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Il Convegno Nazionale del 23-27 agosto 2008
“…Un corpo invece mi hai preparato (Ebrei 10,5) - Dall’Eucaristia al quotidiano, con Maria donna del grande Sì”: questo è il tema di approfondimento, preghiera e confronto che ha accompagnato dal 23 al 27 agosto circa centosettanta vergini consacrate e consacrande intervenute da ogni parte d’Italia per partecipare all’Incontro nazionale dell’Ordo Virginum. Durante i giorni dell’incontro si sono affrontate tematiche relative alla maturità umana a partire dall’Eucaristia e sull’esempio di Maria, declinando gli ambiti dell’affettività e della fragilità secondo la specifica chiamata all’Ordo Virginum.
Il mattino di domenica 24 agosto è stato interamente dedicato alla riflessione sul tema “L’Eucaristia per una fragilità riconciliata e un’affettività matura”, attraverso due relazioni: per gli aspetti teologico-pastorali quella di S.E. Mons. Vincenzo Pelvi, Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia mentre Mons. Domenico Dal Molin, Direttore del Centro Nazionale Vocazioni, ne ha trattato gli aspetti antropologico-formativi.
“La vocazione verginale nasce dall’Eucaristia e, pertanto, è una vita pasquale”, ha ricordato S.E. Mons. Pelvi, “verginità è seguire Cristo, non è rinunciare a qualcosa, è dono d’amore per un mondo nuovo… e con Cristo anche le nostre fragilità si trasformano in risorse e la tenerezza sponsale si completa nella dolcezza della maternità spirituale”. Anche Mons. Dal Molin, ha fermato la propria attenzione sull’Eucaristia definendola “il rapporto affettuoso con il nostro Dio, il Dio della tenerezza…il bacio di Dio alla nostra vita”.
A partire da questi fondamenti, nel pomeriggio sono iniziati due laboratori per approfondire le dimensioni della fragilità e dell’affettività, curati con grande competenza ed equilibrio rispettivamente da Suor Riccarda Lazzari, dottore in Teologia Pastorale Sanitaria dell’Istituto Internazionale per la Pastorale Sanitaria Camillianum e dalla dottoressa Paola Pellicanò, consacrata dell’Ordo Virginum, che lavora per il Centro studi e ricerche per la Regolazione Naturale della Fertilità dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Tale cammino ha trovato pienezza e nuova apertura alla luce dell’esperienza di Maria, proposta attraverso la relazione di martedì 26 a cura di Suor Elena Bosetti, docente di Sacra Scrittura alla Pontifica Università Gregoriana. Con l’intervento “Maria donna del grande Sì, Madre del Magnificat”, a partire da alcuni testi biblici, Suor Elena ha tratteggiato con grande passione e delicatezza la Vergine e Madre come icona della “donna feriale e festiva”.
Suor Elena fra l’altro ha affermato: “L’eccomi del Figlio è preceduto dall’eccomi della Madre sua, un "eccomi" che tutta la coinvolge: mente, ovvero pensiero e intelligenza, cuore, ovvero affetti e libertà interiore, ferma decisione e piena obbedienza, ma anche corpo, nella sua concretezza e fragilità”.
Calorosa l’accoglienza della Chiesa pugliese che, nella persona di S.E. Mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, ha salutato la presenza dell’Ordo Virginum come “segno di fecondità per la Chiesa” e “testimonianza visibile di un amore invisibile”.
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[foto tratta da www.seminariosenigallia.it] |
Nel Santuario dedicato a San Pio da Pietrelcina è stato S.E. Mons. Domenico Cornacchia, Vescovo di Lucera-Troia, a rivolgere alle consacrate parole di affetto, ricordando la dimensione della gioia che connota la vita verginale perché “deriva più dal dare che dal possedere”. “Voi siete al limite dell’incomprensibile”, ha affermato S.E. Mons. Cosmo Francesco Ruppi, Arcivescovo Metropolita di Lecce nel corso della celebrazione di lunedì 25 agosto. Mons. Ruppi ha ricordato che “la verginità consacrata nel mondo è una vocazione antica, che ha le sue radici nell’evangelico invito ad essere eunuchi per il Regno dei cieli, ma anche nuova, alla luce del Concilio Vaticano II. Come tutte le cose vecchie sembrano superate, e come tutte le cose nuove fanno fatica a farsi strada. Grande è la vitalità di una consacrazione che arriva nei luoghi in cui la testimonianza può diventare più feconda”.
La celebrazione eucaristica conclusiva è stata presieduta da frate Antonio Belpiede, vicario della Provincia Religiosa Cappuccina "Sant'Angelo e Padre Pio", che ha invitato le vergini consacrate a “portare Cristo nella storia attraverso le opere concrete di giustizia, incarnando l’Amore proprio come Maria”.
Il pomeriggio di martedì 26 agosto è stato caratterizzato da una celebrazione ecumenica a Monte Sant’Angelo. Nel suggestivo Santuario scavato nella roccia, si sono alternate teologhe pugliesi di diverse confessioni cristiane per commentare alcuni brani biblici sul Sì di Maria e sul mistero dell’Incarnazione.
Sono stati giorni intensi e costruttivi, vissuti in un grande clima di familiarità, di collaborazione e di dialogo, nella bella terra del Gargano che San Pio da Pietrelcina definiva “cattedrale del creato”.
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