|
Nota del nuovo Responsabile diocesano della promozione dell'Apostolato della Preghiera e del culto al Sacro Cuore di Gesù, pubblicata in Nuova Stagione n. 2, del 17 gennaio 2010, p. 4
E' tuttora valido e impegnativo quanto, sia pure nel lontano 1985, il Papa Giovanni Paolo II - ricevendo in udienza speciale 47 gesuiti di 42 nazioni, rappresentanti di migliaia di direttori diocesani e parrocchiali dell'Apostolato della Preghiera riuniti a Roma dall'8 al 14 aprile, per il Congresso dei Segretari Nazionali dell'Apostolato della Preghiera - disse: "L'Apostolato della Preghiera - che io conosco e apprezzo da molti anni - vuole esaltare il valore apostolico della preghiera della Chiesa".
![]() |
A questo proposito, egli fece osservare: "Inculcando la spiritualità della 'offerta' in unione con l'oblazione di Cristo nella Santa Messa, l'Apostolato della Preghiera è sulla scia dell'insegnamento conciliare, che ha presentato il Sacrificio Eucaristico come fonte, centro e culmine di tutta la vita cristiana (cfr. Lumen gentium, 11; Presbiterorum Ordinis, 5; Ad gentes, 9), e pone nel suo giusto valore la 'preghiera dei fedeli', che la Chiesa ha ripristinato nella Celebrazione eucaristica e nella Liturgia delle Ore (cfr. Sacrosanctum Concilium, 53)".
"All'Apostolato della Preghiera - egli aggiunse - si deve in gran parte attribuire la vitalità dello spirito di offerta, di immolazione della vita cristiana, la consapevolezza di collaborare all'opera della Redenzione, come pure il vigore della spiritualità incentrata nel Cuore di Gesù, la consacrazione delle famiglie, delle città, delle nazioni al Cuore di Gesù".
"L'Apostolato della Preghiera - sottolineò ancora Giovanni Paolo II - può portare un contributo valido e concreto per la diffusione a tutti i livelli della grande e consolante enunciazione che ogni cristiano può essere intimamente unito a Cristo Redentore, mediante l'offerta della propria vita al Cuore di Cristo".
"Continuate, con sempre maggiore e rinnovato impegno - chiese poi il Papa - a raccomandare e a diffondere la pratica dei 'Primi Venerdì': riconciliato con Dio, con la Chiesa e con i fratelli mediante il sacramento della Penitenza, il fedele - fece notare Giovanni Paolo II - si unisce, cibandosi del sacramento dell'Eucaristia, al Cuore di Gesù e partecipa al suo atteggiamento di offerta e di riparazione".
E' l'augurio, l'invito, la concreta e chiara 'consegna' che all'inizio del 2010 - e per tutta la sua durata - i gruppi dell'Apostolato della Preghiera della Diocesi di Napoli accoglieranno e attueranno con senso di responsabilità e spirito di servizio a Cristo e alla Chiesa; ciascuno per la sua parte, secondo il ruolo, i compiti specifici e la diversità dei doni dello Spirito, per condividerli - attraverso la personale, attiva, illuminata, quotidiana collaborazione di ognuno - con tutti coloro che Dio ama e vuole aiutare a salvarsi.
Napoli, 1 novembre 2009
Reverendo Padre Puca,
recentemente si è reso libero l'Ufficio di Assistente diocesano dell'Apostolato della Preghiera. In considerazione della Tua particolare sensibilità, come pure della Tua preparazione culturale e spirituale, sono giunto alla decisione di nominarTi Assistente Diocesano dell'Apostolato della Preghiera.
Sono certo che in questo ministero favorirai lo zelo e la devozione al Cuore di Cristo, contribuendo alla santificazione delle anime.
Con la materna intercessione della Beata Vergine Maria, Madre di Dio, e dei nostri Santi protettori, Ti auguro un fecondo apostolato, e di cuore Ti benedico.
