Giuseppe Moscati venera l'Immacolata
a Napoli e a Lourdes
- I

Alfredo Marranzini s.j.

Lourdes centro internazionale di culto mariano ed eucaristico

Nel 1858 Lourdes, capoluogo del distretto degli Alti Pirenei nel mezzogiorno della Francia, sebbene conti poco più di 4.000 abitanti, comincia a diventare centro internazionale di culto mariano ed eucaristico. Il Signore ha voluto manifestare la sua predilezione per i piccoli affidando a Maria Bernarda Soubirous una missione di grande importanza per tutta la Chiesa. La Vergine Immacolata appare per diciassette volte a questa fanciulla, che sarà chiamata Bernadette, e ne ha fatto la sua confidente e la sua collaboratrice, lo strumento della sua materna tenerezza e della misericordiosa onnipotenza di suo Figlio, per restaurare il mondo in Cristo con una nuova incomparabile effusione della sua opera redentrice.

Quando il 7 gennaio 1844 nacque Bernadette, il padre era titolare di un mulino, ma gli affari avevano preso una piega negativa tanto che nel 1854 – l’anno della definizione dell’Immacolata Concezione – si era reso debitore insolvente. Espulso dal suo mulino, all’inizio del 1856 è costretto a passare con la sua famiglia da una casupola ad un tugurio, nel cachot, la vecchia prigione del paese abbandonata per la sua insalubrità. Ivi, durante una carestia, il 27 marzo 1857 i gendarmi arrestarono Francesco Soubirous, accusato dal fornaio Mairongrosse di aver rubato due sacchi di farina, dietro il semplice sospetto che egli era il più povero della cittadina, come risulta dagli atti processuali: «La sua miseria mi ha fatto pensare che egli poteva essere l’autore del furto».

L’addebito non era fondato e Francesco il 4 aprile fu liberato, portandosi però addosso la nomea di ex carcerato. Intanto nel cachot la numerosa famiglia, oltre al freddo d’inverno e il caldo soffocante d’estate, soffre la fame. Il padre cerca ogni giorno forme di lavoro occasionale, mentre tutti devono portare il loro possibile contributo.

Bernadette, che nel 1858 ha raggiunto 14 anni ma ne mostra appena 12, soffrendo di asma, dopo essere stata per qualche periodo sotto le cure della nonna e per un anno a servizio della sua nutrice Maria Lagùes, che sfogava su di lei il dolore della morte dei suoi figli in tenera età, rientrò in famiglia. Nel mattino rigido e brumoso dell’11 febbraio 1858, dopo vive raccomandazioni di sua madre, si reca con sua sorella Antoinette e Jeanne Baloum, figlia del carpentiere, a raccogliere legna per la casa e ossi da vendere ad una straccivendola.

Le tre fanciulle raggiungono in breve la punta sabbiosa dove il Gave si congiunge con il canale che fa girare il mulino di Savy, fermo in quel giorno. Alla loro sinistra si apre una grotta che l’acqua del canale bagna dal lato sinistro. Le due compagne hanno avvistato di fronte alla grotta legna e ossi, subito raccolgono tutto quanto possono e attraversano il canale. Bernadette si attarda a causa dell’asma provocando la loro indignazione, poi si decide a togliersi le scarpe e le calze per passare al di là e raccogliere la sua parte di legna ed ossi. Ed ecco che ode un rombo come di vento gagliardo; si volta e constata che i pioppi sono immobili.

Il colpo di vento si ripete, la nicchia della grotta s’illumina dolcemente come rischiarata da un raggio di sole e nella luce ella vede una bella Signora, che le sorride e l’invita ad avvicinarsi. È vestita di bianco, una fascia azzurra le stringe la vita, su ciascun piede posa una rosa gialla, e gialla è pure la catenella del suo rosario. La fanciulla, che crede di subire un abbaglio, si stropiccia gli occhi, poi, imitando la Signora, prende il rosario e ne recita ad una ad una le Ave. Anche la Signora sgrana la sua corona, ma solo al Gloria Patri muove le labbra. Concluso il rosario, la Signora sorride e scompare.

