La maratona di Ulderico Lambertucci Elisabetta Nardi |
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E’ una sorta di "pellegrinaggio" che ho potuto fare insieme alla delegazione marchigiana che si è recata a Pechino per accogliere solennemente Ulderico Lambertucci, venuto a piedi dalle Marche per onorare la tomba del celebre conterraneo, il gesuita Matteo Ricci. Un viaggio in Cina è un desiderio che nutrivo da sempre. La Cina con i suoi "contorni misteriosi", le sue contraddizioni, il fascino delle pagode, la particolarità dei tratti somatici dei suoi abitanti, la vasta realtà agricola dell’interno e i grattacieli di Shangai…
Il colore rosso spicca ovunque, dal momento che in questa nazione è il colore della felicità e della fortuna. La Cina è anche la terra che conserva nel suo cuore, Pechino, le spoglie di un mio illustre conterraneo: Padre Matteo Ricci, grande uomo di fede e di scienza (1).
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| Pechino: Piazza Tienammen. [Foto: Elisabetta Nardi] |
E’ difficile trovare un’agenzia di viaggio che organizzi un tour con visita alla tomba di P.Matteo Ricci. Avevo cercato per mesi su internet ma senza trovare nulla, del resto per me sarebbe stato inconcepibile andare in Cina e non rendere un affettuoso e dovuto omaggio a questo grande gesuita.
La maratona Macerata-Pechino di Ulderico Lambertucci
Infine – casualmente o in realtà "provvidenzialmente" - vengo a conoscenza che una delegazione di Treia (Macerata), guidata dal consigliere regionale Franco Capponi, era in partenza per la Cina, per festeggiare l’arrivo del maratoneta Ulderico Lambertucci, che partendo da Macerata sarebbe arrivato a Pechino il 12 agosto 2006, per rendere omaggio alla tomba di Padre Matteo Ricci.
Era partito da Maceraa il 4 febbraio 2006, ma era già stato a Loreto per chiedere la protezione della Vergine e per prendere una immagine della Madonna lauretana da portare fino in Cina.
Chiedo di poter far parte della delegazione, e quasi come in un sogno ecco che qualche giorno dopo mi ritrovo in un aereo della "Air China" in partenza per Pechino!
Il volo Roma-Pechino dura dodici ore, si parte di sera e in tarda mattinata si arriva a Pechino. Il pomeriggio stesso dell’arrivo, seguendo la nostra esperta guida, Antonio De Biasio, raggiungiamo la celebre piazza Tianammen per aspettare l’arrivo di Ulderico Lambertucci e del suo fedele Team, composto dal giovane Zamir Dekavelli, mussulmano, che ha guidato il camper per 12.000 chilometri, e dal simpaticissimo Ferdinando Stacchiotti, amico fedele di Ulderico che ha voluto accompagnarlo per questa impresa che ha dell’impossibile.
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| Dal 4 Febbraio (Macerata), Ulderico Lambertucci giunge a piedi a Pechino il 12 agosto, per rendere omaggio al celebre maceratese Matteo Ricci. [Foto: Franco Capponi] |
Aggregato al team, in Cina c’era pure Antonio de Biasio, buddista, che si è occupato di fare da interprete e di svelare una parte dell'immensa regione cinese ad Ulderico e a tutti noi che eravamo venuti per festeggiare il suo arrivo.
L’arrivo di Lambertucci a Pechino
E’ il tardo pomeriggio, ed improvvisamente dal lato ovest di Piazza Tiananmen... ecco finalmente comparire di corsa Ulderico, con al collo il tricolore!
E’ difficile descrivere la commozione di quel momento, il vederlo arrivare, come un piccolo puntino in quella immensa piazza... Ce l’ha fatta! E’ riuscito a portare a termine la sua impresa, che entrerà nel guinness dei primati!
Lui, Ulderico, impresario edile, che ha appena compiuto sessant’anni, ed ha cominciato a correre solo da dieci, è riuscito, con la caparbietà e il coraggio che lo contraddiste, a percorrere passo dopo passo non solo una ben lunga distanza geografica, ma oltretutto irta di pericoli e difficoltà di ogni tipo, previste ed impreviste, comprese quelle burocratiche!
Ulderico ha camminato e pregato, pregato e camminato senza sosta per sei lunghi mesi: "Sono cattolico", ha dichiarato ai giornalisti. E quando non pregava… "cantavo il Salve o Regina".