Cardinale Crescenzio Sepe
Arcivescovo Metropolita di Napoli
"Un organismo ricco e vitale" |
Articolo dello stesso autore, pubblicato in Nuova Stagione n. 5
del 7 Febbraio 2010, p. 4
L'Apostolato della Preghiera oggi conta milioni di iscritti ed è presente in tutte le diocesi italiane. La sua origine risale al 3 dicembre 1844, per intuizione del gesuita P. Francesco Saverio Gautrelet. Un altro gesuita, P. Enrico Ramière, contribuì moltissimo alla sua diffusione all'interno delle diverse comunità ecclesiali.
Si tratta di un'Associazione che, fin dalle sue origini, è stata caratterizzata da una spiritualità solida, evangelica, profonda e semplice; una forma concreta di partecipazione responsabile alla vita e all'apostolato della Chiesa, per la edificazione del Regno di Dio, in unione con Cristo presente ed operante in essa attraverso i suoi discepoli, uniti a Lui soprattutto mediante la loro partecipazione alla sua offerta al Padre, particolarmente con il Sacrificio Eucaristico.
Le condizioni essenziali per farne parte sono indicate nei suoi primi Statuti, approvati dal Papa Pio IX nel 1866. Particolarmente caratterizzante quella di fare proprie tutte le intenzioni del Sacratissimo Cuore di Gesù. Quelli attualmente in vigore, approvati dal Papa Paolo VI nel 1968, sono stati redatti alla luce dell'insegnamento del Concilio Vaticano II.
In una lettera del 27 marzo 1969, inviata dal Segretario di Stato Vaticano Cardinale Amleto Giovanni Cicognani a nome di Paolo VI al P. Pedro Arrupe, Preposito Generale della Compagnia di Gesù e Direttore Generale dell'Apostolato della Preghiera, sono espressamente indicati alcuni elementi caratteristici ed essenziali di una realtà ecclesiale descritta come una "tra le istituzioni più salutari che sono sorte nella Chiesa e che lavorano per la Chiesa".
In primo luogo, "la stretta unione con i1 Sacrificio Eucaristico, proposto agli iscritti all'Apostolato della Preghiera, da attuarsi mediante la quotidiana offerta spirituale di se stessi, in modo che il Sacrificio della Messa diventi il fondamento e il centro della loro vita".
Viene poi sottolineato "come degno di lode, il fatto che l'Apostolato della Preghiera attribuisca grande importanza al culto al Cuore SS. di Gesù. (...) Infatti la pietà eucaristica, per mezzo della quale l'intera vita dei fedeli è formata e orientata alla perfetta partecipazione alla S. Liturgia, viene ancor più abbondantemente nutrita dalla devozione al Cuore SS. di Gesù, cioè dalla conoscenza, dal culto e dall'imitazione dell'amore del Salvatore divino «che amò fino alla fine i suoi che erano nel mondo» (Giovanni 13,1)".
Inoltre, viene fatto osservare che "l'Apostolato della Preghiera, conservando la sua forma originale, ma adattata meglio alle necessità del nostro tempo, conduce i suoi aderenti ad una solida e sincera pietà, dal momento che insegna loro a dare a tutta la vita il carattere di impetrazione e di espiazione".
Infine, nella linea di quei sussidi raccomandati dal Concilio Vaticano II, viene raccomandato di promuovere "un culto più intenso verso lo Spirito Santo il quale abita, come in un tempio, nella Chiesa e nel cuore dei fedeli, prega in essi e rende testimonianza della nostra adozione di figli".
E' sicuramente questo il contesto, l'orizzonte e lo spirito nel quale vorranno vivere e agire gli aderenti all'Apostolato della Preghiera delle varie realtà ecclesiali della Diocesi di Napoli.
Anche se, forse, sono impegnati attivamente pure in altri servizi pastorali, per il bene del popolo di Dio, in nome della Chiesa. Questa, infatti, come ha ricordato il Santo Padre Benedetto XVI domenica 24 gennaio scorso, è "un organismo ricco e vitale, non uniforme, frutto dell'unico Spirito che conduce tutti ad una unità profonda, assumendo le diversità senza abolirle e realizzando un insieme armonioso".
al servizio della gente |
Articolo dello stesso autore, pubblicato in Nuova Stagione n. 9
del 7 Marzo 2010, p. 4
San Claudio La Colombière, sacerdote della Compagnia di Gesù, fu grande apostolo della devozione al Cuore Sacratissimo di Gesù. Annoverato tra i santi da Giovanni Paolo II il 31 maggio 1992, la sua memoria litugica viene celebrata il 15 febbraio, giorno in cui si concluse la sua breve esistenza terrena.
