Cristiani ed ebrei, oggi,
dopo duemila anni
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Armando Gargiulo s.j.

1. Debito dei cristiani verso gli ebrei
2. I cristiani e l’antisemitismo moderno, fino alla Shoà
3. L'antisemitismo nazista e i cristiani. La "Shoà"
4. Comportamenti dei cristiani negli anni della Shoà | 5. "Purificazione della memoria"

1. Debito dei cristiani verso gli ebrei

Vorrei in questo articolo mettere a fuoco alcuni punti principali del cammino aperto dal Concilio Vaticano II circa il confronto tra cristianesimo ed ebraismo.

Questo debito riguarda i secoli di antisemitismo - meglio, antigiudaismo - dovuto essenzialmente a motivi religiosi. L’accusa di "popolo deicida", popolo "rifiutato" da Dio, popolo "condannato alla perenne diaspora", espose gli ebrei, fin dal V° secolo, al "disprezzo".

Alcuni Padri della Chiesa chiamavano gli ebrei "assassini... nemici di Dio, avvocati dei diavolo, demoni" (S.Gregorio di Nissa); "serpenti la cui immagine è Giuda e la cui preghiera è un raglio d'asino" (S.Girolamo); "banditi perfidi, distruttori, dissoluti, simili ai maiali... Per il loro deicidio non c'è possibilità di perdono, dispersi in schiavitù per sempre... Dio odia gli ebrei e li ha sempre odiati" (S.Giovanni Crisostomo) (1).

Liturgia ebraica a Gerusalemme

I testi della Liturgia bizantina e siriaca riecheggiano tali giudizi: "sciame dei deicidi, empia razza dei giudei", "popolo maledetto, traditori della grazia"... "Allorché tu fosti innalzato sulla croce, fu la rovina del popolo ebraico".

Ben presto, tali accuse si tradussero in violenze fisiche, per esempio la distruzione di sinagoghe, al punto che lo stesso S.Ambrogio minaccia di scomunica l'imperatore Teodosio che voleva ripristinare l'edificio della sinagoga incendiata di Callinico, e dice che vorrebbe appiccare lo stesso fuoco alla sinagoga di Milano!.

Con l'imperatore Giustiniano (VI secolo) gli ebrei vengono privati di molti diritti. L'imperatore Eraclio (VII secolo) decide il battesimo forzato degli ebrei. La Chiesa ufficiale non approvava il battesimo di un adulto contro la sua volontà, ma non interveniva contro i battesimi forzati. Gli ebrei, quindi, si trovavano di fronte al dilemma: o il battesimo o l'esilio.

Spesso venivano strappati loro i bambini e allevati nei conventi. Perfino nel secolo scorso (1858), nello Stato Pontificio, un bambino - segretamente battezzato dalla domestica della famiglia ebrea Mortara - fu forzosamente tolto ai genitori che non poterono più riaverlo. Educato cattolicamente, divenne sacerdote!

Soprattutto al tempo delle Crociate si scatenò una grande tempesta contro gli ebrei, che durò per secoli: innumerevoli forme di umiliazione, quali ad esempio l’obbligo per gli ebrei di usare un abito speciale, di abitare in un quartiere separato (il "ghetto"), di essere obbligatoriamente presenti ai sermoni cristiani (questa pratica fu abolita, a Roma, soltanto nel 1848 da Pio IX), la confisca dei beni, la privazione di diritti civili, quali l'accesso all’istruzione universitaria, l'esercizio dell'artigianato e del commercio.

In questo contesto, essendo in vigore la proibizione per i cristiani di praticare l'usura, di fatto gli ebrei furono obbligati a svolgere questo mestiere, dei cui servizi gli stessi re e principi cristiani facevano largo uso, salvo, poi, a ricorrere all'esproprio, all'espulsione o al massacro, quando i loro debiti diventavano troppo pesanti!

A partire dal XII secolo cominciarono a diffondersi accuse infamanti: gli ebrei, oltre a profanare le ostie, compirebbero il sacrificio rituale di bambini cristiani per servirsi dei loro sangue nella celebrazione della loro Pasqua. Gli ebrei, infine, complotterebbero per avvelenare i pozzi e procurare pestilenze! Ne seguivano, perciò, arresti, condanne e vere stragi.

