P. Alfredo Marranzini s.j. – il "teologo di Moscati"
nella Casa del Padre

Egidio Ridolfo s.j.

Tante volte i lettori della nostra rivista, e per molti anni, hanno potuto apprezzare gli studi, approfonditi e documentati, che P. Alfredo Marranzini ha prodotto intorno alla figura di San Giuseppe Moscati. Nato a S. Lucia di Serino (Avellino) il 21 maggio 1920, il 18 agosto 2008 il Signore lo ha in maniera inattesa chiamato a Sé, quando niente faceva presagire una sua prossima dipartita. Fino al giorno prima aveva atteso come sempre alle sue consuete attività, perfettamente autonomo, e anche i controlli medici, eseguiti qualche giorno prima, non evidenziavano segnali allarmanti. Di qui la sorpresa quando, a causa di un suo insolito ritardo per la S. Messa delle 7.00, la mattina del 18, lo si vide come ancora addormentato, ma ormai senza vita, nel letto della sua camera al Gesù Nuovo.

Docente di teologia per oltre trent’anni nella pontificia facoltà teologica dell’Italia Meridionale (a Napoli), nutriva da sempre un interesse particolare per Moscati, di cui aveva conosciuto personalmente la sorella Nina, nel settembre del 1931. Aveva curato tutto l’iter che ha portato prima alla beatificazione (1975) e poi alla canonizzazione del prof. Moscati, collaborando attivamente con P. Paolo Molinari s.j., Postulatore della Causa. E questo mentre proseguiva con rara competenza la sua attività accademica, attendendo inoltre ad impegni anche rilevanti che gli derivavano da incarichi di fiducia da parte della Conferenza Episcopale Italiana e della Santa Sede.

La lunga serie dei suoi studi su Moscati ha avuto per oggetto i vari aspetti della sua vita e della sua spiritualità, soffermandosi anche sui rapporti con la famiglia d’origine, nonché sull’interazione con l’ambiente accademico e sociopolitico in cui si trovò ad esercitare la sua professione di medico e ricercatore, documentando come Moscati abbia operato costantemente e consapevolmente una sintesi mirabile tra "scienza e fede".

Negli ultimi tempi la sua salute cominciava a declinare, ma nonostante avesse superato gli 87 anni, era in piena attività e aveva in mente altre ricerche che sperava di poter intraprendere. Si rendeva certo conto che la sua salute non era più quella di un tempo, e soffriva in particolare delle limitazioni che gli imponevano i suoi disturbi visivi e il lento progredire del morbo di Parkinson, che gli rendevano difficile lo scrivere (e anche l’usare la tastiera di un PC, come faceva un tempo).

Siamo testimoni del grande spirito di fede con cui P. Marranzini ha sostenuto il declinare della sua salute fisica, e di come ringraziasse ogni giorno il Signore, e S. Giuseppe Moscati, per quanto ancora riusciva a fare, sia nel suo lavoro di ricerca come nel ministero della Riconciliazione nella nostra chiesa.

Circa tre anni fa decise di riunire in un volume la parte più importante dei suoi studi sul Santo Medico, rivedendoli e corregendoli dove occorreva, e aggiungendo capitoli inediti. Oltretutto molto di quanto aveva scritto risultava difficilmente reperibile, perché pubblicato non solo nella nostra rivista, ma anche in molte altre, oltre che in molti articoli sull’Osservatore Romano.

Il Signore gli ha concesso di poter portare a termine questo lavoro. La sua inattesa dipartita non gli ha permesso un ultimo controllo, ma essendo il lavoro ormai completato confidiamo di poter pubblicare al più presto questo suo ultimo importante contributo per una approfondita conoscenza di S. Giuseppe Moscati.

La notizia dell’improvviso trapasso di P. Marranzini ha sorpreso tutti, quando si è diffusa grazie anche ad un annuncio sul quotidiano di Napoli Il Mattino. Il Cardinale arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, ha voluto presiedere la liturgia per le esequie, la mattina del 19 agosto. Con il Cardinale concelebravano l' Arcivescovo di Salerno e oltre venti sacerdoti, sia gesuiti sia diocesani e di altri ordini religiosi.

