Cristiani ed ebrei, oggi,
dopo duemila anni
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Armando Gargiulo s.j.

1. Debito dei cristiani verso gli ebrei
2. I cristiani e l’antisemitismo moderno, fino alla Shoà
3. L'antisemitismo nazista e i cristiani. La "Shoà"
4. Comportamenti dei cristiani negli anni della Shoà | 5. "Purificazione della memoria"

3. L’antisemitismo nazista e i cristiani. La "Shoà"

E’ fuor di dubbio che l'antisemitismo nazista è stata una ideologia pagana, tendente a distruggere la religione cristiana, a partire dalla eliminazione anche fisica della razza ebraica, che è la "radice portante" dell'albero cristiano, per instaurare la religione della "razza" ariana.

Ma è stato fatto notare dal teologo ebraico Pinchas Lapide che il sindaco di Vienna Karl Lueger, capo del partito cristiano-sociale, e insieme capo dell'antisemitismo nell'impero absburgico, aveva tradotto e pubblicato, nel 1907, diversi degli articoli della Civiltà Cattolica sopra menzionati. E che - nel 1909 - il giovane Hitler, ammiratore del sindaco, veniva a istruirsi da lui sul "problema ebraico"!

Gli ideologi nazisti sapevano sfruttare la mentalità antiebraica delle masse, aizzandole con una propaganda feroce e martellante. Per esempio, la rivista Der Sturmer, nel 1936, pubblicò un numero speciale sull'assassinio rituale ebraico, mostrando alcuni ebrei mentre succhiano il sangue di bambini cristiani, con numerose citazioni della rivista dei gesuiti... e nel 1938 la stessa rivista tedesca pubblicò un'edizione illustrata per bambini - intitolata: Il padre degli ebrei è il demonio, in cui citava 11 volte i Padri della Chiesa e Lutero.

Himmler con altri ufficiali delle SS visita il campo di sterminio di Mauthausen

Hitler poteva, rivolgendosi ai Vescovi nel 1933, quasi vantarsi del suo programma di liberare la Germania dagli ebrei: "Da 1.500 anni la Chiesa cattolica ha considerato gli ebrei come degli esseri nocivi e li ha relegati nel ghetto, perché si sapeva quello che valgono gli ebrei... Io riprendo ciò che si è fatto per 1.500 anni... e forse in questo modo rendo al cristianesimo il più grande dei servizi".

In realtà, il progetto diabolico di Hitler era lo sterminio della "razza" ebraica, cioè un vero genocidio. E venne realizzato in tappe sistematicamente studiate, con il boicottaggio progressivo di ogni attività (commercio, mestieri, scuola, insegnamento, esercizio della medicina e di altre professioni, servizio militare), con l'accerchiamento di ogni possibilità di vita: proibizione dei matrimoni misti, esclusione dalla comunità statale, soppressione delle sinagoghe e dei cimiteri, emigrazione forzata, aggressioni fisiche, saccheggi, maltrattamenti e uccisioni. E si passò infine alle deportazioni in massa - compresi i vecchi, le donne e i bambini - da tutti i territori occupati, nei campi di sterminio: qualcosa come 6.000.000 di vittime innocenti!

Momenti decisivi di questo perverso disegno furono: le Leggi di Norimberga (1935); la "Notte dei cristalli" - così chiamata per l'assalto ai negozi degli ebrei - fra il 9 e 10 novembre 1938; e il Protocollo di Wannsee del 20 gennaio 1942, allo scopo di "fare chiarezza" sulla "soluzione finale del problema ebraico".

Ricordiamo, almeno per inciso, che anche in Italia, il regime fascista aveva emanato, nel 1938, delle leggi razziali che concretamente colpivano gli ebrei: vietati i matrimoni misti, vietato l'accesso alle professioni e alla scuola, fortemente limitato il diritto di proprietà. Le deportazioni però cominciarono solo dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, con 7000 deportati.

Anche in Italia il giornale ufficiale Il Regime Fascista, citando articoli della Civiltà Cattolica del 1936 e del 1938, scriveva: "L’’Italia e la Germania hanno ancora molto da imparare dalla Compagnia di Gesù... il fascismo è ancora lontano dalla severità di quelli di Civiltà Cattolica" (6).

4. Comportamenti dei cristiani negli anni della Shoà

Su questo argomento molto è stato scritto e ancora si scriverà (7). Riporto alcune riflessioni dal libro già citato "Ebrei e cristiani" di Jochanan Elichaj:

"Non si può dimenticare, purtroppo, che i grandi specialisti dello sterminio, Himmler, Goebbels e Hess, provenivano da buone famiglie cattoliche" (8).

"L'antisemitismo moderno, quando è apparso, ha trovato delle coscienze addormentate o pervertite, disposte ad accettarlo o a tollerarlo. L'antisemitismo nazista non è sembrato diverso, perché … i cristiani si erano troppo abituati all'esistenza anormale degli ebrei, per essere sorpresi da certe misure. Ci vorrà, purtroppo, l'orrore dei campi di sterminio per aprire loro totalmente gli occhi e per fare la necessaria revisione del loro sguardo, del loro pensiero e della loro azione nei confronti del popolo ebraico". Questo testo fa parte del documento Réflexions sur la Shoah, redatto dallo storico Padre Dujardin, , e pubblicato nel bollettino della Conferenza dei Vescovi francesi, nel marzo 1989 (9).

