Un volumetto della Scuola "Anna Frank" di Pollenza in onore di Padre Matteo Ricci - 2

Elisabetta Nardi

Di seguito riportiamo alcune delle preghiere scritte da alunni di varie classi della Scuola Primaria "Anna Frank", nel fascicolo dedicato a Padre Matteo Ricci s.j., intervallate da note storiche su questa grande figura di missionario, uomo di fede e di scienza, il primo a comprendere più in profondità l'anima e la cultura cinese.

Questi testi sono tratti da un articolo scritto di P. Concetto Marchesi s.j., che per molti anni fu uno tra i più apprezzati redattori della rivista "Civiltà Cattolica" di Roma.

Padre Matteo Ricci,
ti voglio amare.
Ti ringrazio delle cose
che hai fatto conoscere ai Cinesi.
Ti prego perché voglio
che tra noi ci stia molto amore.

Alice - IV A

Padre Matteo Ricci,
desidero diventare una studiosa come te.
Desidero andare a conoscere altri popoli
come hai fatto tu.
Voglio quindi studiare le lingue
e amare Dio sempre più.
Aiutami a portare la felicità nel mondo
e a far sì che i neri con i bianchi si vogliano bene.

Klediola - IV A

Padre Matteo Ricci,
proteggi i Vescovi, i sacerdoti e i religiosi
e falli diventare molto buoni e bravi.

Leonardo F. - IV A

Padre Matteo Ricci,
fa’ che io possa seguire sempre la retta via
e guidami nel cammino verso il Signore
nostro Dio.
Io ti pregherò sempre,
ogni giorno della mia vita.

Giacomo - IV B

Matteo Ricci: 28 anni di permanenza nel "continente" cinese

La vita del Padre Ricci in Cina può essere compendiata con le parole dell'iscrizione cinese della sua sepoltura, incise - parallelamente a quella latina - sulla grande stele marmorea eretta nel cimitero di Cia-làn (Pechino):

"Il signor Li [= Ricci], per nome Matou [= Matteo], soprannominato Sittè, venuto dall'Occidente, italiano, entrato giovane nella Compagnia [di Gesù] per sinceramente perfezionarsi, dopo un viaggio marittimo, nel 1582 fu il primo a entrare in Cina per predicarvi la religione. Arrivato nella capitale nel 1601, vi è morto nel 1610, in età di 59 [57] anni, di cui 42 passati nell'Ordine» 3 e - possiamo aggiungere - 28 anni spesi totalmente in Cina e per i cinesi.
(Concetto Marchesi s.j.)

Padre Matteo Ricci,
ti prego tanto, fammi essere come te,
fa’ che io non compia cose brutte.
Stammi vicino,
aiutami a scuola,
a casa e ovunque sia.
Io e la mia famiglia
Ti supplichiamo di proteggerci
sempre dal cielo
e di donarci salute e pace.
Anch’io da grande
vorrei seguire il tuo esempio
per aiutare le persone
che non sono fortunate come me,
come fanno i missionari.
Per questo io ti prego anche per loro.

Alessandra - IV B

Il Colosseo e la grande muraglia cinese disegnati dagli alunni della scuola "Anna Frank" di Pollenza

Padre Matteo Ricci,
vorrei essere come te,
che hai fatto del bene
a tutti,
con la voglia di farlo.

Saverio - IV B

O Padre Matteo Ricci,
fammi crescere la curiosità.
Aiutami ad apprezzare tutta la bellezza
della religione cristiana
e ad essere tollerante verso le altre religioni.
Proteggimi dalla superbia
che avvolge l’animo di noi uomini.

Sofia - V A

Ricci, il primo occidentale entrato nella storia ufficiale cinese

Come ha scritto P. Nicola Trigault, Ricci, fondatore della missione cinese, fu il primo a trovare sepoltura in questo regno e a ottenerla per i suoi compagni. Fu infatti lo stesso imperatore Wan-li a concedere il terreno per la sepoltura dell'íllustre missionario gesuita a Pechino, fatto mai accaduto prima per uno straniero. Lo stesso Ricci è il primo occidentale di cui la Storia ufficiale delle dinastie cinesi faccia menzione esplicita. E' l'unico missionario cattolico che si sia acquistato un posto sicuro e durevole nella storia e nella letteratura della Cina. Difficilmente si potrebbe trovare un'enciclopedia o un libro di storia della Cina che non faccia menzione di lui.
(Concetto Marchesi s.j.)

