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Queste "Norme istitutive" della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie sono riportate come esempio,
ma salvo poche differenze sono conformi a quelle delle altre diocesi italiane.
Introduzione
Carissimi fratelli e sorelle,
ricorrendo il 150° anniversario della definizione del dogma dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, indirizzo all'intera comunità diocesana la seguente Istruzione per riscoprire il consiglio evangelico della verginità, al fine di essere tutti beati, ciascuno secondo il suo stato di vita, coltivando la purezza del cuore (cfr. Matteo 5,8). Sviluppo il tema secondo le seguenti direttrici:
- Cristo vergine
- Maria vergine
- La Chiesa vergine
- Il cristiano vergine
- Il carisma particolare della verginità consacrata
- L'Ordo Virginurn nella nostra Chiesa diocesana.
Cristo vergine
Gesù è il puro di cuore per eccellenza (1 ). È stato Gesù, rimasto vergine come Giovanni Battista e Maria, a rivelare il significato profondo e il carattere soprannaturale della verginità. Non si capisce il mistero di Cristo senza verginità e non si capisce il mistero della verginità senza un costante riferimento a Cristo. Egli nasce da una vergine feconda, contraddicendo a tutte le attese umane e annunciando così un nuovo modo di vivere e di dare la vita, proprio del Regno di Dio. Il Regno è Cristo vergine, nato dalla vergine Maria, autore della nuova creazione. Gesù, Verità e Modello nostro, è vergine perché appartiene totalmente al Padre che, a sua volta, lo dona a tutti, perché ami tutti personalmente nel suo nome. Con la vita verginale Cristo manifesta con trasparenza assoluta l'amore del Padre, che dall'alto l'ha inviato in mezzo a noi per donarci la vita nuova, che non nasce da "carne e da sangue" (cfr. Giovanni 1,13).
Maria vergine
Maria è la prima che comprende il valore della verginità per il Regno, unendo nella sua vita verginità e maternità. Il concepimento verginale di Maria è unico in tutta la storia biblica. Madre di Cristo, è vergine prima, durante e dopo il parto. La sua verginità non ha un semplice significato biologico: è la verginità per il Regno, assoluta novità del Vangelo.
La pienezza della grazia in Maria Immacolata si esprime, naturalmente, nella verginità. La sua verginità è in funzione della divina maternità, è il presupposto indispensabile alla sua maternità. Maria è totalmente disponibile con tutto il suo corpo e con tutta la sua anima alla proposta divina. Tutta di Dio, Maria vergine concepisce e dà alla luce Gesù, vita nuova donata dal Padre all'umanità. Ella ha dato al Verbo la sua carne "concependo il Figlio prima con l'anima e poi con il corpo" (cfr. Romani, 13).
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in S. Apollinare |
La Chiesa vergine
Maria, Vergine e Madre, è il modello perfetto della Chiesa (cfr. LG 63). Questa, unita a Cristo, "quale vergine casta" (2 Corinti 11,2) è, per questo, madre di innumerevoli figli. La Chiesa vergine, come la vergine Maria, è chiamata a vivere nell'umiltà, nella povertà, nella disponibilità totale ai progetti divini, nell'accoglienza continua della sua Parola. La Chiesa è vergine perché si dona allo Sposo, Cristo, tanto da essere il suo Corpo. È vergine perché sposa; e proprio perché sposa, è Madre feconda che accoglie pienamente la Vita nuova. A Cristo vergine, sposo che dà la vita nuova, corrisponde la Chiesa, vergine e sposa feconda della Vita nuova (Gesù Cristo).
Ogni battezzato, inserito nel mistero pasquale di Cristo, diventa membro della Chiesa ed è chiamato, perciò stesso, a divenire come Lei, vergine, madre e sposa. Si è vergine per l'integrità della fede, madre perché si dona la vita, vita nuova Gesù Cristo, sposa per l'indissolubile unione con Cristo. "Nella Chiesa ogni essere umano - maschio e femmina - è la Sposa, in quanto accoglie in dono l'amore di Cristo Redentore, come pure in quanto cerca di rispondergli col dono della propria persona" (MD, 25) (2).