Ma finalmente Ulderico è a piazza Tiananmen e si può dire che la felicità non gli faccia più sentire lo sforzo e la stanchezza... Può riabbracciare i suoi familiari e i suoi amici, in particolare la dolcissima moglie Delia, che un po' come Penelope con il suo Ulisse… ha atteso per mesi questo momento.
Una grande impresa, senza dubbio. Ma Ulderico è una persona semplice, diretta, schietta. Prima certo avevo sentito molto parlare di lui, ma non lo conoscevo personalmente, eppure con semplicità ecco che ci guardiamo in faccia, ci presentiamo e mi sembra di conoscerlo da sempre.
E’ un uomo di grande carisma. Sotto l’occhio vigile delle telecamere, guidate da Daniele Morini e dal suo collega Federico Borghesi, Ulderico viene salutato dalle autorità venute ad accoglierlo, dal consigliere regionale - nonché presidente dell’associazione - il maratoneta Franco Capponi, a cui va il plauso per la complessa organizzazione tecnica della lunga marcia Macerata–Pechino. Lo saluta il sindaco di Treia, Luigi Santalucia, e l’assessore allo sport della Provincia di Macerata, Alferio Canesin. Oltre alle autorità ci sono anche gli "sponsor" che hanno aderito all’impresa e che - conoscendo Ulderico - erano sicuri che non li avrebbe delusi!
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| Pechino: la chiesa dell'Immacolata, accanto all'ultima residenza abitata da P.Matteo Ricci. [Foto: Zamir Dekavelli] |
La chiesa dell'Immacolata: ultima residenza di Matteo Ricci
Questo clima di festa rende più bella quell’immensa piazza, dai contorni resi indefinita dalla nebbia, ma soprattutto la fa sembrare meno dispersiva. Dopo i saluti si va in albergo, il "Marco Polo Hotel", che si trova vicinissimo a quella che fu l’ultima residenza di Padre Matteo Ricci, luogo in cui ora sorge una chiesa cattolica dedicata all’Immacolata Concezione, e officiata dalla chiesa ufficiale.
Si va in gruppo a fare una visita alla chiesa, ci viene incontro un giovane sacerdote cinese che ha trascorso sei anni con Papa Giovanni Paolo II. La chiesa ha una facciata austera di pietra grigia, che non si affaccia direttamente sulla strada, ma su un cortile interno, molto ben tenuto. All’interno, nel presbiterio, ha una bellissima immagine della Madonna delle Grazie, decorata da due drappi rossi con delle scritte, ai lati due grandi tele raffiguranti due Angeli, e sopra il Tabernacolo un Crocifisso. Sappiamo che in Cina si fa molta fatica ad accettare l'immagine di un Dio crocifisso e sofferente… dal momento che i cinesi sono abituati alle immagini serafiche e contemplative del Budda.
Così scrive P.Matteo Ricci in una lettera a P.Ludovico Maselli s.j. del maggio 1605: |
La navata laterale sinistra presenta un altare dedicato al Sacro Cuore, immagine molto diffusa dai gesuiti, e nella navata laterale destra troneggia una statua di San Giuseppe, che tiene su una mano un candido giglio e sull’altra una squadra, attrezzo simbolo del suo mestiere di falegname. Singolari sono qui in Cina i ceri, a forma di piccole roselline colorate.
La vecchia Pechino in via di trasformazione
Dopo la visita alla chiesa, Antonio ci invita a seguirlo nella città vecchia, quella Pechino cioè che sta ormai scomparendo per far posto ai grandi ed anonimi grattacieli. Molte case presentano disegnato sui muri l’ideogramma che significa "Demolire". La città si prepara a cambiare volto per le Olimpiadi del 2008, e ciò farà sì che migliaia di persone dovranno trasferorso in altre zone.
Nella città vecchia vigevano regole precise: le case non potevano essere più alte della soglia del trono dell’Imperatore, le porte dovevano essere rigorosamente rosse, il colore della felicità, e all’ingresso dovevano essere poste due pietre laterali, la cui forma indicava il tipo di persona che abitava all’interno: per esempio le pietre arrotondate in cima indicavano la presenza di un militare, le pietre squadrate la presenza di un letterato.
Lungo le vie della Pechino storica si ha modo di osservare la vita quotidiana che vi si conduce: c’è chi mangia all’aperto usando i classici bastoncini, usati con le tipiche ciotoline colme di riso condito con carne, pesce o vegetali. In molti sono riuniti intorno a dei tavolini a giocare con giochi tipici. Lungo la via è possibile vedere anche piccoli negozi dove si fanno, con molta maestria, gli spaghetti a mano, anche se le condizioni igieniche non sono sempre delle migliori.