O Padre Matteo Ricci,
ti prego di aiutarmi in tutte le difficoltà.
Di proteggere dalle cose brutte
me, i miei amici e i miei familiari.
Ti ringrazio che tu hai fatto
cambiare ai cinesi l’idea
che gli altri popoli erano barbari.
Proteggi tutte le persone del mondo
e fammi amare gli altri popoli
come hai fatto tu.
Spero che finita la mia vita
Possa raggiungerti in Paradiso.
Ti ammiro molto.

Lorenzo I. - V A

La loggia dei mercanti di Pechino disegnata dagli alunni della scuola "Anna Frank" di Pollenza

Messaggio di Giovanni Paolo II su P. Matteo Ricci

Evocando l'arrivo del P. Ricci a Pechino, Giovanni Paolo II, all'inizio del suo Messaggio al popolo cinese, afferma: "Accolto con tutti gli onori, stimato e spesso visitato da letterati, mandarini e persone desiderose di apprendere le nuove scienze di cui egli era insigne cultore, visse il resto dei suoi giorni nella Capitale imperiale, dove morì santamente l'11 maggio 1610, all'età di 57 anni, di cui quasi 28 trascorsi in Cina.

Quando egli giunse a Pechino, scrisse all'imperatore Wan-li un Memoriale nel quale, presentandosi come religioso e celibe, non chiedeva nessun privilegio alla corte, ma domandava soltanto di potere mettere al servizio di Sua Maestà la propria persona e quanto aveva potuto imparare sulle scienze nel "grande Occidente" da cui era venuto (cfr Opere Storiche del P. Matteo Ricci s.j., a cura del P. Tacchi Venturi, vol. II, Macerata, 1913). La reazione dell'Imperatore fu positiva, dando così maggior significato e importanza alla presenza cattolica nella Cina moderna.

La stessa Cina, da quattro secoli, tiene in alta considerazione Li Matou, "il Saggio d'Occidente", come fu designato e viene tuttora chiamato padre Matteo Ricci. Storicamente e culturalmente egli è stato, da pioniere, un prezioso anello di congiunzione tra l'Occidente e l'Oriente, tra la cultura europea del Rinascimento e la cultura della Cina, come anche, reciprocamente, tra l'antica ed elevata civiltà cinese e il mondo europeo".
(Concetto Marchesi s.j.)

O Padre Matteo Ricci,
fammi crescere nella sapienza.
Aiutami ad apprezzare
le persone diverse da me.
Proteggi la mia famiglia
e tutte le persone a me care.
Aiutami anche a conoscere
le altre religioni
e ad apprezzarle come la mia.

Sara D. - V A

Il "Tempio del Cielo", disegnato dagli alunni della scuola "Anna Frank" di Pollenza

il rispetto e la stima di P. Matteo Ricci per la millenaria cultura cinese.

Giovanni Paolo II parla della "profonda simpatia, che [Ricci] nutrì fin dall'inizio verso il Popolo cinese nella sua totalità di storia, cultura e tradizione, al punto da portarlo a studiare, interpretare e spiegare l'antica tradizione confuciana, proponendo così una rivalutazione dei classici cinesi", simpatia espressa con scritti sull'amicizia, molto apprezzati dai cinesi e con una fitta rete di relazioni.

Giovanni Paolo II indica poi i due "pilastri" della sua metodologia scientifica e apostolica: "Primo, i neofiti cinesi, abbracciando il cristianesimo, in nessun modo avrebbero dovuto venir meno alla lealtà verso il loro Paese. Secondo, la rivelazione cristiana sul mistero di Dio non distruggeva affatto, anzi valorizzava e completava quanto di bello e di buono, di giusto e di santo, l'antica tradizione cinese aveva intuito e trasmesso. E' su questa intuizione che il Padre Ricci, analogamente a quanto secoli prima avevano fatto i Padri della Chiesa nell'incontro tra il messaggio del Vangelo di Gesù Cristo e la cultura greco-romana, impostò tutto il suo paziente e lungimirante lavoro di inculturazione della fede in Cina, cercando costantemente un comune terreno d'intesa con i dotti di quel grande Paese".
(Concetto Marchesi s.j.)

