Roma - 11 marzo 2001
Beatificazione di 11 Gesuiti
martiri della persecuzione spagnola
del 1931-1939

"Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli"
(Matteo 5, 10)

L’11 marzo 2001, il Papa ha proclamato Beati un numeroso gruppo di sacerdoti, religiosi, religiose e laici (233 in totale) che offrirono la loro vita in testimonianza della fede cristiana durante la persecuzione in Spagna negli anni della guerra civile (1931-1939). Si tratta di undici gesuiti dell’antica Provincia di Aragona, ed è stato pure beatificato un laico molto legato alla vita della Compagnia di Gesù.

[Pontificio Ist.Biblico - Roma]

La situazione di quegli anni in Spagna

(da un articolo di Vicente Cárcel Ortí pubblicato dall'Osservatore Romano il giorno della Beatificazione, 11 marzo 2001)

Il 18 luglio 1936 scoppiò la guerra civile, che fu la conseguenza logica della violenta e caotica situazione nazionale creatasi dopo le elezioni del mese di febbraio dello stesso anno, in seguito alle quali il "Fronte Popolare" (coalizione di socialisti, comunisti, anarchici ed altri elementi estremisti e violenti) giunse al potere.

Il governo repubblicano dimostrò incompetenza nell’affrontare la complessa realtà spagnola, e dopo alcuni mesi di instabilità politica un settore dell’Esercito, con l’appoggio di una grande parte del popolo, si sollevò in armi per porre fine ad una situazione ormai insostenibile da ogni punto di vista.

Da quel momento la Spagna rimase divisa in due zone: da una parte i partigiani della Repubblica, chiamati i "rossi"; dall’altra i favorevoli ai militari sollevati, chiamati "nazionali", che formarono il Governo presieduto dal Generale Francisco Franco.

Il bilancio della situazione religiosa nella Spagna repubblicana dall’imperversare della persecuzione, iniziata in modo subdolo neI 1931 e poi apertamente dal 1936 al 1939, non poteva essere più triste.

Dove era passata la furia devastatrice della rivoluzione comunista, con il contributo anche di socialisti ed anarchici e del governo autonomo della Catalogna, tutto ciò che aveva attinenza con la Chiesa era stato distrutto, incendiato, saccheggiato: chiese, seminari, canoniche, palazzi vescovili, conventi, sedi di associazioni cattoliche. Distrutti e rubati arredi sacri e tesori artistici.

13 Vescovi, 4.184 Sacerdoti, 2.365 Religiosi, 283 Suore e migliaia di cattolici furono uccisi "in odium fidei" ("in odio alla fede"); gli ecclesiastici furono massacrati nei modi più barbari; i laici martirizzati erano per lo più i migliori.

"Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli." (Luca 6, 22-23)


Gli undici gesuiti martirizzati,
e un laico legato alla Compagnia di Gesù

Ecco alcuni dati su questi 12 martiri:

Padre Tomás Sitijar Fortiá (1866-1936). Nacque nella città di Gerona ed entrò nella Compagnia nel 1880. Fu Rettore del Noviziato e Superiore della Residenza di Gandía. Assassinato a Gandía il 19 agosto del 1936 all’età di 70 anni.

Padre Constantino Carbonell Sempere (1866-1936). Nato ad Alcoy (Alicante), fu ammesso nella Compagnia nel 1886. Fu ministro della Residenza di Gandía. Assassinato vicino Tabernes il 23 agosto del 1936 all’età di 70 anni.

Visione di S.Ignazio di Loyola alle porte di Roma
[Cappella delle Orsoline - Parma]

Fratello Pedro Gelambert Amer (1887-1936). Nato a Manacor (Baleari), entrò nella Compagnia nel 1907. Svolse l’incarico di elettricista e meccanico nella Residenza di Gandía. Fu assassinato insieme al P. Carbonell e al Fratello Grimaltos vicino Tabernes, il 23 agosto del 1936. Aveva 49 anni.

Fratello Ratello Ramón Grimaltos Monllor (1861-1936). Nato a Puebla Larga (Valencia), entrò nella Compagnia nel 1890. Si occupava degli acquisti nella Residenza di Gandía. Insieme al P. Carbonell e al Fratello Gelabert fu assassinato vicino Tabernes il 23 agosto del 1936 all’età di 70 anni.

Padre Pablo Bori Puig (1864-1936). Nacque a Vilet de Maldá (Tarragona) ed entrò nella Compagnia nel 1891. Fu tesoriere del lebbrosario di Fontilles, e direttore spirituale dei gesuiti in dispersione. Assassinato a Valencia il 29 settembre del 1936 all’età di 72 anni.

Fratello Vicente Sales Genovés (1881-1936). Nato a Valencia, entrò nella Compagnia nel 1915. Dopo aver svolto l’incarico di portiere nel Noviziato di Gandía, fu destinato a Valencia. Assassinato il 29 settembre del 1936 all’età di 55 anni.

Fratello José Tarrats Comaposada (1878-1936). Nacque a Manresa ed entrò nella Compagnia nel 1895. Fu portiere ed infermiere nella casa professa. Assassinato il 28 settembre del 1936 all’età di 58 anni.

Padre Dario Hernándes Morato (1880-1936). Era nato a Buñol (Valencia) e fu ammesso nella Compagnia nel 1896. Rettore della casa professa di Valencia fu assassinato il 29 settembre del 1936 a 55 anni di età.

Padre Narciso Basté Basté (1866-1936). Nacque a San Andrés de Palomar (Barcellona) ed entrò nella Compagnia nel 1890. Direttore del Patronato della Gioventù Operaia a Valencia, fu assassinato in questa città il 15 ottobre del 1936 all’età di 70 anni.

Padre Anselmo Simón Colomina (1877-1936). Nato a Valencia, entrò nella Compagnia nel 1895. Fu Rettore del Collegio di San José. Assassinato a Picadero de Paterna (Valencia) il 29 novembre del 1936, all’età di 59 anni.

Padre Juan Bautista Ferreres Boluda (1861-1936). Nacque a Olleira (Valencia) ed entrò nella Compagnia nel 1888. Professore di Teologia Morale e di Diritto Canonico nel teologato di Sarriá. Morì a Valencia il 29 dicembre del 1936 in seguito ai maltrattamenti ricevuti. Aveva 75 anni.

Don Luis Campos Górriz (1905-1936). Ex alunno del Collegio di San José a Valencia, congregato mariano e Segretario Generale della Associazione dei Propagandisti, fu assassinato a Picadero de Paterna (Valencia) il 28 novembre del 1936.

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