![]() |
Era vissuto infatti solo 41 anni, perché nacque il 2 febbraio 1641 nella regione francese del Delfinato e morì il 15 febbraio 1682 a Paray-le-Monial, piccolo centro della Francia. Egli è ricordato soprattutto perché fu confessore e maestro di vita spirituale di Santa Margherita Maria Alacoque, suora della Visitazione di Paray-le-Monial e grande confidente del Sacratissimo Cuore di Gesù.
La sua figura fu richiamata all'attenzione dei promotori regionali, dei direttori diocesani, delle animatrici e degli animatori e dei numerosi aderenti all'Apostolato della Preghiera, da padre Peter-Hans Kolvenbach, Preposito Generale della Compagnia di Gesù e Direttore generale dell'Apostolato della Preghiera, il 2 luglio del 1988, nell'omelia da lui pronunciata nel corso della Celebrazione eucaristica per la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù.
Successivamente, in occasione del 150° anniversario della fondazione dell'Apostolato della Preghiera, padre Kolvenbach il 10 giugno del 1994, Solennità del Sacro Cuore inviò una lettera a tutti i Superiori Maggiori della Compagnia di Gesù ed un Messaggio ai direttori diocesani, ai segretari nazionali e regionali, ai promotori e ai membri dell'Apostolato della Preghiera e a quanti offrono ogni giorno la loro vita al Signore per il servizio della Chiesa e per la salvezza della famiglia umana.
Nella Lettera descrisse l'Apostolato della Preghiera come «un ministero di preghiera al servizio del popolo, tra la gente semplice, tra quelli che si fanno piccoli, per la facilità con la quale tutti possono iniziarsi alle sue pratiche e insegnarsele vicendevolmente. La solida spiritualità che si manifesta in queste pratiche permette ai Vescovi e ai pastori di tutti i Paesi di incoraggiarne l'uso nel popolo, specialmente dove prevalgono piccole comunità ecclesiali».
«Viviamo - fece rilevare Kolvenbach nel Messaggio - in un mondo secolarizzato che ha continuo bisogno sia di preghiera sia di valori interiori dello Spirito. Noi crediamo che il Cristo invita ogni persona di questo mondo ad unirsi a Lui e a collaborare con Lui alla redenzione del mondo. In questa prospettiva guardiamo all'Apostolato della Preghiera nella funzione di diffondere questo invito fino ai confini del mondo».
In questo contesto, lo scorso mese di febbraio, dal 16 al 20, si è tenuto a Roma, presso la Curia Generalizia della Compagnia di Gesù, un incontro presieduto da padre Adolfo Nicolás, attuale Superiore Generale dei Gesuiti e Direttore Generale dell'Apostolato della Preghiera, cui hanno partecipato i quattro Consiglieri internazionali dell'Apostolato della Preghiera provenienti da quattro continenti, insieme con il Delegato internazionale, per discutere i percorsi di rinnovamento di questo servizio che il Santo Padre affida alla Compagnia di Gesù.
Nella stessa linea, ed in ordine ai medesimi obiettivi, anche se, ovviamente con modalità e dimensioni diverse, si colloca pure l'incontro regionale, in programma per la mattina di lunedì 22 marzo presso la Curia di Pompei, dei Direttori e dei Presidenti diocesani dell'Apostolato della Preghiera.
Esso prevede una riflessione comune in vista di un eventuale riassetto del Consiglio regionale, di una eventuale opportuna condivisione circa alcune iniziative per una sempre migliore valorizzazione dell'Apostolato della Preghiera come mezzo di formazione e di evangelizzazione della comunità cristiana nelle Diocesi della Regione.