Il cristiano vergine
Il modo proprio di amare dell'uomo nuovo in Cristo, cioè del cristiano, è quello verginale. Cristo, Maria, la Chiesa amano così. La vocazione ultima del cristiano è la verginità e la fecondità spirituale. In Paradiso ameremo verginalmente ed è così che occorre prepararsi ad amare, mentre ci accostiamo progressivamente alla meta. "Dire che la verginità va vista nell'ambito della fede e della vita nuova portata da Cristo è dire anche che la fede e la vita nuova hanno un rapporto intrinseco con la verginità; essa non è solo carisma particolare, ma costituisce un elemento integrante della vita cristiana e, da questo punto di vista, una vocazione che riguarda tutti i battezzati. Prima di parlare della verginità come carisma particolare e della sua funzione nella Chiesa è necessario, dunque, vedere come essa s'inserisce nel contesto della vita nuova e costituisca una chiamata che, pur nelle diverse condizioni di vita, riguarda ogni membro del popolo di Dio" (3).
Ogni cristiano realizza pienamente se stesso se, come Maria e con la Chiesa, diviene vergine, sposa, madre. Tanto più vergine, quanto più sposa, e madre. Perfetta vergine, madre e sposa è Maria, madre della Chiesa. L'unificazione armonica della dimensione verginale, sponsale e materna si ha quando il battezzato, con tutto se stesso, ama Dio, aderendo totalmente alla sua divina volontà. Questa triplice dimensione si trova inserita nell'essere del cristiano come dono, come vocazione e come missione. Siamo tutti, fatti dallo Spirito Santo, Chiesa vergine, sposa, madre. A noi spetta essere autentici cristiani, uno con Cristo e in Cristo, come Maria SS.
La verginità come carisma particolare
Gesù indica la scelta della verginità per il Regno: "vi sono alcuni che si sono fatti eunuchi per il Regno dei cieli " (Matteo 19,12c). Non si tratta di un precetto (1 Corinti 7,23), ma di una chiamata personale di Dio, un carisma (7,7). Soltanto il Regno dei cieli giustifica la verginità consacrata. Secondo Paolo, la verginità consente una consacrazione integrale al Signore per dedicarsi completamente alle sue cose (1 Corinti 7,32-35). L'espressione di Gesù in Matteo 19,12 per il Regno dei cieli conferisce alla verginità un carattere escatologico: essa è testimonianza della non appartenenza dei cristiani a questo mondo, segno della tensione della Chiesa verso la meta finale, anticipazione dello stato di risurrezione (Luca 20,34 ss). Lo stato di verginità fa conoscere in modo eminente il vero volto della Chiesa. Come le vergini prudenti, i cristiani vanno incontro a Cristo, loro sposo, per partecipare al banchetto delle nozze (Matteo 25,1-13). Nella Gerusalemme celeste tutti gli eletti sono chiamati vergini (Ap 14,4), perché non si sono contaminati con gli idoli: appartengono alla città celeste, la sposa dell'Agnello. La verginità di Cristo e, in Lui, la verginità consacrata è, in sintesi, fedeltà ad un amore esclusivo per Dio.
Il Concilio parla della verginità consacrata come di un "prezioso dono della grazia di Dio dato dal Padre solo ad alcuni" (LG 42c). E un dono gratuito di Dio che "trasforma e penetra l'essere umano fin nel suo intimo mediante una misteriosa somiglianza con Cristo" (ET, 13). Si tratta di una scelta sponsale, poiché la scelta verginale è la scelta di una persona, di uno sposo: Cristo. La vergine consacrata si sente amorevolmente guardata ed eletta dal suo Sposo, divenendo suo corpo e sua sposa, ripresentando Lui come sua nuova incarnazione. Profezia dei tempi futuri, la verginità per il Regno dei cieli è un segno speciale della vita eterna vissuta nel tempo. La persona vergine, anche corporalmente, è nell'attesa delle nozze finali di Cristo con la Chiesa nella Gerusalemme celeste.
La scelta della vita verginale ci ricorda la precarietà dei beni terreni e anticipa il mondo nuovo della risurrezione futura, ricordando a tutti i fedeli l'esigenza di sentirsi sempre pellegrini verso la casa del Padre. Essa, inoltre, evidenzia la natura teandrica, cioè umana e divina, della Chiesa, visibile ma dotata di realtà invisibili, dedita alla contemplazione e presente nel mondo. Inoltre, la vergine rinuncia al casto connubio nel matrimonio fra l'uomo e la donna, cercando di raggiungere ciò che è significato in questo connubio, cioè l'unione con Cristo. La verginità realizza ciò che il matrimonio significa. E' la verginità che attua l'amore sponsale della Chiesa verso Cristo, esprimendolo anche nella carne.