In alcuni punti è possibile vedere le case che sono state già abbattute, o i proprietari delle case destinate alla demolizione che portano via le loro suppellettili... E’ la legge del progresso...
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| Una mamma cinese in un piccolo negozio della antica Pechino in via di trasformazione. [Foto: Elisabetta Nardi] |
Il 10 agosto la delegazione ha visitato Yonghe Gong, cioè il "Palazzo dell’Eterna Armonia". Originariamente era la residenza privata del principe Yong, quando egli divenne imperatore nel 1723. La sua casa, essendo egli divenuto il "Figlio del Cielo", venne trasformata in un monastero, in accordo alla tradizione cinese. Da quell’epoca il tempio è di proprietà della setta dei "Cappelli Gialli", il cui leader spirituale è il Dalai Lama. Il tempio ospita nella parte centrale, "Budda Maitreya", una statua alta 26 metri ricavata da un unico pezzo di legno di sandalo. Nel tempio c’è una profonda atmosfera di preghiera, che sale al cielo accompagnata dal profumo degli incensi.
A poca distanza dallo Yonghe Gong, dalla parte opposta c’è il Kong Mao, ossia il "Tempio di Confucio, tempio in cui gli imperatori si recavano ad offrire sacrifici a Confucio per ottenere protezione durante il tempo del loro governo. Il luogo, costruito nel 1306, era sicuramente frequentato anche da Padre Matteo Ricci. Ora il bellissimo tempio, che era stato abbandonato durante la Rivoluzione culturale, è in restauro.
Il "Palazzo d’Estate", Yihe Yuan, sorge poco distante dalle macerie del precedente edificio dello stesso nome, che era stato edificato su progetto dell’artista e missionario gesuita Giuseppe Castiglioni, e che fu distrutto durante la seconda guerra dell’oppio. Fu ricostruito dalla dinastia Qing nel 1888, per soddisfare un desiderio dell’Imperatrice vedova Dowager Cixi. Per costruire questo palazzo l’imperatrice utilizzò i soldi destinati alla flotta, e a ricordo di ciò fece costruire un padiglione a forma di nave.
Nel giardino non mancano gli elementi caratterizzanti ogni giardino cinese: acqua e montagne, rappresentate da rocce, mentre a guardia di ogni porta ci sono degli animali mitologici: il drago, che simboleggia l’Imperatore, e la Fenice, associata all’Imperatrice, ma che è anche simbolo di longevità.
Il giorno 11 agosto si parte all’alba per visitare la Wanli Changcheng, meglio nota come "La Grande Muraglia". Purtroppo una fitta nebbia non permette di vedere lo snodarsi di questo incredibile e interminabile serpente di mattoni, che sale e scende lungo le colline intorno a Pechino. Però la nebbia rende tutto indefinito e vago, quasi etereo. La Grande Muraglia fu costruita nel 220 a.C. da Qin Shi Huangdi, primo imperatore cinese e fondatore dell’Impero, con lo scopo di difendere l’Impero dai Mongoli. Lambertucci, da buon costruttore edile, rimane affascinato da questa possente costruzione.
Dopo la Grande Muraglia si passa alle Tombe dei Ming, a Shisan Ling. Tredici di sedici imperatori della dinastia Ming si trovano sepolti in questo luogo circondato quasi interamente da colline. La via d’accesso da sud è caratterizzata dalla presenza di numerose "porte dell’onore", protette dai guardiani in pietra. L’unica tomba visitabile è quella di Ding Ling che visse al tempo di Padre Matteo Ricci.
Nota:
1. Per una biografia essenziale della vita e dell'opera di P.Matteo Ricci si può leggere l'articolo di Paolo Molinari s.j.: "Matteo Ricci, primo missionario in Cina", disponibile in questo stesso sito.
| Parte Seconda |
Altri articoli su P.Matteo Ricci:
- Matteo Ricci, primo missionario in Cina", di Paolo Molinari s.j.
- Matteo Ricci: la "fama di santità", di Pasquale D'Elia s.j.
- La figura e l'opera innovativa di P.Matteo Ricci in Cina - Conferenza di Juan Casanovas s.j.; Redazione di Adele Appignanesi ed Elisabetta Nardi.
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