"La spiritualità eucaristica" |
Articolo dello stesso autore, pubblicato in Nuova Stagione n. 14
del 18 Aprile 2010, p. 2
L'evento della Cena del Signore con i suoi discepoli, prima della festa di Pasqua, si attualizza ogni volta che un presbitero compie ciò che ha fatto Gesù di Nazaret la sera in cui, con grande calore umano, celebrò l'Eucaristia. Secondo quanto leggiamo nel Vangelo di Marco:
«Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: "Prendete, questo è il mio corpo". Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: "Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza"» (Marco 14, 22-24).
L'Apostolo Paolo, scrivendo ai cristiani di Corinto (1 Corinti 11, 23 - 25), sottolinea due aspetti essenziali per la fede cristiana e, di conseguenza, per l'essere e l'agire della comunità dei discepoli di Gesù. Il primo è che dall'Eucaristia nasce un popolo nuovo, il popolo della Nuova Alleanza nel segno del Corpo e del Sangue di Cristo: la Chiesa, che proclama la sua morte che salva e vive nell'attesa operosa della sua venuta. Il secondo è che l'Eucaristia, memoriale del sacrificio di Cristo al Padre che Egli ama, è un gesto di amore del Padre e del Figlio per ogni uomo e, al tempo stesso, una sorgente di vita per chi vi partecipa con fede, accettandone, cioè, il senso, il mistero e l'impegno di vita nuova che essa richiede.
Per gli aderenti alla realtà ecclesiale dell'Apostolato della Preghiera, la spiritualità eucaristica è un elemento essenziale e caratterizzante della sua identità.
Nell'Eucaristia, sacrificio offerto da Cristo al Padre per la purificazione e la salvezza di tutti gli uomini, anche la vita dei fedeli, la loro lode, la loro sofferenza, la loro preghiera, il loro lavoro sono uniti, infatti, a quelli di Cristo e diventano, perciò, espressione della loro personale partecipazione all'amore e all'offerta di Cristo per la salvezza dell'umanità.
L'Eucaristia contiene inoltre, ed esprime, tutte le forme della preghiera cristiana: la relazione viva e personale dei figli con il loro Padre, l'adorazione, la benedizione, la lode, l'offerta, la riparazione, la domanda, l'intercessione, il ringraziamento. Essa indica pure ai fedeli le necessarie disposizioni per una vera preghiera cristiana; rivolta cioè a Dio con gli stessi sentimenti di Cristo: purezza di cuore, che cerca il Regno del Padre e perdona i nemici; fiducia e audacia filiale nelle richieste; vigilanza e prudenza che protegge dalle tentazioni.
"Consacrazione e riparazione" |
Articolo dello stesso autore, pubblicato in Nuova Stagione n. 30
del 12 Settembre 2010, p. 6
La consacrazione e la riparazione sono i due elementi essenziali e caratterizzanti dell'Apostolato della Preghiera, che ha come obiettivo l'annuncio e la testimonianza del Regno di Dio all'interno della comunità ecclesiale. Sin dai primi Statuti, approvati da papa Pio IX nel 1866, l'Apostolato della Preghiera viene descritto come uno stile di vita del cristiano che vuole «fare proprie tutte le intenzioni del Sacrantissimo Cuore di Gesù».
Ciò attraverso la personale offerta quotidiana, sia delle proprie preghiere di lode, di implorazione, di ringraziamento e di riparazione, sia delle proprie azioni, fatiche, rinunce e sofferenze. Attualmente queste sono indicate dallo stesso Pontefice e dal Presidente della Conferenza Episcopale al Preposito generale della Compagnia di Gesù che ne è il Direttore generale.
Vivere la spiritualità dell'Apostolato della Preghiera vuol dire fare propri ed esprimere concretamente ogni giorno, nelle abituali vicende della personale esistenza, gli stessi sentimenti, atteggiamenti e valori di Gesù Cristo; ripresentare oggi, attraverso la propria persona, all'interno della Chiesa e dell'umanità, il suo essere ed il suo agire di Figlio che ama il Padre e si dona a Lui totalmente, fino ad immolare se stesso come vittima di espiazione per riparare i peccati degli uomini e salvarli, dando così gloria al Padre.
