Due o tre cose (non molto note) circa Giuseppe Mercalli

Sebastiano Esposito s.j.

Di Mercalli, purtroppo, sentiamo parlare di tanto in tanto, a causa di terremoti, la cui intensità viene misurata appunto secondo una ben nota "scala Mercalli". La conoscenza, però, circa la persona che elaborò quella scala non pare che sia molto diffusa. Senza la pretesa di tesserne un ritratto biografico (1), tenteremo di far riaffiorare due o tre cose che lo riguardano e che riteniamo non molto note.

P. Giuseppe Mercalli
(1850 - 1914)

Nato a Milano nel 1850, dopo gli studi liceali nel Seminario di Monza e di Teologia nel Seminario Maggiore di Milano, fu ordinato sacerdote nel 1872. Professore di scienze naturali a ventiquattro anni, dedicò tutta la vita all’insegnamento e alla ricerca scientifica. Al Politecnico di Milano fece conoscenza e collaborò con l’abate Antonio Stoppani, che molto lo stimò e lo introdusse nell’ambito della geologia, dalla quale Mercalli passò poi al campo della vulcanologia e sismologia, con riferimento particolare al Vesuvio: un campo che l’avrebbe reso celebre e molto stimato.

Insegnò a Domodossola, a Reggio Calabria e, dal 1891 fino al 1911, al Liceo "Vittorio Emanuele" di Napoli. Assunse poi la direzione dell’Osservatorio Vesuviano, e fu anche libero docente di Vulcanologia e Sismologia nelle Università di Catania e di Napoli.

Si prese cura di stendere un catalogo storico dei sismi in Italia (dal 1459 al 1881) e la loro distribuzione geografica. Costruì la nota "Scala Mercalli" e si interessò anche alle ricerche di Ignazio Galli (anch’egli sacerdote) circa i fenomeni luminosi precedenti ai terremoti in varie parti del mondo.

Tra gli alunni di Mercalli, diventati poi celebri, occupa un posto eminente Giuseppe Moscati, dichiarato poi santo nel 1987. Alla fine dell’anno scolastico 1896-97, quando Moscati consegue la maturità liceale, sotto la pagella contenente voti molto alti, insieme a quella di altri noti professori compare anche la firma di Giuseppe Mercalli.

La sua vita, spesa a contatto con terribili fenomeni naturali, si chiuse purtroppo con un dolorosissimo banale incidente. La sera del 18 marzo 1914, addormentatosi stanco a tavolino, a causa del capovolgimento e rottura della lampada a petrolio, ustionato si spense tra atroci dolori. Le braccia erano rivolte verso il suo Vesuvio.

Il giorno dopo avrebbe festeggiato il suo onomastico e sarebbe stato nominato Cavaliere d’Italia.

Note:
1.
Cfr. a tale proposito U.MONCHARMONT, Mercalli: tra didattica e ricerca scientifica, in Liceo Classico Statale V. Emanuele II Napoli 1861-1986. Nel 125° della fondazione, Napoli 1987, pp.59 – 67


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