La grotta di Massabielle dove, apparve la prima volta la Santa Vergine a Bernadette

Finita la visione Bernadette, a piedi nudi, attraversa senza difficoltà il canale e sulla via di casa, vinta dall’insistenza della sorella, racconta quanto ha visto. Antoinette comunica tutto alla mamma, che sentenzia trattarsi di un sogno e proibisce severamente a sua figlia di recarsi ancora alla roccia di Massabielle (Massabielle = roccia antica). La veggente si confida con l’abate Poiman, che le diede il permesso di parlarne all’abate Peyramale; questi è del parere che bisogna attendere prima di pronunciarsi.

Il 14 febbraio Bernadette, ottenuto il permesso di sua madre, torna con le due compagne a Massabielle e, dopo aver recitato il rosario, dice alla Signora: «Se voi venite in nome di Dio, avvicinatevi»; poi l’asperge con acqua benedetta. La Signora sorride, si segna e si accosta. Jeanne Baloum, per farsi coraggio, getta contro la roccia una pietra, che cade vicino a Bernadette e finisce nell’acqua. La veggente in estasi è diventata tanto pesante che il robusto mugnaio di Savy a stento riesce a trasportarla al suo mulino.

Il 15 febbraio, dopo la Messa delle ore 6, vengono a Massabielle la signora Millet e Antoinette, figlia del cancelliere, che, fornite di calamaio e penna, insistono che Bernadette preghi la misteriosa Signora di declinare le sue generalità. Questa per la prima volta fa udire la sua voce nel dialetto locale: «Quanto ho da dirti, non è necessario che io lo scriva. Fammi solo il favore di venire qui per 15 giorni. Ti prometto che non sarai felice in questo mondo, ma nell'altro».

Il 19 febbraio, alla presenza della mamma, della zia e di un centinaio di persone, Bernadette conversa per mezz’ora con la Signora della visione. Il 20 febbraio alla presenza della madre e di 500 persone, durante un’estasi di 40 minuti, la Signora insegna alla veggente, parola per parola, una preghiera, che questa non manifesta ad alcuno, e la reciterà ogni giorno fino alla morte. Il 29 febbraio Bernadette, non badando affatto alle acclamazioni di migliaia di persone, prega e piange, perché la Signora guarda il mondo col volto rattristato e le dice «Prega per i peccatori».

Diffondendosi sempre più la notizia di questi eventi straordinari, Bernadette è sottoposta dal commissario Jacomet ad un duro e prolungato interrogatorio. Ella non ritratta nulla di quanto ha detto, corregge le capziose imprecisioni di lui senza lasciarsi intimidire e non identifica neppure l’apparizione, che per lei è Aquerò (quella cosa). Il 22 febbraio Bernadette, spinta da una forza interiore, si reca alla grotta, dove si trova il maresciallo D’Anglas, ma non si verifica alcuna visione. In una riunione il maresciallo, il procuratore Dutous e il sindaco Lacadé decidono di tenere sotto controllo la situazione senza compiere alcun atto repressivo.

Alla apparizione del 23 febbraio, che dura un’ora, la affida alla fanciulla tre segreti, che non saranno mai manifestati ad altri. Il 24 febbraio la veggente, prima raggiante di gioia poi triste, sale in ginocchio sotto il rosaio della grotta, poi, volgendosi verso la folla, ripete tra lacrime e singhiozzi le parole della Signora: «Penitenza! Penitenza! Penitenza!».

Il 25 febbraio la Signora ordina a Bernadette: «Va’ a bere e a lavarti alla fontana». La fanciulla in stato di estasi si dirige verso il Gave ma, richiamata dalla visione, torna all’angolo della grotta e in ginocchio, grattando la terra arida con le dita, vede sgorgare una sorgente fangosa, che diventa presto limpida; ella ne beve, si lava e mangia qualche filo d’erba.

Il 26 la Signora ordina a Bernadette in estasi: «Bacia la terra in penitenza per i peccatori». La fanciulla obbedisce e, a un suo cenno, tutti i presenti la imitano. Il 27 alla fine di un colloquio la Signora ingiunge a Bernadette in estasi: «Va’ a dire ai sacerdoti che si deve erigere qui una cappella». La veggente per la prima volta va dal parroco Peyramale che l’accoglie con estrema freddezza.

