Edizione integrale di due lettere del Prof. Moscati pubblicate finora |
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Sebastiano Esposito s.j. |
Le due lettere, molto rivelatrici dello spirito e dell’agire di Moscati, sono state pubblicate finora solo in parte, probabilmente per ristrettezza di spazio (1).
All’edizione integrale conviene premetterne brevemente la storia. Sono indirizzate a Rocco Buccico, il quale "nato a Ruoti (Potenza) il 9 gennaio 1855 e morto a Monticchio (Potenza) il 27 giugno 1924, fu perito forestale, dal 1882 direttore dell’azienda di Monticchio, di cui sistemò la foresta e vasti piani. Quale membro del Consiglio di commissariato civile e presidente della Lega anti-malarica promosse varie iniziative e diede valido impulso al commercio di prodotti agricoli e forestali, e delle acque minerali, di cui la più nota è quella di Monticchio" (2).
Il 15 giugno 1930, il dott. Giovanni Buccico inviava a suo nipote P. Michele Errichetti (1897- 1979), gesuita e Professore di Teologia alla Facoltà Teologica "S. Luigi" di Napoli, le due lettere dirette al fratello Rocco ed annotava molto acutamente: "Eccoti le due lettere originali del prof. Moscati, da cui anche nella corrispondenza di medico appare fulgidissima l’idea immensa di Dio. Ben possono esse figurare nella raccolta dei suoi scritti per la beatificazione" (3).
Ecco il testo integrale dei due scritti:
Napoli 21 genn. 923
Mio ill.mo Commendatore,
Vi sono infinitamente grato della preziosa vostra amicizia, che mi conservate costante, e del magnifico dono, che m’è arrivato in ottimo stato, e che m’ ha riportato col pensierosi doni e ai trofei di caccia di altra epoca, che ci sembra sognata e pure è esistita: l’epoca romantica.
Nei tempi calamitosi, che attraversiamo, in cui tutto è sorpassato e tutto è da rifare, il pensiero del passato ci dà infinito rimpianto. Ma speriamo che Dio abbia misericordia degli uomini, i quali troppo dimenticarono le sue massime in questo ultimo cinquantennio. Godo delle buone notizie della vostra salute, che vi auguro sempre prospera.
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Potete seguitare a interrompere le cure elettriche, tranne a riprenderle nella primavera. Circa l’uso dell’arsenico e dello iodio, vi regolate bene. Vorrei consigliarvi di prendere un farmaco, che vi potrebbe riuscire giovevolissimo, solo se usato a lungo: lo zolfo colloidale. E’efficacissimo per via ipodermica, ma molto doloroso. Si può prendere per bocca un bicchierino di zolfo colloidale (marca Clin , marca Savio Genova, etc.)
Vi prego ossequiarmi tutti di vostra eletta famiglia e di credermi sempre
dev.mo
Giuseppe Moscati
* * *
Napoli 5 gennaio 924
Mio caro commendatore,
Ho ricevuto ora la vostra carissima lettera, e, ancora una volta ringraziandovi del costante affetto per me, mi affretto a compiacermi delle buone notizie che mi date di vostra salute. Potete riprendere la cura iodo-arsenicale, e la cura elettrica. Non esiste incompatibilità fra questi farmaci e lo zolfo colloidale.
Certamente, se mi trovassi a Potenza, mi sarebbe molto grato venirvi a vedere a Monticchio, anche perché ho la nostalgia dei campi e del verde e della pace, che si gode solo tra le montagne, a cospetto di Dio!
Credetemi, con gli ossequi ai vostri,
cordialmente
Gius. Moscati
* * *
Nelle due lettere si può scorgere uno spontaneo ma preciso profilo autobiografico dell’uomo, del medico, del credente Moscati. Emerge l’uomo, con la sua sensibilità, i ricordi del passato, le angustie del presente e le speranze per il futuro. Un uomo che coltiva l’amicizia, che non dimentica le sue origini e le tradizioni, che rimpiange un certo passato e si muove con spirito critico in un difficile presente.
Emerge il medico esperto e preciso, che suggerisce le prescrizioni con il rispetto e l’affetto di un amico, sempre attento ma non allarmato. Emerge, soprattutto, la mente e il cuore di un credente che in ogni angolo della natura, in ogni momento della vita di un singolo uomo e nel processo totale della storia è convinto che esiste un Dio onnipotente e misericordioso e a Lui senza riserve si affida.
Note
1. Cfr: Marranzini: Giuseppe Moscati modello del laico cristiano di oggi, Roma 2003, pp. 275-276.
2. op. cit.,, p. 275.
3. op. cit.,p. 276. Tempo fa il sig. Benedetto Buccico, tramite il Fr. Corradino S.I., ha fatto cortesemente pervenire al nostro Archivio una fotocopia dei due documenti.
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