"Esperienza con l'Angelo Custode"
la piccola Maria Rosaria Balsamo

Flora Balsamo

Il mio ricordo è legato ai racconti che sentivo in famiglia. Quando sono nata, nell’ottobre del 1950, dopo pochi giorni mia sorella Maria Rosaria si ammalò di una delle forme più invasive di leucemia ed i miei genitori, disperati, fecero di tutto per curarla. Ma dopo tre mesi di cure in clinica e molti altri trattamenti a casa, mia sorella morì. Sento il bisogno di comunicare questo mio caro ricordo perché negli anni mi sono resa conto della particolarità di questa bimba, che a soli quattro anni accettava con grande coraggio e serenità tutte le cure, anche quelle più dolorose.

Unica immagine della piccola
Maria Rosaria Balsamo

I miei familiari la conducevano spesso nella Chiesa del Gesù Nuovo per pregare davanti all’immagine di San Ciro, e spesso questa mia sorellina così diceva: "Ti prego, fammi star bene e dài coraggio ai miei genitori!".

Chiese di ricevere la Cresima, scegliendo come madrina la sorella di nonna. Ora tutto questo può essere quasi normale, ma la cosa più commovente avvenne l’ultimo giorno della sua vita terrena, quando - alla presenza di più persone - disse: "Mamma, ti prego, quando muoio, dài tutti i miei giocattoli e vestiti ai bimbi poveri e ti prego di non piangere perché Maria Goretti è venuta a prendermi..." ed abbracciandosi a lei lasciò questa terra.

Mia madre, disperata, tolse da casa tutte le immagini sacre, dicendo di non credere più in Dio. Passava il tempo, ma, il dolore era sempre più forte, aggravato dal fatto di non avere più il conforto della Fede.

Poi, una notte, mamma vide in sognò Maria Rosaria, alla quale, all’improvviso, si staccò la testa. Spaventata, mia madre si svegliò dicendo: "Dio, pure questo dolore dovevi darmi…?!", ma, come in un film, e da sveglia, rivide mia sorella con la testa riattaccata e gridò come per un miracolo". All’ora di pranzo mia madre raccontò il tutto a mio padre, ma mentre gli riferiva l'accaduto, mio fratello, forse impressionato dal racconto, chiese di andare a giocare con i cugini. Ma ecco che dopo pochi minuti entrò mio cugino gridando: "Aiuto! Nino è caduto giù!".

Tutti si precipitarono al balcone e costernati videro che in effetti mio fratello era caduto dal terzo piano del nostro palazzo, un edificio monumentale del centro antico di Napoli.

Nino era rimasto illeso! Portato all’Ospedale per controlli, i medici dicevano: "E’ un miracolo!". Mio fratello non riportò alcuna conseguenza negativa da quell'incidente che poteva essergli fatale. E ancora oggi, afferma che è stata un’esperienza che definisce addirittura "bellissima". E infatti racconta che si sentì come di volare, con la precisa sensazione di essere sostenuto da qualcuno. In seguito a questo autentico miracolo, che venne attribuito all'intervento della nostra sorellina, mia madre riacquistò la Fede. Poi solo un'altra volta vide in sogno Maria Rosaria.

Entrambe camminavano in un giardino fiorito, ma, arrivate davanti ad un cancello, un signore, dall’aria rassicurante, fece entrare solo mia sorella che diceva, rivolgendosi a mia madre: "Non piangere! Ora sono davvero felice…!".

Vi chiederete il perché di questo mio racconto: la ragione precisa non la so, ma, alcuni mesi fa, ho sentito il bisogno di raccontarlo ad un religioso, dicendo di essere sicura che il mio Angelo Custode è lei. La scelta del sito del Gesù Nuovo è presto detta: da più anni sono devota di San Giuseppe Moscati, che indegnamente chiamo "Il mio Amico Santo".

Vorrei sapere se altre persone hanno la mia stessa certezza sull’esistenza degli Angeli Custodi.


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