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L'Associazione "Murolo" Pasquale Salvio |
"Abbiamo bisogno di Dio e ne siamo alla ricerca…"
A conclusione della mia breve riflessione sulla "Tregiorni" al Gesù Nuovo, vorrei sottolineare il ruolo di uno dei tre soggetti proponenti: l’Associazione "Fratelli Emma, Paola e Franco Murolo". Lascio ad una breve scheda il compito di illustrarne lo scopo e la storia e ad un’intervista all’attuale Presidente, Gabriella Butera, la descrizione delle linee programmatiche e delle prospettive di lavoro, che nascono da un silenzioso e singolare lavoro che l’Associazione porta avanti da circa 25 anni.
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[Incisione del 1609] |
Noi laici "ignaziani" siamo formati alla scuola della spiritualità di Ignazio di Loyola, e in particolare a quella dei suoi Esercizi Spirituali. È lì che il Fondatore della Compagnia di Gesù ha messo il "segreto" della grazia particolare che Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, dona all’uomo. È in questa esperienza che egli incontra, in modo particolare e profondo, il suo Creatore, per mettere "ordine" nella propria vita.
Questo percorso lo fa riconoscere creatura amata, fragile nella sua condizione umana, forte nella scelta di campo di Gesù, suo compagno di cammino nell’annuncio della Buona Notizia (traduzione del termine greco "Vangelo"), contemplativo nell’azione. Fino al dono totale di se stesso: "Prendi, Signore, e accetta la mia libertà…"
Quando Emma – una giovane 25enne della Cvx, prossima alla laurea in medicina - e i suoi fratelli morirono in un incidente stradale, fu immediata la risposta di noi, suoi amici, al desiderio di "ricordarli" dei loro Genitori, anch’essi oggi defunti: creammo, insieme, un’associazione di laici, che promuovesse gli Esercizi, in particolare per i giovani, affinché tale esperienza avesse l’importanza centrale nel cammino di Fede e di Vita che ebbe per Emma.
Un’esperienza vissuta col sorriso che le incorniciava il volto e che Lorena, donna del Nord trapiantata a Napoli, una donna arrivata per caso alla recente "tre-sere", ha saputo sintetizzare in due sentimenti che ha portato "dentro" come frutto del cammino: emozione e gioia, capendo – cito testualmente quanto mi ha scritto in una email successiva – "una cosa importante: tutti abbiamo bisogno di Dio e ne siamo alla ricerca. Ho capito che la fede è qualcosa di molto fragile, si ha fede finchè non ci accade nulla di importante e si ricerca Dio quando ci si rende conto delle proprie ‘miserie’. Ma la cosa più fantastica è che Lui è lì che ci aspetta. Ho capito che la speranza è la strada giusta ed è quella che io voglio percorrere. Sono stata molto contenta di aver incontrato molte persone. Grazie ancora e spero in un prossimo incontro".
Con questi sentimenti, Lorena si è rimessa a camminare "sulle strade dell’Uomo…" E non da sola. Figlia, come i suoi compagni di cammino, del Padre Nostro, ch’è sintesi delle Beatitudini e Carta Costituente del Popolo di Dio.
Egli che ci chiede d’incontrarLo nella preghiera, nella Parola, nei Sacramenti, nel volto dell’Altro, soprattutto povero e oppresso, nel Creato che ha consegnato alla nostra responsabilità.
E semplicemente per dirci che, in Cristo, per Cristo e con Cristo, siamo figli Suoi, che, come un Papà e una Mamma, ci vuole bene e desidera il nostro bene. E che vorrebbe sentirsi dire, proprio come un Papà e una Mamma, da noi, suoi figli, "Ti voglio bene", "ci vogliamo bene".
