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Sono state circa 170 le partecipanti all'Incontro Nazionale dell'Ordo Virginum delle Diocesi che sono in Italia. Di esse 18 appartenevano alle Diocesi della Campania: Napoli (4 consacrate e 6 aspiranti), Aversa (2 consacrate), Sorrento-Castellammare di Stabia (2 consacrate e 2 aspiranti), Teano-Calvi (2 consacrate).
L'Incontro si è svolto a San Giovanni Rotondo (FG), presso il Centro di Accoglienza Approdo, dal 23 al 27 agosto 2008. Ha avuto come tema: Dall'Eucaristia al quotidiano, con Maria donna del grande sì. E' stato presentato alla riflessione delle partecipanti all'Incontro attraverso tre relazioni.
Le prime due hanno trattato, sotto diversi aspetti, un medesimo argomento: L'Eucaristia per una fragilità riconciliata e una affettività matura. Gli aspetti teologico-pastorali sono stati illustrati da S.E. Mons. Vincenzo Pelvi, Arcivescovo Ordinario Militare per l'Italia. Quelli antropologico-formativi, invece, da Mons. Domenico Dal Molin, Direttore del Centro Nazionale Vocazioni. La terza, sul tema: Maria donna del grande sì, madre del Magnificat, è stata svolta da Suor Elena Bosetti, docente di Sacra Scrittura presso la Pontificia Università Gregoriana.
I due laboratori per l'approfondimento del tema nei gruppi di studio, hanno trattato due aspetti dell'affettività e della fragilità nelle diverse età della vita: La verginità consacrata: un grande sì alla fragilità, un grande sì alla affettività. Essi sono stati introdotti da Suor Riccarda Lazzari, delle Ministre degli Infermi di San Camillo, docente di Teologia Pastorale Sanitaria presso il Camillianum, e da una corsacrata dell'Ordo Vingimum di Reggio Calabria, Dott.ssa Paola Pellicanò, del Centro Studi per la Regolazione Naturale della Fertilità presso L'Università Cattolica del Sacro Cuore.
Intensamente partecipate le celebrazioni liturgiche delle Lodi, dei Vespri e dell'Eucaristia. Queste ultime sono state presiedute da tre Vescovi e da un Frate Cappuccino: S.E. Mons. Domenico Umberto D'Ambrosio, Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo; S.E. Mons. Domenico Cornacchia, Vescovo di Lucera-Troia; S.E. Mons. Cosmo Francesco Ruppi, Arcivescovo Metropolita di Lecce e Presidente della Conferenza Episcopale Pugliese; R.P. Antonio Belpiede, Vicario della Provincia Religiosa Cappuccina Sant'Angelo e Padre Pio.
Molto gradita e apprezzata è stata la loro presenza e la loro parola di stima e di incoraggiamento a far conoscere sempre più e meglio l'Ordo Virginum nelle Diocesi.
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ha voluto, come tutti noi, aver bisogno delle cure e dell'amore di una madre terrena, anche per nutrirsi. |
Come da programma, le partecipanti all'Incontro Nazionale hanno vissuto pure tre momenti comunitari di intensa spiritualità: la visita al nuovo Santuario dedicato a San Padre Pio; la visita ai luoghi nei quali egli aveva vissuto la sua particolare esperienza di santità, con una sosta in preghiera presso le sue Reliquie; una celebrazione ecumenica nel Santuario di San Michele a Monte Sant'Angelo.
I delegati presenti all'Incontro erano 6, provenienti da alcune Diocesi delle seguenti Regioni: Calabria (Cosenza-Bisignano e Crotone-Santa Severina); Campania (Napoli); Lazio (Frascati); Lombandia (Milano); Puglia (Trani-Barletta-Bisceglie).
Anche il Vicario episcopale per i Presbiteri della Diocesi di Bari-Bitonto si è reso presente, per portare un saluto dell'Arcivescovo S.E. Mons. Francesco Cacucci e quello suo personale.
Il giornale dei Vescovi italiani Avvenire ha dedicato due note all'Incontro. La prima, del 22 agosto 2008, riporta pure una interessante intervista al Vescovo di Como, S.E. Mons Diego Coletti. In essa egli sottolinea sia il particolare legame dell'Ordo Virginum con la Chiesa diocesana, sia l'importanza della formazione spirituale di coloro che ne fanno parte; affinché la loro consacrazione non "diventi una forma al ribasso per chi non si sente pronta a forme più impegnative".
La seconda, del 29 agosto 2008 riporta alcune considerazioni dell'Arcivescovo Metropolita di Lecce, S.E. Mons. Francesco Cosmo Ruppi, sulla "modernità" dell'Ordo Virginum, che egli descrive come "ai limiti dell'incomprensibile", dal momento che coloro che ne fanno parte non hanno un abito e una residenza comune, "vivono nel mondo, ma esprimono,con la loro vita, una forma di consacrazione di altissimo valore". La loro vita, però, egli fa osservare, "deve essere scandita dalla preghiera, dalla liturgia delle ore e dalla vita eucaristica e mariana".
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