Nonostante fossero i giorni - dopo la festa dell’Assunzione di Maria - che coincidono con lo svuotarsi delle città per le ferie estive, tanti fedeli hanno voluto essere presenti, tra cui due grandi amici del Padre: Mario Agnes (direttore fino a pochi mesi fa dell’Osservatore Romano) e il fratello Angelo Agnes (medico). Il comune di S. Lucia di Serino, da cui la famiglia Moscati proveniva e dove lo stesso P. Marranzini era nato, era rappresentato ufficialmente dal sindaco e da altre autorità comunali, mentre il labaro del piccolo comune dell’Irpinia era posto bene in vista accanto all'altare presso l’abside.

Padre Alfredo Marranzini s.j.
(1920 - 2008)

Nella sua omelia il Card. Crescenzio Sepe ha messo in luce le qualità che più caratterizzavano P. Marranzini come sacerdote e come teologo. Riportiamo parte della sua omelia:

"Tu sei sacerdote in eterno". Il giorno in cui P. Alfredo Marranzini è stato ordinato sacerdote è stato inserito nel sacerdozio di Cristo, è iniziata questa storia di vita sacerdotale, questo giovane chiamato da Cristo a seguirlo per essere amministratore e continuatore dei suoi ministeri. Veniva dal suo paese dell'Irpinia, S. Lucia di Serino, dov'era nato nel maggio del 1920. Ma poi la vita sacerdotale, il ministero, lo ha portato in tante parti del mondo, dell'Italia, per testimoniare e vivere il suo sacerdozio laddove la Chiesa lo chiamava.

Certamente il Signore lo aveva dotato di peculiari doti intellettuali, che lui seppe utilizzare sempre e comunque a servizio del suo essere sacerdotale. I suoi studi, le sue divulgazioni, il suo soprattutto essere formatore ed educatore di tanti che volevano seguire, accogliere la chiamata del Signore, ha fatto di P. Marranzini un sacerdote a cui tutti, tanti, si son potuti rivolgere per ricevere da lui non solo l’intelligenza della fede, ma anche la carità di una esortazione, di un consiglio, di una buona parola, di un orientamento.

Sappiamo anche delle sue produzioni anche teologiche. Mi pare che se c’è una caratteristica - e questo lo posso dire anche per esperienza personale – di questo umile, nascosto ma grande sacerdote, era quella di essere anche il sacerdote del consiglio. Arricchito da tanta esperienza spirituale, sapeva dare, sapeva trasmettere, sapeva consigliare, sapeva orientare. Chiunque, io credo che tante generazioni anche di vescovi, me compreso, di sacerdoti, e non solo gesuiti, di laici, ricorrevano a lui, bussavano alla porta del suo cuore, e da quello che mi consta mai nessuno ritornava senza arricchirsi di questa sua spiritualità. È così che ha vissuto il suo ministero.

Mi piace vedere qui tanti sacerdoti che lo hanno conosciuto, tanti Padri, l’arcivescovo di Salerno, il prof. Agnes col fratello, tutti noi testimoni di questo sacerdote che ha dato tanto alla Chiesa. E’ stato proprio per la sua densa vita spirituale, e anche come profondo teologo e filosofo, che la Santa Sede lo ha chiamato come membro della Commissione Pontificia per l’Unità dei Cristiani, poi anche la Conferenza Episcopale Italiana si è servita di P. Marranzini, sempre perché ricco di sapienza, di umiltà e di consiglio.

Il Cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, benedice la salma del P. Alfredo Marranzini s.j

"Tu sei sacerdote in eterno". Fisicamente e materialmente P. Marranzini, dopo una vita così lunga, così densamente vissuta, ci lascia, ma continua la sua liturgia celeste, la sua liturgia sacerdotale. Continua a vivere in Cristo Sacerdote sommo, continua a effondere la sua sapienza, il suo consiglio, il suo amore alla Chiesa, innanzitutto sulla Compagnia di Gesù, di cui è stato un rappresentante esimio, ma poi sulla Chiesa universale, sulla Chiesa di Napoli che lui tanto conosceva ed amava.[…]

A Maria Madre della Chiesa, Madre dei sacerdoti, chiediamo che anche con la sua protezione noi sappiamo seguire quelle orme che lui ha lasciato, per essere in umiltà, nel silenzio, nell’abbandono alla volontà di Dio, autentici testimoni di un amore che si dona spesso nell’umiltà e nel silenzio. A lui, al caro P. Alfredo, chiediamo di continuare a consigliarci, per camminare sulle strade dell’amore, […] al servizio dei fratelli che bussano alla nostra porta. […] Amen.