Per poi cercarne l’abbraccio. E trovarlo…
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ASSOCIAZIONE "FRATELLI EMMA, PAOLA E FRANCO MUROLO" - La scheda L'Associazione nasce nel 1984 per volontà dei coniugi Murolo e degli amici della CVX del Gesù Nuovo di Napoli, per continuare l'impegno cristiano dei loro giovani figli, Emma, Paola e Franco, prematuramente scomparsi in un incidente nell'agosto del 1982. Impegno che essi avevano attualizzato sia nell'ambito parrocchiale che all'interno dell'associazionismo cattolico e della Città. Ad oggi, l'Associazione ha sostenuto economicamente oltre mille giovani, alcuni gruppi e famiglie nella partecipazione ai "tempi forti" di preghiera, in particolare agli Esercizi Spirituali ignaziani, metodo di preghiera, meditazione, revisione e ordine della propria vita. Alcuni membri hanno partecipato anche alle iniziative di formazione per Guide di gruppi e per incontri di Spiritualità promossi dall’equipe di P. Michele Lavra s.j. L'Associazione promuove, inoltre, l'approfondimento di nuovi linguaggi e strumenti relazionali nell'ambito del rapporto fede-vita per i giovani del nostro tempo. Presidente è Gabriella Butera, succeduta due anni fa ai due precedenti, Pio Caso e Pasquale Salvio. Lo Statuto prevede Soci Fondatori e Ordinari. L'Associazione fa parte della FIES (Federazione Italiana Esercizi Spirituali) nella persona del Presidente pro-tempore. Esiste un sito web www.associazionemurolo.org, attualmente in fase di riprogettazione. Promuove la pubblicazione di piccoli sussidi di spiritualità. L’Associazione ha sede presso i Gesuiti, in Via San Sebastiano, 48/D – Napoli – Tel. 081.55.78.111. |
Dal Diario spirituale di Emma Murolo
Cangiani, Sabato 2 settembre 1978
Signore,
quest'anno sono venuta qui a Cangiani con l'intenzione ferma e sincera di cercare e trovare la Tua volontà durante questi esercizi. Anche se, cammin facendo, ho dovuto accettare l'evidenza che molto probabilmente ero venuta qui con un’idea già ben precisa di quale "doveva" essere la Tua volontà; insomma, anche se involontariamente, mi ero comportata proprio come chi dice: "Io faccio questo, però Tu devi fare quest'altro in cambio!"
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Senza troppi drammi, mi rendo conto che tutto ciò è umano, e te ne chiedo perdono. Tu lo sai, Signore, in questi giorni ho pregato spesso e molto: converti il mio cuore, affinchè io possa veramente vedere Te al di là di ogni cosa, o meglio, vedere tutte le cose "in trasparenza", per trovare Te, per scoprirti come "fine" di ogni mia azione.
Non ho, almeno credo, grandi scelte da fare, "grandi temi" da affrontare... Eppure una grande scelta l'ho fatta e voglio rifarla ogni giorno, Signore: quella di "convertirmi", di darTi il giusto posto nella mia vita, poiché fino ad oggi Ti avevo un po' messo da parte, un po'... "strumentalizzato" al mio piacere.
Sono venuta qui memore di quanto mi avevano fatto notare, e che io avvertivo: "prima eri diversa".
E anche io mi sentivo "diversa". Quest'anno è stato diffìcile, ho fatto l'esperienza del dolore, della paura, dell'angoscia profonda e attanagliante di quando sta male una persona cara...
Ora mi accorgo, Signore, di aver reagito male a tutto ciò, con poca fiducia, soprattutto con poco abbandono alla Tua misericordiosa provvidenza. Ho avuto paura, tanta paura di "concederTi" fiducia totale, paura di abbandonarmi, paura di fare dei sacrifici da mettere nelle Tue mani, da offrire... Ho avuto paura di non ricevere nulla in cambio, senza ricordare che tu restituisci sempre il centuplo…
Signore, guardando oggi, in panoramica, con maggiore serenità, e, soprattutto, alla luce della preghiera, queste esperienze passate, non posso far altro che ringraziarTi. RingraziarTi in special modo per aver dato un "colpo" alla presunzione di colei che si riteneva "una buona cristiana", che pensava di amarTi, senza ricordare che anche il solo riconoscerTi Signore e Dio della mia vita, non è merito mio, ma mozione dello Spirito che Tu mi hai dato...
Ti ringrazio, Signore, per avermi mostrato che da sola non valgo nulla, che senza il Tuo Amore e la Tua presenza nella mia vita non c’è ne equilibrio, nè pace, nè gioia... Ti ringrazio perché mi hai insegnato che senza Te non c'è neppure l'Amore.
[Dal volume: "Ricordandoli…", a cura di Salvatore Caso, Napoli 1992.]
Intervista alla Presidente dell’Associazione "Murolo", Gabriella Butera
L’Associazione è nata dal desiderio di due genitori che hanno perso tragicamente i loro figli. Tale desiderio si è incontrato con quello di un gruppo di laici, amici di Emma, che hanno pensato di valorizzare l’aspetto più significativo della sua vita e della vita dei suoi Fratelli, impegnati a testimoniare, nella loro giovane età, la Parola di Dio e ad orientarla secondo la Sua volontà, con un radicamento molto profondo nel quotidiano.
Sulla scorta di ciò, si decise di far nascere un’associazione che promuovesse gli Esercizi Spirituali ignaziani, in cui specialmente Emma aveva trovato risposta ai desideri di cui abbiamo detto.