Infatti, proprio perché ha amato il Padre, Gesù si è dedicato totalmente all'opera che il Padre gli ha affidata: annunciare la Buona Notizia del Regno che il Padre vuole condividere con tutti coloro che accolgono il dono del suo amore; indicare ad ogni essere umano il modo concreto per incontrare ed amare il Padre. Ma si è pure offerto personalmente al Padre come vittima di espiazione, per redimere e così salvare tutti coloro di cui, con la sua Incarnazione nel grembo di Maria per opera dello Spirito Santo, è diventato fratello.
Rapportarsi perciò quotidianamente a Cristo Figlio di Dio, che ama il Padre e coloro che il Padre vuole salvare, per cui si consacra interamente a ciò che sta a cuore al Padre, fino ad offrire se stesso come vittima di riparazione per espiare i peccati degli uomini, per il cristiano che vive la sua fede secondo la spiritualità dell'Apostolato della Preghiera vuol dire esprimere una concreta condivisione ed una tangibile attualizzazione dell'essere e dell'agire di Cristo, oggi, nella Chiesa e nell'umanità.
E questo in piena sintonia con le indicazioni di Benedetto XVI che, nella sua Enciclica "Spe salvi" (30 novembre 2007), accennando all'offerta delle «piccole fatiche del quotidiano», raccomandata dall'Apostolato della Preghiera quale espressione di condivisione, da parte del cristiano, dell'offerta di Cristo al Padre, ricorda che essa potrebbe «contribuire all'economia del bene, dell'amore tra gli uomini».
"Testimoniare la vita eucaristica" |
Articolo dello stesso autore, pubblicato in Nuova Stagione n. 1
del 9 Gennaio 2011, p. 10
Testimoniare e promuovere, nella comunità ecclesiale, un'autentica vita eucaristica è uno degli aspetti essenziali e caratterizzanti dell'Apostolato della Preghiera. Nel "Compendio del catechismo della Chiesa Cattolica", approvato e promulgato da Papa Benedetto XVI, è affermato che «Gesù Cristo è presente nell'Eucaristia in modo unico e incomparabile. È presente, infatti, in modo vero, reale, sostanziale: con il suo Corpo e il suo Sangue, con la sua Anima e la sua Divinità. In essa è quindi presente, in modo sacramentale, cioè sotto le specie eucaristiche del pane e del vino, Cristo tutto intero: Dio e uomo» (n. 282).
Recentemente, nella sua catechesi del mercoledì, il Santo Padre ha con fidato con gioia ai fedeli convenuti in piazza san Pietro, una sua personale percezione: «Oggi, nella Chiesa c'è una "primavera eucaristica". Quante persone sostano silenziose dinanzi al tabernacolo, per intrattenersi in colloquio d'amore con Gesù. È consolante che non pochi giovani hanno riscoperto la bellezza di pregare in adorazione davanti al Santissimo Sacramento».
Sempre a proposito del mistero eucaristico, Benedetto XVI, in occasione dell'apertura del convegno ecclesiale della diocesi di Roma, aveva già richiamato l'attenzione dei fedeli sull'insegnamento del Concilio Vaticano II che, nel Decreto "Presbyterorum ordinis", aveva sottolineato la centralità dell'Eucaristia nella vita della Chiesa, dal momento che in essa «è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo. Per questo è importante che una conoscenza più approfondita del mistero del Corpo e del Sangue del Signore sia avvertita come un'esigenza dalle diverse comunità della nostra diocesi».
Al tempo stesso il Pontefice ha sottolineato che «l'Eucaristia è il memoriale della morte e risurrezione di Gesù Cristo, del suo amore fino alla fine per ciascuno di noi, memoriale che Egli ha voluto affidare alla Chiesa perché fosse celebrato nei secoli».
