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S.Giuseppe Moscati e la "Vergine Odigitria" Antonio Tripodoro s.j. | ![]() |
Una lettera della Dott.sa Tilde Niro ci ha fatto conoscere una visita inedita di S.Giuseppe Moscati a Torremaggiore (prov.di Foggia), dove il Santo pregò dinanzi a una celebre immagine della Madonna.
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di Torremaggiore (Foggia) [Linea Foto Danese - S.Severo] |
La devozione alla Vergine del Santo Medico è nota a tutti. Famoso è l'episodio raccontato dal P.Giuseppe Bottigliero, della Congregazione Missionaria di S.Vincenzo. Si celebrava il 50° anniversario dell'incoronazìone della Vergine di Lourdes nella chiesa di San Nicola da Tolentino in Napoli, e detto Padre aveva mandato il programma della festa al Prof.Moscati, che però non si era fatto vedere, se non alla fine del terzo giorno, fermandosi in preghiera nella cappellina della grotta.
«Gli espressi la mia meraviglia - racconta P. Bottigliero - e il Prof. Moscati mi rispose: "Sono ora tornato dal congresso di medicina di Edimburgo, e in portineria, avendo trovato nella cassetta delle lettere il suo invito-programma, senz'altro ho lasciato la valigia in portineria e son corso qui per venerare la Vergine SS. prima ancora di aver visto i miei familiari "».
In una lettera del 20 luglio 1926, un anno prima della morte, Moscati, scrivendo all'amico Bartolo Longo, fondatore del Santuario di Pompei e ora Beato, gli diceva tra l'altro: «Sempre che posso, faccio una scappata a Pompei - cosa ormai moltissime volte proibitami dalla assillante mia professione. Ma sempre che col treno passo fuggendo in vista del santuario, per recarmi lontano in consulti, cosa questa frequentissima, il mio sguardo e il mio cuore è lì, ove tra gli alberi si intravede il campanile in costruzione, ai piedi del ciborio, su cui s'innalza l'immagine della Vergine!».
«Mi hanno parlato di San Giuseppe Moscati - scrive la signora Tilde - nel 1990 ad Ancona, e precisamente nell'ospedale Le Torrette. [... ] Quanta gioia nel mio cuore ma la gioia più grande l'ho provata a Torremaggiore, quando ho saputo che S.Giuseppe Moscati fu un amico di mio zio Aurelio Pensato Santoro (fratello della mia mamma), nato a Torremaggiore il 20-1-1882 e studente in Napoli, dove si laureò in Farmacia.
Premetto, e ci tengo a dirlo, che mio zio fu un marxista e di conseguenza ateo. Quando sia avvenuta la sua conversione, non lo so, perché i parenti diretti sono tutti deceduti. Ho saputo soltanto che S.Giuseppe Moscati, dietro invito di mio zio (che era già in grazia di Dio), venne a Torremaggiore a visitare la sua mamma ammalata (quindi la mia nonna). Subito dopo la visita lo zio accompagnò S.Giuseppe Moscati in una chiesetta poco distante dalla sua casa, intitolata alla Madonna del Rito, di origine bizantina.
Il quadro della Madonna è bellissimo, ed i suoi occhi sono così penetranti che ti ispirano tanta fiducia. Moscati, dopo essersi inginocchiato, affermò che era un quadro di grande valore spirituale, per le sue tante grazie, e di grande valore materiale. E infatti non si è sbagliato.
Nel 1991 è stata rinnovata la chiesa, con l'aggiunta di un bel portale, e l'architetto ha creduto opportuno inserire - in una formella - la figura di S.Giuseppe Moscati che, inginocchiato, venera la Madonna. Mi è grato regalarvi un libretto dove a pagina 15 viene ricordata la venuta di S.Giuseppe Moscati tra noi».
Nel libretto di Maria Stella Calò Mariani, dal titolo: La Vergine Odigitria di Torremaggiore e la pittura postbizantina in Puglia - La Madonna del Rito, a cura di Roberto Pasquandrea, nella Prefazione di Don Amedeo Pensato è scritto: «Mi è gradito riferire un fatto storico - che forse nessuno conosce - e cioè che il famoso medico napoletano Giuseppe Moscati, da poco elevato agli onori degli altari da Giovanni Paolo II, attuale Pontefice, venuto a Torremaggiore perché chiamato a consulto per un infermo della famiglia Santoro-Pensato, si fermò a pregare davanti all'immagine della Madonna di Loreto, apprezzandone la bellezza».
Comprendiamo bene perché il Santo Medico, dopo essersi fermato a pregare davanti all'immagine della Vergine Odigitria, ne abbia apprezzato la bellezza. Egli, che amava l'arte e il bello, certamente sarà rimasto colpito dalle le fattezze e soprattutto dallo sguardo della Vergine.
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Riferiamo quanto è scritto dellimmagine nel libretto: «L'opera si colloca nell'alveo della pittura postbizantina d'intonazione cretese, e interpreta il tipo della Vergine Odigitria. Per secoli le icone più venerate sono state, ovunque, oggetto di repliche da parte di committenti devoti. I vari tipi iconografici di Maria discendono da un remoto prototipo miracoloso o dal ritratto eseguito dal vivo dall'evangelista Luca.
La convinzione di possedere un "ritratto" autentico della Vergine, o una sua riproduzione, rende l'icona mariana venerabile come una preziosa reliquia. Da qui la rigorosa cristallizzazione, attraverso i secoli, di pochi ben definiti modelli.
L'icona di Torremaggiore ripete l'insigne esemplare conservato, fino alla conquista turca di Costantinopoli, nel santuario della Odigitria. [...] In questo luogo Maria operava miracoli soprattutto a beneficio dei ciechi, che i monaci soccorrevano offrendosi come loro guida. La Madonna vi assunse ben presto il titolo di odigitria, colei che mostra il cammino.
Dalla nostra tavola la Vergine fissa il fedele indicando con la destra il Figlio, la vera via della salvezza. Maria e Gesù sono presentati nell'abbigliamento siro-palestinese dei primi tempi cristiani: la tunica leggera, il mantello, la cintura, i sandali, invariabilmente adottati nella iconografia orientale.
Nella icona. di Torremaggiore Maria indossa una tunica verde scuro e il maphorion purpureo; i capelli, secondo il costume consueto, sono racchiusi in una cuffia. Sul braccio sinistro della Madre siede il Bambino, presentato come adulto nel gesto e nelle vesti; egli è il Verbo incarnato, l'Emmanuele, il Maestro: benedice con la mano destra e con la sinistra stringe un rotolo di pergamena».
Noi siamo grati alla signora Tilde Niro, che ci dice di essere anche lei farmacista, ora in pensione, per averci dato queste preziose notizie. "Da tantissimi anni - scrive - mi dedico alla chiesetta e sono la responsabile di tante cose." Certamente S.Giuseppe Moscati le è vicino, avendo in comune con lei l'amore per la Vergine Maria, l'Odigitria, ossia "Colei che mostra il cammino".
Nota Per notizie più ampie si veda il libretto citato: Maria Stella Calò Mariani, La Vergine Odigitria di Torremaggiore e la pittura postbizantina in Puglia La Madonna del Rito, a cura di Roberto Pasquandrea, Eliotecnica Tipografica, Torremaggiore 1991.
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