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anch'egli deceduto nell'incidente. |
La promozione degli Esercizi sarebbe stata rivolta soprattutto ai giovani, in particolare a coloro che, per motivi economici, non avrebbero mai potuto vivere l’esperienza. Tale finalità è rimasta nell’orizzonte d’impegno attuale, ma, alla luce dei segni dei tempi, si è deciso successivamente di allargare gli obiettivi associativi al sostegno di iniziative rivolte alla formazione di guide spirituali, al tentativo di avvicinare giovani, lontani dalla fede, ad esperienze di spiritualità familiare, del mondo del lavoro, del sociale e della politica. Non può non interrogarci, infatti, anche e soprattutto spiritualmente, la crisi dei sistemi politici ed economico-finanziari, la crisi ambientale, il pianeta devastato da oltre cinquanta conflitti e lacerato da ingiustizie vecchie e nuove: si possono promuovere percorsi a sostegno della costruzione della Pace, della Giustizia, del rispetto del Creato che Dio Amore ha consegnato alla nostra responsabilità
Vista la specificità e lo "spessore" della proposta, l’Associazione potrebbe oggi essere un volano di trasmissione della spiritualità ignaziana; in particolare, attraverso cammini che avvicinino gradualmente donne e uomini, per condurli, nel rispetto dei loro desideri, all’esperienza degli Esercizi nei diversi Centri di Spiritualità gestiti dai Padri Gesuiti. Ovviamente tutto ciò inserito nell’ambito di un servizio pastorale alla Chiesa locale.
Nel passato abbiamo già vissuto momenti forti nello spirito con i cosiddetti "Esercizi catechetici" in parrocchia, ritiri spirituali a diaconi permanenti della Diocesi di Napoli o a gruppi, proposta di incontri di preghiera, offerti da laici dell’Associazione, opportunamente formati dai Gesuiti. E’ stata curata anche la redazione di piccoli sussidi di spiritualità.
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in una foto del 1979 |
Sicuramente il mondo sta attraversando un periodo di crisi, intesa quale rottura, svolta verso nuove prospettive, non ancora ben chiare. Le difficoltà di vita conseguenti ai processi di globalizzazione in atto vedono una ricerca di nuovi orizzonti ancora in germe. In tal senso, anche la Chiesa dovrebbe rivedere i suoi "linguaggi" di evangelizzazione, con il supporto di quanti, laici e consacrati, vivono sulle frontiere di questo mondo in fermento, cogliendo le istanze che nascono dal desiderio di "senso" e di valori.
In virtù di quest’analisi, la nostra Associazione ha in un recente passato promosso il laboratorio di pensiero e di partecipazione nell’ambito del progetto "Giovani e Cultura" in collaborazione con gli scolastici gesuiti di Posillipo, le "Parole giovani della missione" (esperienze spirituali dai campi missionari in Romania, Perù, Bosnia) in collaborazione con la Lega Missionaria Studenti, utilizzando e producendo anche nuovi strumenti di comunicazione multimediale (Dvd, cineforum, etc.). Pur rivelatesi relativamente fragili nella risposta, riteniamo di dover potenziare tali linee operative e non solo nei confronti dei giovani. La ricerca di senso, infatti, riguarda, ormai, anche fasce più adulte, come ha rivelato la stessa esperienza della tre-sere di spiritualità al Gesù Nuovo.
Proprio il lavorare intorno alle nuove modalità di trasmissione della fede, necessita di sforzi sinergici, non solo in ambito "ecclesiale", ma anche in ambito scientifico, aprendosi al contributo di esperti in filosofia, antropologia, pedagogia, psicologia, sociologia. Il Concilio Vaticano II, oltre che la lettura dei segni dei tempi, ci offre chiare indicazioni a promuovere un fecondo dialogo con le scienze umane.
Ascolto delle istanze profonde dell’uomo e capacità di condividerle senza paternalismi, con disponibilità ad accogliere tutti, come Gesù ha fatto e con l’umiltà che ha identificato la vita di Maria e di Giuseppe insieme al Figlio.
Promozione di spazi e tempi spirituali di preghiera, di ascolto e di condivisione.
Capacità di farsi carico anche delle necessità materiali ed esistenziali di chi accompagniamo, lavorando insieme a quelle realtà che possono dare delle risposte ai bisogni.
La quarta parola chiave che mi sento di lasciare alla riflessione, e che "attraversa" le prime tre, è che tutto ciò sia sempre nella ricerca della "maggior gloria di Dio"
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