L’Ordo Virginum nella nostra Chiesa diocesana
Mosso dallo Spirito Santo, vi annuncio con gioia la mia intenzione di costituire nella nostra Chiesa diocesana l'Ordine delle vergini, "le quali emettendo il sacro proposito di seguire Cristo più da vicino, dal Vescovo diocesano sono consacrate a Dio secondo il rito liturgico approvato e, unite in mistiche nozze a Cristo Figlio di Dio, si dedicano al servizio della Chiesa " (CIC, can 604) (4).
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di S. Caterina d'Alessandria |
L'Ordo Virginum (Ordine delle Vergini, O.V.) non è un nuovo ordine religioso, ma una "categoria" di donne che si riconoscono nella medesima scelta e sono consacrate con il medesimo rito predisposto per la Chiesa universale. Esso non comporta obblighi di vita comunitaria da parte delle vergini consacrate, poiché la condizione della loro vita è quella degli altri fedeli laici.
Nella comunità cristiana alcune donne sono chiamate a donarsi totalmente al Signore col proposito di Verginità continuando a vivere nel mondo. E' il desiderio di riallacciarsi alla tradizione dei primi secoli, l'esigenza di una "totalità" gioiosa nel dono di sé e, di conseguenza, la ricerca costante del primato della contemplazione pur nella totale disponibilità per il servizio nella Chiesa, con e per i fratelli. Lo specifico della verginità consacrata è la sponsalità con Cristo per seguirlo e amarlo con cuore indiviso, divenendo segno eloquente dell'amore sponsale della Chiesa a Cristo.
Compito delle vergini cristiane è di attendere, ognuna nel suo stato e secondo i propri carismi, alle opere di penitenza, di misericordia, all'attività apostolica e alla preghiera, in modo particolare la celebrazione giornaliera della "Liturgia delle Ore" con cui, uniti a Cristo e alla Chiesa, si loda il Padre e si intercede per la salvezza del mondo. La consacrazione delle vergini, che si pone essenzialmente sul piano dell'essere e non su quello del fare, è un ministero indispensabile alla vita e al progresso spirituale della Chiesa.
Il servizio che le vergini offrono alla Chiesa è senza dubbio la stessa consacrazione verginale fatta a Dio in sua lode e per la salvezza del mondo. A riguardo del servizio alla Chiesa inteso come attività, si possono distinguere varie tipologie che le vergini concordano con il Vescovo: attività professionale e attività pastorale nel tempo libero; attività professionale a tempo pieno; attività pastorale a tempo pieno; vita contemplativa. Le condizioni necessarie per l'ammissione alla consacrazione verginale nella nostra Diocesi le esplicito nei seguenti punti:
Alle donne che desiderano essere ammesse alla consacrazione verginale si richiede:
La documentazione da produrre è la seguente:
Domanda di consacrazione indirizzata all'Arcivescovo. Nella domanda, firmata dalla persona interessata, devono essere esplicitate le motivazioni e le circostanze per le quali si richiede tale consacrazione.
Tale richiesta deve essere accompagnata:
- dalla lettera di presentazione del direttore spirituale che, conoscendo la persona, ne testimoni i requisiti;
- dal certificato di Battesimo;
- dal certificato di Cresima;
- dal certificato di stato libero.
Poiché la Consacrazione verginale postula per la vergine consacrata un servizio apostolico (contemplativo e/o attivo) alla Chiesa particolare, si richiede inoltre:
- per coloro il cui "ministero" è prevalentemente di vita attiva: l'attestazione del parroco dell'opera svolta o di altro sacerdote o persona qualificata qualora l'interessata sia impegnata in un'altra realtà;
- per coloro il cui "ministero" è prevalentemente o esclusivamente contemplativo: l'attestazione del direttore spirituale su questa modalità di servizio.
Incoraggio i parroci e i direttori spirituali a saper orientare verso l'Ordine delle Vergini quelle ragazze che si sentono chiamate, segnalandole all'Arcivescovo.
Il delegato vescovile dell'O.V. è il padre spirituale del Seminario diocesano, sac. Francesco dell'Orco.
Conclusione
Con l'auspicio che la nostra Chiesa diocesana cresca in Gesù Cristo vergine, sotto lo sguardo benedicente di Maria vergine, con voi mi affido alla preghiera di intercessione delle sante Vergini affinché ci ottengano dalla Trinità la presenza nella nostra Diocesi dell'Ordine delle Vergini e il rifiorire della castità in tutti gli stati di vita.