Il 28, mentre sono presenti 200 persone che nulla vedono e odono, la Signora fa a Bernadette comunicazioni a lei riservate. Intanto si verifica qualcosa di eccezionale. Caterina Latomie, che per la caduta da una quercia ha riportato la paralisi di due dita della mano destra, dopo aver immerso la mano nell’acqua sgorgata tre giorni prima a lato della grotta, riprende immediatamente l’elasticità delle sue dita piegate. È questa la prima guarigione che il vescovo di Tarbes ritiene opera di Dio. Il 1° marzo Bernadette nel pregare presenta la corona alla Signora ed è imitata dalla folla.

L’apparizione del 2 marzo, avvenuta alla presenza di 1650 persone, segna una svolta. La Signora ordina di nuovo a Bernadette di chiedere ai sacerdoti l’erezione della cappella e aggiunge: «Voglio che qui si venga in processione». La fanciulla dopo la visione raggiunge con le zie Basilia e Bernarda l’abate Peyramale per trasmettergli il messaggio della Signora. Il sacerdote, combattuto tra la propensione a credere e la decisione dei magistrati di arrestare l’affluenza alla grotta, manda via le due zie e se ne va anche Bernadette. Questa però la sera ritorna in canonica per ripetere il messaggio ed ivi incontra vari sacerdoti con cui non riesce a dialogare per la differenza dei loro dialetti.

Però lei rientra in famiglia lieta di aver comunicato quanto doveva. Il 3 marzo Aquerò non appare subito durante la ressa del mattino, quando sono accorse tremila persone, ma più tardi tranquillizzando Bernadette. Questa, verso sera, suona alla canonica per ripetere a Peyramale, rientrato da Tarbes dove si era consigliato con l’abate Robes, che la Signora insiste per la cappella. Il curato risponde che la Signora dia un segno ed avrà una cappella non piccola.

Il 4 marzo, ultimo giorno della quindicina, alle 11 di sera, il commissario di polizia fa ispezionare la grotta e con sua meraviglia trova già gente in preghiera. Alle 6 del mattino sono convenute circa 8.000 persone, alle 7 e cinque arriva Bernadette che, alla terza Ave della seconda decina del rosario entra in un’estasi che dura circa tre quarti d’ora, ma senza miracoli e rivelazioni. La Signora scompare senza dire se sarebbe tornata o meno, ma la fanciulla ritorna spesso a pregare per ore a Massabielle.

Il 25 marzo Bernadette al suo arrivo vede la grotta splendente di luce e la Signora che l’attende sorridendo e guardando la folla con amore di madre. La veggente per ben quattro volte chiede ad Aquerò di rivelare la sua identità. Due volte la Signora risponde con un sorriso; alla terza, senza più sorridere, stende le mani verso terra per ricongiungerle all’altezza del petto e con gli occhi alzati al cielo dice in dialetto: «Que soy era Immaculada Councepciou» (Io sono l’Immacolata Concezione).

Il grande e celebre Santuario di Lourdes, consacrato nel luglio 1876.
[foto Giuseppe Gambino s.j.]

Bernadette corre veloce verso la canonica ripetendosi le parole che aveva udito per non dimenticarle. L’abate Peyramale resta fortemente colpito e comprende che la fanciulla non può essersi inventate quelle parole, perché non ne sa il significato. Alla fine di un interrogatorio di Bernadette e ampie discussioni con altri sacerdoti, egli raccorda le parole della Signora di Massabielle con la definizione dogmatica promulgata a Roma da Pio IX l’8 dicembre 1854.

Il 7 aprile Bernadette è portata in carrozza a Massabielle e, alla presenza di un centinaio di persone che presto diventano un migliaio, entra in estasi sostenendo un cero. Per proteggere la fiamma dal vento, sale con le mani lungo lo stelo del cero e rinserra lo stoppino come le sue mani fossero due alve di una conchiglia. Attraverso le dita socchiuse, la fiamma rischiara l’incavo delle mani. Dopo l’estasi il dottor Dozous esamina le mani di Bernadette e, non trovando traccia di bruciature, non esita a dichiarare che si tratta di un fatto soprannaturale.

