Dedicata a S.Giuseppe Moscati
una nuova Cappella dell'Ospedale Gemelli

Francesco M.Valiante
[Articolo pubblicato sull'Osservatore Romano del 20 novembre 2000]

"Il dolore va trattato non come un guizzo o come una contrazione muscolare, ma come il grido di un’anima, a cui un altro fratello, il medico, accorre con l’ardenza dell’amore, la carità". E' un frammento ritrovato tra le carte di Giuseppe Moscati, il grande laico medico e cattedratico beneventano proclamato santo da Giovanni Paolo II il 25 ottobre 1987.

Sono parole che ancora oggi, a 73 anni dalla sua morte, non hanno perso la loro incalzante attualità. Parole che continuano a richiamare ogni operatore sanitario alla sua autentica vocazione. Parole che acquistano particolare eloquenza proprio perché scritte da un insigne uomo di scienza, il quale amava ripetere: "Non la scienza, ma la carità ha trasformato il mondo".

Il Policlinico Gemelli di Roma

Queste parole sono risuonate significativamente nel corso della cerimonia svoltasi nel pomeriggio di sabato 18 novembre presso il Policlinico Universitario "Agostino Gemelli", in occasione dell’inaugurazione e della benedizione della nuova Cappella dedicata a san Giuseppe Moscati.

A ricordarle è stato Padre Alfredo Marranzini s.j., promotore della causa di canonizzazione e profondo cultore del Moscati, all’omelia della Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo Elio Sgreccia, Vice Presidente della Pontificia Accademia per la Vita e Direttore del Centro di Bioetica dell’Università Cattolica.

Prima della Santa Messa è stata collocata in una nicchia a sinistra dell’altare una reliquia del santo donata dal religioso Cappuccino Padre Felice D’Onofrio, emerito di Clinica Medica presso la II Università di Napoli, il quale ha commemorato il Moscati presentandone un sintetico profilo biografico e spirituale.

Se il messaggio del grande laico campano resta oggi così vivo e pregnante, non è soltanto per la sua riconosciuta "scienza". Ma è soprattutto per la sua operosa e instancabile "carità", che ne ha fatto il medico di tutti, il medico per tutti: il "medico santo" della Napoli d'inizio Novecento.

Ad appena dieci giorni dalla visita compiuta alla Cattolica giovedì 9 novembre, è più che mai attuale la consegna che Giovanni Paolo II ha affidato alla comunità accademica: "il santo medico Giuseppe Moscati - ha detto - sia per voi un continuo monito, un concreto ideale di vita". "Dalle aule dell’Università Cattolica - ha auspicato - dovrebbero uscire tanti medici come lui!"

Al terzo piano del Policlinico Universitario "Agostino Gemelli", dove è ubicata la nuova Cappella, sono convenuti numerosi medici, docenti, personalità del mondo ecclesiale e scientifico, operatori sanitari e semplici pazienti.

La cerimonia si è svolta a conclusione dei lavori del Convegno su "Nuove frontiere per la bioetica: le biotecnologie", tenutosi nel corso della mattinata e nel primo pomeriggio presso il Centro Congressi della Cattolica, in occasione del 50° della rivista di bioetica, deontologia e morale medica Medicina e Morale, fondata nel 1951 da Padre Gemeffi.

Dopo l’ingresso dei concelebranti, che hanno portato processionalmente nella Cappella la reliquia del Moscati, Padre D’Onofrio ne ha ricordato la figura e l’opera, sottolineando il trinomio "scienza, pietà e attività benefica", col quale lo stesso Padre Gemelli aveva sintetizzto la sua luminosa eredità.

"In Moscati - ha detto - la Chiesa ha riconosciuto l’eroe della fede, e la scienza oggi riscopre in lui il ricercatore e il maestro". "L’uomo, il ricercatore, il medico-maestro - ha sottolineato - fanno un unico corpo in cui il substrato fondamentale è la fede."

Padre D’Onofrio ha dapprima inquadrato la figura di Moscati nell’ambiente scientifico del suo tempo, ricordando lo spirito positivistico di cui era imbevuto il mondo medico e accademico. Quindi ha parlato dello studioso e del "ricercatore appassionato", il quale dedicò tutta la sua esistenza all’attività ospedaliera e professionale, pur senza abbandonare l’impegno nell’Università.

Infine ha ricordato il "medico" e il "maestro": un "pioniere" dell’attività sanitaria, seguito continuamente da schiere di giovani allievi, sempre pronto ad approfondire e ad aggiornarsi, sempre disponibile e premuroso con gli ammalati.

"Nel continuo anelito alla verità - ha ricordato Padre D’Onofrio - Moscati ha capito che la migliore letteratura per un medico è la sofferenza che si legge nella "dolorante carne degli uomini". Per la sofferenza Moscati consuma letteralmente tutta la sua esistenza".

La sua vita è stata una continua tensione alla trascendenza, che lo ha portato a vedere nell’infermo la figura di Cristo e a vivere la propria fede della carità e nell’amore per la verità. Per questo, significativo è riecheggiato l’auspicio formulato da Padre D’Onofrio al termine della commemorazione: vedere un giorno il Moscati proclamato Patrono dei Medici accanto a san Luca.

Un breve ma incisivo "ritratto" del grande medico è stato tracciato poi da Padre Marranzini all’omelia della Santa Messa. Il religioso gesuita ha sottolineato la straordinaria venerazione popolare che ha circondato e continua a circondare la sua figura, ed ha ricordato quanto di lui hanno detto personalità come Paolo VI, Mons. Angelo Giuseppe Roncalli (futuro Papa Giovanni XXIII), Agostino Gemelli, Mons. Ercolano Marini, Filippo Bottazzi. Infine, ha concluso rileggendo il suo famoso scritto "Ama la verità", autentico programma di vita che Moscati tracciò nel 1922 e che resta oggi un solenne monito per ogni uomo di scienza.

Con il Vescovo Sgreccia hanno concelebrato, oltre ai Padri Marranzini e D’Onofrio, numerosi sacerdoti e religiosi legati alla Cattolica e impegnati nell’attività culturale e scientifica. Fra questi, Mons. Osvaldo Neves de Almeidia, Mons. Ignacio Carrasco de Paula, Padre Angelo Serra, Don Salvatore Privitera. Tra i partecipanti alla cerimonia erano i professori Luigi Ortona, Pro-Rettore per la Ricerca della Cattolica; Pasquale Marano, Preside della Facoltà di Medicina; Angelo Fiori, Condirettore di Medicina e Morale; Cesare Catanati, Direttore Sanitario del Policlinico "Gemelli".


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