Giuseppe De Giovanni s.j.
amico del Prof. Giuseppe Moscati
a cura di Egidio Ridolfo s.j.

Il Prof. Giuseppe Moscati non fu indifferente alle teorie in materia di "eugenetica" che andavano diffondendosi negli anni della sua attività come medico e ricercatore, teorie che di lì a poco avrebbero contribuito al diffondersi di aberranti ideologie come quella della cosiddetta "razza pura", che poi il nazismo mise in atto con sistematicità e spietatezza inaudite, con le tragiche conseguenze che tutti conosciamo. Moscati avversò fieramente queste degenerazioni ideologiche, che strumentalizzavano anche la scienza e in particolare la medicina del suo tempo, e nel 1925 volentieri stese la prefazione al volume del gesuita Giuseppe De Giovanni (13 ottobre 1876 – 26 aprile 1967) e del Prof. Mazzeo sull’argomento (G. De Giovanni - M. Mazzeo, L'eugenica, Napoli 1925). Moscati, che frequentava assiduamente la chiesa del Gesù Nuovo ed era a contatto con tanti gesuiti del tempo, conosceva personalmente e stimava P. De Giovanni, che conoscendo la sua rettitudine morale e la sua attività di ricercatore, gli richiese questa prefazione, che riproduciamo nell’articolo apposito disponibile nel nostro sito. Vogliamo qui aggiungere un profilo di P. De Giovanni, scritto in occasione della sua dipartita e pubblicato nel n.4 di Societas del 1967.

Giovedì 27 aprile [1967] si svolgeva nel Gesù Nuovo il funerale del P. Giuseppe De Giovanni, alla presenza dell'Arcivescovo di Napoli Mons. Corrado Ursi e di altri 5 Vescovi, antichi alunni del defunto, come pure di molti altri Sacerdoti, venuti tutti a testimoniare uno dei meriti più alti del Padre: il servizio della Chiesa nella formazione del Clero per tanti lunghi anni.

Rimane incancellabile nel ricordo di quanti l'hanno conosciuto, e sono particolarmente diverse generazioni di Sacerdoti di tutte le regioni meridionali, la caratteristica figura del P. De Giovanni, slanciato, dal portamento signorile, dal sorriso aperto, dallo sguardo scrutatore, dalla parola incisiva, dal gesto espressivo, tutte manifestazioni di una mente elevata, dagli orizzonti larghi e dagli alti ideali, di un cuore grande e di una volontà forte e sicura.

Egli in tutta la sua lunga vita ha mantenuto e manifestato una straordinaria e sorprendente sanità spirituale e fisica, che irradiava nei suoi contatti autorità e sicurezza.

Nato da una delle più illustri famiglie della nobiltà napoletana, sembrava che avesse ereditato specialmente dalla madre, Maria Greutter, quella sua spiccata caratteristica di serietà e decisione. A ventun'anni, il giorno stesso del conseguimento della laurea in lettere e filosofia, egli entrò nel Noviziato di Villa Melecrinis (1). Terminata la Teologia a Napoli, fece il 3° anno di probazione in Austria. Dopo 2 o 3 anni di insegnamento, fu presto chiamato a posti di responsabilità, che egli ricoprì successivamente in varie case, ma principalmente nei Seminari e nella Facoltà di Posillipo. Fu Provinciale di Napoli nel difficile periodo del primo dopoguerra.

L'attività e le relazioni del P. De Giovanni toccavano una gamma di persone fra le più svariate categorie sociali. Tre aspetti di questa attività tratteggiano il suo profilo: il ministero della predicazione, dell'insegnamento e il compito di educatore e Superiore.

Come predicatore manifestò doti non comuni. Fino ad ottant’anni egli esercitò questo ministero, nel corso del quale dettò due volte gli Esercizi Spirituali al Santo Padre, Pio XI, che lo stimava assai, e a Pio XII. P. De Giovanni ha insegnato per anni nei Seminari Regionali di Lecce, Catanzaro e nella Facoltà teologica di Posillipo. Anche nell'insegnamento rivelava la forza dell'oratore e il gusto dell'erudizione.

Padre Giuseppe De Giovanni s.j.
(1876-1967)
in una foto del 1936

Dalla fiducia della Chiesa e della Compagnia fu incaricato, in momenti assai delicati come quelli della fondazione e strutturazione di una nuova opera, ad essere un valido sostenitore e collaboratore del primo Seminario Regionale pugliese, voluto da S. Pio X e insediato nei locali del Collegio Argento di Lecce. A lui furono affidati in seguito i Seminari Campano e Calabro; fu per due volte Rettore e Preside della Facoltà teologica di Posillipo. Ma la sua lunga e attiva carriera non si ferma alla guida dei Seminari, perchè oltre a reggere il Convitto Pontano Conocchia, fu fondatore e primo Rettore dell'Istituto Pontano Cariati.

Raccogliendo la sua fisonomia interiore dalle memorie di quanti lo conobbero e stimarono, P. De Giovanni appare in una luce severa e insieme suadente: egli ha saputo addolcire e vivificare la sua tempra forte, amante della disciplina e della legge, con una adesione spirituale al compito di servizio cristiano. […] Ha concepito la sua esistenza come una testimonianza di fedeltà e di servizio: di fedeltà all'insegnamento della Chiesa, da lui trasmesso per tanti anni; di servizio leale e appassionato al clero che si formava sotto la sua responsabilità.

Si potrebbe dire, cercando di vederlo dall'interno, che egli era una persona in ascolto umile di un discorso intimo suggeritogli dalla preghiera senza stanchezze e dall'osservanza attenta delle regole del suo Ordine, fino a sembrare quasi un uomo assorbito in un orizzonte di sapienza diverso e staccato dal fluttuare delle ordinarie vicissitudini della vita.

Nota:

1. Villa Melecrinis (ora l’edificio non esiste più) si trovava nella celebre collina del Vomero, che allora era ancora una distesa di verde, prima dello scatenarsi della "cementificazione" che già Moscati aveva profetizzato e giudicato un autentico attentato a quella meravigliosa cornice naturale di Napoli che erano ai suoi tempi le colline del Vomero e di Posillipo. Scrisse in proposito delle lettere "forti" all’amministrazione cittadina dell’epoca, proponendo delle valide alternative, ma le sue parole non vennero prese in considerazione.


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