodo da piccoli Scouts, i Lupetti, ha contato per la nostra vita". Lo spirito dei Lupetti, ispirato al Libro della Giungla di Kipling e ai princìpi dello scoutismo di Baden Powell, guidava Padre Pirro e i suoi collaboratori a formarci socialmente, moralmente e cristianamente.
Ricordo con piacere Olindo Del Gaudio, il capobranco Akela, poi Bagheera, Baloo, che ci spronavano ad alzarci presto al mattino per andare a lavarci nel torrente e risalire poi ognuno con il proprio carico di acqua, i giochi notturni, le squadriglie, la battaglia di fine campo, le Messe celebrate sull’altarino della Madonna. Un simpatico ricordo al Padre Alfieri, amico e confratello di Padre Pirro, che con dolcezza ci raccontava storie meravigliose e ci insegnava a riconoscere le costellazioni nel cielo stellato, e soprattutto a guardare le stelle e non fermarsi... ma andare Oltre".
Dott. Francesco Pisco - Napoli, 25 maggio 2006
Che cos’è il Laceno?
"Da piccolo è sempre stato un sogno che si avverava... stare lontano da casa, vivere nella natura, stare con i miei amici, divertirmi con loro, era un’attesa bella e meritata dopo un anno di scuola e di attività nel Loyola...
Ora da grande e responsabile è il modo migliore di concludere il lavoro di un anno di attività progettate per i ragazzi del Loyola.
E’ un’esperienza da consigliare e non da rifiutare...
Ti fa diventare maturo, impari a prenderti le tue responsabilità, diventi autonomo, fiero e consapevole delle tue capacità. Impari a vivere nella natura, che in città non esiste, ti immedesimi in essa e poi staccartene è difficile. Aiuta la mente perchè hai tempo per riflettere, pensare, dare importanza alle persone che hai lontane, e l’anima, che si purifica e ci avvicina a Dio. Aiuta il fisico nell’esercizio. La ginnastica, le escursioni e le scalate, i giochi e le gare, i ritmi scanditi... la stanchezza accompagnata alla soddisfazione di aver fatto qualcosa di bello e utile, e poi respiri aria pulita, ambiente pulito... nessun inquinamento né acustico, né smog...
Aiuta l’umore: lo stress della città, gli impegni, la scuola, i compiti, il Loyola e questo e quell’altro, le tensioni, le paure, la noia, lo sconforto... a Laceno ti distendi, sorridi, ti diverti...+
Laceno: una miniera inesauribile dalla quale attingere sempre qualcosa di nuovo e di più, anno dopo anno... Grazie Laceno!!!".
Gianluca Trapani - universitario - Responsabile degli ultimi Campi-Scuola - Napoli, 4 giugno 2006
"Nella mia vita mi accorgo che mi muovo, penso, ragiono, prendo decisioni, stabilisco al momento più adatto quale strategia attuare, cosa può essere importante, cosa è buono e cosa è cattivo per me, perchè seguo dei parametri di vita. In che modo si sono creati in me questi punti di riferimento? Certamente, è stata l’esperienza di Laceno che ha inciso nella mia vita attuale in misura notevole e mi ha permesso di attuare un determinato stile di vita. Il Campo - Scuola è in realtà scuola di vita.
La cosa più normale, è stata quella di mettere in pratica nella vita quotidiana tutti i princìpi e le esperienze del Campo – Scuola. Per molti, come anche per me, non è stata comunque cosa facile. Ciò che mi ha permesso di rendere tutto più facile, è stato il continuo allenamento a questo stile di vita che mi ha reso autonomo precocemente, ad essere autosufficiente già ieri e ancor di più oggi da adulto e di vivere e rafforzare l’amicizia dandone la giusta importanza.
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La mia esperienza di oltre 10 Campi – Scuola, mi ha dato la possibilità di imparare a fare da solo, a cavarmela in ogni situazione, a essere felice nei momenti bui, a pormi degli obiettivi, con la consapevolezza che il percorso sarà tortuoso così, come lo era nello scalare i monti di Laceno. Ho imparato veramente tanto, e ho appreso cose che non avrei mai potuto acquisire altrove. Era forse anche il luogo magico che mi rendeva tutto più semplice e dove ogni sforzo si alleggeriva perchè nell’aria c’era quella voglia di vivere e di libertà che solo un Campo-Scuola poteva dare. Tanti piccoli particolari mi hanno reso pronto nell’affrontare la vita attuale.
Ma forse la cosa più importante è, che ho imparato a comportarmi e a stare con gli altri, e nello stesso tempo a differenziarmi dagli altri nel bene".
Dott. Marco De Rosa - Responsabile di diversi Campi - Scuola - Avellino, 4 gennaio 2004
"Carissimo Padre Pirro, la ringraziamo di cuore per l’ospitalità offertaci presso la struttura Villa Loyola da lei gestita e soprattutto per averci accompagnato lungo il nostro cammino di avvicinamento al Signore nei momenti di catechesi del nostro Campo. E’ stata cura dei Capi di questo gruppo salvaguardare la struttura e i beni presenti in essa da eventuali danni prodotti dai nostri associati.
Nel ringraziarla ancora per la disponibilità, La salutiamo con riconoscenza, sicuri di incontrarci ancora a Napoli o a Laceno".
Gruppo Agesci Avellino 3 - Baiano, 7 settembre 2005
"Carissimo P. Pirro, tutta la mia e la nostra gratitudine: è stato Dio a ispirarvi di "creare" e dirigere Villa Loyola. A giudicare dalla gioia, dalla fraternità, dal rinnovato rapporto con Dio, dalla "riscoperta" della Celebrazione Eucaristica, più intensamente vissuta e "gustata", che abbiamo sperimentato in entrambi i campi, possiamo tutti – soprattutto voi con noi – lodare e ringraziare il Signore, dal profondo di noi stessi. E’ Lui l’Artefice di tutto!
"Alla prossima", Padre Pirro carissimo! Siamo "clienti affezionati"... speriamo sempre nella vostra accoglienza e nel vostro "Cuore Grande"..., più grande di qualche nostra intemperanza".
Don Fiorello Cennamo - Parrocchia di Baiano (AV)
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