Dall’8 al 22 maggio la veggente soggiorna a Cauterets; il 3 giugno, festa del Corpus Domini, fa la prima Comunione nell’oratorio dell’Ospizio della parrocchia. Il 16 luglio, festa della Madonna del Carmine, si sente attratta verso la grotta. Sulla sera, senza farsi notare, raggiunge la grotta dal lato opposto, s’inginocchia e accende il suo cero. Ha appena cominciato il rosario, quando con gioiosa sorpresa vede per l’ultima volta sulla terra la Madonna: è una visione che avviene in silenzio come le prime.

Significato delle apparizioni

Le apparizioni non apportano nuove verità di fede, ma ne sottolineano e illustrano alcuni dati, quali la conversione, la penitenza, la preghiera, il sacramento della riconciliazione, il culto eucaristico, le beatitudini dei poveri, ecc. La povertà non è pronunciata esplicitamente, ma è fortemente significata. La veggente è una emarginata, appartiene ad una famiglia nota alla gendarmeria per la sua miseria, rifiuta ogni dono che i devoti vorrebbero offrirle, conservando però sempre grande simpatia per gli indigenti.

La Santissima Vergine l’ha scelta come sua messaggera, perché il Signore si serve per le sue opere mirabili di «ciò che nel mondo è debole» (1Corinti 1,20). Dalla sorgente fatta sgorgare ad un cenno della Signora fluisce acqua potabile, che non differisce da quella della fontana di Lourdes e, dopo un secolo e mezzo emana ancora 85 litri al secondo. Nelle piscine delle vasche l’acqua si cambia ordinariamente una volta al giorno ed in essa vengono immersi tanti infermi spesso infetti da malattie contagiose, ma nessuno vi ha mai contratto una nuova malattia o subito un peggioramento, anzi molti sono guariti.

Il vescovo di Tarbes, monsignor Bertrando Severo Laurence con la pastorale del 18 gennaio 1862 approvò le apparizioni di Lourdes per queste ragioni: buoni effetti di ordine spirituale, come conversioni e notevole risveglio della pratica religiosa; i cambiamenti e le estasi della piccola veggente, i cui lineamenti durante la visione rendevano espressioni inconsuete; la testimonianza precisa e coerente della fanciulla quattordicenne incapace di mentire, che è stata la sola a udire e vedere la Signora di Massabielle; le guarigioni verificatesi con l’immersione nelle piscine e durante la processione del Santissimo Sacramento.

Tutto ciò è dono dell’Onnipotente che ha fatto grandi cose in Maria prescelta come madre di suo Figlio (cf. Luca 1,40) e per l’intercessione di lei continua ad operare miracoli a favore dell’umanità sofferente. L’affinità dei sentimenti interiori di Bernadette con quelli espressi da Maria nel suo cantico di lode al Signore è trasparente.

Il 25 maggio 1866 la veggente, prima di lasciare Lourdes per entrare tra le Suore di Nevers, improvvisa una preghiera sulla falsariga del Magnificat: ringraziamento della povertà della sua serva (cf. Luca 1,48). Ma si rivolge direttamente a Maria: «Sì, tenera Madre, tu ti sei abbassata fino a terra per apparire a una debole fanciulla… Tu, Regina del cielo e della terra, hai voluto servirti di quanto v’era di più umile secondo il mondo» (dal Diario dedicato alla Regina del cielo, 1866).

La costruzione del Santuario

Nel 1861 il luogo detto Massabielle con i suoi dintorni divenne proprietà della diocesi di Tarbes. L’anno seguente si ottiene finalmente, per l’intervento dell’imperatrice Eugenia, il permesso del ministro dei culti di fabbricare un edificio sacro. Dietro l’impulso del dinamico curato Peyramale l’architetto Ippolito Duran iniziò la costruzione non di una cappella, come aveva chiesto la Madonna, ma di una chiesa abbastanza grande di stile gotico sulla vetta della roccia della grotta delle apparizioni.

L’opera difficilissima durò parecchi anni. La prima Messa fu celebrata il 1° maggio 1866 nella cripta ed il 16 agosto 1871 nella chiesa superiore. Il 2-3 luglio 1876 avvenne la consacrazione del nuovo santuario alla presenza di 35 arcivescovi e vescovi, tremila sacerdoti e circa centomila fedeli.