O Padre clementissimo,
per intercessione delle sante Vergini, ti imploriamo: riscalda i nostri cuori col fuoco del tuo Santo Spirito, affinché ti serviamo in un corpo casto e ti siamo graditi, come le sante Vergini, con un cuore puro, pienamente conformi al tuo Figlio Gesù, nato dalla Vergine Maria. Amen.
Con affetto, vi benedico.
Trani, 8 dicembre 2004 - Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
+ Giovan Battista Pichierri, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie.
Note
1. Le riflessioni che seguono sono prese e integrate dal testo di A.Pigna, Appunti per una spiritualità dei voti. Roma 1999, pp. 126-145.
2. Giovanni Paolo II, Mulieris dignitatem.
3. A.Pigna, Castità e verginità cristiana, Ed. OCD. Roma, 2000, p.60.
4. Dal Codice di Diritto Canonico – Can. 604, Par.1: A queste diverse forme di vita consacrata si aggiunge l'ordine delle vergini le quali, emettendo il santo proposito di seguire Cristo più da vicino, dal Vescovo diocesano sono consacrate a Dio secondo il rito liturgico approvato e, unite in mistiche nozze a Cristo Figlio di Dio, si dedicano al servizio della Chiesa. – Par.2: Le vergini possono riunirsi in associazioni per osservare più fedelmente il loro proposito e aiutarsi reciprocamente nello svolgere quel servizio alla Chiesa che è confacente al loro stato.
Cenni storici
Età apostolica
- E’ attestata la presenza di alcune vergini nelle prime comunità apostoliche (cfr. 1 Corinti 7,17-8.25-38; Atti 21,9).
Età Patristica
– Fino al concilio di Nicea (325) le vergini vivono nelle case, costituiscono nella Chiesa l'Ordo Virginum, sono dedite al culto divino, considerate nella comunità "porzione eletta".
– Fino alla metà del secolo VII: aumenta il numero delle vergini e si approfondisce la riflessione sulla verginità per merito dei Padri della Chiesa, sia in Oriente sia in Occidente.
Medio Evo
- Progressivamente le vergini si riuniscono: nei monasteri con la Professione monastica; nei movimenti di vita evangelica, senza consacrazione. Dal Concilio di Trento al Concilio Vaticano Il: la consacrazione a Dio nella Verginità si esprime all'interno delle varie famiglie religiose o in forma privata.
Concilio Vaticano II
– La Sacrosanctum Concilium al n. 80 stabilisce la revisione del Rito della consacrazione delle Vergini.
31 Maggio 1970 - Viene promulgato il Rito della Consacrazione delle Vergini e viene inserito nel Pontificale Romano per mandato speciale di Papa Paolo VI. Il Papa, rinnovando e rivalutando il bellissimo e suggestivo rito di tradizione tanto antica, ha ammesso di nuovo, al rito di consacrazione, oltre alle monache, anche le vergini che vivono nel mondo.
Carisma e Missione – Lo specifico della Verginità Consacrata è la "sponsalità" della Chiesa con Cristo. Esso "acquista il valore di un ministero al servizio del popolo di Dio e inserisce le persone consacrate nel cuore della Chiesa e del mondo" (Cfr. CEI, Consacrazione delle Vergini, in Ench. Vol. III, EDB, 1980, pagg. 245-257). La vita della vergine consacrata - prevalentemente contemplativa in alcune, più attiva in altre - può assumere connotazioni e stili diversi, secondo l'originalità dei doni ricevuti da ciascuna.
P. Pasquale Puca s.j. delegato vescovile per l'Ordo Virginum di Napoli
Sua Eminenza il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli, in data 4 dicembre 2007, ha nominato il P. Pasquale Puca s.j. della Comunità del Gesù Nuovo delegato vescovile per l'Ordo Virginum della diocesi di Napoli per il quinquennio 2007-2012.
Pur essendo una forma di consacrazione evangelica della Chiesa universale, quella dell'Ordo Virginum ha una configurazione giuridica distinta da quella degli Istituti di vita consacrata, delle Società di vita apostolica e degli Istituti secolari (secondo il già citato can. 604 del Codice di diritto canonico promulgato il 25 gennaio 1983 dal Papa Giovanni Paolo II).
Coloro che, dopo adeguata preparazione, vi sono ammesse, fanno la loro personale consacrazione perpetua nelle mani del Vescovo diocesano, quindi in una determinata Chiesa particolare.
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