Un esempio: a Strasburgo, nel 1349, tutti gli ebrei - uomini, donne e bambini - furono ammassati sul rogo: ne furono bruciati 2.000 in trentasei ore, mentre dei monaci tenevano una croce davanti ai suppliziati.

Al tempo dell'Inquisizione, poi, avvennero cose incredibili: decine di migliaia di ebrei furono massacrati, e molti di più forzatamente battezzati (i cosiddetti marrani). Il 30 marzo 1492 Isabella e Ferdinando decisero l'espulsione degli ebrei dal territorio spagnolo, da attuarsi nel giro di 3 mesi. Si può pensare con quali disastrose conseguenze.

Tutti gli storici riconoscono che i Papi, in questi secoli di persecuzioni violente, esercitarono un'azione moderatrice, spesso però senza effetto. E la Roma dei Papi, al confronto con altri Stati d'Europa, fu spesso indulgente con gli ebrei. Per la severità nei loro confronti si distinsero Innocenzo III, e specialmente Paolo IV.

2. I cristiani e l’antisemitismo moderno, fino alla Shoà

La Rivoluzione Francese (1791) accordò l'uguaglianza dei diritti agli ebrei. Ma la Chiesa, che si sentiva attaccata e travolta dall'irrompere di questa forza anticristiana e antireligiosa, si difese contrattaccando il liberalismo, il laicismo, il socialismo e il materialismo, la massoneria, e associando l'ebraismo a tutti questi agenti negativi, quasi fosse l'alleato o il promotore principale della "congiura" internazionale contro la Chiesa, per assoggettare l'intera società.

Si creò allora un allargamento della polemica cattolica antiebraica: ai motivi tradizionali religiosi - che rimangono intatti - si aggiungono motivi economici, politici e sociali.

E’ vero che "l'antisemitismo moderno, la cui manifestazione estrema fu la follia razzista del nazionalsocialismo, è di essenza pagana" (discorso del P.Cottier al Simposio in Vaticano su "Radicì dell'antigiudaismo in ambiente cristiano", ottobre 1997). Ma alcuni tristi episodi sono certamente stati favoriti dal clima di ostilità generalizzata, di sospetto e disprezzo contro gli ebrei, diffuso in tutta Europa dall’antigiudaismo cristiano. Ecco alcuni di questi fatti:

- l’Affare Dreyfus (la condanna di un ufficiale ebreo, accusato di spionaggio, successivamente riconosciuto innocente) che scosse la Francia nel 1894 e scatenò una violenta campagna contro gli ebrei;

- l'ondata di pogrom (massacri a furor di popolo) nell'Europa Orientale, specialmente in Russia;

- l'incredibile invenzione dei "Protocolli dei Savi di Sion", formidabile strumento propagandistico divulgato nel 1920, secondo cui un segreto "direttorio" mondiale ebraico avrebbe progettato il dominio degli ebrei sul mondo, per mezzo delle idee democratiche radicali, socialiste e comuniste (2).

Il giornale cattolico La Croix, durante il processo contro il capitano ebreo Dreyfus, scriveva: "Gli ebrei sono come i serpenti: non si possono distinguere i buoni dai cattivi, così bisogna schiacciarli tutti".

Boicottaggio ai negozi degli ebrei,
imposto dai nazisti

Fu talmente scioccante questo processo che il giornalista viennese Theodor Herzl cominciò a pensare di farsi promotore del Sionismo, per dare una terra di asilo al popolo ebraico. E proprio a proposito del possibile ritorno degli ebrei in Terra Santa, lo stesso giornale La Croix scriverà nel 1920: "La Terra Santa al popolo deicida!... Gli autori del più grande crimine della storia non devono diventare padroni nel luogo del loro misfatto, che essi hanno peraltro abbandonato, fuggendo la maledizione che pesava su di loro e sui loro figli".