La Dirigente della Scuola "Anna Frank" di Pollenza, Dott.ssa Nazzarena Lambertucci, accoglie
Mons. Giuliodori, vescovo di Macerata.

Padre Matteo Ricci,
proteggi i carcerati
di tutto il mondo.
Fa’ che chi esce di prigione
possa convertirsi
e cambiare vita
diventando un uomo onesto.
Fa’ che non gli venga fatto del male
e non faccia più del male.

Alessio V B

Auspicio di Giovanni Paolo II per nuove relazione improntate a dialogo e stima

Guardando con altrettanta simpatia all'attuale popolo cinese, "proiettato, in maniera particolare negli ultimi tempi, verso il raggiungimento di significative mete di progresso sociale, Giovanni Paolo II fa propria l'istanza di Matteo Ricci indirizzata all'Imperatore del tempo: "Anche la Chiesa cattolica di oggi non chiede alla Cina e alle sue Autorità politiche nessun privilegio, ma unicamente di poter riprendere il dialogo, per giungere a una re-lazione intessuta di reciproco rispetto e di approfondita conoscenza".

Lasciando agli studiosi di approfondire la verità storica anche circa i rapporti dei cristiani con il popolo cinese, soprattutto nell'epoca moderna, il Santo Padre, ancora ispirandosi all'esempio di padre Ricci circa l'amicizia verso la Cina ("la ragione d'essere dell'amicizia è il mutuo bisogno e il mutuo aiuto"), continua: "Ed è con rinnovato e forte pensiero di amicizia verso tutto il Popolo cinese, che formulo l'auspicio di vedere presto instaurare vie concrete di comunicazione e di collaborazione fra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese".
(Concetto Marchesi s.j.)

Caro Padre Matteo Ricci,
tu che hai compiuto molti sacrifici
per portare l’amore di Gesù in Cina,
indicaci la giusta via da seguire
per diventare bravi, onesti, gentili
come Gesù ci ha insegnato.
Per questo noi ti preghiamo.

Marica - V B

Padre Matteo Ricci
ho ammirato molto il fatto,
che tu, anche se hai sofferto,
sei riuscito ad amare la Cina
e a far conoscere ad essa la religione cristiana.
Ti prego di indicarmi la via giusta
da seguire nella vita.
Tu sei il mio esempio, seguirò le tue orme
anche se non andrò in Oriente.
Hai superato con forza i pericoli corsi con Padre Ruggeri
e questo mi ha affascinato.
Sei stato un uomo fantastico,
vorrei essere come te una brava persona.
Vorrei anche che tu mi insegnassi
a far del bene ai miei amici,
ma soprattutto devi aiutare la gente
meno fortunata di me.
Vorrei avere la tua memoria prodigiosa
e una vita carica di amore per Dio.

Lorenzo - V B

Padre Ricci "sinologo" nel senso pieno del termine e nel concreto della sua vita.

Ribadendo quanto aveva già espresso parlando all'Università Gregoriana, in occasione del Convegno internazionale di Studi Ricciani, indetto nel IV centenario dell'arrivo di Matteo Ricci in Cina (1582-1982), Giovanni Paolo II ha detto: «Egli [il p. Ricci] ebbe uno speciale merito nell'opera di inculturazione: elaborò la terminologia cinese della teologia e della liturgia cattolica, creando cosi le condizioni per far conoscere Cristo e incarnare il suo messaggio evangelico nel contesto della cultura cinese".

"Padre Matteo Ricci si fece talmente "cinese coi cinesi" da diventare un vero sinologo, nel più profondo significato culturale e spirituale del termine, poiché nella sua persona seppe realizzare una straordinaria armonia interiore tra il sacerdote e lo studioso, tra il cattolico e l'orientalista, tra l'italiano e il cinese".

In questo modo il Papa ha enucleato con molta chiarezza l'attualità e la modernità del messaggio che il P. Ricci - missionario e uomo di scienza - offre ancora oggi sia alla Cina sia alla Chiesa
(Concetto Marchesi s.j.)


E noi del Gesù Nuovo auguriamo che questo lavoro, svolto con tanto impegno e dedizione, contribuisca a dare seguito alla causa di canonizzazione del Padre Matteo Ricci s.j.

Prima parte

Home Page

moscati@gesuiti.it