Come accennato sopra, il suo trapasso è avvenuto in modo quasi inavvertito. Questo ci richiama alla mente le modalità del trapasso del prof. Moscati, avvenuto nel giro di pochi minuti allorché, avvertendo un leggero malessere, fece avvertire i pazienti, che come ogni giorno affollavano il suo studio medico, di aspettare un poco mentre sentiva la necessità di una breve pausa in poltrona. Ma pochi minuti dopo, in modo del tutto inatteso, lo ritrovarono in quella stessa poltrona ma esanime, con l’atteggiamento di chi si fosse addormentato. Un dolore e un cordoglio generale si diffuse presto in tutta Napoli, e subito la gente parlava addolorata per la scomparsa del "medico santo"… Una "voce popolare" che poi sarebbe stata ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa.

P. Alfredo Marranzini è ora nella Casa del Padre, accolto da S. Giuseppe Moscati, cui ha dedicato tante delle sue energie, e ritrovando Nina Moscati, alla quale pure aveva dedicato molte delle sue ricerche, persuaso come era - parere ben condivisibile - che Nina non solo abbia molto contribuito alla santificazione del fratello Giuseppe, ma che lei stessa abbia raggiunto, collaborando con la Grazia di Dio, una tale statura di vita spirituale da poter pensare di iniziare nei suoi confronti una causa di beatificazione.

Dopo le esequie, il Card. di Napoli, Crescenzio Sepe, ha voluto visitare lo studio medico di S. G. Moscati. Nella foto insieme a P. Puca s.j. ed a Mario e Angelo Agnes, amici ed estimatori di P. Alfredo Marranzini.

Potremmo concludere applicando a P. Alfredo Marranzini quanto il prof. Moscati scriveva ad un conoscente in una lettera del 10 gennaio 1922: "Ho appreso, con vivo rammarico, la dipartita del vostro carissimo fratello; ma insieme ho pensato che si è accresciuta la schiera dei santi in Cielo, perché ha colto il frutto del suo grande soffrire e del suo grande amore a Dio, alla virtù. Il distacco è sempre doloroso, perché ci priva della comunanza delle persone care. Ma il Signore è largo di conforto al nostro pianto".

Scheda biografica (Dalla Curia S.J. di Roma).

Il P. Alfredo Marranzini era nato a S. Lucia di Serino (Avellino) il 21 Maggio 1920 ed era entrato nella Compagnia di Gesù il 4 Dicembre 1939, a Vico Equense, Noviziato della allora Provincia Napoletana. Aveva frequentato il corso di Filosofia a Gallarate (1941 – 1943) e il corso di Teologia a Napoli (1945 – 1948) dove era stato ordinato Sacerdote il 13 Luglio 1947. Aveva fatto il Magistero all’Aquila (1943-1945). Negli anni 1948-1950 a Roma, nel Collegio Bellarmino, aveva studiato per il Dottorato di Teologia Dogmatica, e subito dopo (1950-1951) era andato in Austria (Kärnten) a St. Andrä in Lavanthal per la Terza Probazione.

Dal 1951 al 1961 era stato a Reggio Calabria nel Pontificio Seminario Pio XI, dove per i primi quattro anni aveva insegnato Filosofia, Liturgia e Teologia Dogmatica, mentre dal 1955 al 1961 venne nominato Rettore, proseguendo nell’insegnamento di Teologia Dogmatica.

Dal 1961 al 1995 aveva insegnato a Napoli nella Facoltà Teologica, dove per alcuni anni era stato Preside della Facoltà Pontificia dell’Italia Meridionale. Nel 1995, sempre a Napoli, era entrato nella categoria dei Professori emeriti. Nel 2007 era stato trasferito nell’Infermeria del Gesù Nuovo di Napoli per le condizioni di salute.

Noi ricorderemo sempre il P. Marranzini come un esimio Professore di Teologia Dogmatica, come Sacerdote di grande esperienza spirituale, come uomo di consiglio, come scrittore e ricercatore nel suo campo specifico, come conferenziere. Si è dedicato anche allo studio della vita di alcuni Santi, in particolare di San Giuseppe Moscati, di cui era molto devoto, e del Fondatore delle Suore del Sacro Costato.

Molte generazioni di vescovi, di gesuiti e di sacerdoti hanno avuto modo di apprezzarlo per le sue doti umane, religiose, spirituali.


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