Non c'è dubbio che le riflessioni, le osservazioni e le richieste del Santo Padre sono valide ed attuali anche per le altre comunità ecclesiali. Perciò, i diversi Centri dell'Apostolato della Preghiera presenti nella Chiesa di Napoli vorranno certamente tenerne conto nel promuovere ed attuare concrete iniziative pastorali nel corso dell'anno liturgico appena iniziato.
È quanto ha vivamente raccomandato il Direttore diocesano nei due incontri avuti lo scorso 22 ottobre presso la Casa Madre delle Ancelle del Sacro Cuore di Santa Caterina Volpicelli, con circa 140 animatrici ed animatori dell'Apostolato della Preghiera e lo scorso 26 novembre, nella chiesa del Gesù Nuovo, con il Consiglio diocesano dell'Associazione, i cui sedici membri che ne fanno parte provengono da sette dei tredici decanati della Diocesi (1°, 2°, 3°, 5°, 9°, 11°, 12°).
"Espressione di amore a Cristo e alla Chiesa" |
Articolo dello stesso autore, pubblicato in Nuova Stagione n. 43
del 27 Novembre 2011, p. 10
All'inizio del nuovo millennio, il 6 gennaio 2001, quando era appena concluso il Grande Giubileo del 2000, Giovanni Paolo II inviò a tutta la Chiesa la Lettera apostolica "Novo millennio ineunte". Giova ricordare che è tuttora attuale un'osservazione che in essa fece il Santo Padre: «Una preghiera che apre il cuore all'amore di Dio, l'apre anche all'amore dei nostri fratelli e sorelle e rende capaci di costruire la storia secondo il progetto di Dio».
Nell'omelia per l'apertura della Porta Santa della Basilica Vaticana, all'inizio del Grande Giubileo, il Papa aveva chiesto ai fedeli di pregare per l'avvenire della Chiesa ma anche di prendere sempre più responsabilmente coscienza della propria identità e della conseguente necessaria testimonianza personale al suo interno «in modo che essa possa brillare sempre più nella varietà dei suoi doni e nella sua unità, lungo il suo cammino».
Il 6 gennaio 2001, invece, prima di procedere alla chiusura della Porta Santa e di firmare la Lettera apostolica "Novo millennio ineunte", durante l'omelia invitò tutte le componenti della comunità ecclesiale ad una vera e propria professione di fede in Colui nel quale va riposta tutta la personale fiducia di fronte alle sfide con le quali la Chiesa e il mondo dovranno ogni giorno confrontarsi.
Sempre nella "Novo millennio ineunte" il Pontefice invitava i credenti a contemplare il volto del Signore. Nel linguaggio biblico il volto è come lo specchio del cuore. Perciò, secondo l'invito del Papa, contemplare il volto del Signore, è contemplare il cuore del Signore. Come credenti in Cristo, dunque, non dobbiamo contemplare soltanto il mistero dell'amore di Cristo, ma dobbiamo renderci anche partecipi del suo mistero di amore, diventando il più possibile copie viventi di Cristo ed esprimendolo nella quotidianità delle nostre situazioni personali. E come la nostra testimonianza di fede sarebbe sicuramente molto povera «se noi per primi non fossimo contemplatori del suo volto», così la testimonianza specifica di quanti fanno parte dell'aggregazione ecclesiale dell'Apostolato della Preghiera e si propongono di promuovere la devozione al Cuore di Gesù sarebbe inefficace se essi non si dedicassero prima di tutto a contemplare il Cuore di Cristo.
Infatti, come fece osservare Giovanni Paolo II in un'altra sua omelia, in occasione di una celebrazione liturgica ad Elbhg, in Polonia, il 6 giugno 1999, «tutto ciò che Dio ci ha voluto dire di sé e del suo amore l'ha collocato nel Cuore di Gesù, e mediante il suo Cuore, ci ha voluto comunicare tutto. Nel Cuore di Gesù leggiamo il disegno divino ed eterno della redenzione del mondo. È un disegno d'amore». Si può dunque concludere che, contemplando il Cuore di Cristo, il cuore di ogni cristiano impara a conoscere il vero senso della sua vita e della sua specifica chiamata alla santità.
![]() |
|