Questa posizione era stata espressa già nel 1897 dalla rivista La Civiltà Cattolica, e fu condivisa dallo stesso Pio X. A rendere sempre più popolare l'avversione agli ebrei, proprio in quella Francia che per prima aveva abolito le barriere della segregazione, fu l'enorme successo di un libro La France juive (La Francia ebraica) scritto nel 1896 da un cattolico, Edoardo Drumont, portabandiera di un antisemitismo che è come una sintesi fra antigiudaismo cristiano, occultismo, razzismo e antisemitismo "economico": tutti gli scandali economici dell'epoca sono attribuiti alle manovre di finanzieri ebraici!

Questo nuovo antigiudaismo cristiano slitta verso forme di razzismo. Scrive infatti Drumont, in un articolo del 3 novembre 1894: "Il caso del capitano Dreyfus che provoca, anche all'estero, un'emozione così grande, non è che un episodio della storia ebraica. Giuda ha venduto il Dio di misericordia e d'amore... Dopo diciotto secoli non è cambiato nulla", e continua con una serie di altri presunti tradimenti compiuti da ebrei, concludendo: "E’ il destino fatale del tipo e la maledizione della razza" (3).

Un altro scrittore, Toussenel, filosofo materialista, teorizza questo razzismo: "Fate crescere fino dalla nascita un Ebreo in una famiglia ariana: ... né la nazionalità né la lingua modificheranno un atomo delle cellule germinali di questo Ebreo (...) Ebreo, usuraio, trafficante di denaro, parassita improduttivo, sono per me dei sinonimi (...) Il dio del popolo ebraico non è altri che Satana... La religione dei popolo ebraico ne ha fatto fatalmente un popolo nemico dell'umanità" (4).

Che questa fosse la mentalità prevalente del mondo cattolico ce lo dimostrano i numerosi scritti della "Civiltà Cattolica" di questi stessi anni: "La solidarietà di razza, anteriore e superiore negli ebrei a qualsiasi patriottismo, dalle perturbazioni sorte pel caso del Dreyfus rimane popolarmente provata a luce di mezzogiorno. Che il giudeo, naturalizzato fin che si vuole, non possa mai cessare di essere prima giudeo, e poi cittadino del paese in cui è nato e che lo ha pareggiato ai nazionali, è oggi verità accolta come inoppugnabile postulato". L'articolo dei primo fascicolo 1898 mirava a dimostrare l'errore commesso dalla Francia nel concedere la nazionalità e le libertà civili agli ebrei, nel 1791. Precedentemente, in articoli del 1881-82, così la rivista scriveva degli ebrei: "Tribù straniera, nemica di tutte le nazioni, popolo di oziosi che non lavorò mai né produsse la benché minima cosa" (5).

Ma se tali sono gli ebrei... da quale razza provengono Karl Marx, Sigmund Freud, Albert Einstein, Franz Kafka, Edmund Husserl, e tante altre personalità ebree che hanno segnato le più grandi rivoluzioni culturali dell'epoca contemporanea? La fedeltà al proprio paese è provata dal fatto che - nella prima guerra mondiale - ben 100.000 ebrei combatterono nelle armate tedesche, e 12.000 furono i caduti, su una popolazione che non superava il mezzo milione.

La Civiltà Cattolica, poi, riprende le accuse del crimine rituale: "E’ generalmente provato che il rito pasquale sanguinario... è una legge generale che impone alla coscienza di tutti gli ebrei l'obbligo di fare uso del sangue di un bambino cristiano". Ma in realtà non c'è nessuna prova storica di questi fatti! C'è, al contrario, la prova che il crudele pregiudizio antigiudaico può incatenare anche le menti di persone dotte e pie!

Note

- 1. J.Elichai, Ebrei e cristiani, Ed.Qiqajon, Comunità di Bose, 1995, p.23. L’autore è da 30 anni membro della comunità cattolico-ebraica in Israele. Il suo lavoro è giudicato "prezioso" dal vescovo francese presidente del Comitato episcopale per le relazioni con l’ebraismo.
- 2. R.Finzi, L’Antisemitismo, Giunti, Firenze, 1997, pp.30-70.
- 3. Articolo del 3 novembre 1894 in La libre parole. Cit.da R.Finzi, o.c., p.36.
- 4. Ib., p.24.
- 5. Cit. da J.Elichai, o.c., p.43.

1. Debito dei cristiani verso gli ebrei
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