"Sicuramente ci sono stati molti atti coraggiosi, perfino eroici, di cristiani che hanno salvato degli ebrei. La storia degli Schindler cattolici è ancora lontano dall'essere conclusa. In quest'opera di protezione e di assistenza si distinsero le istituzioni cattoliche. Queste, incoraggiate dalle autorità ecclesiastiche, poterono salvare dalla deportazione centinaia di migliaia di ebrei.

Ma, come già nel 1950 costatava un gruppo di teologi cattolici e protestanti, in Germania ‘la grande maggioranza mancò miseramente’. Nel 1979 il segretariato della Conferenza episcopale tedesca, in una Dichiarazione, affermava, dopo aver richiamato l'enciclica di Pio XI contro il razzismo: ‘Tanto più difficile capire oggi che... né in occasione delle leggi razziali di Norimberga nel settembre 1935, né in seguito agli eccessi commessi dopo la "notte dei cristalli" del 9-10 novembre 1938, la Chiesa abbia preso una posizione sufficientemente chiara... I nostri concittadini ebrei si sono trovati abbandonati. La maggior parte delle Chiese e delle comunità cristiane hanno mantenuto, il silenzio di fronte a quel pubblico diniego di giustizia’.

Più grave ancora suona la lettera dei Vescovi polacchi del 30 ottobre 1990: ‘Malgrado i numerosi esempi eroici di aiuto da parte di cristiani polacchi, vi furono anche persone che sono rimaste indifferenti davanti a questa incomprensibile tragedia. Siamo addolorati particolarmente per i cattolici che hanno contribuito alla morte degli ebrei. Ciò rimane per sempre un rimorso di coscienza, anche a livello della società... Questo ci impone di chiedere perdono alle nostre sorelle e ai nostri fratelli ebrei" (10).

Bisogna riconoscere che le numerose Dichiarazioni degli Episcopati europei che si sono susseguite, a partire dagli anni '70, sono talvolta più esplicite e forti dei Documenti ufficiali della Chiesa. L'ultimo di questi Documenti è della Commissione per i rapporti religiosi con l'ebraismo, dal titolo: Noi ricordiamo - Una riflessione sulla Shoah, del 16 marzo 1998.

Gesto di riconciliazione di Giovanni Paolo II
con rappresentanti delle comunità ebraiche

Di questo occorrerà parlare più a lungo, come del Documento della Chiesa italiana, consegnato il 16 marzo 1998 al rabbino capo di Roma e alla Signora Zevi, presidente delle Comunità ebraiche in Italia. Sarà pure necessario, allora, trattare del Papa Pio XII e del suo comportamento nei confronti del nazismo.

5. "Purificazione della memoria"

Ho ritenuto doveroso ripercorrere la storia dei rapporti tra cristiani ed ebrei, proprio per mettere in atto il primo e ripetuto richiamo del Papa Giovanni Paolo II e del Documento della Commissione Pontificia: Dovere della memoria e purificazione della memoria. E’ il presupposto base per arrivare al vero cambiamento di spirito (teshuva) e poter guardare con fiducia al futuro dei rapporti con i "fratelli" ebrei.

Alla Radio Vaticana, il 3 aprile 1985, fu letto il seguente testo (desunto da un articolo del Times): "La religione cristiana stessa deve stare alle porte di Auschwitz, a esaminare la propria colpevolezza... E’ la cristianità che ha coniato la vergognosa parola 'deicidio'... Lo sterminio degli ebrei nel XX secolo è stato il risultato finale di una tradizione di denigrazione e di rigetto degli ebrei e dell'ebraismo, che risale molto indietro" (11).

Ho spesso fatto riferimento alla rivista dei gesuiti, miei confratelli, La Civiltà Cattolìca, per la ragione che è universalmente ritenuta espressione (quasi ufficiale) del sentire cattolico. Ma, nella comune desolazione, ho provato consolazione ricordando che proprio un gesuita, il Cardinale Bea, per tutto il tempo del Concilio Vaticano II, ha strenuamente combattuto, perché si arrivasse ad approvare il Documento Nostra Aetate, che ha sfatato il pregiudizio antiebraico più inveterato, quello appunto di "popolo deicida", e ha impresso un nuovo corso alla storia della Chiesa.

Note

- 6. Ib., p.50.
- 7. Ricordo il rumore suscitato recentemente in Italia da due pubblicazioni: Gli ebrei e la Chiesa, 1933-1945 (Ed.Mursia, 1997, autore Vitaliano Mattioli) e Per discutere di Auschwitz (Ed.Giuntina, 1998, autore Francesco M.Feltri).
- 8. Cit. da J.Elichai, o.c., p.52.
- 9. Ib., p.63.
- 10. Ib., p.55.
- 11. Ib., p.65.

1. Debito dei cristiani verso gli ebrei
2. I cristiani e l’antisemitismo moderno, fino alla Shoà
3. L'antisemitismo nazista e i cristiani. La "Shoà"
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