Poiché la Basilica superiore risultava sempre più insufficiente, verso la fine del secolo XIX nella parte inferiore del terreno fu edificata una seconda chiesa a pianta centrale con 15 altari, adorna con rivestimento musivo rappresentante i 15 misteri del rosario, e che fu solennemente consacrata il 6 ottobre 1891. Le processioni vespertine o notturne con fiaccole datano dal 28 agosto 1872; la processione eucaristica con la commovente benedizione individuale dei malati e con le fiduciose invocazioni in varie lingue rimontano al 22 agosto 1887.

Approvazioni dei sommi pontefici

Nel 1876 Pio IX nomino il cardinale Guibert, arcivescovo di Parigi, suo rappresentante per la consacrazione del Santuario a cui conferì il titolo di Basilica. Nel 1891 Leone XIII approvò la festa liturgica dell’apparizione dell’Immacolata (11 febbraio) per la metropolia di Auche e Pio X nel 1908, cinquantenario delle apparizioni, l’estese a tutte le chiese di rito latino. Pio XI beatificò la veggente di Lourdes nel 1925, la canonizzò nel 1933 e volle che l’Anno Santo della Redenzione fosse solennemente chiuso proprio a Lourdes nell’aprile del 1935 con un triduo ininterrotto di Messe alla grotta di Massabielle, mandando come suo legato il proprio segretario di stato, il cardinale Eugenio Pacelli divenuto nel 1939 papa Pio XII.

Nel 1958, centenario delle apparizioni, monsignor Théas, vescovo della diocesi di Tarbes, a cui era stato aggiunto nel 1912 anche il titolo di Lourdes, riuscì ad erigere non senza gravi difficoltà, la Basilica sotterranea di S. Pio X, che fu consacrata dal cardinale patriarca di Venezia, Angelo Roncalli, inviato come legato pontificio per essere stato nunzio apostolico in Francia. Giovanni Paolo II è andato pellegrino a Lourdes e Benedetto XVI vi si recherà il prossimo 15 agosto.

Avendo la riforma liturgica postconciliare ridotto il numero delle festività, quella della Madonna di Lourdes fu ridotta a semplice memoria facoltativa, anche se ovunque celebrata con grande affluenza di fedeli soprattutto di malati.

Ad Jesum per Mariam

Se parlando del Santuario di Lourdes ci si attenesse solo alle manifestazioni mariane, si darebbe una falsa idea, perché in esso la presenza di Maria è discreta e tutto è orientato a Cristo. La prima visita dei pellegrini è sempre alla grotta, dove domina dal 4 aprile 1864 la statua della Vergine scolpita in marmo di Carrara dall’artista Joseph Fabish, secondo le informazioni offerte da Bernadette. Ma quando il 30 marzo 1864 la statua fu collocata su un piedistallo per essere ben vista dalla veggente, questa dopo breve silenzio esclamò: «Non è così».

L’artista aveva trasformata in grande signora panneggiata nelle pieghe delle statue classiche colei che Bernadette aveva visto nelle sembianze di una giovane semplice e simmetrica, con il capo ben eretto sulle spalle e con lo sguardo fisso sulla fanciulla, ma che il 25 marzo 1858 si era rivolta al cielo senza un minimo movimento all’indietro.

Secondo Luca 1,35 Maria è la nuova arca dell’alleanza, divenuta nell’incarnazione del Verbo tempio vivo del Figlio di Dio, tipo della comunità dei credenti e di edifici sacri, dove domina la presenza del Cristo eucaristico a cui sono collegati gli altri sacramenti.

La cappella penitenziale di Lourdes è il luogo dove si ha forse il numero più grande di confessioni. Il sacramento dell’unzione è conferito ad infermi e ad anziani infondendo grazia e speranza.

Il Santuario dei Pirenei è luogo di incontro nella carità fra sani e malati, dove la fede ispira molteplici iniziative a livello locale, nazionale e mondiale, e dove la pastorale è tutta tesa all’assimilazione del Vangelo, alla conversione dell’intera vita dopo il pellegrinaggio, secondo il messaggio trasmesso dalla Vergine a Bernadette, che per prima lo ha accolto e testimoniato nella sua breve esistenza crocifissa con Cristo.

Parte seconda

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