Quella del 2 febbraio 2009 è la XIII Giornata mondiale della vita consacrata. Questa fu istituita, infatti, da Giovanni Paolo II con un suo Messaggio ai Vescovi ed alle persone consacrate del 6 gennaio 1997 e fu egli stesso ad inaugurarla nella Basilica vaticana il successivo 2 febbraio, festa della Presentazione del Signore al tempio.
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Essa ha lo scopo di offrire a tutte le componenti della comunità ecclesiale quasi una icona vivente dei tratti caratteristici di Cristo vergine, povero e obbediente, attraverso uno stile di vita cristiana totalmente impegnata a testimoniare i valori evangelici del Regno di Dio.
Restano tuttora attuali e impegnativi i tre motivi indicati da Papa Wojtyla nel suo Messaggio per la celebrazione della I Giornata mondiale della vita consacrata: 1. "Lodare più solennemente il Signore e ringraziarlo per il grande dono della vita consacrata che arricchisce e allieta la comunità cristiana con la molteplicità dei suoi carismi e con i frutti di edificazione di tante esistenze totalmente donate alla causa del Regno". 2. "Promuovere la conoscenza e la stima della vita consacrata da parte dell'intero popolo di Dio". 3. "Celebrare congiuntamente e solennemente (da parte di tutte le persone consacrate) le meraviglie che il Signore ha operato in loro, per scoprire con più lucido sguardo di fede i raggi della divina bellezza diffusi dallo Spirito nel loro genere di vita e per prendere più viva consapevolezza della loro insostituibile missione nella Chiesa e nel mondo".
Precedentemente, il 25 marzo 1996, nella Esortazione postsinodale Vita consecrata, successiva all'Assemblea del Sinodo dei Vescovi svoltosi a Roma dal 2 al 29 ottobre 1994 sul tema: "La vita consacrata e 1a sua missione nella Chiesa e nel mondo", lo stesso Giovanni Paolo II aveva fatto due importanti osservazioni.
La prima riguarda la vita consacrata che "non è una realtà isolata e marginale, ma tocca tutta la Chiesa. (...) Si pone nel cuore stesso della Chiesa come elemento decisivo della sua missione, giacché «esprime l’intima natura della vocazione cristiana» (AG, n.18) e la tensione di tutta la Chiesa-Sposa verso l'unione con l'unico Sposo (cfr LG, n.44)" (VC, n.3).
La seconda si riferisce ad alcune forme particolari di vita consacrata presenti nella Chiesa delle origini, poi scomparse e, recentemente, ripristinate dal Concilio Vaticano II e riconosciute a pieno titolo come realtà ecclesiali. Si tratta dell'Ordine delle vergini, degli eremiti e delle vedove. A proposito dell'Ordine delle vergini, egli così si esprime: "E' motivo di gioia e di speranza vedere che torna oggi a fiorire l'antico Ordine delle vergini (...). Consacrate dal Vescovo diocesano, esse acquisiscono una speciale immagine escatologica della Sposa celeste e della vita futura, quando finalmente la Chiesa vivrà in pienezza l'amore per Cristo Sposo" (VC, n.7).
Per la Giornata della vita consacrata del 2 febbraio 2009, i Vescovi italiani hanno fatto pervenire un Messaggio alle persone consacrate che sono in Italia attraverso la Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata della CEI.
In esso i consacrati e le consacrate sono invitati: "a vivere la loro particolare vocazione con la passione di san Paolo, ponendolo quale modello e prototipo della loro vita, (...) a lasciarsi coinvolgere in un rapporto interpersonale tanto appassionato da non vedere altro se non il Cristo crocifisso e risorto, conformandosi a Lui fino a portare nel proprio corpo le sue stimmate".
"San Paolo - viene ricordato - è modello di obbedienza allo Spirito e anche agli apostoli e agli anziani (cfr At 15,2), sceglie una vita povera e dedita al lavoro intenso per non essere di peso ad alcuno, vive nel celibato consacrato per essere totalmente dedito al Signore e alla comunità, si dona con tutte le sue forze alla missione dell'evangelizzazione in mezzo a molte tribolazioni (cfr 1 Ts 2,2)".
[Per il testo completo del Messaggio, cfr Conferenza Episcopale Italiana, Circonvallazione Aurelia, 50 - 00165 Roma].
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